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Fascicoli seguiti dal nostro ufficio legale

Una cavalla sella italiana del 2015, risultata positiva in prima e seconda analisi alla sostanza proibita FLUNIXIN alla competizione disputata presso il Circolo Ippico Copertino, Lecce, in data 26 luglio 2020. Si trattava di una gara equestre sponsorizzata dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

La sostanza incriminata, il flunixin, non ha soglie di tolleranza. Per tale illecito disciplinare, il proprietario è stato condannato a due mesi di sospensione e 500 euro di multa dal Masaf.

Per la stessa sostanza, un allenatore di cavalli è stato condannato a due mesi di carcere dal Tribubale di Macerata, vedi link

La Legge 20 luglio 2004, n. 189, di cui fa parte l'art. 544 ter del codice penale, punisce "Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi.

Per questi motivi, Horse Angels ha deferito il caso alla FISE, per valutare se esiste illecito eventualmente anche in capo al cavaliere, dal momento che la proprietaria in appello sosteneva che il cavallo era affidato ad un cavaliere che ne era responsabile, e alla procura penale di Lecce, per la verifica degli estremi in penale.

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Il processo scaturisce da reati ambientali e su animali ad opera del clan rom dei Bevilacqua che opera nella Locride.

Per la parte animale, gli incolpati maltrattavano pecore e galline.

Per la parte ambientale, gli incolpati mettevano a repentaglio la salute pubblica sversando rifiuti pericolosi nell'ambiente.

Nei confronti degli imputati la Procura di Locri, con il procuratore capo Luigi D’Alessio e il sostituto Marzia Currao, contestano a vario titolo e con modalità differenti reati come la partecipazione ad un’associazione per delinquere finalizzata all’organizzazione di delitti contro il patrimonio, quali estorsioni, ricettazioni, riciclaggi, furti e truffe, nonché contro la fede pubblica, l’ambiente/animali ed in materia di stupefacenti, aggravati dalla disponibilità di armi.

L’inchiesta “Iceberg”, eseguita nel settembre scorso, scaturisce da una complessa attività d’indagine che si è sviluppata dal novembre 2019 in poi ad opera delle stazioni dei Carabinieri di Ardore Marina e Bovalino, ed è stata coordinata costantemente dalla Procura di Locri. Ha permesso di dimostrare l’operatività di un gruppo ritenuto attivo nei comuni locridei, riconducibile ad elementi appartenenti alle locali comunità rom, storicamente radicate sul territorio.

Tale gruppo avrebbe pianificato e commesso delitti di rilevante gravità contro l’ordine pubblico, la persona, il patrimonio e la fede pubblica. Nel corso dell’indagine i carabinieri hanno infatti ricostruito e documentato reati che vanno dai furti in abitazione, alla ricettazione, dallo spaccio di sostanze stupefacenti, alla detenzione abusiva di armi e munizioni, dallo smaltimento illecito di rifiuti, alle truffe con sottrazione di mezzi da lavoro, motoveicoli, ciclomotori, al maltrattamento animale, anche con la partecipazione di soggetti di minore età e con la disponibilità di armi.

Reati perpetrati nei comuni di Ardore, Bovalino, Bianco, Brancaleone, Caulonia, Locri, Marina di Gioiosa Jonica, Roccella Jonica, San Luca, Sant’Ilario dello Jonio e Siderno.

Alla conclusione del primo grado, presso il Tribunale di Locri, 12 persone erano state condannate. Le parti civili erano: Comune di Bovalino, Comune di Sant'Ilario dello Ionio e Horse Angels odv, quest'ultima difesa dall'Avv. Giuseppe Marino del Foro di Reggio Calabria.

Si è concluso in data 31 gennaio 2023 l'appello a Reggio Calabria, che assolve qualcuno per alcuni reati e ridetermina la pena per 10 degli imputati.
 
Confermate le statuizioni di parte civile, purtroppo per quanto riguarda Horse Angels, da valorizzare in un Tribunale Civile.
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Nel corso del 2022, Horse Angels aveva denunciato alla Procura della Repubblica di Brescia una donna perché aveva pubblicato il proprio video sui social mentre compiva atti sessuali con una cavalla.

L'esposto era stato depositato tramite il difensore di fiducia, l'Avv. Giuseppe Marino del Foro di Reggio Calabria.

