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L’iter della proposta di legge GADDA per l'ippicoltura è stato quanto meno poco inclusivo, per un progetto di legge che auspicava di raccogliere tutta la filiera. Sono stati ascoltati solo coloro a favore dello sfruttamento massimo dei cavalli per sport, lavoro e carne... le associazioni animaliste a tutela del cavallo sono state escluse, dimenticandosi che almeno per quanto riguarda gli equini agonisti, essi non possono essere macellati, per via dei trattamenti farmaceutici che fanno in carriera che rappresentano un rischio per la salute umana se quei cavalli finiscono nel circuito alimentare. Poi, a fine carriera, dove dovrebbero andare? Nelle pance degli italiani con fraudolenza alimentare per sostenere la filiera dell'ippicoltura?

Iter progetto di legge GADDA (M5s). Disciplina dell'Ippicoltura (link al pdl nel dettaglio con il testo)

La Commissione Agricoltura della Camera ha iniziato l’esame del provvedimento il 30 giugno 2020 e ha immediatamente avviato un ciclo di audizioni. Secondo quanto stabilito, le audizioni si sono concluse in dicembre 2020.
 
Elenco Auditi
 
• Agrinsieme (Confagricoltura, CIA, Copagri e Alleanza delle cooperative italiane, agroalimentare)
• Coldiretti
• Associazione nazionale allevatori cavalli purosangue (ANAC)
• Associazione nazionale allevatori cavallo trottatore (ANACT)
• Associazione nazionale galoppo (ANG)
• Associazione nazionale comuni italiani (ANCI)
• Società incremento razze equine (SIRE)
• Federippodromi
• Federazione italiana sport equestri (FISE)
• Associazione italiana Appaloosa
• Unione proprietari trotto (UPT)
• Associazione Gentlemen-Riders d'Italia (AGRI)
• Federazione nazionale amatori trotto (FEDERNAT)

A fine marzo 2021 scadono i termini per presentare gli emendamenti.

La Commissione agricoltura della Camera ha completato il 24 febbraio 2021 l'esame preliminare del disegno di legge per il rinnovo della gestione del settore ippico. Ora c'è lo spazio alla presentazione degli emendamenti, che, come ha ricordato il presidente della commissione, Filippo Gallinella, potranno essere presentati entro le ore 12 del 29 marzo prossimo.

A nostro avviso tutto da emendare il pdl, in quanto non garantisce tutele fattive ai cavalli non macellabili, che in base a questo progetto di legge sarebbero solo quelli dell'ippoterapia, in base invece alla recente riforma dello sport approvata dal CDM, sono tutti quelli iscritti a discipline del CONI.

In data attuale abbiamo mandato la nostra proposta emendativa ai componenti della Commissione Agricoltura della Camera, chiedendo che sia recepita la Riforma dello Sport, alla voce animali sportivi, riconoscendone il diritto alla non macellazione, anche a fine della carriera sportiva, e reperendo le risorse perché ciò diventi attuativo.

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Di riforma ippica tramite annunci politici se ne è parlato negli ultimi 10 anni senza mai addivenire a nulla di strutturale. E' la politica degli annunci, immediatemente smentita dai fatti.

Durante il Conte2, si è parlato molto della Riforma Ippica complessiva, con la gestione della filiera in mano ad ente tecnico dedicato, sotto al CONI, e non se ne sente più parlare, visti tutti i veti contrari delle varie rappresentanze, che vogliono cambiare non cambiando nulla, alla fine chiedono solo pagamenti più rapidi e più finanziamenti, ovvero ricevere più denaro a fondo perduto, visto che l'ippica non si sostiene più - con le sostanze che produce - da molto tempo. Gli stessi ippici hanno coniato il termine "reddito d'impiccanza", per definire il fenomeno dell'assistenzialismo fine a se stesso, senza nessun rilancio imprenditoriale vero per arrivare all'agognata (solo a parole) autonomia.

Dal punto di vista della tutela del cavallo ippico, gli ultimi governi non hanno fatto:

  • Nulla su un protocollo, moralmente obbligatorio, da eseguire in caso di cavalli che muoiano in corsa, come ad esempio l'antidoping prima dell'abbattimento, o l'obbligatorietà di denuncia dell'evento al Prefetto per l'eventuale autopsia.
  • Nulla nel riguardo al problema del fine carriera di animali che, per i farmaci che hanno fatto, non possono essere destinati alla macellazione.
  • Nulla sul ricollocamento obbligatorio, per evitare e arginare il triste fenomeno delle corse clandestine su strada.
  • Nulla per ripristinare in chiaro la giustizia sportiva ippica, "oscurata" dal fatto di essere gestita da una pubblica amministrazione.
  • Nulla sul fatto che i cavalli sportivi sotto al CONI, per effetto dei Decreti attuativi della legge delega sulla Riforma dello Sport, siano stati riconosciuti come essere senzienti, e come tali, se la loro morte non è naturale, può avvenire solo mediante abbattimento umanitario, come se il cavallo ippico potesse rimanere in un sotto limbo, non senziente, per il solo fatto di essere sotto al Mipaaf anziché sotto al CONI.

Vergognoso! Manca una visione complessiva di filiera e una armonizzazione delle varie norme in essere, in senso progressista. Le leggi devono essere uguali per tutti i cittadini, e per tutti i cavalli sotto al tricolore. Non è ammissibile che esistano in Italia cavalli agonisti sottoposti a tutele diverse, senzienti o non senzienti, a seconda del Ministero sotto al quale "si allenano e competono".

