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giustizia

 

Fascicoli seguiti

In questa sezione tutte le azioni legali intraprese da Horse Angels che hanno dato adito a un procedimento giudiziario.

(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

SASSARI, 10 DIC - Dopo aver corso e vinto nei più prestigiosi ippodromi d'Italia, dalle Cascine di Firenze al San Siro di Milano, due anni fa era morto di fame e sete, abbandonato a se stesso in un piccolo podere nelle campagne di Sorso. Per la morte di Re Furio, cavallo purosangue inglese di 11 anni, oggi sono comparsi davanti al giudice del tribunale di Sassari i due detentori.

Secondo l'accusa sostenuta in aula dalla pm Maria Paola Asara, hanno "cagionato lesioni o comunque sottoposto il cavallo a comportamenti e fatiche insopportabili per le sue caratteristiche etologiche, dopo averlo abbandonato nel periodo estivo in un fondo privo di riparo e senza alcuna risorsa alimentare e idrica disponibile che gli consentisse un sostentamento sufficiente in autonomia a pascolo brado". Stando alla Procura, gli imputati "lo alimentavano e abbeveravano saltuariamente, facendogli mancare per più giorni consecutivi acqua e cibo vitali per la sopravvivenza, fino a provocarne il decesso". I due hanno chiesto la sospensione del processo con la "messa alla prova" per l'estinzione del reato.

In apertura di udienza, si è costituita parte civile l'associazione Horse Angels di Cesenatico, rappresentata dall'avvocata Silvia Ferraris, dal cui esposto era partita l'inchiesta. "L'intento dell'associazione - spiega - è quello di portare avanti un atto di sensibilizzazione su un argomento delicato e purtroppo sempre attuale, quale è il maltrattamento degli animali".

Alla prossima udienza, fissata per il 28 gennaio, l'avvocato difensore dei due imputati, Giuseppe Masala, presenterà al giudice il programma di messa alla prova dei suoi assistiti, che sarà poi valutato dallo stesso giudice e dalle parti civili.

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1 dicembre 2020, Locri (RC) – E' iniziato il processo Dirty Iron, abbiamo il piacere di invormarVi che, all'odierna udienza, siamo stati ammessi come parte civile (speriamo sia la prima di tante per la parte ambientalista afferente al nostro Statuto) e il Giudice ha rinviato all'udienza del 02 febbraio 2021 per escutere due testimoni del PM operatori di PG. Il difensore Horse Angels odv è l'Avv. Giuseppe Marino del Foro di Reggio Calabria.

Operazione Dirty Iron, l'indagine dal 2012 al 2018

15 novembre 2018, Reggio Calabria. Sgominato un traffico illecito di rifiuti speciali con base operativa in area ionica della Provincia di Reggio Calabria su disposizione della Procura della Repubblica di Reggio Calabria – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri.

L’operazione, denominata “Dirty Iron”, vede coinvolti il Gruppo Carabinieri Forestale di Reggio Calabria ed il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, ed è finalizzata al sequestro preventivo d’urgenza di due ditte, entrambe aventi sede operativa nel comune di Siderno ed operanti nel settore dei rifiuti speciali.

Trentotto sono i soggetti deferiti a vario titolo all’Autorità Giudiziaria nell’ambito di una lunga e complessa attività di indagine, avviata nell’anno 2012 e compendiata nelle informative del N.I.P.A.A.F. (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale Carabinieri) di Reggio Calabria, del Compartimento Polizia Ferroviaria di Reggio Calabria e del Gruppo Carabinieri di Locri in particolare della Stazione Carabinieri di Sant’Ilario dello Ionio.

Le indagini hanno consentito di rilevare come, presso il sito della Ferro sud s.r.l., giungessero quotidianamente ingenti quantità di rifiuti speciali conferiti sia da Ditte (molte delle quali sprovviste della dovuta iscrizione all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali), sia da soggetti privati. Molti dei conferimenti in entrata di rifiuti alla sede aziendale non risultavano essere mai stati annotati negli appositi registri di carico, con inevitabile pregiudizio alla tracciabilità dei rifiuti stessi.

Gli ingenti quantitativi di rifiuti, provenienti anche da raccoglitori ambulanti e da soggetti non autorizzati a svolgere attività di raccolta e trasporto, venivano conferiti alla Ditta dietro corrispettivo in denaro, quantificato in base alla tipologia e al peso del rifiuto consegnato, per poi essere destinati ad altri cicli produttivi, senza subire alcun preliminare trattamento di recupero. Questo quanto emerso dalle risultanze investigative.

Un giro di affari di svariati milioni di euro è quello che gravita intorno ai traffici di rifiuti speciali sgominati dai Reparti dell’Arma dei Carabinieri.  Un’operazione che ha condotto al sequestro, disposto dal Sostituto Procuratore Antonella Crisafulli e dal Procuratore Aggiunto Giuseppe Lombardo, delle ditte Ferro Sud e Lo.Ca.Fer di Siderno, unitamente ai relativi beni aziendali e ai conti correnti bancari, nonché ad ulteriori sedici misure cautelari reali eseguite nei confronti di soggetti implicati, a vario titolo, nella vicenda.   


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