La procura medesima ha archiviato, adducendo come motivazione che il maltrattamento esiste solo se si rilevano "lesioni, sevizie, comportamenti, fatiche o lavori insopportabili".

Nel caso in questione, l'atto sessuale risulterebbe non invasivo.

In data odierna abbiamo presentato ricorso all'archiviazione.

Motivi

Più sentenze di Tribunale, e Cassazione, hanno ribadito che integra il maltrattamento animale non solo una condotta generatrice di lesioni, ma altresì una condotta che attenti al benessere dell'animale e alle sue caratteristiche etologiche attraverso comportamenti incompatibili con le esigenze naturali dell'animale che vanno inscindibilmente salvaguardate.

La nozione di "comportamenti insopportabili" per l'animale non assume un significato assoluto bensì relativo, inteso quale contrasto con il comportamento proprio della specie di riferimento come ricostruita dalla scienza naturale.

Gli animali che sono utilizzati per fini sessuali e pornografici non hanno altra scelta che fare quello che viene loro chiesto. Ciò che viene interpretato come espressione di piacere e di “benessere” ricambiato, è in realtà un condizionamento che determina risposte solo apparentemente positive, ma che, come hanno sottolineato molti studiosi, sono solo il frutto di violazioni etologiche e comportamentali.

In sostanza, impiegare gli animali contro ogni regola biologica ed etologica è condizione che incide sul benessere psico-fisico dell’animale.

L’animale, per sua stessa natura, compie atti sessuali in base ad uno stimolo, scatenato da un soggetto della sua stessa specie ma di sesso diverso, unicamente rispondendo ad un preciso impulso biologico, dettato dalla necessità di conservazione della specie. Ciò è tanto vero che la disponibilità all’atto sessuale negli animali è strettamente correlata ad una ciclicità temporale, al di fuori della quale il profilo sessuale non è affatto funzionante e risulta completamente estraneo al suo comportamento.

Un’attività sessuale estranea a tali schemi e, soprattutto, con esseri diversi dalla specie di appartenenza, costituisce un’anomalia, una nauseante aberrazione.

L'insopportabilità deve essere rapportata alle caratteristiche etologiche dell’animale e deve arrivare a ricomprendere nel proprio perimetro anche quelle condotte che, come quella descritta nella denuncia, siano insopportabili nel senso di una evidente e conclamata incompatibilità delle stesse con il “comportamento animale” della specie di riferimento come ricostruito dalle scienze naturali.

Ed allora, se così è, non può non seguirne la corretta attribuzione alla condotta di specie, consistita nella coazione all’atto sessuale finalizzata alla realizzazione di un filmato pornografico, della qualificazione di “maltrattamenti”, non potendo esservi dubbio sulla assoluta contrarietà di una simile condotta alle caratteristiche etologiche del cavallo.

Ne consegue che si reputa errato il giudizio operato sul punto dal Pubblico Ministero, allorquando ha omesso di considerare che il trattamento subito dalla cavalla è assolutamente estraneo alle leggi della biologia e della zoologia e, in quanto tale, insopportabile per le sue caratteristiche etologiche.

Da aggiornare con l'esito dell'opposizione.

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Nell'ambito alla nostra lotta al doping sui cavalli, in quota galoppo, abbiamo concentrato le nostri attenzioni su un cavallo positivo a NANDROLONE nell'estate del 2021, un derivato ormonale del testosterone, archiviato in Commissione di appello MASAF per errore di notificazione della positività all’allenatore.

In poche parole, visto che il Ministero, qualche suo funzionario, ha sbagliato a inviare la notifica del procedimento disciplinare, secondo l'avv. dell'incolpato è venuta a meno la garanzia di difesa, perché non ha potuto chiedere le seconde analisi. Da lì, il giudizio disciplinare di appello, che si conclude con zero addebiti.

E il cavallo? Il doping ormonale è il più grave in assoluto, si potrà mai archiviare per un errore di notifica?

In difesa del cavallo, siamo seguiti dall'Avv. Stefano Mattii, del Foro di Fermo.

