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Allevamento lager nel Cremonese, a Rebecca D'Oglio, scoperto dai carabinieri della Forestale di Brescia. Sequestrate 30 vacche da latte ormai agonizzanti.

Una situazione incredibile e indecente quella che si sono trovati davanti agli occhi gli uomini della Forestale di Brescia. Da subito ai militari sono apparse carenti le condizioni igienico igienico-sanitarie della struttura che si trova a Robecco d’Oglio: un ingente numero di bovini erano malati e non sottoposti alle cure veterinarie. Gli animali erano detenuti con gli arti immersi nei loro stessi escrementi, le vacche stabulavano stabilmente in box in promiscuità con carcasse di altri animali morti e già in avanzato stato di decomposizione e i locali adibiti alla conservazione delle cisterne del latte raccolto risultavano addirittura invase da blatte.

Accuse di maltrattamento e abbandono di animali per i titolari dell'impresa.

Per tutti i bovini è stato disposto il sequestro (probatorio per circa una ventina di animali e fermo sanitario per i restanti 380 circa) e l’affido al sindaco di Robecco d’Oglio (Cremona). Le ipotesi di reato per i due titolari dell’allevamento sono il maltrattamento e l’abbandono di animali.

Alla metà di Ottobre del 2019 i Carabinieri forestali di Rossano hanno eseguito un sequestro preventivo del canile comunale di Corigliano Rossano – località Foresta – situato all’interno dell’area urbana di Rossano.

Il sequestro (conseguente a provvedimento del GIP di Castrovillari su richiesta della Procura della Repubblica) segue un’inchiesta coordinata dal Procuratore Eugenio Facciolla e dal pm Giovanni Tedeschi a seguito della quale si sarebbe manifestata l’assenza di una organizzazione adeguata nella cura degli animali da parte dei responsabili della struttura.

Nello specifico, è risaltata una gestione critica della struttura volta al ricovero di cani randagi: le indagini – effettuate anche con la sorveglianza della struttura tramite telecamere nascoste – hanno certificato la presenza di due persone che gestivano il canile per circa due ore al giorno la mattina senza fornire alcuna cura nei giorni di sabato e domenica. È stato accertato, inoltre, che rifiuti pericolosi venivano raccolti in modo inconsapevole dalla ditta preposta a ciò su incarico del Comune. Il CTU nominato dalla Procura ha certificato un palese maltrattamento degli animali ed una idoneità parziale della struttura, con ambulatori non a norma e dubbi sulle modalità di adozione dei cani provenienti dalla struttura in ragione della mancanza di autorizzazioni in alcuni casi di adozione al Nord.

Tra i nove indagati vi sono, a vario titolo, amministratori pubblici e dipendenti dell’ex Comune di Rossano, nonché dipendenti dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, volontari e liberi professionisti: tra i reati contestati vi sono l’abuso d’ufficio, la falsità ideologica e materiale, il maltrattamento di animali e concussione. La Procura, a conclusione delle indagini, ha anche disposto la nomina di due amministratori giudiziari per la gestione del canile.

Horse Angels annuncia la volontà di perseguire legalmente i fatti, affidando la parte civile all'Avv. Giuseppe Marino del Foro di Reggio Calabria.

 Cascina “lager”: conigli e polli in gabbie sovraffollate e piene di feci. Intervento dei carabinieri e delle Guardie ambientali d’Italia: gli animali destinati alla macellazione venivano anche venduti, con rischi seri per la salute dei consumatori.

I militari della Stazione di Brugherio, assieme a personale del Coordinamento provinciale di Milano delle Guardie ambientali d’Italia, hanno eseguito nei giorni scorsi un’ispezione all’interno di una cascina di Brugherio nella quale era stata segnalata la presenza di numerosi capi di avicunicoli (polli e conigli) allevati in condizioni inidonee e detenuti in violazione delle più elementari norme in materia di salute e benessere degli animali, nonché in condizioni igieniche precarie, con conseguenti rischi anche per la salute umana. Accompagnati da un veterinario dell’Ats esperto in questa tipologia di animali, all’interno di un piccolo locale della cascina i militari hanno rinvenuto 49 conigli e 44 capi di pollame, destinati a essere macellati per autoconsumo e per essere ceduti a terzi. Gli animali erano chiusi in anguste gabbie prive di idonea lettiera, costretti a stare tra le proprie feci, in condizioni di sovraffollamento, sulla nuda rete metallica, “esposti così a continui e dolorosi traumi agli arti in ragione della natura irregolare e quindi tagliente e contundente di tale superficie”, hanno spiegato i carabinieri.

