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I numeri dell’orrore: nell’ultimo anno in Italia è stata uccisa una donna ogni 3 giorni.

Siamo a 74 donne uccise ad oggi 13 settembre, dal primo di gennaio 2021. Molte altre non hanno pagato con la morte, ma sono state picchiate, sfigurate, accoltellate. A uccidere restano in prevalenza partner ed ex partner, ma anche conoscenti e familiari per un reato che, rimasto per decenni sommerso nel silenzio omertoso delle mura domestiche, rappresenta il concetto stesso di sopraffazione e discriminazione di genere.

Gli italiani con il tempo, sottolinea il Censis, hanno maturato una certa consapevolezza: il 73,2% è convinto che, quello della violenza sulle donne, sia un «problema reale della nostra società», dove la disparità tra uomini e donne resta forte e presente. Ma c'è ancora un 23% che ritiene che sia un problema che «riguarda solo una piccola minoranza», mentre 4 italiani su 100 ritengono che «non si tratti di un problema, ma di casi isolati cui viene data una eccessiva attenzione mediatica».

La risposta a tutto questo si può riassumere solo con la necessità di cambiare la cultura della relazioni uomo e donna. Uno sforzo che va fatto da entrambe le parti, per impegnarsi a riconoscere il diritto delle donne all'autodeterminazione, a livello economico e a livello sentimentale. Si deve stare insieme perché ci si ama e l'amore ha bisogno di essere coltivato nel rispetto perché non sfiorisca. L'amore non può essere imposto, esigito, sottratto con la forza. L'amore non può accettare il male e non si costruisce sulla sopraffazione e la violenza.

Soluzioni legali

Le soluzioni a questo problema includono la creazione di leggi e politiche contro la violenza sulle donne. Le tecniche che possono essere sviluppate includono politiche di prevenzione della criminalità mirate alla violenza domestica e familiare. Inoltre, i paesi dovrebbero prendere in considerazione lo sviluppo della condizione economica della donna e rafforzare le leggi sull'uguaglianza di genere.

Il femminicidio è definito come l'uccisione di una donna da parte di un uomo basata sulla misoginia. Allo stesso tempo, il femminicidio va oltre questa definizione e implica la complicità dello stato nel mantenere la violenza contro le donne. Il femminicidio infatti si combatte anche con la prevenzione e quindi con il sanare i motivi per cui si genera la violenza sulle donne. E questa è responsabilità dello stato

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