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 Cascina “lager”: conigli e polli in gabbie sovraffollate e piene di feci. Intervento dei carabinieri e delle Guardie ambientali d’Italia: gli animali destinati alla macellazione venivano anche venduti, con rischi seri per la salute dei consumatori.

I militari della Stazione di Brugherio, assieme a personale del Coordinamento provinciale di Milano delle Guardie ambientali d’Italia, hanno eseguito nei giorni scorsi un’ispezione all’interno di una cascina di Brugherio nella quale era stata segnalata la presenza di numerosi capi di avicunicoli (polli e conigli) allevati in condizioni inidonee e detenuti in violazione delle più elementari norme in materia di salute e benessere degli animali, nonché in condizioni igieniche precarie, con conseguenti rischi anche per la salute umana. Accompagnati da un veterinario dell’Ats esperto in questa tipologia di animali, all’interno di un piccolo locale della cascina i militari hanno rinvenuto 49 conigli e 44 capi di pollame, destinati a essere macellati per autoconsumo e per essere ceduti a terzi. Gli animali erano chiusi in anguste gabbie prive di idonea lettiera, costretti a stare tra le proprie feci, in condizioni di sovraffollamento, sulla nuda rete metallica, “esposti così a continui e dolorosi traumi agli arti in ragione della natura irregolare e quindi tagliente e contundente di tale superficie”, hanno spiegato i carabinieri.

Sporcizia, liquami e sofferenze per gli animali

Le condizioni igieniche delle gabbie erano pessime, tra feci, liquami e una moltitudine d’insetti (mosche e moscerini) che tormentava gli stessi animali e rendeva l’ambiente saturo di esalazioni ammoniacali urticanti e irritanti.  I carabinieri hanno proceduto al sequestro preventivo (richiesto dalla Procura e convalidato dal Tribunale di Monza) di tutti gli esemplari, in base all’articolo 727 comma 2 del Codice penale, detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze. Polli e conigli sono poi stati trasferiti in un luogo consono.

Ancora lontani dal benessere in allevamento

“L’intervento, volto a tutelare tanto gli animali quanto la salute dei consumatori, ha in definitiva evidenziato come ancora oggi, soprattutto nelle realtà rurali/familiari, perdurino modalità di detenzione degli animali destinati alla macellazione del tutto anacronistiche e penalmente rilevanti – hanno sottolineato dall’Arma – E’ ancora diffusa l’errata convinzione che l’allevamento per autoconsumo goda di una sorta di immunità, tale da consentire di derogare alle vigenti normative igienico-sanitarie e di benessere degli animali”.  In questo caso la situazione è ben peggiore, visto che gli animali venivano anche venduti.

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