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Saman è colui che sa

Sciamanesimo è un termine che indica una pratica spirituale antica che si rifa ad elementi della natura. Nella forma tradizionale è un sistema di credenze e comportamenti presente all'interno di diversi tipi di culture e legata a fauna e flora selvatici come spiriti di guarigione.

Lo sciamanesimo in Italia rispecchia il concetto degli spiriti del luogo antico. I romani – grandi condottieri a cavallo - davano parecchia attenzione al mondo spirituale naturale, e tale tradizione è persistita e nel mondo del cavallo italiano ed è ancora tangibile oggi.

Se si pensa che generalmente si attribuiscono al cavallo poteri taumaturgici, poiché l’animale viene definito spirito guida per la guarigione, capace di alterare lo stato di coscienza quotidiano, sia in vigilanza (si pensi a tutta la filosofia empatica di trasfigurazione del binomio persona/cavallo in un essere solo) sia, in caso di viaggio introspettivo, nei casi più positivi, per portare alla guarigione del “paziente”.

Semplicemente, i cavalli in natura sono collegati tra di loro empaticamente, telepaticamente si potrebbe dire, il che li porta a collaborare gli uni con gli altri per la miglior sopravvivenza del branco. Non soffrono del pregiudizio della scarsità e quindi non si uccidono l’un l’altro per un pezzettino di pascolo verde, laddove basta spostarsi un poco più in là per trovare altra erba. I cavalli non accumulano pascoli in esclusiva, sono spiriti nomadi votati alla condivisione degli spazi. Tanto è che spesso si trovano a vivere in branchi contigui sia di altri cavalli, sia di altre specie animali, in pacifica convivenza. Certo, se il pascolo è confinato, le risorse scarse, sale la competitività anche tra di loro.

Tra i cavalli comanda il saman, il più capace, non il più forte inteso come esclusiva forza fisica. Il comando nei cavalli è il traguardo complessivo di vita delle qualità meritocratiche dell'individuo, che significa saper fare, per sé e per la comunità.

Quando incontriamo i cavalli in libertà, allora si fa più evidente il loro messaggio "ecologista" e di "democrazia partecipativa" per noi. Ma anche di collaborazione basata sulla volontarietà e di conquista della fiducia non tramite l'inganno, bensì tramite il merito e l'autorevolezza.

Infine, la fiducia è fondamentale tra i cavalli. Ci si fida del saman, maschio o femmina che sia, perché conosce i pascoli migliori. I cavalli hanno paura dell’ignoto, perché lì può annidarsi il predatore. E si fidano dell'essere umano che si pone nella veste di saman, di guida autorevole, nei loro confronti.

L’essere umano è di base un predatore nei confronti del cavallo. Imparare a fidarsi dell’umano per il cavallo è un percorso. Se quell’umano è poi un soggetto pauroso dei cavalli, contagia il disagio. La paura si trasmette in modo empatico tra prede: se uno fugge, fuggono tutti.

Per lavorare con i cavalli è fondamentale imparare a tenere a bada la paura per non spaventare l’animale e indurlo alla fuga. Parte del lavoro con il cavallo consiste nello sviluppare adeguata confidenza in sé, e nella propria tecnica ed esperienza equestre, per potersi proporre come guida sapiente (cioè colui che decide dove e come e quando andare) nei confronti dell'animale.

Per comprendere meglio la natura intima del cavallo l’approccio più sciamanico, ovvero più sapiente, è quello dell’equitazione naturale.

In natura i cavalli corrono solo per fuggire dai predatori, per il resto i loro spostamenti sono lenti, un passo uguale a un ciuffo d’erba. In natura i cavalli non fanno gare di velocità, di resistenza o di precisione. Se qualcuno vuole farle, nel rispetto del cavallo, va bene, ma non è possibile definire codeste discipline come declinazioni naturali del cavallo.

Equitazione naturale è ciò che farebbe un cavallo in natura ma con qualcuno sul dorso.

Cioè per lo più camminare per sentieri nel verde senza fretta di andare in alcun posto, a meno che non ci sia un pericolo, godendosi il paesaggio e curiosando in esso.

Ai fini di equitazione naturale può essere considerato solo un impiego mirato al più ampio rapporto collaborativo con il cavallo, tale che l’animale sia il più possibile mansueto, fiducioso in se stesso, sapiente di dove mettere i piedi e come comportarsi per portare se stesso e l’equestre in sicurezza alla meta, senza paura, tanto meno dell’umano che conduce in sella, con un’ottica all’amore per la natura tutta e in particolare per tutto ciò che è locale e lento.

L’equitazione naturale, o equitazione lenta, si pone come scopo, oggi, la conoscenza approfondita del territorio e consente alle persone interessate alla vita all’aria aperta di condividerne gli aspetti più segreti e sorprendenti e le emozioni che offre promuovendo la partecipazione sportiva - non competitiva - e il piacere di fare movimento nell’incontro diretto con il cavallo e la sua etologia e psicologia animale.