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Allenatori, molestie sessuali e istruzione, è questo uno studio della professorressa norvegese Kari Fasting del Dipartimento di studi sociali e culturali della Scuola norvegese di scienze dello sport, allo scopo di aiutare a riconoscere, dunque a sconfiggere la triste piaga.


Le molestie sessuali nello sport sono diventate un campo di ricerca attivo negli ultimi dieci anni, ma sappiamo relativamente poco delle caratteristiche dell'allenatore molesto.

In che modo gli allenatori molesti sono caratterizzati dalle loro vittime, cioè dagli stessi atleti? Dimostrano tipi specifici di comportamenti? Uno scopo di questo studio è quello di affrontare questo tipo di domande. Un altro è valutare l'utilità delle classificazioni generali per riconoscere e individuare il tipo del molestatore sessuale. Questo viene fatto confrontando la descrizione che le vittime fanno dei loro abusatori con altre strumentazioni di profiling presenti negli studi dedicati.

I risultati delle interviste con 19 atlete d'élite che sono state molestate sessualmente dai loro allenatori hanno prodotto una profilazione dell'abusatore sessuale nello sport, individuandolo in 3 segmentazioni possibili:

1) L'affascinante flirtatore, 2) Il seduttivo e 3) L'autoritario.

A quanto pare, secondo lo studio, i molestatori hanno un modus operandi studiato e finalizzato a delinquere facendola franca.

I dati dello studio suggeriscono che, piuttosto che essere di un solo tipo, gli allenatori sportivi molesti scelgono da un repertorio d'azione anche complesso, che varia relativamente al contesto e alla tipologia di vittima presa di mira.

Il fatto che sia difficile generalizzare e racchiudere il molestatore in una tipologia monolitica, e facilmente individuabile al fine della prevenzione, non deve scoraggiare secondo la ricercatrice.

Anzi, la prevenzione delle molestie sessuali spesso manca di programmi specifici di educazione per coach. Viene piuttosto fatta rientrare in temi più ampi come l'equità (di genere) o la lotta al bullismo e alla discriminazione, per l'inclusione del diverso, del più debole o del più fragile. Ma, secondo la ricercatrice, non si tratterebbe dell'approccio più giusto.

Mettere il riflettore più a focus sull'obiettivo specifico, combattere le molestie e gli abusi sessuali, richiede un approccio anche deduttivo, in cui la classificazione dei molestatori tipo, con script predefiniti di azione, su cui focalizzare le attenzioni, permette di individuare gli allenatori a rischio per tempo e quindi diminuire il rischio di incidenza di questo tipo di reati.

Stili di comunicazione, posture, gesti e tecniche di gestione del gruppo sono solo alcuni degli elementi del coaching che possono essere migliorati con una comprensione degli "script" delle molestie sessuali.

È difficile valutare se la femminilizzazione della professione di allenatore porterebbe a un ambiente meno molesto.

Tuttavia, poiché questo ambiente è così strettamente legato alla mascolinità egemonica e a quelli che sono spesso descritti come valori maschili tradizionali, ipotizziamo che una trasformazione della cultura del coaching e il relativo re-scripting del comportamento del coach, potrebbero essere più facili se più donne fossero coinvolte nella formazione per istruttori, conclude la ricerca.

Parole chiave: molestie sessuali; Atleta femminile; Classificazione degli abusatori e molestatori sessuali nello sport; Formazione degli allenatori

Per approfondire, Referenze allo studio citato:

Coaches, sexual harassment and education

by Kari Fasting and Celia Brackenridge

1 Department of Social and Cultural Studies, Norwegian School of Sport Sciences, Oslo, Norway
2 School of Sport and Education, Brunel University, West London, UK

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