Botticelle, approvato il regolamento: vetturini ammessi solo nei parchi. Con un’ampia maggioranza l’Assemblea Capitolina ha approvato il nuovo regolamento sulle botticelle. Niente più carrozze trainate da cavalli nel centro cittadino. E norme più stringenti sul benessere degli animali che saranno impiegati, rigorosamente, solo nei parchi.

La decisione del Campidoglio

Con i voti del M5s e del Partito Democratico, in tutti 32 favorevoli, la Capitale si appresta a mettere in atto una serie di regole che finiscono per trasformare, in maniera radicale, la tradizionale attività dei vetturini. Circoscritta la tipologia di cavalli che si potranno utilizzare, solo da tiro, è stato stabilito che una volta dismessi dal servizio, non potranno essere nè abbattuti nè utilizzati per fini alimentari.

Cosa prevede il regolamento

I cavalli potranno circolare solo per 7 ore giornaliere, facendo delle pause ogni 45 minuti, e restando fermi, tra luglio ed agosto, nella fascia oraria più calda (tra le 12 e le 17.30). Potranno circolare solo in determinate aree verdi, vale a dire a Villa Pamphilj, a villa Borghese e nel parco degli Acquedotti. I vetturini non disposti al trasferimento potranno convertire l’attuale attività in licenze taxi.

Il periodo transitorio e la vendita dei cavalli

In attesa del regolamento attuativo che disegni i nuovi percorsi nel verde dei 3 parchi designati dal nuovo Regolamento, sembrerebbe che nulla osti alla circolazione delle carrozzelle sui vecchi percorsi cittadini. Nel frattempo, i vetturini che non sono d'accordo con la trasferta, in attesa di ricevere il provvedimento attuativo, di valutare il ricorso al TAR, la conversione in licenza taxi, o tenere solo un cavallo per il servizio nei parchi il fine settimana, hanno già cominciato a vendere i cavalli. 

Cinque degli equini hanno già trovato casa dopo che Horse Angels odv, su richiesta dei vetturini, ha pubblicato per conto del Presidente della Cooperativa Navel, Angelo Sed (che li rappresenta), l'appello per il riaccasamento degli animali sulla propria pagina facebook.

Gli animali erano già tutti non DPA da vecchio regolamento, quindi non sono macellabili a prescindere dal nuovo regolamento approvato.

Per chi volesse acquistare uno di quelli dismessi per offrirgli una nuova casa amorevole e sicura, contattare la cooperativa dei vetturini di Roma per la transazione. Grazie a chi offrirà una casa come equini affettivi a questi splendidi animali.

Foto di repertorio

Teramo 1 dicembre 2020 . Comunicato stampa dell'IZS Teramo.  “La designazione a Centro di Riferimento dell’Unione Europea per il benessere dei ruminanti e degli equini premia il lavoro del nostro Istituto costantemente attivo su più fronti della ricerca, anche in questo periodo che ci vede impegnati in modo particolare nell’emergenza Covid-19. L’eccellenza nel campo del benessere animale ci è stata attestata nel 2004 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale, il riconoscimento dell’Unione Europea è uno stimolo ad allargare ulteriormente i nostri orizzonti scientifici e a fare sempre meglio”.

Queste le prime parole del DG Nicola D’Alterio a commento della designazione arrivata dalla Direzione Generale della Commissione Europea che è responsabile della politica della UE per la sicurezza alimentare, la salute e il monitoraggio dell’attuazione normativa. La decisione di istituire un nuovo Centro di Riferimento europeo per ruminanti ed equini è stata presa nel corso del settimo meeting della Piattaforma UE sul benessere animale, che sì è svolto a giugno 2020, per colmare le lacune del settore. Sul territorio comunitario gli equini vengono impiegati, infatti, in diversi campi: come cavalli da competizione in attività sportive, cavalli da compagnia, cavali utilizzati a scopo terapeutico e turistico. Tuttavia spesso il loro benessere è stato penalizzato proprio da questa varietà, considerando anche la loro movimentazione da un settore all’altro e da un proprietario all’altro.

La designazione dell’IZS dell’Abruzzo e del Molise è arrivata a seguito di una selezione pubblica attraverso cui è stato creato un consorzio europeo che comprende l’Università svedese di scienze agrarie e il Centro svedese per il benessere degli animali; l’Istituto nazionale francese per l’agricoltura, l’alimentazione e l’ambiente; l’Università austriaca di risorse naturali e Life Sciences, l’University College di Dublino e l’Istituto di ricerca veterinaria Ellinikos Georgikos Organismos-Dimitra della Grecia. Il consorzio inizierà formalmente le attività a partire dal 1° gennaio 2021.

I Centri di Riferimento della UE hanno il compito di migliorare l’applicazione della legislazione sul benessere degli animali, che è una delle priorità della Commissione. Le attività vanno dal supporto tecnico all’assistenza ai Paesi dell’Unione nello svolgimento dei controlli ufficiali nel campo del benessere degli animali; dalla diffusione di buone pratiche alla realizzazione di studi e ricerche, fino allo sviluppo di metodi per migliorare e valutare il livello di benessere degli animali. Per garantire il trasferimento delle conoscenze e delle strategie innovative, i Centri sono anche incaricati di divulgare i risultati delle ricerche ed erogare corsi di formazione per il personale delle Autorità competenti della UE e gli esperti dei Paesi terzi.

ll Consiglio dei Ministri n. 79 ha approvato in sede preliminare cinque decreti della riforma dello sport 2020. Uno di essi ha introdotto una normativa unitaria in termini di tutela dei diritti degli animali tutti (dal cane impiegato in dog agility, all'asino che corre i palii, ai cavalli) coinvolti in attività sportive, prevedendo obblighi per proprietari, conduttori, operatori, istruttori, organizzatori di manifestazioni e competizioni, i quali sono tenuti a preservarne il benessere, in termini di alimentazione, cura della salute e accudimento.

