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giustizia

 

(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

COSENZA Dovranno rispondere di inquinamento ambientale 12 imputati nei confronti del Tribunale di Cosenza, dove  si è aperto il processo scaturito dall'inchiesta “Arsenico” in data 8 febbraio 2021. Horse Angels parte lesa, difesa dall'Avv. Giuseppe Marino del Foro di Reggio Calabria. L’indagine, condotta dai carabinieri del reparto forestale e coordinata dalla procura della repubblica di Cosenza, riguarda gli sversamenti di materiale non purificato che, dal depuratore, che si trova in contrada Mucone di Bisignano, finivano nel torrente omonimo alla zona dove è sito l’impianto di depurazione. A rispondere del reato in concorso saranno 12 persone che avevano in gestione la struttura convenzionata per le operazioni ambientali dalla regione Calabria e poi revocata. Al sito pervenivano rifiuti speciali anche da altre regioni italiane.

L’INCHIESTA Il periodo d’indagine dell’operazione “Arsenico” è compreso tra il maggio del 2018 e le ultime settimane di gennaio 2020. I carabinieri del reparto forestale hanno setacciato le acque in modo scientifico e sistematico. Tre prelievi: uno a monte, uno in prossimità del bypass illegale e l’altro a valle, per dimostrare come cambiasse il grado di inquinamento dell’acqua in relazione all’illecito. La percentuale di agenti chimici difformi da quelli previsti dalla legge e un corredo fotografico di melma e schiuma bianca, fanghi e testimonianze di residenti che raccontano di un odore nauseabondo soprattutto di notte, rappresenta la base dell’intera inchiesta. I carabinieri del nucleo forestale ne hanno controllato l’attività 24 ore su 24, collezionando un campionario di 102 episodi corredati con immagini e dati delle acque analizzate dall’Arpacal.

L’impianto di depurazione finito al centro dell’inchiesta è il più grande in provincia di Cosenza ed infatti nella Valle del Crati arrivavano reflui da depurare anche da altre regioni italiane. Le stime fatte dagli inquirenti sul fatturato dell’impianto che si trova nelle colline di Bisignano sono ingenti. Un introito giustificato dall’elevato costo per il trattamento, date le particolari caratteristiche, dei rifiuti speciali inquinanti.

La tutela dell'ambiente passa anche dal punire chi si macchia di reati di inquinamento ambientale e l'associazione Horse Angels è ad oggi costituita parte civile in più procedimenti giudiziari che hanno come oggetto la difesa dell'ambiente, senza la quale non ci può essere salute per tutte le creature viventi, umane a animali. Da qui il nostro crescente impegno in questo settore di attività.

Da aggiornare con l'esito del processo.


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