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La XIII Commissione Agricoltura della Camera è impegnata nell’esame del disegno di legge “Disciplina dell’ippicoltura e delega al Governo per l’adozione di disposizioni volte allo sviluppo del settore”, Gadda (IV), presentato il 4 giugno 2020 e da allora discusso in sede referente, che ha già terminato il ciclo di audizioni.

Esso richiede il Parere delle Commissioni I Affari Costituzionali, V Bilancio e Tesoro, VI Finanze, VIII Ambiente, X Attività  produttive, XI Lavoro (ex articolo 73, comma 1-bis, del regolamento, relativamente alle disposizioni in materia previdenziale), XII Affari sociali, XIV Politiche UE e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.
 

Gli emendamenti proposti dai vari parlamentari a oggi per l'elaborazione del testo da presentare alla Camera per l'eventuale discussione da calendarizzare al fine dell'approvazione

La principale divergenza riguarda la creazione di ARSI contrapposta alla FIISE (ippica indipendente o inglobata dalla FISE e sotto al CONI). In entrambe le soluzioni verrebbe garantito ai cavalli lo status giuridico di NON DPA equiparando cavalli sportivi, ippici e d'affezione, nessuno macellabile, neppure al termine della carriera "impiegatizia".

LA CREAZIONE di ARSI -  Gadda e Scoma (IV), e Paolo Russo, Nevi, Spena, Anna Lisa Baroni (FI).

In dettaglio, si prevede che "al fine di conseguire gli obiettivi di rilancio del settore ippico ed equestre, di riduzione della spesa di funzionamento, di incremento dell’efficienza e di miglioramento della qualità dei servizi nonché di favorire la ripresa delle attività economiche a esso correlate e di assicurare la trasparenza e l’imparzialità nello svolgimento delle attività di gara del settore (...) è istituita l’Agenzia per il Rilancio del Settore Ippico (Arsi), sottoposta al potere di indirizzo e vigilanza del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (Mipaaf), che lo esercita, per le materie di competenza, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico".

L'Arsi "ha piena autonomia nei limiti stabiliti dalla legge ed è sottoposta al controllo della Corte dei conti". Essa promuove l’incremento e il miglioramento qualitativo e quantitativo delle razze equine con particolare riferimento al purosangue inglese, al trottatore italiano e al cavallo in generale definito come non destinato alla produzione di alimenti per il consumo umano (NON DPA) sportivo, da diporto e affezione. A essa è trasferita "la titolarità esclusiva del segnale televisivo per la trasmissione delle corse" e tra le funzioni che le sono attribuite c'è "l’organizzazione delle corse dei cavalli, ivi compresa la loro programmazione, tecnica e economica, in ottica pluriennale in modo da assicurare stabilità all’intero settore favorendo la programmazione degli investimenti degli operatori privati; la formazione, anche attraverso la stabile collaborazione con gli enti pubblici territoriali, delle professionalità a vario titolo operanti nel settore ippico ed equestre, al fine di ottenere, per mezzo della qualificazione professionale delle diverse figure, il sensibile miglioramento dei rispettivi standard qualitativi e la creazione di nuovi posti di lavoro; la formazione, l’aggiornamento e la selezione dei giudici di gara, la loro nomina, la disciplina e l’organizzazione della loro attività, ispirandosi ai criteri di economicità, di riconoscimento e promozione delle qualità professionali dei singoli soggetti e di efficienza del sistema; la titolarità della partecipazione rappresentativa dell’intero capitale della società Unirelab s.r.l", come pure "la vigilanza e il controllo delle strutture destinate alle gare ippiche di qualunque genere e la loro selezione, in funzione dello svolgimento delle competizioni sportive, in ragione delle caratteristiche strutturali e infrastrutturali degli impianti, con particolare riguardo alle caratteristiche tecniche delle piste e dei tracciati di gara e alla esistenza e al buon funzionamento di dotazioni e idonei impianti che assicurino il benessere degli animali e degli uomini; il coordinamento delle attività degli ippodromi e, di concerto con gli enti pubblici territoriali, l’adozione di ogni misura che persegua l’obiettivo del miglioramento delle strutture in funzione del loro migliore impiego anche al fine di assicurarne la fruibilità ricreativa alle comunità territoriali locali; la vigilanza e il controllo delle strutture destinate all’allenamento e all’addestramento dei cavalli".

