In uno studio sui cavalli la somministrazione di morfina, ha portato a segni di agitazione, tremori e neuroeccitazione, aumenti della frequenza cardiaca ed effetti avversi gastrointestinali. Una diminuzione della motilità gastrointestinale è stata rilevata infatti da 1 a 2 ore dopo la somministrazione IM di morfina a dosi di 0,05 e 0,1 mg/kg e dopo somministrazione endovenosa di morfina ad una dose di 0,1 mg/kg.

Aldilà di questi effetti collaterali che comunque sono transitori, la somministrazione pregara di morfina ad un cavallo con lo scopo di togliere il dolore per farlo rendere alla massima performance è assai pericolosa.

Infatti una somministrazione illegale presume che il cavallo abbia una problematica in atto, articolare, tendinea, muscolare o legamentosa, tale per cui non dovrebbe nemmeno entrare in pista a gareggiare.

Le complicazioni possono insorgere durante la gara: infatti sotto l’effetto di un potente antidolorifico il cavallo non sente dolore e sforza le strutture locomotorie alla massima velocità aumentando notevolmente la sollecitazione sulla giuntura con infiammazione in atto e quindi non al massimo della sua capacità di “difendersi”: questo comporta un considerevole aumento delle probabilità di un danno molto più grave: frattura, strappo muscolare, lesione di alto grado a tendini e legamenti.

Dottor Ettore Ballardini, DVM