In data 21 luglio 2020 a Frignano dipendenti della compagnia di Aversa, hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso dal Tribunale di Napoli Nord (Seconda Sezione Penale) nei confronti di D.F.V., 26enne, dandogli gli arresti domiciliari da espiare in Aversa, in sostituzione della misura cautelare dell'obbligo di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai propri genitori.

Il 26enne di Frignano veniva arrestato per aver ucciso il cane dei suoi genitori lanciandolo dal balcone. Il provvedimento in argomento è stato emesso a seguito dell’ennesimo litigio violento che il giovane, sotto effetto di alcool, aveva avuto con i genitori. Litigio che aveva attirato l’attenzione di tutto il vicinato e che si concludeva con l’uccisione, da parte del D.F.V. del cane di famiglia, da lui lanciato da un balcone alto circa 5 metri.

L'uomo 26enne è finito agli arresti domiciliari su ordine del Tribunale di Napoli Nord; sono stati i carabinieri della locale stazione ad eseguire il provvedimento, che ha sostituito la misura cautelare dell'obbligo di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai propri genitori, cui il giovane era già sottoposto da tempo per il suo carattere violento. Nonostante i divieti, il 26enne, abituale consumatore di bevande alcoliche, tornava sempre a casa dai genitori, aggredendoli di continuo per farsi dare soldi.

Horse Angels, difesa dall'Avv. Laura Mascolo del Foro di Napoli, ha presentato denuncia querela alla procura di competenza territoriale per il 544 bis e ter, maltrattamento con uccisione di animale.

A Giugliano in Campania (NA), nel 2018 due cacciatori di frodo abbattevano 2 esemplari di tortora dal collare orientale (streptotelia decaocto), specie protetta nei cui confronti la caccia non è consentita.

In aggiunta alla caccia di frodo, punita dal codice penale, la procura ha riconosciuto anche il maltrattamento perché i due cacciatori uccidevano per crudeltà e senza necessità i due esemplari suddetti di tortora.

A distanza di due anni dalla commissione del reato, il reinvio a giudizio è atteso per settembre prossimo venturo.

Horse Angels è stata riconosciuta preliminarmente parte offesa dal p.m. e intende costituirsi parte civile, difesa dall'Avv. Laura Mascolo del Foro di Napoli.

Articolo da aggiornare con l'esito della vicenda giudiziaria.

"L'animalità e il pensiero sulla diversità. I fragili contorni dell'umano", pubblicato su Animot: L'altra filosofia, 9, pp. 8-21, a cura di Nicola Zengiaro.

Animot. L'altra filosofia è una rivista patrocinata dall'Università degli studi di Torino entro il progetto SIRIO.

Vi proponiamo la lettura di uno studio di Nicola Zengiaro, pubblicato su Animot e rilasciato in open source su Academia.edu

L’animalità filosofica è il tentativo di rappresentare e comprendere la diversità a partire dallo sguardo. In tale prospettiva si cercherà di comprendere che la rappresentazione che abbiamo di noi stessi emerge dalla nostra relazione con l’alterità. La narrazione entro cui si muoveranno le premesse di tale comprensione traccerà un percorso partendo dallo sguardo degli animali non umani fino a lo sguardo del mondo su di noi. Il mondo ci guarda e noi siamo chiamati a rispondere della nostra responsabilità di fronte a tale sguardo. I contorni dell’umano vengono ridisegnati a partire da un pensiero sulla diversità, e tale filosofia deve prendere le mosse da un cambio di prospettiva assoluto che rimetta in discussione i principi della nostra relazione con il non umano. Si proverà dunque a ridestare uno sguardo su di noi che indichi un riposizionamento etico in base all’essere guardati. A partire da alcune intuizioni di autori come Derrida, Lacan e Buber, si costruirà una narrazione che metterà in luce la possibilità di essere guardati dal mondo e di riposizionare l’essere umano in base alla sua relazione che intrattiene con la vita.

Il commercio illegale di animali domestici è una triste realtà in Europa. Il Parlamento chiede più azioni per proteggere gli animali e punire i trasgressori. Questa la base di una risoluzione europea approvata durante la sessione plenaria del 12 febbraio 2020.

Molti animali domestici vengono venduti illegalmente in tutta l’UE, generando alti profitti a basso rischio e costituendo spesso una fonte redditizia di entrate per le reti criminali.

Per fermare il commercio illegale di animali da compagnia, i deputati hanno chiesto un piano d’azione per tutta l’UE, sanzioni più severe e registrazione obbligatoria.

Gli europei amano i pets

Cani e gatti sono gli animali da compagnia più popolari nell’UE e molti di noi li considerano parte della famiglia.