IL MIPAAF SOTTO PATUANELLI - Ora guidato da Stefano Patuanelli (M5s), vedremo se il Mipaaf del Governo Draghi sarà in grado di portare a termine una riforma strutturale. I nuovi sottosegretari sono due, uno dei quali dovrebbe assumere la delega all'ippica precedentemente ricoperta da Giuseppe L'Abbate.

La scelta deve ricadere tra:

  • Francesco Battistoni - senatore di Forza Italia, membro della Commissione Agricoltura e responsabile nazionale del dipartimento agricoltura del suo partito, che in passato si è fatto avanti per la riapertura dei maneggi in epoca del primo lockdown da Covid;
  • Gian Marco Centinaio, senatore leghista, già ministro delle Politiche agricole nel Governo Conte I, che ha prodotto il poi dismesso Libro verde sull'ippica, una sorta di codice etico programmatico per l'ippica e ha annullato il decreto Castiglione sulla classificazione degli ippodromi. 

Probabilmente entrambi auspicano di finire al Recovery Plan per l'agricoltura, e non al cul-de-sac dell'ippica, che promette di dare più grane che grani.

In attesa di conoscere su quale dei due ricadrà la delega, l'ultima chiamata per la riforma ippica potrebbe essere il pdl Gadda sull'Ippicoltura, se tra gli emendamenti spuntasse la nuova governance per il settore ippico oramai al capolinea, gravato dalla caduta libera delle scommesse, che hanno registrato una diminuzione del 70 per cento negli ultimi cinque anni, con la disaffezione del pubblico a un modello di ippica che è, a nostro avviso, insostenibile per la tutela del cavallo e che abbisogna di una revisione totale che metta la protezione del cavallo durante e a fine carriera al centro, e il profit e gambling su di lui in secondo piano.

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Ristretto agli arresti domiciliari con autorizzazione a recarsi al lavoro, macella clandestinamente un equino e tenta di corrompere i carabinieri istigandoli a non procedere nella contestazione di quanto accertato: è stato denunciato dai carabinieri della stazione di Ceglie Messapica (BR), a conclusione delle indagini, un 67enne del luogo, per macellazione clandestina e istigazione alla corruzione.

In particolare, l’uomo, sottoposto al regime degli arresti domiciliari, è stato controllato dai militari sul luogo di lavoro dove era autorizzato a recarsi quotidianamente, rinvenendo la carcassa di un equino macellato clandestinamente dal medesimo.

Nel medesimo contesto, il 67enne ha cercato di corrompere i militari al fine di evitare ulteriori conseguenze. Sul luogo è intervenuto altresì il personale veterinario dell’Asl di Brindisi che ha appurato l’effettiva macellazione clandestina, procedendo al sequestro amministravo dei pezzi di carne per il successivo smaltimento, con la relativa sanzione pecuniaria. 

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NAPOLI – Dramma il 25 febbraio 2021 in via Sartania, nel quartiere di Pianura, nei pressi dell'Ippodromo di Agnanao.

Un cavallo è infatti crollato improvvisamente al suolo ed è morto sotto gli occhi terrorizzati di decine di automobilisti. Non è chiaro perché l’animale si trovasse sulla carreggiata considerato il divieto per i proprietari di farli correre in strada. Ed è proprio sul perché quel cavallo si trovasse lì che indagano i poliziotti del locale commissariato: al momento non è escluso che si possa configurare anche il reato di maltrattamento di animali.

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22 febbraio 2021 Rimini. Imprenditore con scuderia cavalli nei guai per finanziamento illecito in tempi di Covid.

Nell’ambito delle primarie attività di contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica determinata dalla crisi pandemica, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rimini hanno avviato una operazione (free bolt) di monitoraggio e controllo delle erogazioni di finanziamenti garantiti dallo Stato a tutela delle imprese in difficoltà della provincia.

Dopo una prima fase di interventi di controllo sul campo, le fiamme gialle del Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno segnalato di recente all’Autorità Giudiziaria il titolare di una società, per il reato di cui all’ art. 316 ter c.p. di indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato.

Inoltre, quale proprietario del 100% delle quote del capitale sociale, amministratore unico con poteri di rappresentanza legale della società, ai sensi del Decreto legislativo n. 231/2001, in aggiunta alla responsabilità personale, è stato segnalato alla Procura della Repubblica per l’illecito amministrativo dipendente da reato previsto e punito dall’art. 24 dello stesso decreto n. 231, in quanto la società è risultata priva di un modello di organizzazione e di gestione e/o un’unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria, idonei a prevenire reati della specie di quello denunciato.

I Finanzieri del Comando Provinciale di Rimini hanno proposto alla Procura della Repubblica l’emissione di un decreto di sequestro preventivo per equivalente dell’importo ritenuto indebitamente ottenuto dalla ditta indagata; inoltre i militari della Guardia di Finanza hanno contestualmente segnalato il responsabile all’Autorità Giudiziaria Contabile di Bologna per i profili di possibile responsabilità amministrativa per danno erariale.

Ciò in particolare poiché è emerso che avvalendosi delle opportunità previste dal decreto legge n. 23 dell'8 aprile 2020, per sostenere le imprese «nella particolare congiuntura economica determinata dall'emergenza sanitaria» causata dalla crisi pandemica COVID-19, il titolare della società controllata ha richiesto ed ottenuto da Mediocredito Centrale un finanziamento di 30 mila euro, integralmente garantito dallo Stato, mediante la presentazione di una dichiarazione dei redditi non veritiera, dove attestava il conseguimento di ricavi, che non risulterebbero realmente conseguiti.

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