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Si chiude con la morte dell'imputato, e la conseguente estinzione del reato, tutta l'inchiesta Pascoli d'Oro, che in Valle d'Aosta aveva ancora alcuni procedimenti aperti.

L'allevatore, di 53 anni, è morto a inizio ottobre all'ospedale di Manerbio dopo una breve malattia.

L'inchiesta principale, che riguardava l'indebita percezione di contribuiti europei per la conduzione di capi in alpeggio, era stata trasferita a Brescia per competenza territoriale. In valle erano rimasti i filoni secondari per presunto maltrattamento d'animali.

Horse Angels: "Non auguriamo la morte a nessuno, quindi condoglianze alla famiglia". 

Rispetto agli affiatari. Dei 128 equini prima sequestrati, poi dissequestrati, pochi sono stati restituiti, pochi altri comperati. Circa la metà degli equini non erano intestati direttamente all'imputato e altri ancora, pur essendegli intestati, non sono stati restituiti per il "diritto di ritenzione" sulle spese sostenute per la gestione e mantenimento. Ora potranno rimanere senza problemi agli affidatari, fatto salvo che essi faranno fatica a regolarne il possesso in anagrafe".

I prodromi

Aosta, 1 Ottobre 2021. "Multa" ma niente confisca per le vittime di Etroubles.

Il caso di Etroubles a un giro di boa dopo la condanna con decreto penale per E. C., ritenuto colpevole di abbandono e maltrattamenti nei confronti di un centinaio di equidi. Arriva la sanzione ma non la confisca.

Il caso, di cui Horse Angels si era fatto immediatamente parte attiva a tutela dei diritti degli equidi stessi, era arrivato ai clamori della cronaca in fretta. Sia per il numero ingente di animali coinvolti, sia per le condizioni in cui questi versavano al momento dell’intervento delle forze dell’ordine. 128 tra cavalli, asini e pony erano stati rinvenuti in condizioni drammatiche a Etroubles, in Valle d’Aosta.

Immediatamente si era mossa la grande catena della solidarietà, con molti volenterosi che si sono resi disponibili ad accogliere e curare cavalli, pony e asinelli.

Solidarietà e generosità che tuttavia non avevano ricevuto riscontro positivo in termini di procedure giudiziarie dato che, con un provvedimento-scandalo, il tribunale aveva deciso nel dicembre del 2020 per la riassegnazione degli animali proprio a colui che, pur detenendole la legale proprietà, ne aveva avuto poca cura, da cui il sequestro.

A mesi di distanza, ancora una volta il tribunale si è espresso in termini che Horse Angels definisce incongrui.

L'imputato ha avuto comminata un’ammenda per 19mila euro, ma niente confisca degli animali sequestrati durante l’operazione iniziale delle forze dell’ordine, come l'associazione aveva chiesto. Il provvedimento avrebbe interessato solo gli animali ancora direttamente intestati all'allevatore, non quelli intestati a terzi. Nel frattempo:

  • Parte degli affidatari ha risposto alle richieste di restituzione degli animali da parte di Cappelloni semplicemente comprandoli, per porre fine all'incertezza sul loro destino.
  • Altri affidatari hanno invece optato per esercitare il diritto di ritenzione in civile.
  • Pochi hanno optato per la restituzione.

A questo punto è da vedere se l'allevatore si opporrà al decreto penale di condanna e chiederà invece di andare a giudizio.

Dove per altro si troverà ad affrontare anche un’altra imputazione. E' accusato infatti per truffa aggravata e induzione al falso, relativamente alla presunta percezione indebita di contributi dall’Unione Europea.

Mentre si attende l’esito anche di questo secondo procedimento, Horse Angels rimane fortemente convinta che l’intera vicenda di Etroubles, dal maltrattamento al sequestro fino alla ri-assegnazione sulla carta degli animali a chi li aveva maltrattati, sia fortemente da deplorare in ogni singola fase.

«Di certo non una bella pagina di giustizia» ha dichiarato il presidente di Horse Angels Roberta Ravello. «Gli accadimenti di Etroubles dimostrano, se mai ce ne fosse stato bisogno, quanto l’attesa riforma del codice civile e penale perché gli animali tutti non siano oggetti sia pressante e necessaria. Nessun animale che sia stato sequestrato per maltrattamento, dovrebbe essere penalizzato con un provvedimento di restituzione. La giustizia dovrebbe occuparsi di tutelare le vittime, non i carnefici.»

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