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Emendamenti alla legge di Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023" (2790) relativamente all' Art. 137 - che tratta sequestri e confische di animali - a opera dei parlamentari:

Maturi, Bellachioma, Borghi Claudio, Cattoi Vanessa, Comaroli, Frassini, Garavaglia, Gava, Paternoster, Potenti.

Previsione originale:

Art. 137.
(Istituzione del centro nazionale di accoglienza degli animali confiscati presso il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari)

1. È istituito, presso il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari di cui all'articolo 174-bis del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, il centro nazionale di accoglienza degli animali confiscati ai sensi della legge 7 febbraio 1992, n. 150, e sottoposti a particolari forme di protezione in attuazione di convenzioni e accordi internazionali. A tal fine è autorizzata la spesa di 3 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2021, da iscrivere nello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per la stipula di una convenzione con il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari per la gestione del centro nazionale di accoglienza di cui al periodo precedente.
2. Gli animali sottoposti a sequestro a opera dell'autorità giudiziaria restano nella custodia giudiziaria dei proprietari con oneri a carico dei medesimi proprietari fino all'eventuale confisca degli animali stessi.

L’articolo sarebbe così riformulato con gli emendamenti:

1.“E’ istituito presso il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari di cui all’art. 174-bis del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n° 66 il Centro nazionale di accoglienza degli animali confiscati ai sensi della legge 7 febbraio 1992, n° 150 e sottoposti a particolari forme di protezione in attuazione di convenzioni e accordo internazionali da gestire in forza della stipula di una convenzione con il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari.

2.E’ autorizzata la spesa di 3 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021, da iscrivere nello stato di previsione del Ministero dell’Ambiente e della tutela e del mare, per la gestione del centro nazionale di accoglienza e per far fronte a tutta o parte delle spese di gestione sostenute dai soggetti di cui all'art. 3 della Legge 189/2004.

3.Gli animali sottoposti a sequestro ad opera dell’Autorità giudiziaria, previa valutazione di assenza di pregiudizio per la salute degli animali, possono essere rimessi in custodia ai proprietari. Gli oneri di gestione degli animali sequestrati sono sempre a carico dei possessori, ancorché non assegnatari, fino all’eventuale confisca.

Perché emendare all'originale: La norma, così come era formulata, ignora e pregiudica il mondo associativo che svolge gratuitamente queste attività. Infatti, ai sensi dell'art. 3 della Legge 189/2004, gli animali oggetto di provvedimento di sequestro o di confisca a norma del codice penale sono affidati ad associazioni o enti individuati dal Ministero della Salute. Le associazioni o enti che intendono essere individuati ai fini dell'affidamento degli animali devono inoltrare domanda al Ministero della Salute - Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari - Ufficio 6. Il Ministro della salute sulla base dello statuto, delle attività svolte, delle strutture operative territoriali e dei riconoscimenti ottenuti dalle amministrazioni pubbliche o private, individua le associazioni e gli enti ai quali si possono affidare gli animali sequestrati o confiscati e rilascia con proprio decreto il riconoscimento valido per tutto il territorio nazionale. Proponiamo quindi che parte del fondo si destinato anche al rimborso parziale dei costi sostenuti da questi sodalizi in base al carico pro-capite delle unità animali da esse gestite. Infine, appare coretto anche ai fini social-preventivo e socio rieducativo della pena, che i costi sostenuti per il mantenimento degli animali sottoposti a sequestro sia rimessa a carico dei soggetti proprietari e/o trasgressori. Infine, nell’ultimo comma riformulato, intendiamo vedere svolta una valutazione da parte della autorità giudiziaria procedente sulla opportunità di affidare gli animali sequestrati al soggetto autore del reato, proprio per prevenire la perpetuazione dei reati e salvaguardare la salute degli animali.

Art. 137

Al secondo capoverso le parole “A tal fine” è soppressa ed è aggiunto alla fine del primo comma dopo la parola “precedente” il seguente: “e per far fronte a tutta o parte delle spese di gestione sostenute dai soggetti di cui all'art. 3 della Legge 189/2004.”

Perché emendare: La norma, così come era formulata, ignora e pregiudica il mondo associativo che svolge gratuitamente queste attività. Infatti, ai sensi dell'art. 3 della Legge 189/2004, gli animali oggetto di provvedimento di sequestro o di confisca a norma del codice penale sono affidati ad associazioni o enti individuati dal Ministero della Salute. Le associazioni o enti che intendono essere individuati ai fini dell'affidamento degli animali devono inoltrare domanda al Ministero della Salute - Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari - Ufficio 6. Il Ministro della salute sulla base dello statuto, delle attività svolte, delle strutture operative territoriali e dei riconoscimenti ottenuti dalle amministrazioni pubbliche o private, individua le associazioni e gli enti ai quali si possono affidare gli animali sequestrati o confiscati e rilascia con proprio decreto il riconoscimento valido per tutto il territorio nazionale. Proponiamo quindi che parte del fondo si destinato anche al rimborso parziale dei costi sostenuti da questi sodalizi in base al carico pro-capite delle unità animali da esse gestite.

Art. 137

Il secondo comma è così sostituito:

2.Gli animali sottoposti a sequestro ad opera dell’Autorità giudiziaria, previa valutazione di assenza di pregiudizio per la salute degli animali, possono essere rimessi in custodia ai proprietari. Gli oneri di gestione degli animali sequestrati sono sempre a carico dei possessori, ancorché non assegnatari, fino all’eventuale confisca.

Perché emendare: La norma era scritta male ed in modo a-tecnico rispetto ai fini social-preventivi. Nell’ultimo comma riformulato, intendiamo vedere svolta una valutazione da parte della Autorità giudiziaria procedente sulla opportunità di affidare gli animali sequestrati al soggetto autore del reato, proprio per prevenire la perpetuazione dei reati e salvaguardare la salute degli animali.

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