Sporcizia, liquami e sofferenze per gli animali

Le condizioni igieniche delle gabbie erano pessime, tra feci, liquami e una moltitudine d’insetti (mosche e moscerini) che tormentava gli stessi animali e rendeva l’ambiente saturo di esalazioni ammoniacali urticanti e irritanti.  I carabinieri hanno proceduto al sequestro preventivo (richiesto dalla Procura e convalidato dal Tribunale di Monza) di tutti gli esemplari, in base all’articolo 727 comma 2 del Codice penale, detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze. Polli e conigli sono poi stati trasferiti in un luogo consono.

Ancora lontani dal benessere in allevamento

“L’intervento, volto a tutelare tanto gli animali quanto la salute dei consumatori, ha in definitiva evidenziato come ancora oggi, soprattutto nelle realtà rurali/familiari, perdurino modalità di detenzione degli animali destinati alla macellazione del tutto anacronistiche e penalmente rilevanti – hanno sottolineato dall’Arma – E’ ancora diffusa l’errata convinzione che l’allevamento per autoconsumo goda di una sorta di immunità, tale da consentire di derogare alle vigenti normative igienico-sanitarie e di benessere degli animali”.  In questo caso la situazione è ben peggiore, visto che gli animali venivano anche venduti.

La Cassazione con la pronuncia n. 40438/2019 ha annullato la condanna a dodici animalisti che nell’aprile del 2012 si erano introdotti nell’allevamento Green Hill per liberare 67 beagle.

Durante la celebrazione del processo, si è arrivati nel 2014, a una modifica dell’articolo 13 della Legge delega n.96 del 2013 con il quale è stato vietato allevare cani, gatti e primati destinati ai laboratori di sperimentazione. Per cui Green Hill non ha potuto riaprire.

A questa vittoria si è aggiunta la pronuncia della Cassazione sopra richiamata in cui viene stabilito, affinché possa essere configurato il reato di furto di animali, che è necessaria la prova che “l'autore del fatto abbia agito per conseguire un ampliamento del proprio patrimonio, quale fine diretto e immediato dell'azione, sia pure con l'intento di ottenere per tale via il soddisfacimento di un bisogno ulteriore anche solo di ordine spirituale”.

Di conseguenza è essenziale, perché si configuri il furto di animali, valutare l'utilità perseguita dall'autore del furto connessa non all'azione in sé, bensì alla res oggetto dell'impossessamento; quindi, è richiesto che l’autore consegua necessariamente un vantaggio anche solo morale quale può essere l'intento di liberare gli animali per tenerli con sé.

Avv. Giuseppe Marino, Foro di Reggio Calabria

Cercola, Napoli, esemplari di Rottweiler in gabbie per uccelli. Denunciato il proprietario di una pensione abusiva.

L’allevatore deteneva 46 cani in condizioni igieniche non adeguate, alcuni con tagli e ferite. Si sospetta potessero essere utilizzati per combattimenti clandestini.

Un 35enne è stato denunciato per maltrattamento di animali. I cani sono stati sequestrati e affidati alle cure del reparto veterinario della ASL.

L’operazione è stata compiuta dai carabinieri forestali del nucleo CITES di Napoli e della stazione di San Sebastiano. Supportati da personale dell’ASL Napoli 3 Sud, i militari hanno scoperto che alcuni esemplari erano rinchiusi in box arrugginiti e sporchi dove non filtrava neppure l'aria, altri non avevano acqua a disposizione, altri ancora erano in gabbie per uccelli.

Horse Angels annuncia azione legale per la tutela giuridica dei cani coinvolti nel sequestro.

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