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giustizia

 

(Tempo di lettura: 11 - 21 minuti)

Il Mipaaf ha reso disponibile la bozza di lavoro per la ripresa delle gare di ippica a porte chiuse. Non hanno tardato ad arrivare, anche alla nostra redazione, le lamentele, che vertono soprattutto sul numero di corse e cavalli impiegati per giornata di giochi. Gli ippici chiedono che sia differenziato il numero di corse e cavalli impiegati su base regionale. In particolare, che nelle regioni a basso rischio di contagio da Covid19, che si possano disputare più corse, rispetto al massimo di 6 previsto dalla bozza di lavoro.

Intanto, è stato pubblicato dal Mipaaf il bando per la successione al dirigente Francesco Saverio Abate (Capo Dipartimento delle Politiche Competitive, della Qualità Agroalimentare, della Pesca e dell'Ippica) che, in ogni caso, nel corso del suo mandato non è riuscito a riformare l'ippica. Speriamo che il successore abbia a cuore i cavalli, e che approfitti della contingenza Covid19 non solo per riattivare le corse, ma anche per mettere i puntini sulle i su diversi aspetti che concernono la tutela dei cavalli e le criticità sul doping, che non è solo frode sportiva, in penale è maltrattamento.

Nel frattempo, l'Italia non dà lustro di sé in Svezia, che ha buttato fuori il top driver Alessandro Gocciadoro nel nome del benessere equino (eccesso di frusta) e soprattutto sotto la pressione dei media locali e dei colleghi dell’allenatore e guidatore emiliano. Provvedimento adottato da Svensk Travsport (l'ente che regola le corse in Svezia).

A distanza di poche ore dal caso di Zarina Bi (cavalla ritirata dal veterinario di servizio, sabato a Orebro, e Marco Pedrazzini, collaboratore del team, deferito per un paio di violente frustate appioppate in sgambatura con le guide riunite in una mano), ieri l’ente tecnico svedese ha comunicato il suo provvedimento di giustizia sportiva: Pedrazzini è stato squalificato come guidatore per 18 mesi, nei quali gli sarà anche vietato l’accesso alle strutture ippiche svedesi, ed è stato multato per 20.000 corone (circa 2.000 euro), per le frustate a Zarina Bi (art. 38) e per aver sgambato la cavalla senza essere autorizzato (non ha licenza di driver né di allenatore, quindi da artiere avrebbe dovuto essere segnalato come tale e coperto da clausola assicurativa ad hoc); Gocciadoro è stato squalificato per 6 mesi come guidatore e inibito per 1 un mese dalle iscrizioni dei suoi cavalli in Svezia, e si è visto revocato il permesso di “scuderia stagionale” concessogli dal 24 aprile scorso, il tutto per aver impiegato persona non affidabile né autorizzata alle sgambature dei cavalli (art. 31) e per aver danneggiato l’immagine delle corse ippiche svedesi (art. 70).

A margine, Horse Angels è alle prese con il tentativo di costruire un ricorso per archiviazione penale di caso di doping alla cocaina, qualificata come contaminazione ambientale dall'avvocato difensore, dove l'allenatore si proclama "assente" perché prestanome di compare privo di licenza. Per i reati specifici di doping, c'erano precedenti a carico degli indagati, è quanto rilevano i NAS. Ma il Mipaaf, a differenza dell'organo tecnico svedese, è molto tollerante. Con pene per il doping irrisorie in ambito di giusitizia sportiva, anche quando ci sono precedenti specifici, tolleranza massima per i prestanome e per l'uso di fruste e mancanza di visione per una riforma dell'ippica in nome del benessere dei cavalli.

Tanto è che le indagini qualitative sulla maggior parte delle sostanze di doping, date buone per la giustizia sportiva, sono poi sempre deboli in penale. Così da rendere per lo meno vacuo il dispositivo di legge penale, annesso alla l.189/04, che punisce il doping come maltrattamento. Tra archiviazioni e prescrizione, i dopatori, anche quelli potenzialmente seriali, tendono a cavarsela sempre. Viene da chiedersi se le analisi qualitative non siano una regalistica del Mipaaf, per inficiare il penale.

Eppure, il corrispettivo per l’esecuzione degli eami anti doping è stimato in un apporto di 5,1 milioni di euro all'anno a Unire Lab.

