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Punirne 1 per ammonirli tutti a comportarsi correttamente.

Per quanto anche nella FISE i problemi ci siano, di doping non solo farmaceutico, ma anche meccanico, e benché gli episodi di violenza sui cavalli senza soluzione ci siano stati, grazie ai progressi con la giustizia sportiva, una migliore integrità dello sport è stata raggiunta e l'impunibilità che si respirava fino a 10 anni fa è stata sgretolata da una serie di sentenze, non oscurate, che hanno radiato, sospeso per anni, multato chi sbagliava e, soprattutto, si è saputo che è successo, perché nessuno si è dato la pena di cancellare i dati.

La giustizia sportiva ippica che fa capo al Mipaaf invece, non ha segnato passi avanti negli ultimi anni, ma semmai passi indietro, nel momento in cui si è scelto di oscurare le condanne, senza neppure fare uscire un comunicato stampa che spiegasse le ragioni per cui il criterio della privacy è diventato più importante del criterio della trasparenza sportiva.

Dal 2019 in poi, per il doping in umana vengono pubblicate solo le assoluzioni, per altri tipi di illeciti e per il doping equino, vengono pubblicate sia le condanne sia le assoluzioni, ma con un limite alla trasparenza. Sono oscurati i nomi degli esseri umani, dei cavalli e persino dei premi dove hanno gareggiato, una soluzione che premia la privacy e fa perdere però un pò di credibilità al settore, già in crisi di consensi, di pubblico e persino di proprietari di cavalli.

Sentenze oscurate, pene leggere, motivazioni anche torbide nei dispositivi di sentenza, che tradiscono una disparità di trattamento verso gli atleti che gareggiano in altri sport, dove la giustizia non può contare sull'immunità dei cancelletti.

Anche la giustizia infatti è parte integrante dello sport, e come tale va promossa, discussa, diffusa nel pubblico per far sapere a quest'ultimo che si protegge lo sport pulito, altrimenti rimane un senso di impunità, anche laddove invece la giustizia agisce ma non è comunicata con efficacia.

Allora viene lecito chiedersi: perché questa dell'ippica sulla privacy è un'eccezione? A cosa si deve questo privilegio in un settore che, invece, potrebbe trarre maggiore beneficio dalla massima trasparenza?

Horse Angels chiede al Mipaaf il ripristino immediato della giustizia in chiaro. E, in suburdine, se ciò non è possibile, possiamo solo augurarci che l'ippica abbia presto un organismo suo di gestione autonomo attraverso il quale recuperare quella trasparenza che ha perso, equiparandosi come strumenti di giustizia, massimali delle pene, pubblicazione di sentenze trasparenti, a quanto avviene negli sport disciplinati dal CONI o, più semplicemente, a quanto avviene in altre nazioni per quanto riguarda la stessa ippica.

Nella galleria sotto, 3 sentenze a confronto, Canada, Francia e Italia. L'unica che presenta cancelletti ad oscurare i dati dei deferiti è quella italiana. Più bravi o più furbi?!?

confronto

 

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