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Nelle profondità della foresta pluviale amazzonica: inospitale, ostile e inabitabile, tra la vorace vegetazione tropicale, il verde pieno di vapore e l'ombra, il verde scuro e scuro, l'incessante ronzio di tafani e zanzare, il rumore di uccelli acquatici multicolori, pappagalli, iguane, are, giaguari, orchidee che galleggiano sulle acque, coccodrilli, anaconde e piranha ma anche sirenidi; le enormi farfalle gialle, i rampicanti frondosi, sui rami; la foresta, le raffiche di vento ardente, l' uragano; Il capitano Francisco de Orellana, il 26 dicembre 1541, intraprende la prima navigazione del fiume più lungo e più grande del mondo, chiamato il Rio delle Amazzoni.

Il nome fu coniato, dice la leggenda, per le belle donne in canoa incontrate durante l'esplorazione. I seguaci di Orellana le descrissero come bionde, di membri grandi e forti, audaci e bellicose, coraggiose guerriere che si difendevano dagli invasori con frecce avvelenate. Erano alte, con lunghe trecce rotolate sopra la testa. Indossavano abiti di cotone e coperte di lana con piume luminose o camminavano seminude. Ogni anno facevano irruzione nelle tribù vicine, giungla all'interno, tra urla e timpani di battaglia, intrappolando i giovani per renderli schiavi. Dopo il rapimento, come nella leggenda greca, tenevano solo le femmine, addestrandole nella gestione delle armi e nell'arte della guerra, e i maschi sopravvissuti venivano sacrificati o mutilati. Così Orellana decise di battezzare il fiume con il mitico nome delle Amazzoni dei miti classici dell'antica Grecia.

In quel luogo sconosciuto, ai margini del mondo, perdendo la maggior parte degli uomini nella esplorazione, fu scoperta la magnifica Amazzonia, una delle foreste più grandi sulla terra. Superando la fame, la fatica, il freddo e la disperazione, facendosi strada attraverso il coraggio e la spada, gli avventurieri si mossero alla deriva, navigando nel flusso inesplorato dell'ampia Amazzonia, seguendo il suo corso tortuoso di acqua fangosa e ribelle; navigando sul fiume più grande del pianeta, raccontando poi i dettagli della scoperta e della discesa dell'Amazzonia dal suo inizio alla sua bocca e, il 26 agosto 1542, finalmente videro il mare dopo un anno e mezzo di avventura.

La vecchia ambizione di trovare una via di comunicazione tra gli altopiani del Perù e l'Oceano Atlantico era stata soddisfatta; l'Amazzonia era stata scoperta per la navigazione, attraversando l'intero continente da una parte all'altra. Finalmente arrivarono trionfanti alla foce dell'Atlantico, ma affamati, deboli, decimati.

Ritornando in mare aperto nell'Oceano, l'instancabile Orellana si imbarca per la Spagna per ottenere il titolo il governatore delle terre conquistate. Predicando che l'"evangelizzazione" fosse l'obiettivo finale della conquista, gli fu concesso, nelle Capitolazioni del 13 febbraio 1544, il riconoscimento legale delle terre conquistate: il titolo di Adelantado, governatore e capitano generale e la carta d'identità reale della scoperta e della popolazione di "Nueva Andalucía", per poter godere di tutti gli onori, grazie, sovvenzioni, franchezza e libertà, preminenza, prerogative e immunità ... del vasto territorio dell'Amazzonia.

sergio souza MZp6X 0ypfk unsplashTempo per finanziare l'impresa e ripartire, nel 1546 Orellana morì a 35 anni nel tentativo di rintracciare l'Amazzonia insieme alla maggior parte dei suoi uomini, lasciando ad altri la strada aperta alla colonizzazione di un sistema fluviale senza pari, della più grande rete navigabile del mondo.

Finché ci vivevano gli Indios e le Amazzoni, l'Amazzonia era protetta, poi ne è iniziato l'irrevocabile declino e decimazione.

Il Rio delle Amazzoni e l'uomo moderno

l Rio delle Amazzoni è il corso d'acqua più lungo del mondo, 6 992 chilometri (10 volte la lunghezza del Po) nonché il maggiore per portata idrica, numero di affluenti e bacino idrografico ; in esso sfociano infatti circa 10 000 fiumi, di cui 18 con lunghezza superiore a 1 000 km.