Ancora, "il pagamento di premi e provvidenze (in qualunque modo definiti o definibili) in favore di allevatori, proprietari, allenatori, addestratori, guidatori, fantini e cavalieri, nonché la remunerazione dei servizi prestati dagli ippodromi e la prestazione, in loro favore, di sovvenzioni – nella forma del rimborso, totale o parziale, degli investimenti strutturali effettuati e documentati – nei limiti delle norme tempo per tempo vigenti ed entro i limiti delle risorse complessive a tanto specificamente destinate".

In considerazione della necessità di "semplificare le procedure relative alle operazioni di pagamento e riscossione dei premi, delle provvidenze e delle sovvenzioni destinate agli operatori ippici, Tarsi effettuerà le operazioni di pagamento mediante l’utilizzo di conti correnti bancari da attivarsi presso uno o più istituti bancari".

LA DELEGA SULL'AGENZIA SULLE SCOMMESSE IPPICHE- Ciaburro e Caretta (Fdi) propongono di delegare il Governo in merito all'istituzione di un’agenzia di promozione, sviluppo e tutela dell’ippica nazionale). "Il Governo, su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, è delegato ad adottare, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recante disposizioni per l’istituzione di un’agenzia nazionale di promozione, sviluppo e tutela del comparto Ippico nazionale", si legge negli emendamenti, che dettagliano poi i principi e i criteri direttivi da seguire nell'esercizio della delega, per esempio "prevedere la possibilità per l’Agenzia di accettare sponsorizzazioni economiche e di immagine in relazione al settore Ippico nazionale, relativamente a finalità di piani di marketing mediatico", ma anche "fissare l’importo d’iscrizione all’Agenzia da parte degli iscritti delle categorie ippiche, prevedendo che il contributo obbligatorio sia differenziato nel valore e costituisca parte del fondo di dotazione per l’espletamento delle attività dell’Agenzia" e "assicurare l’alimentazione del fondo di dotazione per l’espletamento delle attività dell’Agenzia anche con le quote di raccolta progressive delle scommesse Ippiche, dal gettito in quota del 4 per cento, derivante da altri giochi e scommesse operate da società di raccolta abilitate anche alle scommesse ippiche, dalla cessione dei diritti televisivi degli eventi ippici nonché dalle sanzioni disciplinari" o, ancora, "attribuire in capo all’Agenzia la definizione e redazione del Codice etico dell’ippica nazionale, e delle regole per il funzionamento della giustizia sportiva di primo e secondo livello, prevedendo la clausola compromissoria e vincolo di giustizia obbligatori per i componenti del settore".

Nell'esercizio di tale delega, si deve stabilire "la percentuale della raccolta totale, che deve essere compresa tra il 78 e l’80 per cento, da destinare al pagamento delle vincite (payout); l’unificazione dei totalizzatori (totalizzatore unico) al fine di gestire unitariamente le scommesse ippiche, prevedendone l’ottimizzazione gestionale sia in ter- mini tecnici che economici o finanziari; l’estensione dell’applicazione della « quota fissa » nelle scommesse ippiche e, per quanto concerne le scommesse « Quartè » e « Quintè », l’introduzione del sistema jackpot e, di conseguenza, dei premi di consolazione; la riduzione del prelievo fiscale sulle scommesse ippiche, che deve essere al massimo pari al prelievo meno elevato applicato su altri tipi di scommesse, offerte anche online, sul territorio nazionale, al fine di rendere più concorrenziali i giochi ippici e di assicurare risorse economiche alla filiera".

LA CREAZIONE DI FIISE (Federazione Italiana Ipppica e Sport Equestri) - Con un emendamento a prima firma dell'ex sottosegretario con delega all'ippica Giuseppe L'Abbate, si ripropone la riorganizzazione del settore ippico, ma in questo caso trasferendone le competenze alla Fise.