I cittadini europei tengono al benessere dei loro amici a quattro zampe: secondo i dati dell’Eurobarometro il 74% crede che vadano protetti di più.
Il commercio illegale causa cattive condizioni di allevamento, cuccioli separati troppo presto dalle loro madri e costretti ad affrontare lunghi viaggi in condizioni stressanti - spesso senza acqua né cibo.
Tutto ciò può mettere a rischio anche la salute pubblica, dato che i cuccioli allevati illegalmente spesso non vengono vaccinati e possono diffondere parassiti, malattie virali come la rabbia e malattie infettive che possono colpire le persone e il bestiame.
Il traffico di animali domestici distorce anche il mercato interno dell’UE, in quanto i consumatori - attratti dai prezzi bassi - spesso comprano gli animali da compagnia su internet senza essere consapevoli dei rischi associati.

Misure per il benessere degli animali, la protezione dei consumatori e la salute pubblica

Il Parlamento aveva già chiesto un sistema compatibile per la registrazione degli animali da compagnia, in una risoluzione adottata nel 2016.

I deputati chiedono ora alla Commissione di presentare una proposta per un sistema obbligatorio a livello europeo per l’identificazione e la registrazione di cani e gatti, maggiori controlli e sanzioni più severe contro chi fornisce passaporti falsi per gli animali di compagnia.

I deputati chiedono inoltre una definizione comune dell’UE per gli allevamenti di cuccioli e gattini, poiché le differenze negli standard di benessere degli animali portano a disparità di prezzo che vengono sfruttate dagli allevamenti illegali. I deputati chiedono delle norme UE per l’allevamento degli animali da compagnia, e incoraggiano i paesi dell’Unione europea a istituire dei registri di allevatori e venditori autorizzati. Il Parlamento incoraggia anche le persone ad adottare cani e gatti anziché comprarli.

L’Eurispes è un ente privato che opera nel campo della ricerca politica, economica e sociale. Dal 1982, racconta l'Italia che verrà. E' disponibile da ieri il 32° RAPPORTO ITALIA, di cui riportiamo sotto la parte riguardante animali e alimentazione. 

ANIMALI, 4 ITALIANI SU 10 NE ACCOGLIE ALMENO UNO

LA LORO DIETA SI “UMANIZZA”. E LA LORO PERDITA È UN VERO TRAUMA: SI DIFFONDONO CREMAZIONE E CIMITERI PER ANIMALI

Quattro italiani su dieci (39,5%) accolgono almeno un animale in casa (erano il 33,6% nel 2019 e il 32,4% nel 2018). In particolare, nel 20,7% dei casi un animale, nel 9,6% dei casi due pet, nel 5,6% tre, nel 3,6% più di tre. In quasi la metà dei casi si tratta di un cane (48,8%). A scegliere un gatto sono il 29,6%. Il restante 21,6% si divide tra i possessori di uccelli (3,5%), tartarughe (3,4%), pesci (2,9%), criceti (2,4%), conigli (2,3%), cavalli (1,8%), rettili (1%), animali esotici (0,8%) e asini (0,4%).

Aumenta la spesa e la salute diventa pet friendly

La spesa media mensile per la loro cura è aumentata negli anni: uno su dieci investe tra i 100 e i 200 euro. In particolare, il 32,8% spende “da 31 a 50 euro”, il 28,7% “da 51 a 100 euro”, il 22,4% “meno di 30 euro”, il 9,7% “da 101 a 200 euro”, il 4,3% “da 201 a 300 euro” e il 2,1% “più di 300 euro”. Tra le nuove tendenze, da segnalare l’uso degli integratori alimentari: un quarto (25,8%) di chi possiede animali li aggiunge alla loro dieta; degli alimenti biologici (22,2%) e dei farmaci omeopatici (13,1%).

Affrontare la perdita. Il trauma del lutto

Quando l’animale di casa muore, la perdita è vissuta come un vero e proprio trauma. Il 38,1% di chi ha dovuto affrontare questo dolore ha scelto la cremazione, il 25,6% la sepoltura in un cimitero per animali, il 27,8% ha deciso di non prendere più animali per evitare la sofferenza legata alla perdita.

UNA SCELTA DI BENESSERE E AMORE PER GLI ANIMALI: VEGETARIANI E VEGANI AUMENTANO ANCORA FINO ALL’8,9%.

Di fronte alla domanda “è vegetariano?” il 6,7% degli italiani intervistati afferma di esserlo, il 2,2% dichiara invece di essere vegano, mentre il 6,3% dice di non essere più vegetariano. Nel 2020, dunque, con l’8,9% delle indicazioni, vegetariani e vegani sono in aumento rispetto al 2019 e al 2018, quando questa percentuale era rispettivamente al 7,1% e al 7,3%. Tra le motivazioni alla base della scelta troviamo soprattutto la salute e il benessere (23,2%) e l’amore e il rispetto nei confronti del mondo animale (22,2%).

 Per il rapporto completo questo è il link.

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