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I Ministri dell’Energia e del Clima del G20 si sono riuniti a Napoli il 23 luglio e hanno sottoscritto, per la prima volta in modo congiunto, un documento finale che rilancia la missione comune dei Paesi G20 per il clima e per una transizione energetica che non lasci indietro nessuno ed abbia al suo centro l’impiego di tecnologie pulite.  

I Membri del G20 hanno concordato che la crisi scatenata dalla pandemia ha rafforzato l’importanza della scienza come bussola per guidare lo sviluppo di politiche volte a promuovere il bene comune. In questo senso risulta importante il riconoscimento da parte del G20 – per la prima volta – che gli impatti di un innalzamento delle temperature globali contenuto entro il limite di 1.5° C sarebbero ben inferiori a quelli legati ad un innalzamento di 2° C, come già affermato dal Rapporto IPCC del 2018 sul riscaldamento globale di 1.5° C (“Global Warming of 1.5° C”).

Partendo da questo dato, i Paesi hanno preso atto della necessità di accelerare gli sforzi comuni durante il decennio in corso, definito il “decennio critico” per mantenere l’obiettivo di 1.5° C a portata di mano.

I Paesi G20 condividono la necessità di sviluppare percorsi nazionali chiari per allineare questi obiettivi di lungo termine a quelli di breve e medio termine. Da questo consenso discende lo sforzo di destinare una quota ambiziosa dei programmi nazionali di recupero post-pandemico – che vengono attualmente monitorati a livello globale da varie organizzazioni, tra le quali l’AIE, con il supporto del G20 – verso azioni che contribuiscano al raggiungimento degli Accordi di Parigi, oltre che l’impegno ad aggiornare o comunicare NDC (Nationally Determined Contributions) ambiziosi entro l’inizio della COP26.

Le città intelligenti, resilienti e sostenibili sono state indicate come dei veri e propri laboratori per sviluppare e mettere alla prova strategie efficaci in tal senso. Esse vanno trasformate in posti migliori in cui vivere, in armonia con la natura, anche tramite politiche che facciano un uso adeguato di soluzioni basate sulla natura e sugli ecosistemi.

Il comunicato congiunto energia e clima riconosce, per la prima volta a livello G20, il legame imprescindibile tra produzione di energia, emissioni di gas a effetto serra e cambiamento climatico e pone – di conseguenza – l’accelerazione verso la transizione energetica al centro della lotta al cambiamento climatico. Su questo fronte i paesi del G20 hanno sottolineato il ruolo di primo piano che verrà ricoperto dalle energie rinnovabili, il cui costo complessivo è ormai più che competitivo rispetto alla produzione di energia derivante da fonti non rinnovabili in molti paesi. Il gruppo dei 20 ha anche riconosciuto la necessità di sviluppare e rendere ulteriormente competitive tecnologie legate, ad esempio, all’uso dell’idrogeno.

Inoltre, riconoscendo come la riduzione delle emissioni provenienti dal metano sia una dei modi più rapidi ed efficienti per contrastare il cambiamento climatico, i membri del G20 hanno riconosciuto l’importanza del lavoro di varie istituzioni ed iniziative, tra cui l’istituzione dell’Osservatorio Internazionale per le Emissioni da Metano (IMEO).

I paesi del G20 hanno condiviso il fatto che questa trasformazione richieda lo sviluppo di un concetto aggiornato di sicurezza energetica e – tra le altre cose – hanno riconosciuto per la prima volta come lo sviluppo di catene di approvigionamento sostenibili ed affidabili di terre ed di materiali rari, di semiconduttori e delle relative tecnologie sia essenziale ai fini di garantire la sicurezza energetica.

La necessità di stimolare una transizione verso le energie pulite che non lasci indietro nessuno è stata particolarmente rilevante in questo anno difficile, in cui prosegue in maniera disomogenea nel mondo la lotta contro la pandemia. Ciò si è riflesso sul lavoro intenso effettuato dal G20 per avanzare verso l’eradicazione della povertà energetica e verso un accesso universale all’energia.

Proprio considerando la necessità di assicurarsi che la transizione verso un futuro a zero emissioni carboniche avvenga in un modo sostenibile ed inclusivo, i Paesi sviluppati hanno riaffermato il loro impegno a mobilizzare 100 miliardi di dollari ogni anno fino al 2025. Il G20 ha inoltre esortato le banche multilaterali di sviluppo ad intensificare i loro sforzi per allineare i loro investimenti con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

Una Dichiarazione della Presidenza, allegata al comunicato, ha evidenziato la necessità di accelerare gli sforzi di decarbonizzazione in questa decade con un graduale abbandono dell’impiego del carbone “non abbattuto”, e di interrompere i finanziamenti pubblici internazionali a favore della generazione di energia tramite carbone “non abbattuto” ed eliminare gradualmente gli inefficienti sussidi ai combustibili fossili entro una certa data.

A questo link è possibile consultare i documenti della Riunione.

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