Con tali cifre di investimento, Horse Angels sperava anche in maggiore trasparenza da parte del Mipaaf nei confronti dei casi di doping, con:

  • un regolamento chiaro, tradotto in italiano, posto sul sito di riferimento ufficiale delle corse in Italia
  • trasparenza nella giustizia sportiva, invece oscurata per "privacy"
  • indagini quantitative, non qualitative, per non inficiare i processi in penale

Tali iniziative fungerebbero meglio a scopo di prevenzione per il doping, per la cui prevenzione non esistono stanziamenti.

Horse Angels si augura che il successore di Francesco Saverio Abate metta mano a tutte queste criticità, anziché occuparsi solo di decidere quante corse per ippodromo a giornata.


Circolare n.____ del ____ maggio 2020

 

Oggetto: Modalità tecniche di gestione nell’organizzazione delle corse ippiche a porte chiuse, in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Protocollo operativo per la Fase 2

 

Bozza di lavoro

 

  1. Premessa

 

Il presente documento, condiviso con le società di corse riconosciute dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali per l’attività di organizzazione delle corse ippiche, reca le istruzioni operative volte ad assicurare la gestione in sicurezza di tutte le attività correlate all’organizzazione delle corse ed eventi ippici relativi alle discipline del trotto, del galoppo e del sella, al fine di contenere i rischi di contagio nell’ambito della attuale pandemia da COVID-19.

Il carattere delle presenti istruzioni è di natura obbligatorio, e non è facoltativo. Il Ministero si riserva di esercitare la propria facoltà di sospendere le attività di organizzazione delle corse, anche con la sospensione o annullamento delle assegnazioni dei relativi monte premi qualora ravvisi il mancato rispetto delle stesse.

 

In riferimento all’emergenza epidemiologica da COVID-19, si prende atto delle prescrizioni previste dal D.L. n.6/20201 e dei successivi Decreti attuativi del Presidente del Consiglio dei Ministri, tra i quali in particolare il DPCM 26 aprile 2020, che abroga, di fatto, il DPCM 10 aprile 2020 e proroga al 17 maggio 2020 la validità delle disposizioni specificate: nel loro insieme, le predette norme indicano le misure per il contenimento del contagio da COVID-19 e l’avvio programmato della Fase 2.

La lettura del combinato disposto delle richiamate norme e, in particolare dello stesso DPCM 26 aprile 2020, conferma la volontà governativa di continuare a controllare la gestione delle attività produttive e delle modalità di lavoro al fine di ridurre al minimo l’effetto del contagio e soprattutto di impedire eventuali sviluppi di nuovi focolai epidemiologici.

Il presente Protocollo persegue il medesimo obiettivo, recependo le misure indicate e mantenendo le attività di controllo e di contenimento del contagio coerenti con le misure specificate nel DPCM 26 aprile 2020 anche oltre la data del _________, nella convinzione di dover coniugare il rispetto della salute pubblica e individuale con le esigenze di una ripresa delle attività lavorative legate all’allevamento del cavallo da corsa, alla sua cura, alla doma e all’allenamento, e alla organizzazione delle corse ippiche.

Ciò premesso, fino a quando non saranno emanate prescrizioni specifiche conseguenti alla consolidata riduzione del pericolo di contagio, le differenti attività che caratterizzano la filiera ippica dovranno essere ispirate ai seguenti principi e linee guida:

  1. l’allevamento e la cura dei cavalli da corsa costituisce una attività economica tipicamente agricola; allo stesso modo gli operatori ippici che sovrintendono all’esercizio delle relative attività sono assimilati ad operatori del settore agricolo;

  2. le sedute di allenamento dei cavalli da corsa e l’attività di organizzazione delle corse ippiche costituiscono la fase di valorizzazione del prodotto primario della filiera ippica; esse restano consentite negli impianti deputati purché gestiti a porte chiuse su tutto il territorio nazionale; in particolare le corse ippiche, sono svolte esclusivamente in impianti e strutture gestite da società riconosciute o in via di riconoscimento dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali;

  3. vige il ruolo e la funzione della Prefettura territorialmente competente di monitorare l’attuazione delle misure di contenimento del contagio adottate dal Governo; in tal senso, è obbligo, per gli operatori posti alle diverse fasi ma in particolare per i gestori dei suddetti impianti, di comunicare le modalità attuative sia delle attività di allenamento quotidiane che di quelle di organizzazione delle corse alla Prefettura territorialmente competente;

  4. gli operatori abilitati a spostarsi in relazione allo specifico evento ippico sono quelli specificati nel paragrafo 3.6;

  5. il trasporto degli animali da e per il luogo deputato allo svolgimento delle corse ippiche è consentito con le modalità richiamate nel paragrafo 3.10.

