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(Tempo di lettura: 4 - 7 minuti)

L’ epidemia di corona virus ha avuto un effetto devastante su moltissime attività che riguardano gli animali, incluse quelle che lavorano con persone in stato di fragilità.

In questo periodo drammatico, in cui sono vietati gli assembramenti, e gli sport di ogni tipo, i maneggi che si erano strutturati come pet terapia, si trovano in difficoltà economica e taluni non riescono a soddisfare al meglio i bisogni degli animali, faticando a sfamarli. Oltre al fatto che gli assistiti che erano abituati a questo tipo di servizio, ne sentono drammaticamente la mancanza e hanno il bisogno di poter uscire di casa, e svolgere la loro terapia.

L’attività dei centri diurni per persone con disabilità è sospesa in tutta Italia dal 17 marzo 2020. Alcune regioni avevano già deciso la chiusura prima. Il decreto legge #CuraItalia prevede che (art 47) «l’Azienda sanitaria locale può, d’accordo con gli enti gestori dei centri diurni sociosanitari e sanitari, attivare interventi non differibili in favore delle persone con disabilità ad alta necessità di sostegno sanitario, ove la tipologia delle prestazioni e l’organizzazione delle strutture stesse consenta il rispetto delle previste misure di contenimento». Durante la sospensione delle attività sociosanitarie e socioassistenziali nei centri diurni per persone con disabilità, prosegue l’articolo 48, le «pubbliche amministrazioni forniscono, avvalendosi del personale disponibile, già impiegato in tali servizi, dipendente da soggetti privati che operano in convenzione, concessione o appalto, prestazioni in forme individuali domiciliari o a distanza o resi nel rispetto delle direttive sanitarie negli stessi luoghi ove si svolgono normalmente i servizi senza ricreare aggregazione». Questi servizi per così dire “alternativi” al Centro diurno vanno disegnati «tramite coprogettazioni con gli enti gestori», con specifici protocolli per garantire la massima tutela degli utenti e dei lavoratori.

In linea di principio, potrebbero essere attivati strumenti di assistenza a distanza, a domicilio o individuali presso il centro diurno, con i cavalli (o altri animali), sin da subito.

Invece, i servizi domiciliari attivati o quelli che coinvolgono – come prevede il decreto – i singoli utenti negli stessi spazi del Centro diurno, sono ancora pochissimi in Italia.

Al Niguarda di Milano, i cavalli svolgono ancora la loro funzione di pet terapia, guarda il video (link).

All'estero, è più frequente che gli equini si siano già riorganizzati per la pet-terapia al singolo, anche a domicilio oltre che nei centri diurni. L'Italia paga un eccesso di burocrazia e una PA nel complesso lenta ad agire, specialmente laddove c'è bisogno di cambiamento di strategie in corsa.

Pagamenti dei servizi pre-concordati

Durante la sospensione delle attività dei centri, sono garantiti agli enti gestori privati i pagamenti che le pubbliche amministrazioni avevano inserito nel bilancio preventivo, dice il #CuraItalia.

Quindi, in sostanza, gli enti asssitenziali per le persone con fragilità con contratti di servizio già stipulati per pet terapia dovrebbero essere pagati “vuoto per pieno”. Le PA possono pagare agli enti gestori la quota concordata, anche in assenza dell’erogazione del servizio. Nel decreto c’è scritto alla lettera che le PA «sono autorizzate» al pagamento dei gestori privati per il periodo della sospensione, sulla base di quanto iscritto nel bilancio preventivo, "vuoto per pieno". La ragione di tale principio risiede nel fatto (come dice la Relazione Tecnica illustrativa del Cura Italia) che bisogna mantenere i livelli occupazionali del centro affinché sia poi messo in grado, appena finita l’emergenza, di riprendere il suo servizio di pubblica utilità. Ma essere autorizzati a pagare non significa che tutti gli enti erogatori di contributi messi a bilancio prima del Covid19 lo faranno veramente. E da qui la difficoltà di molte pet terapie, che si erano già organizzate per il dopo scuola, o i centri estivi, a continuare ad esistere.

Horse Angels sollecita le PA a rispettare la volontà governativa, che nessun posto di lavoro sia perso, né umano né equino, e quindi di pagare vuoto per pieno, ma non solo. Occorre riaprire su base individuale, in fondo si tratta di attività all'aperto in cui è possibile garantire le norme di sicurezza (distanze, ingressi e uscite indipendenti per non creare assembramenti di alcun tipo, lavoro su appuntamento distanziato etc.)