Abitanti

Nella regione amazzonica vivono circa 20 milioni di persone, di cui solo 200.000 nativi in spazi "riservati" che corrispondono al 15% della superficie nazionale. In questi territori vivono 150 popoli indigeni. Nonostante ciò nei territori dei nativi si arriva a volte a forti diatribe tra cercatori d'oro invasivi (garimpeiros) e silvicoltori. Gli abitanti che vivono direttamente lungo il fiume - spesso in semplici palafitte in legno - si chiamano Caboclos e vivono spesso di pesca, di produzione di caucciù, in parte di attività zootecniche e con il commercio di noce del Brasile e altri frutti sul mercato nazionale.

Il Rio delle Amazzoni minacciato

Non è solo la foresta pluviale della regione amazzonica a subire un lento processo di distruzione, ma anche il fiume stesso, che viene già da tempo inquinato. Negli ultimi dieci anni i cercatori d'oro hanno versato nel Rio delle Amazzoni più di 200 tonnellate di mercurio. Il mercurio, grazie alla sua densità, può assimilarsi soltanto all'oro; lo sporco e il fango restano al di fuori delle sfere di mercurio.

Questa proprietà è stata sfruttata dai cercatori d'oro che hanno inquinato il solo Rio Tapajòs con 800 tonnellate di mercurio all'anno. Tuttavia i cercatori d'oro non si preoccupano della formazione dei vapori di mercurio al momento della separazione dell'oro e del mercurio, estremamente pericolosa per l'uomo e per gli animali. Tipiche conseguenze di intossicazione da mercurio sono danni genetici gravi quali malformazioni, se non, come frequentemente accade, la sergio souza UKmIbpgwnc unsplashmorte.

Il riscaldamento globale e la deforestazione

Dacché è stato colonizzato dalla "fame" occidentale il territorio dell'Amazzonia è stato colpito da varie siccità come non se ne erano viste prima, che hanno danneggiato l'ecosistema.

Il continuo diboscamento delle foreste madri è causa di siccità, cioè di cambiamento climatico.

Il cambiamento sarebbe per prima cosa il risultato dell’interruzione del ciclo dell’acqua. Gli alberi assorbono l’acqua dalla pioggia e poi la rilasciano sotto forma di condensa nell’aria attraverso il processo di evapotraspirazione. La condensa inoltre alimenta le precipitazioni. Quando le foreste sono disboscate, l’evapotraspirazione e una quantità maggiore d’acqua finiscono nei fiumi lasciando meno condensa per la formazione della pioggia.

Il mondo è come una superficie piatta in cui gli alberi agiscono come delle spugne. Gli alberi assorbono l'acqua. Senza alberi non c'è un tampone che impedisca all'acqua di scivolare via. Questo causa l'erosione del suolo, che poi soffoca fiumi e corsi d'acqua. Senza alberi non si ha ritenzione d'acqua, il terreno si secca, c'è meno traspirazione e quindi anche meno piogge.

L'acqua che evapora dai fiumi, laghi, mari, è quella che ricade sulla terra sotto forma di piogge, grandini, nevi. Queste acque restituite, se non hanno alberi e folta vegetazione a fermarle, defluiscono rapidamente, lasciando il terreno arido e i corsi d'acqua limosi.

Fame occidentale e disboscamento

sergio souza a37fU0uMG2o unsplashLe conseguenze più drammatiche del consumo di latte e carne si verificano nel Terzo Mondo: il disboscamento operato per far posto agli allevamenti di bovini destinati a fornire proteine animali all'Occidente ha distrutto in pochi anni milioni di ettari di foresta pluviale.

Ogni anno scompaiono 17 milioni di ettari di foreste tropicali. L'allevamento intensivo non ne è la sola causa, ma ne è la principale: nella foresta Amazzonica il rosso dei terreni disboscati è stato adibito a pascolo o a coltivazione di foraggere/leguminose per allevamenti di bestiame. Per dare un'idea delle dimensioni del problema, si pensi che ogni hamburger importato dall'America Centrale comporta l'abbattimento e la trasformazione a pascolo di sei metri quadrati di foresta.

Paradossalmente, questa terra non è affatto adatta al pascolo. Ogni pochi anni il suolo diventa sterile e gli allevatori passano ad abbattere un'altra regione di foresta. Gli alberi abbattuti non vengono commercializzati, risulta più conveniente bruciarli sul posto. Si possono percorrere centinaia di chilometri di strada nella foresta amazzonica senza trovare altro che terre abbandonate dove cresce una vegetazione secondaria. Sono gli ex pascoli abbandonati.

In totale, la metà della foresta pluviale dell'America centrale e meridionale è stata abbattuta per l'allevamento. E il ritmo del disboscamento è in continua crescita.