Si premette che le presenti disposizioni sono state redatte sulla base delle indicazioni e delle prescrizioni dei richiamati atti normativi; esse restano valide anche in caso ad eventuali variazioni del periodo di applicazione o delle zone soggette alle predette limitazioni.

L’Amministrazione provvederà a fornire eventuali integrazioni e ad apportare modifiche con il divenire delle disposizioni normative.

  1. Comunicazioni obbligatorie

Le società di corse, nella loro attività di organizzazione delle corse ippiche e/o delle altre attività proprie della filiera ippica, anche in attuazione del presente Protocollo, predispongono un Piano operativo che invieranno alla Prefettura territorialmente competente e al Ministero.

Il predetto Piano conterrà i seguenti elementi:

  1. illustrazione dell’area occupata dall’impianto, con indicazioni sulla superficie complessiva, sulle modalità di accesso e di uscita, unitamente alle principali misure adottate per la gestione del flusso degli operatori ippici coinvolti e/o coinvolgibili;

  2. data o date delle giornate di corsa programmate nel periodo che specificheranno, con dettagli sul numero delle singole corse per giornata;

  3. riferimento dell’impianto sede delle attività (ippodromo);

  4. stima del numero medio di operatori ippici attesi nelle diverse tipologie di giornata (allenamento; corse infrasettimanali; corse fine settimana (Ven-Dom);……)

  5. responsabile di riferimento della società di corse da contattare;

  6. dichiarazione di impegno al rispetto degli obblighi previsti dalle vigenti norme in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID -19;

  7. impegno a monitorare e a vigilare sugli ingressi nell’impianto sportivo, indicando le figure professionali autorizzate all’accesso, in attuazione del presente protocollo, con l’impegno alla identificazione di tutti i soggetti in ingresso all’impianto;

  8. numero delle persone attese per lo svolgimento dell’evento.

La posta elettronica certificata (PEC) da utilizzare per le comunicazioni al Ministero è la seguente: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  1. Protocollo operativo

    1. Compiti della società di corse

Le società di corse, alle quali compete verificare la corretta applicazione e il rispetto dei Regolamenti ex-Unire vigenti sull’attività delle corse delle correnti discipline, dovranno:

  1. informare tutti i propri dipendenti e chiunque entri presso la struttura dell’ippodromo, sulle disposizioni del presente Protocollo e del “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro2,

  2. consegnare e/o affiggere all’ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali appositi documenti informativi sui predetti Protocolli. Tra le informazioni devono risaltare le seguenti:

    • obbligo di restare a casa con febbre oltre 37.5 o altri sintomi influenzali;

    • accettazione di non poter entrare o permanere in azienda, e di doverlo dichiarare tempestivamente laddove, anche successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo: sintomi di influenza, temperatura, provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc.

    • impegno a rispettare tutte le disposizioni del presente Protocollo e del datore di lavoro regolamentanti l’accesso in azienda;

  3. nominare un “Responsabile agli accessi “all’impianto che vigilerà sui soggetti autorizzati ad accedere all’impianto ippico, raccogliendo, per ogni soggetto autorizzato, la scheda di ingresso/partecipazione di cui all’allegato A;

  4. incaricare, quale responsabile, un medico al fine di:

    • coordinare il personale medico o paramedico deputati ai controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli operatori ippici e il personale preposto alle attività;

    • verificare il rispetto della raccomandazione di cui all’allegato 1, lettera d) del DPCM 4 marzo 2020 e delle prescrizioni del DPCM 11 marzo 2020, ovvero “mantenere in ogni contatto sociale una distanza inter-personale di almeno 1 metro”;

    • assicurare l’adozione delle misure igienico sanitarie di cui all’allegato 1 del DPCM 4 marzo 2020, tra le quali: rendere disponibili le soluzioni idro-alcooliche per il lavaggio della mani; mascherine di protezione; guanti,….

