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(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

Gli standard UE (sulla carta) per il benessere degli animali sono tra i più alti al mondo tanto che l’UE è riconosciuta come leader globale in questo ambito. Ma l'Italia a che punto si trova con l'applicazione dei diritti previsti dall'UE per gli animali?

Recita l'Articolo 13 del Titolo II del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea

[...] l'Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti [...]

Le norme UE sul benessere degli animali riflettono ‘cinque libertà’:

  • Libertà dalla fame e dalla sete
  • Libertà dai disagi ambientali
  • Libertà dal dolore, dalle ferite e dalle malattie
  • Libertà di manifestare comportamenti caratteristici della specie
  • Libertà dalla paura e dallo stress

Come sono state recepite le 5 libertà dalla normativa attualmente in vigore in Italia per la tutela animale? A maggio 2020 la Commissione europea ha presentato una nuova e ambiziosa strategia sulla biodiversità, che fa parte del Green Deal europeo. Che sta facendo l'Italia per riconoscere tutti gli animali come esseri senzienti, quando nel nostro codice civile e penale sono ancora oggetti?

Gli animali nel sistema italiano e l’esigenza di una riforma

Il riconoscimento univoco a livello legislativo (c.c e c.p.) dell’animale come essere senziente e come soggetto di diritto appare, non solo obbligatorio, in quanto l'Italia fa parte dell'Europa, ma gravemente in ritardo. Il mancato riconoscimento della qualità di soggetto dell’animale si traduce, ogni giorno, ogni settimana, ogni mese e ogni anno di ritardo strutturale e normativo italiano rispetto ai paesi più emancipati in Europa, in un errore metodologico e di contenuto e a vizio e stravizio su animali innocenti, per mancanza di norme idonee a tutelarli come esseri senzienti.

Il riconoscimento della qualità di soggetto dell’animale comporta scelte precise alle quali il regolatore non può sottrarsi, come stabilire i criteri minini del benessere basandoli sulla scienza, che permette di individuare con l'etologia la complessità intellettiva e i bisogni di riferimento, come è già stato fatto in altri paesi europei attraverso appositi codici che vanno oltre la sottoscrizione volontaria, ma diventano base di legge. Una volta che l'animale fosse soggetto, e non oggetto, lo stato sarebbe costretto a garantirgli quegli standard etologici o negare la possibilità di allevare quella specie. Non importa che l'animale non sia in grado di agire in proprio, non lo sono neppure i minori o gli incapaci, ma non per questo perdono il diritto alla tutela, perché qualcuno può agire in loro vece.

Perchè l'Italia è in ritardo?

Il riconoscimento dell’animale come soggetto pone il problema di allocazione di risorse – pubbliche e private – necessarie a garantire la tutela dei diritti.
Del resto, è del tutto inutile un diritto che è solo uno slogan (“l’animale è un essere senziente”), senza che da ciò ne discendano conseguenze. Né possono essere sufficienti norme dichiarative che obbligano i soggetti umani (sulla carta) ad evitarne il maltrattamento. Occorre garantire le condizioni positive per la protezione e la realizzazione dei diritti, nella loro pienezza, incluse le 5 libertà che sono la base per il benessere.

Cosa fare?

Abbiamo il dovere di disobbedire a questo sistema ipocrita e profondamente ingiusto che ha l'Italia di aderire all'Europa come gli pare, senza adeguare la normativa interna per tempo a quella europea, sovraccaricandosi di ritardi strutturali perché, a sentire i politici, gli italiani non sarebbero mai pronti al cambiamento e facendo sì che l'Italia rimanga in molti settori il fanalino di coda europea. Pronti non saranno loro, la classe politica, i cittadini italiani invece non sono di natura umana inferiore a quelli europei nei cui stati sono già state approvate le norme consone agli animali esseri senzienti.

Studi di scienze sociali suggeriscono come la disobbedienza civile e l’azione diretta nonviolenta siano cruciali per il cambiamento.

Possiamo solo:
  • protestare... e pensate un pò, è facile, gratuito, e tramite i social alla portata di tutti.
  • elevare nella nostra vita gli animali a soggetti di diritto, considerarli senzienti e rifiutarci di trattarli come cose. Non c'è bisogno di alcuna legge per amare veramente gli animali e comportarsi di conseguenza, comincia ora.

Commentazione.

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