La combustione di milioni di ettari di foresta produce milioni di tonnellate di carbonio. L'elevato consumo di energia nelle varie fasi della produzione di carni produce grandi quantità di anidride carbonica, che contribuisce all'effetto serra.

Per quanto riguarda le terre adibite alla coltivazione di cereali per l'alimentazione animale, il continuo accorciamento dei maggesi non lascia al suolo il tempo di rigenerarsi, accentuandone l'erosione.

Ne conseguono: frane, inondazioni, diminuzione dell'approvvigionamento delle falde, desertificazione, disarticolazioni idrogeologiche e siccità ricorrenti.

In poche parole, i mangiatori di bovini sono la causa principale della rovina dell'Amazzonia. Il motivo per cui viene rasa al suolo, anche con incendi pilotati da mani umane per creare pascoli.

Paese che vai usanze che trovi. Mentre da noi cani e gatti sono privilegiati, per l'induismo l'animale sacro per eccellenza è la mucca.

L'India ha il 30 percento del bestiame mondiale. Ci sono 26 razze distintive di bovini in India. La gobba, le orecchie lunghe e la coda folta distinguono la mucca indiana.

Poiché la mucca è rispettata come un animale sacro, può vagare incolume ed è piuttosto abituata a circolare libera, anche in mezzo al traffico. Questo comporta l'esistenza di mucche "randagie", prive di proprietario, che nessuno cattura, che vivono mangiando quello che trovano ed elemosinando avanzi delle tavole. Generalmente sono supportate dai templi induisti, specialmente nell'India meridionale.

Rispetto all'Italia, dove la maggior parte della zootecnia è intensiva, e il bovino è un oggetto da sfruttare, della cui salute e benessere, meno ancora felicità, pochi si interessano, per gli indiani rispettare la mucca è fondamentale.

Si dice che il Mahatma Gandhi sia diventato vegetariano perché riteneva che le mucche fossero maltrattate.

Significato religioso della mucca

Ai bovini sono dedicati dei templi e statute, sia nella versione maschile, il toro Nandi, la mitica cavalcatura di Shiva, di colore bianco (simbolo di purezza), le cui quattro zampe rappresentano la Verità, la Rettitudine, la Pace e l'Amore, sia nella versione femminile, come madre surrogata di tutti e simbolo di ricchezza.

Con il burro chiarificato prodotto dalle vacche munte, si compiono i riti sacrificali. Inoltre la mucca agisce come madre surrogata, fornendo latte agli esseri umani, per questo è la madre del mondo.

Di tutti i doni, la mucca è ancora considerata il dono più elevato nell'India rurale. I Purana, antiche scritture indù, affermano che nulla è più pio del dono delle mucche. "Non esiste un dono che produca più merito benedetto".

Della mucca non si butta niente

Con lo sterco vengono preparate delle 'pagnottelle' usate nelle campagne indiane per accendere il fuoco e cucinare i pasti. Il tradizionale ed ecologico combustibile, composto da letame secco e compresso, è venduto ovunque.

Nei villaggi, soprattutto nel nord dell'India, è una pratica abituale raccogliere per strada gli escrementi di mucche e bufali per poi farli essiccare sulle pareti delle capanne. E' un lavoro riservato di solito alle donne che si occupano del focolare domestico.

Per milioni di induisti la vacca è un animale sacro e i suoi prodotti, compresi gli escrementi e l'urina, sono utilizzati per diversi rituali di purificazione e nella medicina. L'urina in particolare è considerata un disinfettante. Sono in commercio nei negozi e di recente anche on-line sotto forma di saponette, creme per la pelle e shampoo.

Poiché si ritiene che la mucca sia il dono utile di Dio all'umanità, il consumo di carne bovina è considerato sacrilego per gli indù.

La vendita di carne bovina è vietata in molte città indiane e pochi indù sarebbero pronti ad assaggiare la carne bovina per ragioni socioculturali.

Noi occidentali dovremmo imparare che le mucche meritano per lo meno di pascolare liberamente, vietando l'allevamento intensivo di vitelli per la carne e di bovine per il latte, che non è fonte di benessere per gli animali, né è salutare per gli umani che pretendono di cibarsene. 

Produrre 175 milioni di hamburger dalle cellule di una sola mucca, invece di allevarne e macellarne 440mila.

E' la scommessa di Mosa Meat, start-up dell'Università di Maastricht in Olanda, nata dal progetto di ricerca che nel 2013 ha portato il team del professor Mark Post a presentare al pubblico il primo hamburger creato in laboratorio, da coltura cellulare.