  5. incaricare, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera c) del DPCM 4 marzo 2020, proprio personale medico o paramedico deputati ai controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli operatori ippici e il personale preposto alle attività;

  6. redigere e conservare l’elenco delle figure professionali autorizzate alla partecipazione del singolo evento o competizione sportiva;

  7. dare la massima diffusione, all’interno dell’ippodromo, alle misure igienico sanitarie di cui agli allegati 4, 5 e 6 del DPCM 26 aprile 2020.

    1. Deroghe ai regolamenti tecnici

 

Al fine di limitare i rischi di contagio, e fino alla data del _______________, l’organizzazione delle giornate di corse, anche in deroga ai Regolamenti tecnici3 delle specifiche discipline di corsa, avverrà nel rispetto dei seguenti principi generali:

  1. numero delle corse per giornata: max 6;

  2. tempo trascorso tra una corsa e la successiva: minimo 45 minuti;

  3. numero massimo di cavalli per corsa: 12 cavalli;

da valutare

    1. Percorsi di transito e permanenza

Le società di corse - in base alle caratteristiche della propria struttura - hanno l’obbligo di individuare i percorsi di transito e permanenza per le singole figure professionali, mediante modalità, percorsi e orari predefiniti, che limitino al massimo la possibilità di incontro con operatori presenti all’interno: a tal fine elaborano una guida da consegnare ad ogni operatore al momento dell’ingresso alla struttura.

    1. Sale del fantino/driver/amazzone

Le superfici minime che le società di corse sono tenute a rispettare sono quelle della Delibera del Commissario UNIRE n.84 del 14 aprile 2006, come modificata dalla Delibera del Commissario n. 59 del 1 agosto 2012, con la quale sono state determinate le prescrizioni minime per gli ippodromi esistenti.

    1. Sanificazione di alcuni specifici ambienti

 

E’ dovere della società di corse provvedere ad assicurare la pulizia e la sanificazione giornaliera dei luoghi e dei locali chiusi utilizzati durante la giornata di corse.

Le modalità e i prodotti da utilizzare, in caso di sospetto o di certezza di casi di positività al Coronavirus-19 sono specificati nella Circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 emanata dal Ministero della salute.

I locali chiusi dovranno essere ventilati o areati il più possibile.

L’accesso ad ambienti chiusi (sellerie, docce dei cavalli) dovrà essere individuale.

Le attività di pulizia del cavallo dovranno avvenire con l’utilizzo della mascherina e dei guanti.

Gestione dei servizi igienici

L’accesso ad ambienti chiusi come i servizi igienici dovrà essere individuale.

La sanificazione dei servizi igienici dovrà avvenire almeno due volte al giorno.

Rilevamento di contagio

In caso di rilevazione di un caso di contagio, la società di corse è obbligata a:

  1. procedere dapprima all’isolamento della persona;

  2. provvedere alla segnalazione alle Autorità competenti;

  3. provvedere all’immediata pulizia e sanificazione dei locali, secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute.

    1. Figure professionali ammesse

Nella giornata di corse possono avere accesso all’impianto ippico le seguenti figure professionali:

  1. Dipendenti della società di corse operanti negli ippodromi incluso il personale incaricato per lo svolgimento della specifica giornata di corse (per esempio: veterinario di servizio, medico di servizio, cameramen, maniscalco, addetti alla security, ecc.);

  2. operatori ippici legati e collegabili ai cavalli partenti della giornata:

    • allenatore o suo delegato;

    • guidatori/fantini/amazzoni impegnati nella giornate di corse;

    • personale di scuderia (non più di un artiere per ogni cavallo);

    • gli autisti dei van per il trasporto dei cavalli.

