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Farmaci non steroidei anti infiammatori, comunemente chiamati BUTE, sono assi comuni nella pratica veterinaria equina.

Il bute è un farmaco che aiuta ad alleviare l’infiammazione e il dolore, viene ultilizzato in caso di incidenti, piuttosto che per patologie in fase di acuto come l’artrite o la laminite.

Il Bute è raccomandato per l’uso a breve termine. Ma chi ha cavalli anziani che hanno problemi alle ossa, dolore artritico o problemi di laminite, si trova ad utilizzarli anche più a lungo.

Ci sono alcuni rischi nell’utilizzo di bute, soprattutto a lungo termine. Il butazone può causare ulcere e altri problemi gastrointestinali, disturbi del sangue, danni ai reni e può causare gravi effetti collaterali se combinato con altri farmaci.

Somministrazione di Bute

Il Bute può essere somministrato come una pasta che può essere messa direttamente nella parte posteriore della bocca del cavallo similmente al vermifugo, si trova sotto forma di polvere che può essere cosparsa sulla pietanza, di pillole o può essere iniettata in vena. Richiede ricetta veterinaria.

Il Bute come doping

Un altro problema con l’uso di bute per i cavalli agonisti è che viene utilizzato come droga per sopprimere il dolore. Perché il cavallo non può sentire il dolore, non può reagire ad esso – l'atleta umano può spingerlo oltre al suo limite. L’uso di bute nell'agonismo sportivo richiede cautela, tenendo conto che se rilevato è doping in giustizia sportiva, e maltrattamento in giustizia ordinaria.

La comunicazione del reato alla Procura di giustizia ordinaria, competente per territorio, può accendere un penale dove si configura, oltre al reato di frode sportiva, il reato di maltrattamento, secondo la legge 189 del 20 luglio 2004 (legge sulla protezione degli animali in Italia), modificata poi nel 2010 aumentando le pene. In base alla legge citata, "maltrattatore" è chiunque somministra agli animali sostanze vietate o stupefacenti, ovvero sottopone l'animale a trattamenti che procurano un danno alla sua salute. Il reato è punito con la reclusione da 3 a 18 mesi, o con la multa da 5.000 a 30 mila €.

Bute e macellazione equina

Il Bute è stato un problema nel dibattito sulla macellazione del cavallo. Molte persone che sono contro la macellazione di cavalli sostengono che il butazone rimane nella carne e può rappresentare un rischio per gli esseri umani che mangiano la carne, soprattutto di anemia aplastica. Sono stati discussi i tempi di sospensione e sono stati tentati dei regolamenti per mantenere i cavalli che sono stati trattati con butazone fuori dalla catena alimentare.

Ma poiché il bute è così comunemente usato, tenere i cavalli che sono stati trattati con bute fuori dalla catena alimentare significa che pochissimi cavalli andrebbero al macello.

Il Bute è nella lista dei farmaci non consentiti negli animali allevati per alimentazione umana, inclusi quelli per l’esportazione nell’Unione europea e nei cavalli destinati alla macellazione in Canada.

La trasparenza sul BUTE è però difficile. Nei cavalli NON DPA, non destinati al consumo umano, non c'è obbligo di registrare i farmaci. I veterinari possono dunque prescrivere BUTE a volontà. Ma come ben sappiamo, tali cavalli tendono poi inesorabilmente, almeno in Italia dove l'eutanasia è  poco diffusa, a finire la loro vita al macello. Macello che non effettua prelievi a tutti i cavalli, per sapere se in vita hanno fatto BUTE o meno.

Chissà se, con la tracciabilità del farmaco veterinario, tale problema può essere in parte risolto. Dalla stima dei primi 8 mesi di tracciabilità del farmaco, si direbbe di no.

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