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Il 5xmille a Horse Angels

Codice 92169370928

I proprietari di cavalli sono spesso proprietari di cani. Non occorre mai dimenticare le responsabilità associate alla proprietà, degli uni e degli altri, se fuggono, se mordono, se in qualsiasi modo provocano un danno a terzi.

Come si calcola il risarcimento per i danni provocati da un animale domestico? Quando c’è responsabilità penale? 

Il proprietario del cane o cavallo che ha provocato un danno a un’altra persona si chiederà, molto probabilmente, a quanto ammonta il risarcimento. Dipende dalla gravità delle lesioni procurate dall’animale. Si potrà trattare di un risarcimento simbolico se la vittima ha riportato ferite lievi, guaribili nell’arco di qualche giorno; la somma da versare sarà invece più cospicua se ci sono postumi invalidanti e traumi emotivi. Chiaramente non sarà né il proprietario dell'animale, né il danneggiato ad avere l’ultima parola sull’entità dei danni in caso di disaccordo, bensì un giudice il quale, a sua volta, si avvale di un medico legale per capire l'ammontare dei danni. La perizia di quest’ultimo avrà valore decisivo per definire l’entità del risarcimento.

Non esistono delle tabelle apposite per il risarcimento danni provocati da animali a terzi. Si dovrebbero usare le tabelle generali, quelle previste per qualsiasi tipo di danno (incidenti stradali, infortuni sul lavoro, ecc.). Ma non esistono neanche queste: o meglio, non sono mai state fissate da una legge. Per colmare la lacuna, molti tribunali hanno individuato delle proprie tabelle del risarcimento del danno non patrimoniale che oggi vengono prese a parametro per definire gli importi da liquidare alle vittime. Le tabelle del Tribunale di Milano e di Roma sono quelle a cui più spesso si riferiscono gli altri tribunali italiani. 

Per stabilire a quanto ammonta il risarcimento del danno da animali a terzi bisogna consultare una di tali tabelle e il calcolo può essere fatto solo da un perito esperto in medicina legale. Infatti, è necessario innanzitutto individuare, con precisione, quale tipo di lesione è stata procurata e gli eventuali postumi. Poi bisogna tradurre tutto ciò in un numero: la percentuale di invalidità. Per ogni percentuale di invalidità corrisponde un risarcimento. Il calcolo deve tenere anche conto dell’età della vittima: alla stessa percentuale di invalidità, infatti, corrisponde un risarcimento maggiore se la vittima è giovane e un risarcimento minore se invece è anziana.

Responsabilità del padrone dell'animale

Chi ha in custodia un animale – sia che si tratti del proprietario sia che si tratti di altra persona (ad esempio il detentore che ne ha comodato d'uso) – è responsabile di tutti i danni procurati dallo stesso. La responsabilità è sia penale che civile. In buona sostanza, chi va in giro con cane o cavallo, o in caso di omessa custodia se questi vanno in giro da soli, se succede qualcosa, si rischia tanto una incriminazione per il reato di lesioni personali (aspetto penale), tanto una condanna a risarcire i danni procurati a terzi (aspetto civile).

La responsabilità si può evitare solo se si dimostra che l’incidente è avvenuto per “caso fortuito” e non vi sia invece negligenza di gestione.

Non rientra nel caso fortuito la condotta imprevedibile e repentina dell'animale, Il fatto che abbia agito in un determinato modo senza una apparente causa non esime da colpa il proprietario o detentore. Per legge infatti il responsabile dell’animale è tale anche se l'animale fugge o si smarrisce e provoca incidenti o lesioni a terzi. 

Come ottenere il risarcimento

La vittima deve identificare il proprietario o detentore o farsi aiutare in ciò dalle forze dell'ordine che intervengono. Servono anche dei validi testimoni in un eventuale processo di risarcimento per lesioni.

La vittima dovrà quindi recarsi al pronto soccorso per far accertare le lesioni e ottenere un certificato con la prognosi. Tale certificato, e gli eventuali successivi rilasciati dal medico curante, potranno servire per aiutare il perito del giudice a quantificare il danno.

Dopodiché, si potrà agire su due fronti: 

  • la querela penale, da inoltrare ai carabinieri, alla polizia o direttamente alla Procura della Repubblica;
  • la causa civile di risarcimento del danno.

Se si agisce penalmente, l’azione civile resta sospesa fino alla decisione del giudice penale. Il quale liquiderà anche una “provvisionale” in attesa della definitiva quantificazione del giudice civile. La vittima che agisce anche penalmente è però tenuta a costituirsi come «parte civile» nel processo; diversamente non potrà sperare nel risarcimento.

In alternativa la vittima può azionare solo la tutela civile per ottenere direttamente l’indennizzo, disinteressandosi dell’azione penale.

Come viene quantificato il danno

In assenza di un accordo tra le parti, alla vittima non resta altra scelta che fare causa al possessore dell’animale (colui cioè che lo aveva in custodia al momento dell’incidente, anche se non si tratta del padrone) e chiedere al giudice di condannarlo a pagare i danni fisici e morali

Il tribunale nominerà un CTU, ossia un consulente tecnico d’ufficio con competenze in medicina legale. Questi valuterà innanzitutto le lesioni subite dalla parte lesa. Nella perizia calcolerà una serie di circostanze come:

  • l’inabilità temporanea: i giorni di malattia che hanno portato la vittima a restare a casa, magari distesa a letto, comunque incapace di svolgere le proprie attività quotidiane. Si può trattare di una inabilità totale (si pensi a una persona che non è stata in grado di camminare) o parziale (incapacità di utilizzare un arto per un determinato periodo di tempo). Ad ogni giorno di inabilità (totale o parziale) corrisponde una somma in risarcimento;
  • l’invalidità permanente: gli eventuali postumi che accompagneranno la vittima per tutto il resto della propria vita (cicatrice, rimanere sulla sedia a rotelle, etc). Sulla base di questa viene definita la percentuale del danno biologico. Tanto più è alta tale percentuale e bassa l’età della vittima, tanto maggiore è il risarcimento.

Evitare o diminuire la responsabilità

Tra le opzioni disponibili per evitare la responsabilità, eccone alcune:

  • Assicurazione. Certamente, l'assicurazione di responsabilità civile non può prevenire infortuni, ma un'adeguata copertura può proteggere il proprietario di animali potenzialmente pericolosi dalle conseguenze finanziarie che potrebbero verificarsi. Essere adeguatamente assicurati per le conseguenze di un reclamo, o denuncia, per danni è in alcuni casi obbligatorio (vedesi centri sportivi). Inoltre, occorre documentarsi che la copertura assicurativa non contenga esclusioni per particolari circostanze (ad esempio: la vittima non indossava il casco). Leggere attentamente la polizza assicurativa e / o discutere la copertura con il proprio agente assicurativo o avvocato.
  • Proteggere adeguatemente gli animali. Assicurarsi che ci siano buone recinzioni. Non liberarli in presenza di estranei.
  • Seguire le ordinanze e le varie leggi in materia in modo da non trovarsi nella posizione di negligenza.
  • Valutare la possibile pericolosità. Se si ritiene di possedere un animale difficile da controllare, non consentire a terzi di avvicinarsi, gestirlo o maneggiarlo.

Questo articolo non sostituisce una consulenza legale. Quando sorgono domande basate su situazioni specifiche, indirizzarle a un avvocato esperto.

Leggere sentenza del Tribunale di Sulmona, maneggio condannato a pagare un risarcimento di oltre 116mila euro per cavallo imbizzarrito in passeggiata che ha provocato gravi lesioni a cliente.

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