  3. veterinari e funzionari di gara (componenti di giuria) incaricati dal MIPAAF;

  4. operatori sanitari e veterinari professionisti;

  5. Forze dell’Ordine;

  6. operatori della stampa o delle società specializzate nelle riprese televisive delle corse, quando non dipendenti della società di corse;

  7. in occasione dei Gran Premi o corse Listed, operatori della televisione gestita dal Ministero per la diffusione delle immagini delle corse sul circuito nazionale o internazionale;

 

Nelle giornate di allenamento possono avere accesso all’impianto ippico le seguenti figure professionali:

  1. Dipendenti della società di corse operanti negli ippodromi incluso il personale incaricato per lo svolgimento della specifica giornata di corse (per esempio: veterinario di servizio, medico di servizio, cameramen, maniscalco, addetti alla security, ecc.);

  2. un solo proprietario dell’equide; qualora il cavallo abbia più di un proprietario o affidatario o affittuario potrà essere concesso di accedere a uno solo di questi nell’arco della stessa giornata;

  3. operatori ippici legati e collegabili ai cavalli in allenamento:

    • allenatore o suo delegato;

    • guidatori/fantini/amazzoni impegnati nell’allenamento;

    • personale di scuderia;

    • gli autisti dei van per il trasporto dei cavalli;

  4. operatori sanitari e veterinari professionisti;

  5. Forze dell’Ordine.

 

E’ confermato il divieto di accesso all’ippodromo per:

  • il pubblico;

  • gli operatori non individuati nell’elenco sopra indicato.

 

    1. Gestione degli accessi all’impianto

Nelle giornate di corse le società dovranno curare tramite il Responsabile preposto (Responsabile agli accessi) l’ingresso riservato nell’impianto solo ed esclusivamente alle figure professionali specificate.

La verifica degli accessi deve avvenire mediante controllo nominativo degli iscritti.

Gli elenchi saranno distinti in funzione della tipologia delle figure professionali (personale della società, operatori ippici, incaricati dal Ministero, Forse dell’Ordine e operatori sanitari,….).

L’identificazione dei soggetti dovrà avvenire mediante:

  1. registrazione dei nominativi, con l’acquisizione del documento di riconoscimento e relativi recapiti;

  2. l’orario di ingresso,

  3. acquisizione della temperatura corporea che deve essere inferiore a 37,3° (come rilevata sul momento con strumenti messi a disposizione dalla società di corse),

  4. l’orario di uscita ;

  5. acquisizione della relativa sottoscrizione della autocertificazione con la quale si dichiarano gli elementi specificati nel modello allegato A;

 

Gli addetti al riconoscimento presenti all’ingresso dell’ippodromo dovranno essere dotati dei dispositivi sanitari di protezione individuale (guanti e mascherina).

Gli elenchi delle figure professionali autorizzate all’ingresso dovranno essere conservati per almeno giorni 90 giorni dall’evento corsa e messi a disposizione delle Autorità competenti nel caso in cui fossero richiesti.

 

    1. Ruolo operatori ippici

Durante l’attività di allenamento e l’attività di corse gli operatori ippici ammessi all’ippodromo dovranno seguire tutte le indicazioni prescritte dal presente Protocollo e rispettare le prescrizioni delle vigenti norme in materia di contenimento del fenomeno epidemiologico da COVID -19.

Per poter accedere all’impianto dovranno redigere e consegnare, debitamente firmata e accompagnata da documento di identità, l’autodichiarazione di cui all’allegato A.

 

    1. Personale di ruolo incaricati del Ministero

I Commissari di corse, i Presidenti di giuria e i Veterinari incaricati, unitamente alla relazione ufficiale dei risultati delle corse, dovranno redigere il verbale di regolare rispetto del Protocollo, limitatamente al rispetto dei Regolamenti tecnici, come richiamati nel presente protocollo, secondo il modello dichiarativo di cui all’allegato B, e spedito al termine della giornata all’indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Il competente Ufficio del Ministero, nel ricevere le relazioni, ove ravvisi la mancanza di rispetto delle regole, può sospendere la successiva giornata di corse e organizzare una verifica diretta.

La D.G. competente può disporre visite ispettive volte a verificare il rispetto del presente Protocollo.

Le giornate di corsa sospese, qualora si ravvisino palese inadempienze, a giudizio della competente direzione generale, non saranno riassegnate alla società di corse inadempiente.

 

    1. Trasporto degli animali

 

Il trasporto degli animali all’interno dello stato nazionale è possibile ai sensi del combinato disposto di cui alle seguenti Circolari Mipaaf:

  • Circolare prot. 16058 del 05 marzo 2020

  • Circolare n.18209 del 25 marzo 2020

 

Il trasporto degli animali da e verso l’estero è condizionata all’applicazione della Circolare Minsalute 0008536-08/04/2020-DGSAF-MDS-A, emanata in attuazione del Regolamento di esecuzione (UE) 2020/464, avente un orizzonte temporale di validità finora fino al 1 giugno 2020.

