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Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

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Capita che la gente faccia confusione tra ciò che è benessere per l'uomo e ciò che lo è per il cavallo. Ci sono sicuramente analogie possibili, ma anche differenze. 

Non tutto lo sporco fa bene, neppure ai cavalli. Ma... un pò di sporco gli fa bene.

Cavalli che vivono liberi, all'aperto, o che hanno la possibilità occasionale di muoversi liberamente in recinti, amano ruzzolarsi a terra, e sicuramente non si sentono meno belli se rimangono ramoscelli nella criniera o se il mantello risulta poi opacizzato da polveri o fanghiglia. 

I cavalli in natura vivono liberi. Si trovano a tutte le latitudini tranne ai poli. Vivono nella neve, non temono la pioggia, si riparano sotto gli alberi al bisogno. Adorano gli spazi ampi, non amano quelli stretti. Quindi, anche se vedono una tettoia - ipotesi - sotto la quale ripararsi, se sono liberi di scegliere e non condizionati da anni di isolamento in box...  potrebbero decidere di non usarla quella tettoia, preferendo come unico orizzonte sopra le loro teste il cielo. Sono in costante movimento per sopravvivere ai predatori, per la ricerca di cibo e acqua e per socializzare tra di loro. Si stendono a terra e si rialzano. Si sporcano e si puliscono. Senza problemi.

L'inverno e il freddo

Il pelo del cavallo all’aperto, se non disturbato da troppe docce, prodotti chimici di pulizia, trapunte, cresce a partire dalla fine dell’estate e raggiunge la lunghezza massima durante l’inverno. Questo permette al corpo dell’animale di essere isolato dal freddo. I cavalli a prato tendono a essere meno soggetti alle patologie da raffreddamento, le stesse che colpiscono più frequentemente i cavalli tosati che vivono in box con la coperta.

Se il mantello invernale non gli basta, il cavallo si rotola nella sterpaglia. La terra penetra sotto il pelo e, fissandosi con la sostanza lipidica naturale, crea una barriera contro freddo e vento. La perdita del pelo in primavera elimina completamente lo strato di pelo, lipidi e polvere accumulati durante l’inverno, riportando il mantello a uno strato di pelo corto e lucido.

Se volete una gestione naturale, a meno che non ci siano esigenze mediche specifiche, lasciate perdere le copertine.

L'estate e il caldo

Generalmente i cavalli soffrono più per il caldo che per il freddo. Se è troppo caldo, un cavallo non disdegna rotolarsi nella terra, per farsi uno strato protettivo con essa, per proteggersi dagli attacchi degli insetti. Cerca il riparo dal sole puntando ad alberi dalla chioma folta o radure ombreggiate.

Gestione naturale
Nell'ottica di una gestione naturale, le uniche variabili di cui tenere conto sono:
  • I cavalli dispongono di ampio spazio per muoversi?
  • Hanno essenze erbose ed acqua a volontà?
  • Hanno una tettoia dove il fieno rimane asciutto anche in caso di intemperie? (La tettoia, e bene in vista dalla strada di passaggio, servirà anche a tenere lontani gli ignoranti, che vedono un cavallo senza casetta, piove, e chiamano la protezione animale pensando che sia maltrattamento, perché nella loro testa il cavallo vive solo in box, con la coperta addosso e magari il riscaldamento acceso)
  • Sono tondi?
  • Sono in compagnia di propri simili?

Se la risposta a tutte le domande è sì, occorre concludere che quei cavalli sono più fortunati della media. Solo se presentano ferite, grave cachessia (dimagramento), unghie lunghe che impediscono una deambulazione armonica ed equilibrata, è il caso semmai di allarmarsi, di chiamare il veterinario, o se si è osservatori e non proprietari, la protezione animale.

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