Il 5xmille a Horse Angels

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A proposito di tutela del cavallo (che al Mipaaf non pare interessare), a Palermo, a causa della chiusura dell'Ippodromo da fine 2017 si verificano sempre più episodi di cavalli allenati per strada, con metodi improbabili e senza alcun controllo.

Purtroppo non esiste una pista o un luogo idoneo per allenare gli innumerevoli cavalli da trotto che sussistono nel territorio palermitano. Il Mipaaf, anziché sprecare soldi in campagne stampa di rilancio dell'ippica obsolete, che possono interessare solo ai già addetti ai lavori e ai ludopatici della scomessa ippica, farebbe meglio a investire quei soldi per sconfiggere le corse su strada, erigendo un centro di allenamento del cavallo da corsa a Palermo, interloquendo con il Comune di Palermo perché lo faccia, esigendo che terreni confiscati alla mafia siano adibiti a ciò, o intervenendo con la Sipet perché si occupi di togliere l'amianto dalle scuderie de La Favorita, l'ippodromo chiuso, affinché possa riaprire quanto prima.

Le corse su strada danneggiano l'immagine dell'ippica e nessun soldo (tra l'altro pubblico) speso dal Mipaaf in video di rilanci da distribuire sui social e annessi, riuscirà mai a controbilanciare l'effetto devastante per l'immagine pubblica delle corse su strada, per le quali il Mipaaf non spende alcun euro in contrasto o in educazione degli ippici alla prevenzione della delinquenza.

Agli ippici palermitani è evidente che serve un luogo alternativo e legale in cui disputare le corse e gli allenamenti.

Sulla riapertura de La Favorita, l'Ippodromo chiuso nel 2017 per infiltrazioni mafiose, non ci sono grandi novità di cui andare entusiasti. L'amianto all'interno dell'impianto, la cui rimozione era nei bandi di aggiudicazione dell'impianto, pare sia ancora tutto lì.

A Palermo non esiste un centro di allenamento alternativo all'ippodromo chiuso, e i cavalli sembra che si allenino dal 2017 per lo più in strada, proprio intorno al Parco della Favorita. Gli infortuni sui cavalli aumentano, così come le corse abusive (vedi link di corsa abusiva al Parco della Favorita di ieri).

Sul sito del Comune risulta una fideiussione provvisoria svincolata ma non c'è copia del contratto (link al documento) che farebbe chiarezza sulla situazione del contratto sottoscritto dalla Sipet, la società che ha vinto il bando per la riapertura, per capire cosa ha firmato questa società, quali obblighi ha e in che tempi per la riapertura dell'ippodromo.

Gli ippici palermitani sono così disperati da rivolgersi per la loro tutela alle associazioni animaliste, come Horse Angels, per sensibilizzare la p.a. e il Mipaaf al problema. Siamo al paradosso. Non esistono i sindacati dell'ippica? Sono sempre lì a sbraitare i loro comunicati stampa per chiedere soldi, incontri con il Mipaaf, visibilità, riforme... ma a Palermo dove sono per il ripristino della legalità?

Come sempre nell'ippica, non importa se si tratta di relazioni con il ministero o con la p.a. locale, la trasparenza è un optional e non un atto dovuto. Il problema infatti sarebbe: come mai non è sul sito del Comune di Palermo il contratto per la riapertura dell'ippodromo? Essendo un atto pubblico, dovrebbe essere visibile a tutti quanti, l’art. 2 del d.lgs. n. 163/2006 e successive modifiche ed integrazioni ( cd. Codice dei Contratti) elenca, come già anticipato, anche la pubblicità e la trasparenza come obbligo dei contratti delle pubbliche amministrazioni, ma il contratto con la Sipet non c'è sul sito del Comune di Palermo ad oggi data 8 ottobre 2020.

A farne le conseguenze, di questa situazione confusionale, in peggio, sono quasi sempre i cavalli. In questo caso però anche gli ippici onesti che gradirebbero allenarsi su sabbia e correre in ippodromo, anziché allenarsi per strada e correre le clandestine in totale assenza di garanzie su un loro futuro di reinserimento in un percorso di legalità.

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