Secondo l'opinione di Horse Angels e del nostro difensore, la Procura di Disciplina ha tutto il tempo per accertare se c’è stata indebita somministrazione del NANDROLONE sul cavallo. Quindi, può fare in proprio o delegare le indagini per accertare se c’è stata la somministrazione del NANDROLONE e chi l’abbia fatta. Al procuratore della Disciplina è infatti conferito ogni più ampio potere di indagine.

Anche se ciò dovesse avvenire in ritardo rispetto alle tempistiche ordinarie, non c’è problema di consunzione del termine per iniziare l’azione disciplinare con l’incolpazione, poiché il doping è un reato penalmente perseguibile che il Ministero è tenuto a notiziare alla procura penale di pertinenza, in questo caso di Napoli.

Ci sono infatti sentenze penali di condanna che sorvolano su come sia andato il procediemento dal punto di vista dell'illecito sportivo. Con la richiesta di rinvio a giudizio l’azione disciplinare si prescrive in 7 anni e mezzo.

Avv. Stefano Mattii: "Lasciare le cose così, cioè far leggere a migliaia di appassionati sul sito MASAF, settore ippica, che il DOPING de quo agli ormoni è definitivamente archiviato, per ERRATA comunicazione all’allenatore della positività, è il peggiore veicolo di tutela dell’Ippica".

Abbiamo perciò richiesto agli organi di giustizia dell'ippica sia l'accesso agli atti dell'istruttoria, sia di ripetere il procedimento di disciplina in quanto, a nostro avviso, i campioni biologici devono essere conservati e non distrutti da UNIRELAB per almeno per due anni e, infine, abbiamo chiesto che, per l'errore di notifica, non sia trascurato un richiamo a chi lo ha compiuto.

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Un maschio del 2015, razza sella italiano, mantello sauro, è risultato positivo a Busto Arsizio, presso Associazione Sportiva Etrea - VA - nel luglio 2020 al FLUNIXIN, un fans.

Il cavallo risutava positivo anche in II analisi presso il laboratorio francese LCH, Laboratoire des Courses Hippiques, uno dei migliori al mondo nella lotta al doping, mentre le prime analisi erano state condotte dal laboratorio italiano UNIRELAB.

Incolpata, per il Ministero delle Politiche Agricole che finanziava la tappa, è la proprietaria dell'animale, non il cavaliere abbinato al cavallo.

La gara era una Mipaaf 5 anni elite altezza ostacoli 1.15 precisione, disputata presso l'Associazione Sportiva Etrea di Busto Arsizio nel luglio 2020, dove il cavallo è arrivato primo.

La sostanza è indicata per alleviare l'infiammazione associata a problemi muscoloscheletrici di tipo acuto.

Ricordiamo però che ci sono almeno 2 sentenze di Cassazione sul punto, secondo le quali somministrare un antidolorifico a un cavallo con il malcelato fine di lenire il dolore... per consentire ad un cavallo afflitto da patologie muscolari di partecipare ad una gara, alla quale in presenza di dolore non avrebbe partecipato, integra l'ipotesi di maltrattamento, perché non garantisce il benessere dell'animale, ma anzi lo espone a situazioni di stress (comuni nelle competizioni sportive) e a rischi ulteriori che possono pregiudicarne in modo ancor più significativo lo stato psicofisico.

Ora, il flunixin è una sostanza per la quale non esiste una soglia di tolleranza per il regolamento addotto nel giudizio sportivo. Il giudizio sportivo si limita però a punire blandamente per la mancata sportività, arretrando comunque il cavallo dai risultati della competizione.

Va però sottolineato che la giustizia sportiva è una cosa, quella penale ben altra. Nel giudizio sportivo il doping è un illecito, per le leggi italiane è un reato.

Il reato di doping, ovvero di maltrattamento, previsto al II comma dell'art. 544 ter, è un reato di pericolo e si configura nel momento in cui viene provato l'uso di "sostanze stupefacenti o vietate, ovvero si sottopongono i cavalli a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi", senza che ci sia nemmeno bisogno della prova del danno subito dall'animale.

