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giustizia

 

Fascicoli seguiti

In questa sezione tutte le azioni legali intraprese da Horse Angels che hanno dato adito a un procedimento giudiziario.

(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

Nureiev Champ, un trottatore 13enne, che aveva vinto in carriera oltre 100mila euro, è scomparso dall'Ippodromo di Padova nell'agosto 2020, senza tracciabilità. Non era più in grado di correre le regolamentari.

Pur essendo stato trasportato da una ditta di trasporto ippica, pur avendo fatto un passaggio di proprietà, pur essendo stata stilata la denuncia per la mancanza di tracciabilità, si è saputo del suo destino solo grazie ad investigatore privato.

Secondo le investigazioni della querelante, l'allevatrice che lo aveva fatto nascere, il cavallo non è mai arrivato dove il passaggio di proprietà indicava che fosse perché il detentore, contattato telefonicamente, è subito andato dai carabinieri a denunciare il falso documentale, disconoscendo non solo l'arrivo di Nureiev Champ, ma anche quello di altri 5 cavalli da corsa a fine carriera di cui non sapeva nulla, e ha fatto pervenire copia della sua denuncia all'allevatrice, così di fatto scagionandosi dall'essere la persona in possesso del cavallo. Tramite ulteriori informatori l'allevatrice ha saputo che, invece, Nureiev Champ sarebbe finito in Abruzzo dagli zingari cavallari a correre le corse clandestine, e lì sarebbe morto poco dopo.

Giustizia finora assente a livello di indagini tempestive per capire dove il cavallo fosse realmente andato. Indagini tempestive sulla tracciabilità, forse, gli avrebbero salvato la vita. Vedremo se ci saranno reinvi a giudizi per qualcosa, dato che, alla denuncia dell'allevatrice, si è aggiunta quella del detentore indicato nel passaggio di proprietà, che il cavallo non lo ha mai ricevuto né voluto, e che risulterebbe, con la sua denuncia, una vittima di più falsi documentali per cavalli da corsa a fine carriera a lui mai pervenuti e a sua insaputa tracciabili al suo codice di stalla.

La vicenda in pillole

  • 8 Agosto 2020. L'allevatrice di due cavalli, preoccupata del loro destino, presenta una denuncia alle autorità giudiziarie competenti per Padova per ipotesi di maltrattamento e mancanza di tracciabillità. Lucia De Angelis, questo il nome dell'allevatrice, aveva venduto i suoi ultimi cavalli a seguito di un grave incidente automobilistico, che l'ha deprivata della possibilità di occuparsene. Moralmente però si è sentita in dovere di continuare a seguirli. Uno dei cavalli della denuncia è Nureiev Champ, un trottatore di 13 anni a fine carriera nelle corse, che aveva vissuto fino a poco prima all'ippodromo di Padova.
  • 20 Agosto 2020. Le autorità incaricate della indagine fanno un'ispezione all'Ippodromo di Padova per accertamenti su quanto contenuto nell'esposto.
  • 2 Ottobre 2020. Tramite l'accesso agli atti l'allevatrice viene a sapere che il cavallo sarebbe stato recapitato a una persona residente in provincia di Napoli. Googlando nome e cognome dell'acquirente (diverso dal detentore), più luogo di origine, viene fuori un imputato per corse clandestine di cavalli e condannato per altri reati (non specificati). Il proprietario del codice di stalla non è però l'acquirente, bensì un detentore.
  • 2 Novembre 2020. L'allevatrice integra la denuncia formulata l'8 di agosto 2020 con altre ipotesi di reato, come il falso documentale.
  • 2 Gennaio 2021. L'allevatrice si affida a investigatore privato perché attraverso i canali pubblici di giustizia non le sembra che le indagini stiano andando avanti.
  • 1 Marzo 2021. Grazie a investigatore privato è stato possibile sapere che il cavallo in Campania non è mai arrivato. La persona che risultava detentrice, contattata, ha disconosciuto il proprio codice di stalla come luogo di stabulazione sia di Nureiev Champ che di altri cavalli da corsa a fine carriera, a sua insaputa intestati al proprio codice di stalla, formalizzando la denuncia di falso documentale dai carabinieri. Secondo le fonti raggiunte, Nureiev Champ sarebbe andato dai sinti delle corse clandestine di Pescara, e lì abbattuto già un anno fa perché non più in grado di correre per strada.

Articolo da aggiornare con l'esito giudiziario della vicenda.

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(Tempo di lettura: 3 - 5 minuti)

Nel luglio del 2020, una ditta di trasporto cavalli conto terzi di Roma aveva affittato un van trasporto per cavalli da corsa a persone che dovevano andare in Sardegna con i propri cavalli a correre, 4 dei cavalli trasportati sono morti.

Il camion è stato collocato nel garage inferiore della nave, dunque la stiva. I cavalli sono stati trovati morti all'arrivo a Olbia da Civitavecchia. Erano 4 cavalli anglo arabi sardi di pregio che avrebbero dovuto gareggiare a Chilivani in ippodromo. Secondo la compagnia di navigazione, sarebbero sbarcati vivi, ma il vanista sostiene che siano sbarcarti morti.

