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Ma perché il Mipaaft nell'ambito della riforma ippica non procede a togliere i colori a personaggi che si sono macchiati di certi reati?

Celin Sergio, Portavoce Comitato padovano contro il doping e la macellazione dei Cavalli da corsa: "Vietare la frequentazione delle scuderie e di operare all'interno degli Ippodromi a tutti quei personaggi i cui comportamenti sono solamente dannosi per l'ambiente stesso!"

Del resto, Attilio D'Alesio, presidente del Coordinamento ippodromi, continua a propagare a mezzo stampa comunicati in cui chiede che l'ippica sia riconosciuta come sport equestre, dunque CONI, questo implicherebbe un regolamento tipo FISE, organismo delle discipline equestri sportive olimpiche, i cui codici organizzativi sottintendono che, per certi tipi di reati, ove è latente il rischio di reiterazione, c'è la sospensione cautelare quando parte un procedimento, e a termine del processo, se l'accusa permane - e diventa fatto convalidato dalla magistratura - la radiazione.

Vediamo il caso di un certo Carlo Isella, proprietario/allenatore di cavalli da trotto, che i notiziari ippici riportavano (link) che sarebbe stato responsabile di togliere i microchip ai cavalli morti e trasfonderli in correnti.

Per tale reato è stato poi punito il driver Toivanen, che in un'intervista link sosteneva di aver allenato (sotto prestanome) altri cavalli ... (Vaio Cn, Volturno Sport, Adonis Om, Beatrix Om, Amity Lb). Alla domanda se allenava ancora, Toivanen rispondeva: “No, faccio l’artiere”, un po’ di diffidenza … aspetto ... adesso, 6 anni dopo, ho denunciato ... tramite i NAS, sono andato a fare denuncia alla procura della Repubblica, voglio essere indagato, questo è l’unico modo per difendermi, perché il giudizio sportivo è già stato dato, hanno buttato tanto di quel fango addosso ad uno che non c’entrava nulla ... mi hanno letteralmente rovinato la vita. Si vede che fa comodo tenere coperte certe persone... mi fanno pagare i crimini di altre persone, ma cose vere salteranno fuori. Io voglio bene ai cavalli e sono convinto che anche loro sentono la stessa cosa per me. Tutti quelli che sono interessati sono i benvenuti nella scuderia dove lavoro io, come artiere ippico, e conoscendomi rimarrete stupiti”.

Scrive Mario Alderici nel 2017, cronista ippico: "Quello che emerge in maniera abbastanza nitida è che se, da un lato, era inevitabile che a pagare sarebbe stato Toivanen, è altrettanto abbastanza chiaro che altre persone siano riuscite a “svicolare” e a farla franca... un po’ tutto l’ambiente ippico che non crede che Toivanen sia la mente degli scambi (in anni in cui questi scambi di cavalli sono andati di “moda”)... è radiato eppure si continua ad intervistarlo, pur con l’obbligo tacito da parte di chi dirige di far passare le sue parole come dette dall’allenatore prestanome di turno; Toivanen è radiato, ma sa allenare, curare, ferrare e portare in pista i cavalli in condizioni che in pochi riescono ad imitare, lavora per le più importanti scuderie ippiche italiane figurando come artiere ippico …In tutta la vicenda, appare anche una cosa: l’unico che racconta la verità (non sappiamo se tutta o in parte) è Toivanen, per il resto completo silenzio e tanta omertà...E’ palpabile l’impressione (sia di veterinari, sia di commissari Unire, sia di giornalisti, sia di titolari di scuderie di primaria importanza) che “Vello” Toivanen sia servito (non si sa se interamente o in parte) da capro espiatorio in questa torbida vicenda che coinvolge personaggi malavitosi avvezzi a questo tipo di operazioni, personaggi che continuano a girare indisturbati per gli ippodromi e probabilmente a svolgere la loro “vecchia” attività sotto il nome di qualche altra persona. Tutta questa storia è palesemente viziata da fattori ambientali, Toivanen non troverà mai nessuna persona, sia dirigente Unire, che veterinario, che componente della commissione di disciplina, pronta ad attivarsi compiutamente tentando di riabilitare un professionista una volta stimato e acclamato. Pur essendo chiarissimo che, se Toivanen ha delle colpe, non è certo l’unico coinvolto ...si è deciso di chiudere il caso ... sulle carte tutto è stato cancellato e il tempo cancellerà le ultime tracce rimaste impresse nella memoria di appassionati di cavalli, di persone che hanno visto e di persone che hanno fatto finta di non vedere: a molti ha fatto comodo che sia finita così, c’è stato il colpevole ma il problema non è stato risolto. Il problema è che la criminalità organizzata ha trovato terreno fertile nel nostro ambiente, conclude il giornalista.

Ma non finisce qui, un articolo di cronaca del 2013 riporta: "Cavalli dopati con testosterone per vincere le gare di trotto. Fialette, siringhe, compresse e solventi sono stati trovati all’interno delle scuderie ..... Nei guai è finito un nome noto dell’ambiente: Carlo Isella, 48 anni, residente ad Abano ... è stato rinviato a giudizio per il reato di maltrattamento di animali (articolo 544 Ter comma 2 del codice penale). Link all'articolo

Non si sa come sia finito il procedimento, se ha dato ragione o torto alle accuse. L'ippico è ancora nell'esercizio delle sue funzioni.
Tutto questo ci ricorda qualcosa, nei casi più recenti di cronaca. Anche noi siamo convinti che il finto salvatore di cavalli Francesco Cacciatore che subirà a breve un processo sia l'anello debole della catena, l'ultima ruota del carro. Link alla vicenda

Sarebbe stato preferibile che a pagare, anziché lui o solo lui, fosse l'intero racket, perchè pare impossibile che un uomo da solo sia riuscito ad ordire un simile piano.

Speriamo che la riforma dell'Ippica, con la Carta della Legalità del Ministro Mipaaft Centinaio, ponga rimedio alla permanenza nell'ippica di personaggi che, per il bene dell'ippica, andrebbero allontanati. In special modo che vada a colpire i mandanti, non i capri espiatori.

Perché quando la giustizia mette in galera chi ha rubato una mela, e lascia in libertà chi ha derubato una banca, chiaro che non c'è speranza per l'Italia di risalire la china da paese europeo che vanta una percezione di corruzione da podio.

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