"Al fine di razionalizzare la gestione delle attività agonistiche legate al cavallo sono attribuite alla Federazione Italiana Sport Equestri Fise le funzioni già trasferite al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali". Conseguentemente, "la Fise assume la natura di ente di diritto pubblico con la denominazione di Federazione Italiana Ippica e Sport Equestri Fiise". La Federazione è "altresì federazione sportiva nazionale delle attività sportive ippiche ed equestri riconosciuta dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano Coni". Le funzioni proprie già esercitate dalla Fise "continuano ad essere esercitate in maniera autonoma, con le inerenti risorse umane, finanziarie e strumentali, compresi i relativi rapporti giuridici attivi e passivi, dalla Federazione. Alla Federazione è attribuita la titolarità del segnale televisivo per la trasmissione delle corse. Sono fatte salve le vigenti disposizioni in materia di attribuzione delle risorse, di organizzazione, di gestione ed esercizio dei giochi, delle scommesse e dei concorsi pronostici su base ippica. Ai fini di cui al presente articolo ogni riferimento all’Unire e all’Assi riguardante l'organizzazione, l’esercizio e la remunerazione in materia di giochi di abilità, di scommesse e di concorsi pronostici su base ippica, nonché ogni riferimento riguardante le attività di cui al presente comma deve intendersi riferito alla Federazione".

Inoltre, "entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge un Commissario ad acta, nominato dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, ed un Sub-commissario ad acta, nominato dal Ministro per le politiche giovanili e lo sport su proposta del Coni, provvedono alla stipula dello Statuto della Federazione prevedendo, tra l’altro una adeguata rappresentanza degli operatori ippici all’interno degli organi della Federazione nonché l’istituzione di enti tecnici relativi alle diverse discipline. Lo Statuto è approvato con decreto del Ministro per le politiche giovanili e lo sport di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previo parere del Coni".

L'INQUADRAMENTO PREVIDENZIALE DEI PROFESSIONISTI DELL'IPPICA - Sempre dal Movimento 5 Stelle e da L'Abbate arriva l'emendamento recante Disposizioni in materia inquadramento previdenziale professionisti dell’ippica.

"Al fine di assicurare maggiore funzionalità e tutela agli operatori del settore dell’ippica, ovvero alle categorie professionali degli allenatori e dei guidatori/fantini dei settori del trotto, del galoppo, del sella e agli addetti al controllo disciplinare e veterinario delle corse - si legge - è istituito presso la Federazione il Registro Nazionale degli operatori ippici, formato di tante sezioni quante sono le predette categorie nonché le diverse qualifiche".

Le modalità di iscrizione e di gestione del Registro "sono stabilite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri". Gli operatori del settore dell'ippica "hanno diritto all’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti, con iscrizione alla Gestione separata". L’assoggettamento all’iscrizione alla predetta gestione separata "è necessaria per le erogazioni effettuate in favore degli operatori del settore dell’ippica aventi importi superiori a 10.000 euro annui".

LA TASSAZIONE DELLE SCOMMESSE - Un'altra proposta emendativa di L'Abbate prevede Disposizioni in materia di tassazione nel settore scommesse.

In particolare, "il prelievo per tutte le scommesse a quota fissa sulle corse di cavalli comprese nel programma ufficiale delle corse previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile 1998, n. 169, nonché per tutte le scommesse a quota fissa sulle corse di cavalli inserite nei palinsesti complementari di cui al comma 1053 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, applicato sulla differenza tra le somme giocate e le vincite, è stabilito nella misura del 20 per cento, per la rete fisica, e del 24 per cento per il gioco a distanza. Il prelievo conseguito rimane destinato per il 33 per cento a titolo di imposta unica e per il 67 per cento al finanziamento dei montepremi, degli impianti e delle immagini delle corse nonché delle provvidenze per l’allevamento dei cavalli".

LA SEMPLIFICAZIONE DELLE ALIQUOTE - Russo (FI) chiede una Semplificazione in materia di aliquote di prelievo delle scommesse ippiche a quota fissa.

Quindi, "il prelievo per tutte le scommesse a quota fissa sulle corse di cavalli comprese nel programma ufficiale delle corse previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile 1998, n. 169, nonché per tutte le scommesse a quota fissa sulle corse di cavalli inserite nei palinsesti complementari di cui al comma 1053 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, applicato sulla differenza tra le somme
giocate e le vincite, è stabilito nella misura del 20 per cento, per la rete fisica, e del 24 per cento per il gioco a distanza. Il prelievo conseguito rimane destinato per il 33 per cento a titolo di imposta unica e per il 67 per cento al finanziamento dei montepremi, degli impianti e delle immagini delle corse nonché delle provvidenze per l’allevamento dei cavalli".

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