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Il 5xmille a Horse Angels

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Due dozzine di equini lasciati a se stessi a Valle Lepri, tra Comacchio e Ostellato, provincia di Ferrara, sono vissuti in un'area di circa 28 ettari, delimitata per due lati da cancelli e per altri due da corsi d'acqua invalicabili per questi animali. Lì, per diversi anni, si sono reinselvatichiti, sono nati e morti, non crescendo mai di numero in modo sostanziale, perché le risorse disponibili non permettevano loro altro che la sopravvivenza degli individui più forti. Il tutto al riparo di occhi indiscreti, poiché il terreno che li accoglieva non ha alcun accesso pubblico.

Erano ciò che restava di un allevamento fallito, che li commercializzava anche a carne. Il terreno su cui pascolavano è stato pignorato e messo all'asta per pagare i creditori.

Decimati negli anni da fame e malattie tipiche di palude, da annegamenti nei corsi navigabili di acque del Po che li cintavano, questi cavalli fluviali, dall'attitudine rustica, sono rivenuti alla luce nell'autunno del 2018, quando una serie di decessi documentati, a dare l'allarme agli animalisti sono stati pescatori locali, li ha portati alla ribalta nazionale, occupando pagine di giornali e notiziari.

Horse Angels ha denunciato alla Procura della Repubblica di Ferrara l'abbandono dei cavalli, che si configura in ipotesi di maltrattamento secondo il codice penale italiano. I cavalli sono stati sequestrati e affidati in custodia giudiziale a Horse Angels.

AGF EDITORIAL 2389028Si tratta in gran parte di cavalli del Delta del Po (i Camargue nostrani), più qualche soggetto che con essi non c'entra nulla.

Il Progetto iniziale di Horse Angels è stato quello di un'Oasi a essi dedicata in terreni limitrofi, dovendoli sgomberare dal terreno pignorato dalle autorità consone e successivamente venduto dalle stesse all'asta ad un acquirente non interessato ai cavalli.

L'Oasi su terreno demaniale presupponeva l'interessamento di diversi attori, includendovi la Regione Emilia Romagna. Per mesi è andato avanti lo studio di fattibilità, che comportava analisi della superficie di calpestio necessaria a mantenere gli animali in una sorta di semi selvaticità, l'esame del rischio e dei benefici visto l'investimento necessario, etc. La progettazione purtroppo è terminata negativamente. A Ostellato, su un terreno limitrofo demaniale libero da altri impegni e vincoli, non c'era sufficiente terreno per creare un'oasi di cavalli semi selvatici significativa. Al massimo si sarebbero potuti tenere 4 o 5 cavalli senza farli riprodurre. Un numero troppo ridotto per diventare fenomeno turistico o naturalistico e quindi per giustificare la spesa pubblica per un'oasi di cavalli.

A malincuore, si è passati al piano B: il ricollocamento dei cavalli presso terzi che avessero un progetto compatibile con la storia di questi cavalli.

Esigenza di Horse Angels, in questa fase, era quella di distaccarli dalle sorti del processo giudiziario per evitare che l'allevamento fallito, avesse vinto in tribunale, potesse vantare la restituzione dei cavalli oramai privi di un terreno su cui stare. Cavalli di cui la proprietà si era disinteressata per anni, con il rischio che venissero venduti a un commerciante, caricati su un bilico, e non si sapesse più nulla di loro.

Horse Angels ha dunque proposto la confisca dei cavalli come misura protezionistica sul loro destino, anche a tutela degli interessi di chi fosse stato disposto a mantenere i cavalli in nostra vece, che avrebbe subito un danno affettivo e patrimoniale a doverli poi restituire senza rimborsi spese nel caso di vittoria processuale della controparte.

Contestualmente è iniziato l'iter per le candidature, che ha dato scarsi esiti. Persone interessate ai puledri se ne sono trovate, ma quasi nessuno disposto a prendersi anche i cavalli anziani, o zoppi, o con abitudine alla selvaticità oramai parte del patrimonio comportamentale, e quindi di difficile domesticazione per impieghi equestri.

Non solo, per poterli confiscare, prima ancora dell'esito del procedimento penale, occorreva stabilirne un valore di mercato e una "vendita", predisposta dal tribunale, con annesso deposito cauzionale (in mano al Tribunale) a garanzia che in caso di vittoria dell'indagato, sull'ipotesi di abbandono e maltrattamento, non fosse prevista la restituzione dei cavalli. A tal proposito la commissione veterinaria per la valutazione economica del branco è stata predisposta dai servizi pubblici di sanità animale di Ferrara e della Regione Emilia Romagna. Mentre la Procura, a fronte di una candidatura valida, disposta a versare il deposito cauzionale e ad assorbire i costi di prelievo e trasporto e messa in regola dei cavalli, ha avvallato la procedura di assegnazione definitiva prima dell'esito processuale.

Il lieto fine

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ferrara ha disposto la messa all'asta guidata dei cavalli, con possibilità che fossero acquisiti solo da soggetto che rispondesse ai criteri di tutela degli animali stessi.

Horse Angels, e la sanità animale di Ferrara, hanno considerata idonea, per competenze e risorse, la candidatura presentata dalla pluripremiata ditta Giona Show del rovigiano, che si occupa nella vita di spettacoli con i cavalli.

La scelta è stata felice. Si è atteso che tutte le femmine gravide partorissero, per evitare mortalità dovute allo stress. Il trasferimento è quindi stato graduale e ha impiegato circa un mese. Nessun cavallo è morto o rimasto ferito nel trasferimento.

I cavalli ora stanno bene!

Grazie a tutti coloro che ci hanno aiutato e sostenuto, ma soprattutto a coloro che hanno supportato l'interesse dei cavalli a ricostruirsi una vita come animali con una identità speciale, riconoscibile, unica, che creasse per loro un valore aggiunto molto superiore a quello mero di mercato per cavalli sdomi della loro età, indole e stato di salute, sulla base della quale potranno vivere e mantenersi onorevolmente negli anni a venire.

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