L’attivazione di prestazioni alternative

Una conversione del servizio, con l’attivazione di prestazioni in via alternativa, richiede il passaggio della coprogettazione fra la PA, Azienda Sanitaria o Ente Locale, e l’ente gestore.

La burocrazia però potrebbe essere un ostacolo a questo adattamento, che richiede misure idonee ad assicurare la personalizzazione degli interventi, oltre che protocolli di sicurezza condivisi per limitare la diffusione del contagio da Covid19.

Il rischio è che la PA si tiri indietro dall' affrontare questa responsabilità di riprogrammazione in tempi di Covid19, vantando altre priorità e in assenza di regole condivise per le prestazioni alternative, con tutti i dispositivi di sicurezza necessari.

In questo Horse Angels può aiutare le attività di TMC, attivandosi verso i vari canali referenti per protocolli condivisi per il settore cavallo, che è quello che stiamo facendo ininterrottamente dall'8 marzo us.

Il diverso costo della prestazione

A queste difficoltà vanno aggiunte i costi per la sicurezza e anche il fatto che la prestazione individuale, viene a costare sicuramente di più della prestazione collettiva. Se pensiamo a servizi di assistenza di pet terapia, un conto è l'appuntamento individuale, altra cosa quello collettivo. Quindi sicuramente serviranno più fondi per sostenere le pet terapie rispetto al passato.

Vedersi uniti e non divisi, in prospettiva

Il centro diurno con animali, post quarantena da Covid19, è sicuramente - e lo sarà sempre di più- una delle attrattive più gradite a chi si trova in situazione di fragilità. Il protocollo di sicurezza per operare in centri diurni con equini, non potrà essere troppo diverso dal protocollo di sicurezza approntato per il resto della filiera ippica ed equestre (gare e concorsi a parte che richiedono più persone, e quindi un manuale operativo più difficile e costoso da approntare).

Nel gioco di squadra, si lancia la palla a chi è più vicino al canestro. Alle volte nel mondo del cavallo, che delinea sport individuali, è difficile comprendere che se vince uno vincono tutti. L'individualismo non è però il gioco che fa Horse Angels, che rappresenta idealmente tutto il settore a 360 gradi.

Al momento, è mania suicida non vedere come opportunità il fatto che il Mipaaf metta in prima linea la riapertura a porte chiuse degli ippodromi (e relativi centri di allenamento dei cavalli), e stia approntando a tal scopo un manuale di sicurezza, che Horse Angels prega essere il più possibile flessibile, in modo da essere adattato a diverse realtà del comparto dei cavalli. Ciò significa che per maggio ci potrà già essere un manuale operativo statale, da proporre alle PA territoriali per la riapertura a porte chiuse di centri in cui vivono i cavalli.

Per la riconversione a servizi di assistenza alle persone con fragilità su base individuale, su appuntamento, presso i centri dove vivono i cavalli che hanno attivato TMC, non dovrebbe essere un problema riprogrammare internamente le attività.

Detto questo, Horse Angels vuole assicurare i centri di pet terapia che, per quanto di nostra competenza, noi si sta lavorando a 360° per riaprire ai vari comparti del cavallo, incluse le attività di pet terapia con i cavalli.

Stiamo dunque dando voce anche al vostro settore, rappresentandolo nelle sedi opportune e raccomandandovi di ripensare al lavoro su appuntamento con la persona che ha fragilità,  per poter riaprire quanto prima senza trovare opposizione nelle PA territoriali, piuttosto che con il Prefetto referente, per le misure di sicurezza anti Covid19.

Infine, nella task force Conte per le riaperture, la disabilità è rappresentata, e quindi possiamo sperare che i servizi di assistenza alla fragilità o disabilità, domiciliari o su appuntamento nel centro diurno, siano tra le priorità del governo e vi sia un incentivo nel prossimo DPCM proprio per far uscire dalla quarantena - in sicurezza - le persone bisognose di terapie, e di poter essere in poll position per quelle a mezzo cavallo che si svolgono all'aperto e che possono tranquillamente essere svolte su base individuale. Noi comunque solleciteremo in tale senso, nelle sedi opportune.

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