  • Per tutto ciò di cui sopra, ipotesi di maltrattamento e frode in competizione sportiva, Horse Angels ha deferito i fatti alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio.
  • Per tutto ciò di cui sopra, Horse Angels ha deferito il cavaliere alla Procura Federale della FISE, atteso che, per la giustizia sportiva federale, in caso di doping, la responsabilità è del cavaliere, come da rinvenirsi nella disciplina di cui al Regolamento di Giustizia della F.I.S.E. e del Regolamento EAD- ECM, dedicato al doping equino. Desumendo che, l’avvio del procedimento di deferimento dovrebbe essere banalmente scontato attraverso la trasmissione delle sentenze Masaf di giustizia sportiva e, infine, condividendo che in diritto sportivo non possa esserci un termine perentorio, ma ordinativo, per espletare l'azione disciplinare.

Da aggiornarsi con gli esiti delle varie azioni.

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Un cavallo castrone del 2015, razza sella italiano, manto baio, è risultato positivo a Cervia, Circolo Ippico Le Siepi - RA - nell'agosto del 2021 al fenilbutazone e ossifenilbutazone secondo le analisi antidoping condotte dal laboratorio italiano UNIRELAB.

Incolpato per il Masaf è la proprietaria del cavallo, non il cavaliere di SO che montava il cavallo in concorso.

La gara era una tappa del Circuito Classico Mipaaf Nord, Tappa di preparazione alla coppa del mondo di salto ostacoli, dove il cavallo è arrivato primo.

La sostanza incriminata rientra tra quelle proibite. Si tratta di un FANS che, quando prescritto per patologie veterinarie, dà sollievo al dolore, in particolare per il dolore muscolo-scheletrico e l'artrosi.

Ricordiamo però che ci sono almeno 2 sentenze di Cassazione sul punto, secondo le quali somministrare un antidolorifico a un cavallo con il malcelato fine di lenire il dolore... per consentire ad un cavallo afflitto da patologie muscolari di partecipare ad una gara, alla quale in presenza di dolore non avrebbe partecipato, integra l'ipotesi di maltrattamento, perché non garantisce il benessere dell'animale, ma anzi lo espone a situazioni di stress (comuni nelle competizioni sportive) e a rischi ulteriori che possono pregiudicarne in modo ancor più significativo lo stato psicofisico.

Ora, non è chiaro dal procedimento disciplinare del Ministero se il cavallo fosse afflitto da una patologia per la quale era stato diagnosticato di assumere questo farmaco, ma se anche fosse, si sarebbero dovuti attendere i tempi di sospensione prima di far partecipare il cavallo alla gara. Tempi di sospensione, di riposo e di completa guarigione.

L'incolpata è stata comunque punita dalla giustizia sportiva per il suo illecito, ma come sappiamo si tratta di sentenze molto blande che non scoraggiano sufficientemente queste pratiche di abuso di stupefacenti sui cavalli sportivi.

Tanto è che, il doping nell'ordinamento giuridico italiano intregra il reato di maltrattamento previsto al II comma dell'art. 544 ter, ed è un reato di pericolo che si configura nel momento in cui viene provato l'uso di "sostanze stupefacenti o vietate, ovvero si sottopongono i cavalli a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi", senza che ci sia nemmeno bisogno della prova del danno subito dall'animale.

  • Per tutto ciò di cui sopra, ipotesi di maltrattamento e frode in competizione sportiva, Horse Angels ha deferito i fatti alla Procura della Repubblica di Ravenna.
  • Per tutto ciò di cui sopra, Horse Angels ha deferito il cavaliere alla Procura Federale della FISE, atteso che, per la giustizia sportiva federale, in caso di doping, la responsabilità è del cavaliere, come da rinvenirsi nella disciplina di cui al Regolamento di Giustizia della F.I.S.E. e del Regolamento EAD- ECM, dedicato al doping equino. Desumendo che, l’avvio del procedimento di deferimento dovrebbe essere banalmente scontato attraverso la trasmissione delle sentenze Masaf di giustizia sportiva e, infine, condividendo che in diritto sportivo non possa esserci un termine perentorio, ma ordinativo, per espletare l'azione disciplinare.

Da aggiornarsi con gli esiti delle varie azioni.

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Solo Caf era segnato per la corsa Tris premio Città Francesi all'ippodromo di Agnano che si doveva disputare oggi, corsa 8 a Napoli, alle 17:30.

Un cavallo trottatore maschio baio di 12 anni, allenato da Mattera Vitale, anche driver, e di proprietà di Gargiulo Francesco.

Il cavallo è morto in ippodromo in corsa. E' cascato lungo il percorso, corsa fermata e poi rifatta successivamente.

