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Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

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Talk Show sugli animali al Forlì International Horse Fair 2019

L'evento è in memoria di Giulia Gramellini, figlia della professoressa Giuliana Gemelli, organizzatrice del talk show e di un convegno sull'equitazione solidale presso la fiera citata con la sua associazione Grande Giù for Love & Care.

Amazzone, Giulia Gramellini è deceduta ancora giovane, nel 2010, a 23 anni a causa di un linfoma. Le sue ultime parole sono state dedicate ai suoi animali, all'amore e alla dedizione per la sua adorata Lesley, una cavalla. Giulia credeva fortemente nel modello dell'equitazione naturale, nel rispetto, nell'amore e nel dialogo costante col proprio cavallo, che per lei era per la vita, fino a morte naturale. Dalle sue credenze, il testamento spirituale che è stato fondamento per la madre per la fondazione dedicata alla memoria di Giulia, Grande Giù for Love and Care, che si occupa di sostegno ai pazienti affetti da patologie once-ematologiche.

Tanti gli interventi ed i relatori, ma non è stato difficile rimanere incollati alla sedia ad ascoltare e ad emozionarsi. Da segnalarsi anche la presenza di FEDEA, ente di rappresentanza dei proprietari di esotici.

Filo conduttore “l’amore “per la vita, anche quando questa sembra essere brevissima, perché la “malattia” incombe o ti nasconde, anche quando sembra non esserci più, se non nel ricordo.

Il testamento spirituale di Giulia, nelle parole della madre, fa e deve fare da comun denominatore a tutte le azioni che coinvolgono la relazione uomo-cavallo. Benessere condiviso, scambio di emozioni ma anche rispetto, basato su consapevolezza e responsabilità. Da qui la necessità di inquadrare gli interventi assistiti con gli animali in un piano normativo che prevede, in primis, formazione ed educazione al lavoro di Equipe.

Operare in squadra o “in branco”, come dice la prof.ssa Gemelli diventa FONDAMENTALE.

Come illustrato nel convegno e poi anche in sede di talk show, le Associazioni Animaliste e fra queste Horse Angels, fanno parte di questo “branco”. Di fatto, esse svolgono un ruolo importante nella divulgazione ed affermazione del principio del RISPETTO DEL VALORE dei cavalli: di tutti i cavalli, anche di quelli che diventati per una parte della società, “improduttivi”, vengono “declassati” al ruolo di “strumenti” per l’ippoterapia. Da qui il nostro richiamo alla responsabilità del possesso e della gestione, rivolto ai proprietari dei cavalli ma anche alle istituzioni che, ad oggi, sembrano non aver ancora percepito il ruolo dell’ “osservatorio animalista” sul territorio.

Riteniamo, e quanto è emerso in questo incontro ce lo ha dimostrato, che la relazione uomo cavallo sia di tipo inclusivo e non esclusivo e che i criteri di “idoneità produttiva” non siano un valore assoluto perché nella relazione uomo cavallo c’è molto spazio per / e a disposizione di tutti.

Qui di seguito, l'intevento Horse Angels, a cura della vet. Giordana Marcolini, del Comitato Etico Horse Angels ODV.

L’impegno di una associazione animalista è sicuramente finalizzato alla tutela della vita degli animali e, in particolare, il nostro impegno è per la vita del cavallo.

Nel corso del tempo, attraverso l’impegno quotidiano, Horse Angels ha aperto l'orizzonte a visioni sempre più ampie sulla tutela del cavallo, perché la vita dell'animale ha un inizio, un trascorso e una fine, dove non contano solo la quantità ma anche la qualità del vissuto.

E con questo, è chiaro che per Horse Angels vada promosso un impegno per la fine naturale dei cavalli, perché essi possano avere un traguardo di vecchiaia il più lungo possibile, ma anche il migliore possibile.

La questione della classificazione dei cavalli in un due categorie DPA e non DPA (macellabili o meno), che ha alimentato - ma anche spento - il dibattito sulla tutela equina negli ultimi anni, sposta l'attenzione solo sul destino ultimo, senza che ci sia una adeguata normativa per sostenere la coerenza con la scelta.

