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giustizia

 

(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

E' uscito nel 2019 uno studio interessante per imparare a rileggere e scrivere lo sport: pedagogie creative e dialogiche nell'educazione sportiva, a cura di Jorge Knijnik dell'Università di Sidney.


Abstract: Gli educatori sportivi usano da tempo metodi di coaching e insegnamento basati sui regimi di esecuzione meccanica dei movimenti. Senza tenere conto del contesto sociale in cui si svolge l'educazione sportiva, queste metodologie considerano la replica esaustiva dell'azione il modo migliore per padroneggiare le capacità fisiche. Gli ultimi decenni hanno visto un'impennata delle pedagogie alternative che riconoscono che i corpi sportivi sono molto più di una combinazione di tecniche.

Pedagogie come il Gioco Sensato affrontano il processo di insegnamento-apprendimento dello sport attraverso una prospettiva costruttivista in cui sono evidenziate le dimensioni intellettuali dei giochi. Questo documento esamina empiricamente come le pedagogie dialogiche possono essere messe in pratica nell'educazione sportiva affinché gli atleti diventino creativi e prendano parte al processo formativo anziché rimanere meni esecutori meccanici.

Utilizzando dati auto etnografici tratti dalle esperienze personali internazionali degli autori come allenatori sportivi, educatori fisici, ricercatori e valutatori in due contesti di educazione sportiva - educazione sportiva scolastica e sport per lo sviluppo - il documento mira a rivelare pedagogie che favoriscono la partecipazione consapevole, aumentando la percezione del divertimento, il processo cognitivo e la comprensione profonda.

Gli autori concludono che mentre questo nuovo modello di educazione sportiva dialogica e compartecipata non è priva di conflitti e non risolve tutte le criticità, consente però agli educatori sportivi di creare spazi in cui può avvenire un dialogo continuo, anziché uno schema calato dall'alto, tecnico, e non sempre adatto al contesto e al partecipante. Queste pedagogie non sono semplicemente uno strumento per le possibilità educative basate sull'indagine; sono la vera educazione dialogica.

Ci sarebbe un tremendo bisogno di questo approccio anche nello sport con i cavalli, dal momento che i cavalli non sono motorini, né un allievo è eguale all'altro in uno sport per lo più individuale ma trattato ancora troppo meccanicamente.

Per approfondire:

Reading and writing the game: Creative and dialogic pedagogies in sports education
Jorge Knijnik, Ramon Spaaij, Ruth Jeanes

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