 

    1. Raccomandazioni

 

Tutti i soggetti autorizzati a accedere all’interno dell’ippodromo dovranno rispettare quanto previsto dal DPCM del 26/04/2020 in materia di assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro.

Altresì si raccomandano tutte le misure igieniche come richiamate dall’allegato 1 del DPCM 4 marzo 2020 e dai successivi atti normativi:

  1. lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;

  2. evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute e comunque evitare abbracci, strette di mano e contatti fisici diretti con ogni persona;

  3. igiene respiratoria (starnutire o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);

  4. mantenere in ogni contatto sociale una distanza interpersonale di almeno un metro;

  5. evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, anche durante l’attività sportiva;

  6. non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;

  7. coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;

  8. non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;

  9. pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;

  10. usare la mascherina solo se si sospetta di essere malato o si assiste persone malate.

 

  1. Validita’ ed applicazione territoriale

 

Le presenti disposizioni hanno validità fino al perdurare delle condizioni di emergenza nazionale o locale e potrà essere aggiornato a seguito di diverse disposizioni del Governo italiano.

Esse possono essere variate ed adattate anche in relazione a specifiche disposizioni delle Autorità territoriali riconosciute dal Governo italiano.

 

  1. Allegati

 

    1. Allegato A: autocertificazione , scheda di ingresso/partecipazione

 

 

 

    1. Allegato B: verbale dei Giudici di regolare rispetto del Protocollo

 

Attestazione che i seguenti aspetti sono conformi a:

  1. Sale dei fantini

  2. Sala peso

 

        1. SALA COMMISSARI

 

GALOPPO E TROTTO

 

Superficie

> 16 m2

Superficie finestrata

>1/8sup o

imp.aerazione forzata

monitor

3

Collegamento interfonico

1

Segnalatore acustico

presente

        1. SALA BILANCIA

 

Superficie sala bilancia

> =20 m2

Visibilità con il pubblico s.b.

adeguata

        1.  

        2. SALA FANTINI – SALA AMAZZONI CAVALIERI - GUIDATORI

 

 

 

Superficie sala fantini

> =30 m2

wc

2

aerazione WC

> 1/8sup

lavabi

2

docce

4

Superficie sala amazzoni-gent.

> =12 m2

wc

1

aerazione WC

> 1/8sup

lavabi

1

docce

1

        1. ZONA TONDINI

 

Tipo sup. tondino ins.dissell.pres.

mat.id-ghiaino-sintetico-binder

Larghezza tondino

2,50m

Dimensioni poste di insellagg.

2,20mx2,80m

Box insellaggio

In funzione dei partenti

Isola centrale

presente

Raccolta acque piovane

griglie

 

Da sviluppare un modello di relazione standard

Rispetto delle prescrizioni di cui al paragrafo 3.4

 

* * * * *

1 Decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale. (20A01475) (GU Serie Generale n.55 del 04-03-2020)

2 Si intende il Protocollo sottoscritto il 14 marzo 2020 su invito del Governo con le Parti sociali e integrato il 26 aprile 2020 (allegato 5 del DPCM 26 aprile 2020).

3I regolamenti sono “Regolamento delle corse al trotto” adottato con delibera UNIRE del 7 novembre 2012 n. 216 e successive modificazioni; il “Regolamento delle corse dell’ex Jockey Club Italiano” adottato con delibera Unire del 1 marzo 1993 e successive modificazioni; il “Regolamento delle corse ex Steeple-Chases d’Italia” e il “Regolamento Corse Sella” adottati con Delibera Unire del 1 marzo 1993 e successive modificazioni.

4 REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2020/466 DELLA COMMISSIONE el 30 marzo 2020 relativo a misure temporanee volte a contenere rischi sanitari diffusi per l’uomo, per gli animali e per le piante e per il benessere degli animali in occasione di determinate gravi disfunzioni dei sistemi di controllo degli Stati membri dovute alla malattia da coronavirus (COVID-19)

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