Fare del dpa o non dpa il solo terreno di scontro, di incontro o di crescita, non riconosce a nostro avviso i principi di tutela e di implementazione della cultura del benessere del cavallo. Riteniamo che si debba salire un pò sopra questa dicotomia. Sottoscrivere la scelta per NON DPA, non macellabile, può essere importante ma:

  • nessuno vieta a tenersi a vita, fino all'ultimo respiro, un cavallo registrato come macellabile
  • l'iscrizione anagrafica non è l’unico atto che gli esseri umani possono fare per esprimere la loro volontà rispetto alla tutela dei cavalli
  • nessuno vieta di cedere a terzi, perdendo il controllo sul destino, un cavallo registrato come non macellabile

In più, l’associazione animalista Horse Angels non è tra quelle che possono permettersi il lusso di badare ad un'unica categoria di cavalli. Noi seguiamo tutti i settori, tutte le razze, tutte le tipologie, tutti gli impieghi, non solo in ambito sportivo.  Per noi è importante anche la tutela dei cavalli allevati esclusivamente per la carne, che non avranno mai un impiego equestre, sportivo, agonistico o ippico. Anche loro hanno diritto ad un allevamento dignitoso, e a una morte la meno gravata di sofferenze risparmiabili.

Quindi a noi non interessa dirottare l’attenzione del pubblico solo sulla scelta per la prima trascrizione anagrafica, perché quel cavallo, dopo che il primo proprietario ha scelto per la non macellazione, potrà fare tanti passaggi di mano. Non c’è alcun divieto alla vendita dei cavalli non macellabili. Senza un fondo pensionistico, il proprietario che cede il cavallo a terzi, smette di avere diritti sul destino del suo animale. Il proprietario successivo non è in alcun modo vincolato a rispettare la volontà che ha spinto il proprietario precedente alla registrazione del cavallo. Se vuole vendere l'animale ad un commerciante di cavalli, nessuno glielo può impedire. E cosa ne farà quel commerciante del cavallo, è fuori dalle possibilità di controllo degli ex proprietari e persino delle associazioni animaliste, come hanno ampiamente dimostrato vari processi giudiziari in cui Horse Angels si è costituita parte civile per tentare, fallendo, di veder riconosciuto il rispetto della tracciabilità dell'animale. 

Questo ci impone di valutare diversamente le scelte dpa - non dpa, essendo la seconda spesso utilizzata da persone il cui scopo non è tenersi i cavalli a vita, fino all'ultimo respiro, bensì non dover tenere il registro dei farmaci.

Il non dpa non sempre premia i cavalli, tende a premiare le persone - nell'attuale assetto normativo non voluto esclusivamente dall'Italia, ma frutto di scelte europee -.

Per evitare di entrare nella bagarre, su scelte che non sempre sottintendono un impegno morale di tenersi a vita il cavallo, Horse Angels ha deciso di richiamare quanti più proprietari possibile a considerare il cavallo un animale d’affezione e quindi a comportarsi conseguentemente, indipendentemente dalla registrazione sul passaporto relativa al fine ultimo, pertinente unicamente alla tracciabilità dei farmaci, e non alla tutela del cavallo.

Noi abbiamo scelto di promuovere non un'etichetta, ma i fatti di rispetto, dignità, diritti primari di accudimento e di gestione, una relazione tra i cavalli e le persone la più onesta possibile, quale che sia l’etichetta sul passaporto.

Stiamo dalla parte di chi si comporta bene, e non dei fraudolenti, stimolando la consapevolezza che non c’è obbligo ad avere un cavallo, e quando si sceglie di averne uno, occorre essere responsabili nei confronti delle scelte che si assumono, tenendo conto del lungo corso della vita di un cavallo.

La vita dei cavalli da tutelare parte dalla nascita alla morte e in mezzo c’è tanta strada.

Più si migliora la relazione tra persona e cavallo, più c’è possibilità che il destino ultimo si materializzi in modo trasparente, nel rispetto delle leggi, in modo onesto, risparmiando tutte le sofferenze evitabili.

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