Il mezzo con nove cavalli da corsa era partito da Civitavecchia sulla Moby Aky diretto a Olbia. Poco dopo lo sbarco, chi li trasportava, durante un normale controllo in una piazzola poco fuori dal porto, si è reso conto della tragedia. Su nove cavalli trasportati quattro erano morti, un quinto versava in gravi condizioni. In pratica sono sopravvissuti soltanto quelli che si trovavano nella parte anteriore del mezzo.

I cavalli erano provenienti da Anguillara, allenati dal trainer Massimiliano Narduzzi. I cavalli deceduti sono Bometeor, Bomodel da Clodia, Botrus, Bandidu de Zamaglia il cui valore economico la Scuderia Clodia, proprietari, che ha presentato denucia per il danno subito, sostiene essere intorno ai 600mila euro.

Anche Horse Angels ha presentato un esposto alla procura di competenza sul caso della morte dei cavalli, perché fosse avviata una indagine per ravvisare eventuali negligenze e quindi responsabilità, poiché il Regolamento CE 1/2005 che disciplina i trasporti di animali e che ne tutela il benessere prevede che siano soddisfatte le seguenti condizioni:

  • siano state previamente prese tutte le disposizioni necessarie per ridurre al minimo la durata del viaggio e assicurare i bisogni degli animali durante il viaggio;
  • il trasporto sia effettuato senza indugio verso il luogo di destinazione e le condizioni di benessere degli animali siano controllate a intervalli regolari e opportunamente preservate;
  • nessuno possa affidare mediante contratto o subappaltare il trasporto di animali tranne che a trasportatori autorizzati;
  • gli organizzatori assicurino che il benessere degli animali non sia compromesso a causa di un insufficiente coordinamento delle diverse parti del viaggio e si tenga conto delle condizioni atmosferiche;
  • gli animali siano trasportati in mezzi fissati, adeguatamente ventilati e, ove necessario, dotati di distributori automatici non capovolgibili e contenenti acqua e cibo sufficienti per un viaggio di durata doppia di quella prevista;
  • il conducente svolga le funzioni di guardiano.

Tutto ciò premesso, il procuratore di Tempio Pausania, Gregorio Capasso, e il sostituto Ilaria Corbelli, hanno affidato al personale della Direzione marittima di Olbia le indagini sulla vicenda che vede come soggetti danneggiati i proprietari, la Scuderia Clodia di Anguillara Sabazia e Horse Angels, parte lesa moralmente a tutela dei cavalli.

L'autopsia è stata eseguita dal Consulente Tecnico del pm Ilaria Corbelli, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Sassari, Dott. Antonio Pintore, e dai Consulenti Tecnici delle parti lese (Scuderia Clodia e Horse Angels).

Horse Angels è difesa dall'avvocato Giulia Maria Cossu del Foro di Cagliari. E i nostri CT nominati per l'autopsia sono stati il Dott. Fabio Schirru, veterinario specialista in medicina e chirurgia del cavallo, con master in scienze forensi veterinarie, e il Prof Pietro Riccaboni, docente di anatomia patologica veterinaria all'Università di Milano.

Aggiornamento 23 febbraio 2021, chiusura indagini

Si apprende da L'Unione Sarda (ma ancora non è arrivato formalmente alcun reinvio a giudizio al nostro legale) che la Procura di Tempio avrebbe chiuso le indagini e formalizzato le contestazioni per il decesso dei quattro cavalli da corsa.

Sotto accusa per l'ipotesi di abbandono di animali, ci sarebbero il comandante del traghetto, il primo ufficiale e l'autista del van dove si trovavano i cavalli da corsa. Un altro ufficiale (un allievo) sarebbe accusato di falso per una annotazione non corretta sul giornale di bordo, che attestava le buone condizioni degli animali alle ore 6 del 23 luglio, mentre secondo la Procura di Tempio i cavalli a quell'ora stavano malissimo o erano già deceduti.

Stando alla ricostruzione del procuratore Gregorio Capasso e del sostituto Ilaria Corbelli, il van dove erano stati caricati i quattro cavalli da corsa è stato stivato in modo non corretto nel garage del Moby Aki. In particolare, in un settore non sufficientemente arieggiato e vicino a un camion frigo, il cui motore avrebbe surriscaldato l'aria, portando i cavalli alla morte per ipertermia.

Inoltre, durante l'attraversata, nessuno si sarebbe interessato della condizione degli animali, nonostante l'allevatrice francese Lucie Bardin avesse lanciato l'allarme e allertato tutti delle difficoltà in cui erano i cavalli, avendo la stessa dei cavalli in stiva alloggiati vicino a quelli che poi sono morti, ed essendosi più volte durante la notte sincerata del benessere dei propri, potendo ravvisare che nel camion vicino i cavalli lamentavano aiuto.

Le persone indagate, che respingono tutte le contestazioni, sono difese dagli avvocati Maurizio Mani, Giovanni Cimmino e Francesco Longhini.

Da aggiornare con i dati del processo quando ci sarà.

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