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In Italia è legale macellare cavalli, ma non tutti.

E' a discrezione del proprietario registrare all'anagrafe equidi il cavallo come alimento o come atleta.

I cavalli registrati come "sportivi" (sigla NON DPA nel passaporto, che significa non destinato alla produzione alimentare), non obbligano il proprietario alla tenuta di un registro dei farmaci somministrati al cavallo. 

Per i cavalli registrati come "alimenti" (sigla DPA nel passaporto, equino destinato alla produzione di alimenti), è previsto un registro sanitario con obblighi dettati dal Ministero della Salute per l'annotazioni dei medicinali utilizzati, registrazione della movimentazione, ecc. il tutto per garantire che, al consumatore di carni rosse, arrivi sulla tavola un prodotto salubre, privo cioè di sostanze chimiche vietate per animali allevati per divenire alimenti. 

Lo status di cavallo "alimento" è sempre trasformabile nel suo opposto, mentre la scelta di cavallo sportivo è irreversibile.

Vi è una vasta lobby europea che spinge per una normativa di reversibilità del cavallo sportivo ad alimento a fronte, dicono gli interessati, di abbattere la macellazione abusiva che, come emerso dai vari scandali alimentari europei, è diffusa nel mondo del cavallo ma, a parte aver sollevato il tema in Commissione Europea, ad oggi non è stato legittimato che questo sia possibile. Non bisogna dormire sonni tranquilli su questo tema, perché difficilmente la lobby della reversibilità rinuncerà a fare pressioni, quando paesi extra europei, dove non vige la stessa normativa, possono deliberare per la reversibilità, stabilendo dei tempi di sospensione dai farmaci incriminati, ponendo seri problemi all'import di carni equine.

Viste queste premesse:

  • E' di questi giorni la polemica web/social riguardante l'iscrizione anagrafica dei cavalli atleti alla Federazione Italiana Sport Equestri, in quanto, almeno in passato, i cavalli definiti atleti doveveno essere registrati come non macellabili.
  • E' di questi giorni la notizia che entro 90 giorni sarà costituito il nuovo organismo ippico a cui competerà il riordino del settore.

QUESITO

Se il nuovo organismo ippico deciderà che i cavalli dell'ippica sono atleti macellabili a fine carriera - a discrezione delle scuderie come registrare i cavalli - alimenti o atleti - avremo un bel guazzabuglio. 

Con gli atleti cavalli iscritti all'agonismo FISE non macellabili in quanto si dà per scontato la possibilità che facciano assunzione di farmaci illegali per gli "alimenti", e i cavalli atleti iscritti al circuito ippico dove si dà per scontato che il proprietario sappia fare auto disciplina - in assenza di controlli.

Qual è la logica? 

Se certi farmaci sono riconosciuti indispensabili per atleti di sport equestri olimpici, è inimmaginabile che non siano usati anche per l'agonismo nell'ippica, vedesi anti infiammatori, cortisonici, FANS, per trascurare l'evenienza del doping che, da solo, dovrebbe escludere la possibilità di registrazione anagrafica del cavallo come "alimento".

A nostro avviso dunque, il nuovo organismo ippico, rompendo con una lunga tradizione di deresponsabilizzazione, menefreghismo, mancanza di trasparenza, dovrebbe stabilire l'obbligatorietà di allinearsi agli sport olimpici equestri e obbligare gli iscritti al circuito ippico a registrare i cavalli come atleti e in quanto tali non destinabili al circuito alimentare.

Speriamo che le dirigenze ippiche e del Ministero della Salute, cui competerà la Banca Dati Equidi a partire dal 2018, chiariscano come queste incongruenze siano possibili ancor oggi e quali garanzie verranno offerte ai consumatori di carni rosse, sui controlli sanitari agli allevatori di cavalli sportivi pur destinati a scopo alimentare, allorché taluni impieghi agonistici del cavallo, come l'ippica, dovessero rifiutarsi di fare una scelta chiara di esclusione del cavallo dalla catena alimentare.