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Codice 92169370928

Fascicoli seguiti

In questa sezione tutte le azioni legali intraprese da Horse Angels che hanno dato adito a un procedimento giudiziario.

(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

Inchiesta sulla gestione dei canili lager nel territorio di Reggio Calabria. Il gup di Reggio Calabria, Tommasina Cotroneo, ha rinviato a giudizio 17 persone nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione dei canili della frazione "Mortara" di Reggio Calabria e Campo Calabro. Il processo sarebbe dovuto iniziare il 5 maggio 2021 davanti al Tribunale di Reggio Calabria, ma per un difetto di notifica ad alcuni imputati è stato reinviato al 22 Dicembre pv.

Horse Angels odv si è comunque presentata, difesa dall'Avv Giuseppe Marino del Foro di Reggio Calabria, per costituirsi parte lesa.

L'indagine è stata condotta dal Nirda del Gruppo carabinieri forestale. Il principale imputato è Irene Putortì, rappresentante legale dell'associazione "Aratea", affidataria della struttura comunale a Pellaro che ospitava i cani.

Tra i reati contestati dalla Procura agli imputati ci sono la truffa ai danni del Comune per aver prodotto false attestazioni nell'ambito della procedura finalizzata all'aggiudicazione della gestione del canile, estorsione e violenza privata nonché quello di maltrattamento di animali, per aver detenuto i cani ospitati nella struttura in condizioni incompatibili con la loro natura.

Tra i rinviati a giudizio anche l'ex commissario straordinario dell'Asp di Reggio, G. B., accusato di avere omesso «il rinnovo della convenzione o l'istituzione di un nuovo bando per il recupero dei cani randagi sollecitato dai Servizi veterinari».

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E' in corso di svolgimento presso il Tribunale di Napoli Nord un maxiprocesso per il traffico di cuccioli dall'est Europa dove Horse Angels O.D.V., difesa dall'avv. Laura Mascolo, è costituita parte civile e si sta battendo per portare alla luce il giro d'affari che c'è dietro la vendita di tanti cuccioli di cane di varie razze, che - venduti ben prima dell'età stabilita per legge per la movimentazione degli animali da compagnia, e senza adeguata profilassi obbligatoria (con conseguente contrazione di malattie infettive quali gastroenterite acuta, parvovirosi e leucopenia, parvovirus, coronavirus, cimurro e coccidi), e a cui non sono prestate nemmeno le cure necessarie - in gran numero vedranno la morte. Tutto per poter essere venduti e acquistati a poco prezzo per il mercato di chi vuole cuccioli di razza a prezzo outlet.

L'accusa per alcuni degli imputati è proprio quella di essersi associati fra loro e con altri soggetti allo scopo di commettere più delitti, tra cui il traffico illecito di animali, falsi passaporti e false attestazioni, maltrattamento di animali e truffa, nonchè evasione sui redditi e IVA anche tramite fatturazioni false per operazioni inesistenti.

Insomma una vera e propria organizzazione che, con diramazioni anche all'estero, agisce sul territorio italiano e segnatamente quello campano. Le indagini, svolte dalla GdF, hanno messo in luce il meccanismo della cosiddetta "Frode Carosello": cioè la costituzione di una società con lo scopo di commercializzare animali da compagnia in un paese dove non viene applicata l'IVA, mentre in quello di destinazione sì. Vengono costituite società intestate a prestanome da interporre nell'acquisto dei beni dallo stato estero per effettuare un indebito vantaggio economico. Di volta in volta si utilizzano varie società, facenti capo sempre alle stesse persone, con le quali si fa fatturare come acquisti derivanti dal territorio italiano, detraendosi l'IVA indebitamente. Le società durano pochi anni e tutte le attività fiscali sono, di regola, inesistenti.

E' un grande giro di affari che frutta milioni di euro ai commercianti. Frutta risparmi a chi compra questi poveri cagnolini, pochi soldi quasi mai, comunque, ben investiti, vista la fine dei cuccioli.

Udienza del 4 maggio

Ennesima udienza di escussione dei testimoni. Esaminata una delle indagini dei Carabinieri Forestali, mentre due delle persone denuncianti e due veterinari, non si sono presentati, procrastinando così ulteriormente i tempi di questo processo già lunghi, visto i numerosi capi di imputazione e la grosse mole di lavoro/ indagini da affrontare.

E' importante che chi si professa amante degli animali, arrivando meritoriamente anche a denunciare ciò che ha subito, cioè la perdita del proprio animale a causa di maltrattamento o altre attività illecite, poi però concretizzi questa azione presentandosi in udienza, se non costituendosi parte civile.

Visto il grande giro di affari che frutta milioni di euro ai commercianti, purtroppo le uniche azioni veramente concrete ed efficaci da attuare sono quelle di portare alla luce tutto il marcio che c'è sotto attraverso l'azione giudiziaria ed una vera attività di sensibilizzazione e informazione/cultura che porti a capire che molti negozi distribuiti sul territorio nazionale non sono altro che il punto terminale di un grosso traffico sulla pelle di milioni di poveri cuccioli e che, quindi, soprattutto chi si professa amante degli animali dovrebbe capirlo e agire di conseguenza.

Prossima udienza l'8 novembre 2021.

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