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Donne Asperger, o affette da altri disturbi dello spettro autistico che non ne hanno indebolito la facoltà cognitiva, sono proattive nell'agenda dell'animalismo e dell'ambientalismo nella società contemporanea.

Due nomi su tutti, universalmente noti, Temple Grandin, scienziata e divulgatrice dell'allevamento umanista di animali da reddito e da allevamento e Greta Thunberg, attivatrice europea dei giovani sul tema dei danni da cambiamenti climatici. Entrambe, in ogni caso, animaliste e ambientaliste, ciascuna a modo proprio.

Non è un caso che, i disturbi dello spettro autistico, trovino nella frequentazione di animali un giovamento. Della serie, sei una donna aspie se... tendi a circondarti di animali e preferisci spesso loro alla compagnia di umani.

La diffusione delle neuro atipiche - le "divergenti" - e le loro specificità

Pare che 1 bambino su 100 in Italia sia affetto da disturbi della sfera autistica, di cui la Sindrome di Asperger costituisce una specie di autismo ad alto funzionamento, più difficile da diagnosticare, in quanto meno evidente rispetto all'autismo conclamato caratterizzato da disabilità cognitiva.

Forse è più difficile distinguere una giovane asperger rispetto al maschio, perché non costituisce una minaccia sociale, non ha generalmente comportamenti violenti o aggressivi verso il prossimo e le famiglie possono non richiedere alcun aiuto per "curarla", considerandola magari solo timida, introversa, piuttosto che "speciale". 

Puo’ anche darsi che neppure lei sia portata a ricercare aiuto terapeutico specifico, non sentendosi affatto malata, ma solo particolare, come del resto tutti, ognuno a modo proprio.

Per quanto riguarda l’aspetto fisico, le Asperger tendono a mostrare un abbigliamento informale, che non dà nell'occhio, in quanto di solito preferiscono la praticità e sobrietà, non dedicano grandi quantità di tempo alla cura del corpo e non amano attirare l'attenzione sul fisico, come non ricercano particolarmente il contatto materiale con estranei. Comportandosi come prede, schive al contatto, devono imparare molto presto ad evitare i predatori, per non essere vittime di bullismo e molestie. Possono prediligere uno stile unisex casual e giovanile. Aiuta anche quello a non attirare attenzioni indesiderate. Non di rado mostrano meno anni di quelli reali.

Se fanno sport, preferiscono quello individuale a quello di gruppo, sempre per evitare il contatto fisico ed emotivo con gli altri. Se possono fare uno sport con un animale, lo preferiscono a sport con umani, da cui l'amore di alcune donne asperger per i cavalli e l'attenzione, in generale, nel mondo degli interventi o terapie assistite a mezzo del cavallo nei confronti di chi è affetto dai cosidetti disturbi della sfera autistica. Dopotutto, cinicamente, uno su 100 - tra uomini e donne - con disturbi nella sfera autistica nella nostra società, costituisce un enorme serbatoio di potenziali "clienti" o "assistiti".

La personalità è spesso eccentrica e frequentemente queste donne sono inquadrate come "post femministe", in quanto non riconoscono gli uomini come superiori. Del resto, dal punto di vista cognitivo, come tutti gli Asperger, tendono ad avere un'intelligenza superiore alla media, ma che alle volte si traduce in difficoltà al conformismo sociale. Mostrano una marcata intolleranza alle ingiustizie, del resto sanno dalla nascita di appartenere a una minoranza cognitiva, con tutti gli annessi e connessi. Per non essere vittime di tali ingiustizie - vere o presunte - preferiscono ambienti protetti, anche se impediscono loro di fare carriera. Del resto, si concentrano più su se stesse che sulle aspettative altrui. Per questo possono essere considerate fredde e distanti, oltre al fatto che possono essere molto dirette nel dire quello che pensano, tanto che in alcune situazioni possono apparire bizzarre, non convenzionali, inappropriate e spiacevoli.

Possono alternare il dire troppo al mutismo, con frequenti sbalzi d’umore, alle volte incomprensibili per chi le circonda, perché obbediscono ad esigenze interne, non sociali. 

La mondanità può essere particolarmente difficile per loro. Per riuscire a far fronte a questa difficoltà possono arrivare a creare per se stesse un personaggio da indossare - nelle situazioni sociali - come maschera. E' molto difficile che concedano l'intimità emotiva agli altri. Sono attente lettrici, il che le rende generalmente persone più colte della media. Cercano nei libri l'evasione o imparano da essi come comportarsi nelle varie occasioni, cosa dire e cosa fare per apparire non solo pari, ma anche meglio.

Tendono a concentrarsi, anche in modo maniacale, su pochi interessi, trascurando tutto il resto. Questo può portare all'eccellenza in alcuni campi, considerati anche difficili, lasciando scoperta la capacità di fare cose comuni. Si può trovare dunque il soggetto che eccelle come ingegnere informatico, ma non saprebbe tenere in ordine casa propria. Giusto per fare un esempio.

Una delle caratteristiche specifiche, e antipatiche agli altri, degli Asperger, è la loro tendenza a considerarsi tutt'altro che diversamente abili, e considerare semmai "diversi" e "strani" gli altri, i neurotipici. Come dire, disturbato a chi? Riferito alla tendenza della società a mettere etichette, incluso agli asperger, definendoli come persone con "disturbo" dello spettro autistico. Disturbo per chi? Non dimentichiamoci che, dal punto di vista di un Asperger senza ritardo cognitivo, magari il diverso e disturbato è il neurotipico che esercita bullismo e marginalizzazione sulle "minoranze cognitive".

Dopotutto essere asperger non significa necessariamente avere un ritardo mentale, o un'incapacità a costruirsi una vita dignitosa, né significa essere delinquenti o pericolosi per la società, ma solo vedere il mondo con occhi diversi, più introspettivi. Questa neuroatipicità andrebbe rispettata, più che essere medicalizzata, soprattutto se non impedisce alla persona di avere una vita tutto sommato né meglio né peggio di quella dei "neurotipici". A meno che la diversità, come spesso accade, non sia vista come una minaccia al conformismo sociale da neutralizzare, per appiattire tutti verso la prevedibilità, e dunque per un maggiore controllo sociale.

Nell'accettazione del diverso, e non nella sua indicizzazione per separarlo o distinguerlo, si giocherebbe in effetti l'inclusione sociale.

L'amore per gli animali e la loro tutela

Molte aspie adorano gli animali e se ne circondano come migliori amici. Imparano a manifestare affetto nella relazione non giudicante che si instaura con loro, che diventano maestri nell'esprimere le emozioni. Un animale, in effetti, non distingue tra neurotipico o atipico, risponde emotivamente semplicemente in base alla sicurezza che percepisce nell'interagire con l'altro. Le aspie agiscono allo stesso modo, avvicinandosi o allontanandosi dalle persone in base alla percezione della propria sicurezza, che è un'emozione viscerale. Individuano così negli animali propri pari e nella compagnia di cani, gatti, cavalli, o altre specie, un rimedio allo stress dell'interazione sociale. Un'aspie non ha paura degli animali, ha paura semmai degli umani normocognitivi. E forse non a torto. Da cui l'onnipresenza delle donne aspie nell'attivismo animale e ambientale.

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