Solo Caf ha disputato 213 corse in carriera, di cui 23 vinte. Aveva totalizzato quasi 97mila euro di premi vinti.

Ogni morte in ippodromo in giornata di corse è però sospetta e ci chiediamo se saranno fatti i dovuti accertamenti.

Da regolamento, è obbligatorio l'antidoping per i cavalli che muoiono in corsa o a ridosso, ma non l'autopsia.

Chiaro, così non si acclarano mai le responsabilità e di tutto è sempre colpa del fato.

Sarà l'ennesima morte in ippodromo in giornata di corse senza un perché? Da addebitare alla fatalità? Ci auriamo che sia la volta buona in cui è idenfiticato un responsabile che non sia la sorte.

Solo Caf lo meriterebbe, se non altro per tutti i sodi pubblici spesi per tenere aperti gli ippodromi e finanziare la filiera delle corse.

Il video della corsa

 

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C'è un agriturismo chiuso da tempo nel pavese, a Borgo Priolo, dove da anni si susseguivono storie di trascuratezza e mala gestione di cavalli. Nella primavera del 2019 la Forestale dava notizia di due dozzine di cavalli malnutriti, ospitati in un recinto pieno di escrementi, in condizioni igienico-sanitarie intollerabili. Un allevatore, proprietario della struttura con attività di noleggio cavalli aperta al pubblico, in provincia di Pavia, era stato allora sanzionato dai Carabinieri Forestali pertinenti territorialmente per la situazione di negligenza in cui deteneva gli equini.

I militari avevano svolto un controllo nella proprietà insieme ai funzionari dell'ATS di Pavia: dalla verifica era risultato che i cavalli erano tenuti in condizioni di vita difficili, il loro recinto in particolare era molto sporco, in quanto non veniva pulito da diversi giorni. Il proprietario era stato allora sanzionato in base alla normativa amministrativa in essere. Il Servizio veterinario dell'Ats si era occupato di ordinare migliori condizioni di vivibilità dei cavalli, ma senza che tale provvedimento risultasse risolutivo a lungo termine. Infatti, nel 2020 partivano altre segnalazioni, che sfociavano in un sequestro cautelativo che affidava i cavalli alla stessa persona indagata. Dopo qualche mese il magistrato scioglieva la riserva e gli equini tornavano nella piena disponibilità del proprietario.

Purtroppo, non sembrava essere cessata la mala gestione da cui, nell'autunno del 2021, sono pervenute nuove segnalazioni per le condizioni particolarmente critiche di alcuni dei cavalli. A ciò avevano fatto seguito nuovi sopralluoghi delle autorità preposte, che avevano portato a un nuovo provvedimento di sequestro con affido al sindaco.

Successivamente, dei 37 cavalli sequestrati, 6 furono affidati a Progetto Islander, e i rimanenti dati in custodia a privati tramite Horse Angels odv a inizio del 2022.

L'incolpato aveva fatto ricorso anche in Cassazione per la restituzione dei cavalli, che gli è stata negata.

Oggi è partito il processo al Tribunale di Pavia. Le 2 associazioni si sono costituite parte lesa.

L'incolpato si è detto innocente delle accuse a lui riferite e che lo dimostrerà.

Horse Angels ha affidato la difesa all'Avv. Annalisa Gasparre del Foro di Pavia.

Galleria immagini (le immagini si riferiscono a inizio 2022, quando i cavalli da noi fotografati erano già stati affidati al Sindaco e Horse Angels è subentrata per gli affidi a terzi):

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Aversa, Tribunale di Napoli Nord. Nel 2016, un cavallo trottatore, veniva trovato positivo al testosterone all'ippodromo di Aversa, in Campania. Era arrivato secondo in ordine di arrivo.

Per l'illecito, la giustizia sportiva aveva deciso per una sospensione di due anni alle corse per il cavallo. I test antidoping davano positività sia in prima, sia in seconda analisi ma, per un vizio di forma di trasmissione degli atti, l'allenatore viene assolto in giustizia sportiva e il cavallo, venduto, finiva macellato illegalmente a Sperone, in provincia di Avellino, Campania, nel 2018.

