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Blogger Naomi Tavian

(Tempo di lettura: 3 - 6 minuti)

Spesso ci si trova in difficoltà nel distinguere tra iperflessione o un cavallo sotto la verticale. Non essendoci realmente una definizione o parametro utilizzabile, dopo una ricerca personale ho deciso di considerare l’iperflessione come un’estremizzazione dell’essere sotto la verticale. Più specificatamente dai -20° in poi considerando 0° un cavallo sulla verticale e con un numero positivo un cavallo sopra la verticale. Il cavallo grigio nella foto sotto, ad esempio è sotto la verticale di 32°, mentre il baio è perfettamente sulla verticale.

Foto 1 Foto 1.5

Quando si vede un cavallo in una posizione iperflessa o sotto la verticale, in una foto o nella vita reale, bisogna tenere conto che nonostante le ragioni che lo causano siano svariate, non è solo importante notarlo, ma cercare di comprenderlo, avendo come fine il benessere del cavallo. 

Questi sono i sei motivi principali per cui accade:

1. Il cavallo ha paura del contatto con l’imboccatura e chiude la testa in modo da evitarlo. In questo caso le mani del cavaliere non sono necessariamente correlate e ciò può verificarsi anche con il contatto più leggero, ma può, e di solito è causato, da un precedente uso eccessivo delle mani da parte di un altro cavaliere.

Nella foto riportata sotto, anche se c'è una certa tensione sulla redine del bridone, il morso è quasi parallelo alla testa indicando poca o nessuna tensione e ciò è confermato dalla ‘pancia’ che fa la redine.

Foto 2
 2. Le mani del cavaliere sono troppo forti e provocano dolore che il cavallo cerca di evitare, sollevando la testa e invertendo il collo o chiudendo la testa verso il petto. Questo meccanismo di adeguamento con il tempo diventa sempre più consolidato e ha conseguenze sulla qualità dell’andatura del cavallo, il movimento, lo sviluppo muscolare e la stabilità emotiva. Un effetto comune di questo modo di montare è una bocca aperta (anche se limitata da capezzine e chiudibocca) e il collo contratto, evidentemente mostrato nella foto qui sotto.

Foto 3

 3. Il cavaliere lo considera una buona tecnica per sviluppare muscoli e movimenti. Un esempio comune è l’obbiettivo di "sollevare" la schiena del cavallo, ma questa è un'illusione perché l'atto di sollevare la schiena viene attuato dal cavallo che contrae il suo sistema di contrazione inferiore, che è principalmente i muscoli addominali oltre che il sistema di contrazione superiore.

Piegando la sua testa, tira i muscoli già contratti, di nuovo, dando l'illusione di una scheina che si alza. Nella stragrande maggioranza dei casi questo si ottiene con l'uso della forza e la coercizione per una postura molto innaturale. Questo è anche collegato al Punto # 3 poichè il cavallo sta spesso cercando di sfuggire alla pressione applicata in bocca. 

Foto 4
 4. Il cavallo è stato addestrato (volontariamente o involontariamente) a mantenere questa posizione e posiziona la sua testa in questo modo per abitudine. Inoltre dopo qualche tempo i muscoli si sviluppano in modo che diventi sempre più facile per il cavallo mantenere la postura. Anche qui un cavaliere potrebbe avere mani molto gentili, ma il cavallo si aspetta che quella posizione sia quella richiesta e deve spesso, nel tentativo di correggerla, essere corretta costantemente o tornerà ad assumerla.

Come nel caso di un cavallo che è stato sempre guidato con un collo invertito (o rovescio), è necessaria pratica e sviluppo muscolare per cambiare la sua posizione. 

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Tra le ragioni discusse ce ne sono anche di meno comuni…

 5. Un caso più ridicolo ma comunque possibile e che credo tutti i cavalieri hanno sperimentato, è di quando il cavallo si sta grattando o ha una mosca che morde e usa la bocca per scacciarla. Si potrebbe fare una foto in questo momento e affermare che il cavallo è montato in iperflessione. E come da critiche, sarebbe ingiusto poiché chiaramente non correlato.

Questo comportamento tuttavia non avviene quando un cavallo sta muovendo, e ciò implica che le redini non stanno tirando e al cavallo non viene chiesto dal cavaliere. (La foto qui sotto è di un cavallo libero ma si comporterebbe allo stesso modo con un cavaliere.)

Foto 8

 6. È un momento in tempo e il cavallo lo ha fatto per una ragione sconosciuta.

A volte questo accade, potrebbe essere un malinteso da parte del cavallo, un momento di insegnamento in cui il cavallo risponde in quel modo perché sta cercando la risposta o un errore involontario da parte del cavaliere. Appartiene a questa situazione quando nessuno dei punti sopra riportati è applicabile.

(Ad esempio, se il cavallo è in allenamento e lo fa come momento in tempo perché non è ancora confidente con l’imboccatura, è comunque Punto # 1).

Quindi, in conclusione…

 Se al cavallo non è stato chiesto di mettersi in tale posizione, in quel momento o prima, se il cavaliere ha mani morbide e il cavallo non ha paura dell’imboccatura, non dovrebbe essere affatto iperflesso o sotto la verticale. L'affermazione comune la foto in questione rappresenta solo un istante può assolutamente essere veritiero, a patto che le altre opzioni sopra siano già state escluse.

Se il cavallo è iperflesso in un fotogramma e in quello successivo (se è preso in una sequenza) invece no, è molto improbabile che il cavallo almeno abbia una ridotta confidenza verso l’imboccatura.

Un ottimo esempio è questa sequenza fotografica in un articolo di The Horse Magazine.

The Horse Magazine: http://www.horsemagazine.com/thm/wp-content/uploads/2015/05/Sequence1.jpg

Invece di affermare continuamente che era "solo un momento nel tempo", vorrei sentire i cavalieri accusati spiegare perché il loro cavallo fosse in una tale posizione in primo luogo.

Avere il cavallo sotto la verticale è sicuramente qualcosa che può essere evitato su un cavallo in allenamento e non dovrebbe avvenire in un cavallo da performance correttamente preparato. Dopo tutto, questo è ciò che è richiesto dalla FEI e rivendicato da cavalieri di rilievo come Philippe Karl. (Vedi FEI Regolamento Dressage)

FEI Regolamento Dressage : https://inside.fei.org/sites/default/files/DRE-Rules_2017_GA_approved_clean.pdf

Autrice: Naomi Tavian

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