Mosa Meat ha raccolto investimenti per 7,5 milioni di euro e punta a portare sul mercato i primi prodotti nel 2021. Ma "non si può parlare di date certe - racconta all'ANSA la direttrice operativa di Mosa Meat, Sarah Lucas - ci sono alcune incognite a livello scientifico e i tempi per l'autorizzazione per l'immissione in commercio non dipendono solo da noi". Mosa Meat cerca soprattutto di ridurre i costi di produzione della carne in laboratorio. Realizzare il primo hamburger del Prof. Post è costato oltre 300mila euro, secondo alcune stime oggi siamo sui 20 euro al chilo.

(ANSA)

Il test dei 7 animali: l'animale che vedi per primo ti dirà come sei

Questo viene chiamato il test dei sette animali. L’animale che vedi per primo, la foto li contiene tutti, ti dirà qualcosa di curioso sulla tua personalità. Per fare il test, guarda attentamente l’immagine e poi cerca il risultato qui sotto.

1. Cane

Forse la tua personalità è un po’ debole ma sei molto generoso. La solidarietà e la gentilezza ti rendono un amico molto ricercato che offre supporto incondizionato. Hai solo amici a lungo termine perché sono la tua fonte di benessere.

2. Anatroccoli

Non sono animali che tutti vedono, chi li sceglie ha una sensibilità insolita. Sei un perfezionista e cerchi di dare sempre il meglio agli altri e sul posto di lavoro. Tu dai molto ma ti aspetti di ricevere lo stesso.

3. Delfino

Hai una mentalità molto creativa e artistica. Troverai sempre molti modi per ottenere il successo che desideri. Sei costante e lotti per ottenere ciò che vuoi. Non cambi idea facilmente, la tua libertà di pensiero e i tuoi desideri vengono prima di tutto e ti fanno sentire molto sicuro di te stesso.

4. Cavallo

La libertà e l’indipendenza ti caratterizzano. Hai un grande cuore e grande forza nella tua mente. Ti proponi solo obiettivi a breve termine ma hai sempre un obiettivo e lo raggiungi sempre. Non vedrai mai i tuoi errori come un fallimento ma come qualcosa che ti fa crescere e imparare.

5. Un uccello

Sei un grande oratore, un grande comunicatore e un vero influencer delle masse con un potere illimitato. Sei molto estroverso e diretto, sincero e con le idee chiare. Ti piace l’attività sociale e fai amicizia molto spesso.

6. Un granchio

Sei molto positivo, vedi sempre il bicchiere mezzo pieno, quindi sei molto felice, sai come trovare cose buone che gli altri non vedono e le incanali a tuo vantaggio. I problemi, benché tu sappia che esistono, li superi con un sorriso e metti una buona quantità di ironia che li renderà più facili da affrontare.

7. Un orso

La forza ti caratterizza, da quando sei nato. Non passi inosservato, perché hai un passo forte e un’imponente presenza. Il tuo ragionamento e le tue percezioni sono logici, quindi non sei facile da ingannare, scopri rapidamente le bugie.

In Canada delfini e balene saranno presto liberi dalla prigionia.

Alla fine del mese entrerà in vigore la legge federale "Free Willy" che vieta di tenere questi cetacei in cattività.
Secondo la nuova legge, le violazioni saranno punibili con multe fino a 150mila dollari.

La liberazione non è obbligatoria per cetacei già in cattività da tempo, che magari non saprebbero riadattarsi alla libertà. La legge è dunque intesa a scongiurare nuove catture per delfinari e zoo marini.

La cattura rimane permessa per la riabilitazione da lesioni o per la ricerca scientifica.

L'eliminazione graduale dell'onta morale della prigionia di cetacei per il divertimento umano è un «obbligo» secondo i politici che hanno promosso la legge.

«Abbiamo l'obbligo morale di eliminare gradualmente la cattura e la detenzione degli animali a fini di lucro e di intrattenimento», ha affermato il senatore Moore, promotore della riforma. «I canadesi ci chiedono di fare il meglio e li abbiamo ascoltati».

A farne le spese saranno il parco marino Marineland e lo zoo Niagara Falls, che dopo la resistenza iniziale, per non peggiorare i danni di immagine, avrebbero capitolato pianificando responsabilmente il rispetto della nuova normativa.

In Italia il disegno di legge per togliere gradualmente gli animali esotici da circhi e spettacoli itineranti non sta andando avanti. Per la liberazione dei cetacei dovremmo forse aspettare la nostra prossima reincarnazione.

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