Lo stesso allenatore, poco tempo dopo, ha avuto un altro cavallo trovato positivo alla medesima molecola, un metabolita del testosterone, sostanza proibita. Il cavallo arrivava primo nella corsa deferita. Le due analisi confermavano la positività e il cavallo veniva sospeso per due anni. L'allenatore in giustizia sportiva prendeva 4 mesi di sospensione e 1.000 euro di sanzione. Il cavallo veniva retrocesso in classifica.

Gli atti furono trasmessi alla Procura penale di Aversa, che reinviava a giudizio l'allenatore e proprietario per ipotesi di doping/maltrattamento e frode sportiva.

Horse Angels si era costituita parte lesa, difesa dall'Avv. Laura Mascolo del Foro di Napoli.

In data odierna è arrivata la sentenza di primo grado

Gli imputati, proprietario e allenatore dei cavalli, ritenuti responsabili dei reati a loro ascritti vengono condannati (doping - ex art 544 ter, comma II e frode in competizione sportive - ex art 1 L. 401/89 sportiva), ciascuno alla pena di anni 1 e mesi 6 di reclusione (pena sospesa) e € 15.000,00 di multa, oltre al pagamento delle spese processuali.

Inoltre dovranno risarcire i danni patrimoniali e non patrimoniali patiti dalla costituita parte civile, il cui ammontare sarà determinato in separato giudizio civile.

Il Giudice si è riservato 60 giorni per depositare la sentenza integrale, dalla lettura della quale capiremo bene tutte le motivazioni alla base della stessa.

Le analisi eseguiti sui campioni biologici dei cavalli, prelevati nell'immediatezza delle corse, hanno dato esito positivo in prime e seconde analisi: un cavallo veniva trovato positivo con una concentrazione calcolata di Testosterone di 253, 8=1.2 ng/ml e l'altra cavalla, veniva trovata positiva con una concentrazione calcolata di Testosterone di 170,5=5.2 ng/ml.

La concentrazione è altissima, tenendo conto che le soglie consentite di presenza di testosterone nei castroni (quali il cavallo di questa corsa) è al di sotto dei 0.02 microgrammi/ml, mentre quella consentita alle femmine è al di sotto dei 0.05 microgrammi/ml.

Comunque il reato di doping, ovvero di maltrattamento previsto al II comma dell'art. 544 ter, è un reato di pericolo e si configura nel momento in cui viene provato l'uso di "sostanze stupefacenti o vietate, ovvero si sottopongono i cavalli a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi", senza che ci sia nemmeno bisogno della prova del danno subito dall'animale.

Horse Angels si dichiara soddisfatta di questo primo risultato ottenuto in penale per doping in corse di cavalli.

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Era il 2018, a Chieusi, in provincia di Foggia, quando si svolse una edizione delle Carresi tra le più drammatiche. In quella edizione infausta morì anche uno spettatore travolto dagli animali.

Ora, 38 persone sono chiamate a giudizio per maltrattamento animale.

Si legge tra i capi di accusa, che costringevano i bovini in attività incompatibili con la loro natura, conducevano cavalli e buoi su tracciato non idoneo alle corse, tale da provocare sofferenza osteo articolare, percuotevano gli animali con pertiche in legno, per costringerli alla performance, innaturale per i bovini, che normalmente avanzano al passo, non alla corsa.

Per quanto ci riguarda, i bovini non sono animali da corsa e non dovrebbero essere adibiti ad attività incompatibili con la loro natura per mezzo della forza.

Possono fare le processioni religiose al passo, come già in altre regioni, ma senza essere maltrattati, percorssi o costretti ad andature contro natura. Sono animali meravigliosi e sarebbe bello fossero adibiti ad attività ludico ricreative pacifiche, o a pet terapia, in cui possano mostrare la loro collaborazione millenaria con l'essere umano. Speriamo la gente si possa inventare queste attività nuove con i bovini e farle diventare tradizione, sostituendo invece le corse, capaci come sono di provocare sofferenza e foriere di dimostrazioni di forza dell'essere umano sulla natura che sono oramai fuori moda.

In data 19 gennaio 2023 c'è stata l'udienza preliminare, Horse Angels ha depositato la costituzione di parte civile, difesa dall'Avv. Giuseppe Marino del Foro di Reggio Calabria, successivamente l'udienza è stata rinviata al 2 Marzo per repliche degli imputati sulle costituzioni.

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