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I cavalli hanno una comunicazione vocale?

La risposta è sì, sono in grado di creare più di un tipo di suono vocale, o nitrito.

Hanno un repertorio vocale apparentemente semplice, che a furia di udirlo è comprensibile agli umani ma, volendo, anche molto più complesso, a seconda della finezza dell'udito dell'osservatore, che potrà ritrovare nei nitriti molte sfumature psicologiche e di contesto, se è interessato a farlo e dedica allo studio del linguaggio equino abbastanza tempo.

A questo proposito, Desond Morris, uno scrittore britannico ed ex curatore di mammiferi allo Zoo di Londra, ha scritto un libro meraviglioso, "Illustrated Horse Watching", che fornisce informazioni pratiche sui suoni che i cavalli fanno per comunicare.

Più i nitriti sono intensi, più l'animale è eccitato, ovvero chiama e comunica con i suoi simili questioni di apprensione, paura, esigenze da soddisfare. Un esempio facile? Se si passa in una scuderia con la carriola a distribuire granaglie, ci saranno cavalli irrequieti che non vedono l'ora che sia il loro turno e che chiameranno con grande insistenza. Impossibile sbagliarsi sul significato della loro comunicazione.

Secondo la dott.ssa Elodie Briefeder, e i ricercatori dell'Istituto Federale di Tecnologia Svizzero, che nel 2015 ha pubblicato l'esito di una ricerca sui nitriti dei cavalli, questi possono essere distinti principalmente in frequenze positive e negative, il classico sì e no per intenderci, a cui aggiungere l'intensità, che fornisce variabilità al quantum di gradimento o repulsione rispetto all'emozione provata.

Queste due frequenze sono emesse dai cavalli grazie ad un modello di vibrazione asincrono delle corde vocali: quando l'emozione è positiva, il nitrito è breve, il cavallo lo emette tenendo la testa abbassata e la frequenza più alta tende al basso. Se le emozioni sono di segno negativo, invece il nitrito è più lungo e la media della frequenza alta è maggiore. Tutti conoscono il no del cavallo con la testa rivoltata all'indietro, ebbene, se fa così è proprio scocciato. 

I cavalli sanno farsi capire

Generalmente parlando, gli horse-watchers (osservatori di cavalli, qualcuno ne fa anche una professione amatoriale) elencano diversi suoni base tra i quali orientarsi, definendoli senza pretesa scientifica: soffio, sbuffo, schiocco, trombata, gemito e grugnito, a seconda del colore del suono, ovvero della sua composizione spettrale.

Ce ne è per tutti i gusti. Sono tutti nitriti, ma si differenziano per la frequenza e intensità.

Partendo dai suoni più bassi e grevi, abbiamo il soffio. Un' espirazione di aria attraverso il naso, magari coda e testa sono alzate. Si tratta di un avvertimento. Quando il suono è questo, il meccanismo di "fuga" del cavallo è predominante e significa che ha notato qualcosa di preoccupante per lui in lontananza. 

Uno sbuffo (variante più vibrata del soffio, con una tessitura più pesante del suono), indica sempre un atteggiamento di stizza, e può avvenire negli incontri aggressivi, può significare: "Non spingerti oltre, ti ho avvisato".

Lo squittio, sottile e stridulo, viene usato dalle giumente durante il corteggiamento e può significare da un "smettila" a un "continua mi piace". Le femmine equine, si sa, possono essere lunatiche e dal no al sì può essere questione di perduranza del corteggiamento.

Il nitrito medioso è pieno, chiamato anche nitrito di saluto, e può significare: "Ciao", "Vieni qui", "È bello vederti", e epiteti simili. 

Si passa poi agli acuti. Vi è il nitrito materno con cui la fattrice richiama a sé il puledro, che è tra i suoni più briosi, giustamente. Non che il puledro se deve chiamare la mamma non si faccia sentire. Sempre tra i suoni più aperti e con picchi prolungati si reinviene la chiamata di una femmina alla sorellanza equina, quando c'è da fare branco. 

Quando un cavallo è arrabbiato o confuso, impaurito, emette una "trombata": chiamata inquietante, che si sente ad esempio quando si separano cavalli imbrancati.

Anche i cavalli grugniscono e gemono. Questi suoni, che sembrano trasmettere nostalgia o contentezza, a seconda, li sentiamo al ritorno del cavallo alla base dopo una sessione di lavoro o trekking. 

Ascoltare i cavalli è piuttosto interessante. Mette in moto neuroni e fantasia. Più li si ascolta, più si è capaci di interpretarli. Ricordarsi che loro fanno lo stesso con noi e, dal tono della voce, comprendono lo stato d'animo e le intenzioni.

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