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Operazione Decimabis a Foggia, per estorsioni nel settore dell'ippica: i conduttori di cavalli sotto minaccia e le gare pilotate è quanto contestato dagli inquirenti tra le 14 condotte estorsive che hanno portato a 40 arresti per mafia. Dal pizzo alle corse dei cavalli, così agivano i clan del foggiano. Il procuratore antimafia: «Mafia foggiana primo nemico dello Stato».

La Società Foggiana inquinerebbe, in Puglia come altrove stando ai numerosi casi di cronaca, il mondo delle gare ippiche a Castelluccio dei Sauri. Due i casi contestati: nel primo, a fronte di una scommessa persa su una corsa di cavalli, verrebbe estorta ad un driver una somma di denaro a compensazione; nel secondo, altri due colleghi verrebbero minacciati nel tentativo di pilotare una gara.

E’ quanto emerge nelle 232 pagine dell’ordinanza dell’operazione ‘Decimabis’, che all’alba di oggi ha portato all’arresto di 40 persone, appartenenti o vicine alle tre batterie della Società Foggiana, la mafia locale.

Le imputazioni 7 e 8 del documento riguardano proprio il settore ippico, tra le 14 condotte estorsive contestate. In particolare, si legge nel documento, Francesco Tizzano avrebbe “costretto, mediante minacce di morte, un ippico foggiano a versargli una tangente di 2.000 euro perché il malavitoso aveva perso 3.000 euro al gioco.

Ancora, sempre a Castelluccio dei Sauri, viene registrata la tentata estorsione a danno di altri due driver. Il reato viene contestato nuovamente a Tizzano, questa volta insieme a Francesco Pesante, Emilio Ivan D’Amato e Marco Gelormini. I quattro avrebbero, in concorso tra loro, “posto in essere atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere, mediante minaccia, due fantini che si apprestavano a gareggiare presso l'Ippodromo di Castelluccio dei Sauri la corsa del ‘Premio Gubbio’, a non arrivare nelle prime tre posizioni della gara, così procurandosi un ingiusto profitto (consistito nell'illecita percezione dei premi relativi alle giocate effettuate) con relativo danno per le persone offese, non riuscendo nell'intento per cause indipendenti dalla loro volontà, segnatamente per la mancata accondiscendenza delle vittime, che denunciavano il fatto all'autorità”.

La minaccia, si legge nel documento, è consistita “nell'avere rappresentato alle vittime immediate ritorsioni violente qualora non si fossero assoggettate a quanto da loro imposto”.

Fonte: https://www.foggiatoday.it/cronaca/arresti-decimabis-societa-foggiana-estorsioni-fantini-ippodromo.html

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