Anteprima in circolazione in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale

Titolo IV – Discipline Sportive che prevedono l’impiego di animali

Capo I – Disposizioni generali

Art. 19 Benessere degli animali impiegati in attività sportive

  1. Coloro che detengono a qualsiasi titolo un animale impegnato in attività sportive, sono tenuti a preservarne il benessere in termini di alimentazione, cura della salute e accudimento nel rispetto delle sue esigenze etologiche.
  2. Sono vietati metodi di addestramento e allenamento che possano danneggiare la salute e il benessere psicofisico dell’animale, in quanto essere senziente ai sensi dell’articolo 13 del trattato sul funzionamento dell’Unione Europea. È altresì vietato qualsiasi metodo di coercizione o costrizione e l’utilizzo di mezzi o dispositivi che possono provocare danni alla salute e al benessere psicofisico dell’animale e comunque provocarne sofferenza. Devono essere utilizzati metodi di addestramento che tengono conto delle capacità cognitive e delle modalità di apprendimento degli animali.
  3. Non è ammesso far allenare e gareggiare animali in stati fisiologici incompatibili con lo sforzo richiesto, come nel caso di gravidanza avanzata o di allattamento. La bardatura e le attrezzature da utilizzare per l’attività sportiva, compresa la ferratura, devono essere idonei ad evitare all’animale lesioni, dolore, sofferenze o disagi psicofisici.
  4. Le caratteristiche tecniche delle piste, dei campi e delle aree di gara comunque denominate, nonché di tutte le relative attrezzature devono rispondere a criteri di sicurezza e salvaguardia dell’incolumità dell’animale. Le strutture dove gli animali vengono custoditi devono assicurare agli stessi uno spazio di movimento e di riposo adeguato alla loro specifica natura.
  5. Ogni animale deve essere dotato di un documento di identità anagrafica intestato a persona fisica maggiore di età o a persona giuridica che ne assume i doveri di custodia, di mantenimento e di cura e di una scheda sanitaria.
  6. È fatto divieto di macellare o sopprimere altrimenti gli animali non più impegnati in attività sportiva, fatta eccezione per l’abbattimento umanitario.
  7. I veicoli per il trasporto animali devono garantirne la sicurezza e l’incolumità, essere ben ventilati, puliti e disinfettati e il trasporto deve avvenire nel rispetto di quanto previsto dall’art. 3 del regolamento (CE) 1/2005 e, comunque, garantendo condizioni tali da non esporre gli animali a lesioni e/o sofferenze.
  8. È fatto obbligo al proprietario dell’animale di stipulare una polizza assicurativa per i danni provocati dall’animale anche qualora si trovi sotto la custodia di soggetto diverso dal proprietario stesso.

Art. 20 Competizioni sportive

  1. L’ammissione dell’animale a una manifestazione e competizione sportiva è subordinata all’accertamento da parte di un veterinario della sua idoneità a gareggiare per condizioni di salute, età e genere, e della sua regolare identificazione e registrazione ai sensi della normativa vigente. L’organizzatore di eventi sportivi con animali garantisce la presenza di un veterinario durante lo svolgimento della manifestazione o gara.
  2. È vietata la partecipazione alle manifestazioni e alle competizioni sportive di cui al presente articolo degli animali i cui detentori che abbiano riportato condanne in via definitiva per i reati previsti e puniti dalle disposizioni di cui al Libro II, Titolo IX bis, C.P dell’Art. 727 CP e per le violazioni previste dall’ordinamento sportivo*.

* Dispositivo dell'art. 727 Codice Penale. Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze.

Art.21 Sanzioni disciplinari

  1. Le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate e gli enti di promozione sportiva che impiegano animali in attività sportive si dotano di appositi regolamenti che fissino, in caso di inosservanza delle disposizioni di cui al presente capo, sanzioni disciplinari che possano prevedere fino alla revoca dell’affiliazione, per le società e le associazioni sportive, o del tesseramento per le persone fisiche. Restano comunque ferme le conseguenze in termini di responsabilità civile e penale derivanti dalla trasgressione degli obblighi di cui al presente capo.

Capo II – Sport equestri

Art. 22 (definizione del cavallo atleta) Un cavallo e in generale un equide è definito cavallo-atleta quando ricorrano congiuntamente i seguenti requisiti:

  1. Sia definibile ‘’equide registrato’’, ai sensi dell’articolo 2 del regolamento UE/2015/262, come risulta dal Documento di Identificazione, conforme allo stesso Regolamento europeo;
  2. Sia dichiarato non destinato alla produzione alimentare, come previsto dal Regolamento UE 2015/262 e come risultante dal Documenti di Identificazione conforme allo stesso Regolamento UE 2015/262, anche dopo la cessazione dell’attività sportiva;
  3. Sia iscritto al repertorio cavalli atleti presso la Federazione Italiana Sport Equestri o la Federazione Pentathlon Moderno o la FitetrecAnte o un ente di promozione sportiva come risulta dal documento di identificazione o dal documento emesso dal sistema di tesseramento dello stesso organismo sportivo interessato.
  4. Sono fatte salve le competenze del ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali riguardo l’emissione del passaporto dell’equide (documento di identificazione).

Art. 23 (visita di idoneità allo svolgimento dell’attività sportiva del cavallo)

  1. Il cavallo atleta per svolgere attività sportiva è sottoposto annualmente a visita veterinaria sportiva effettuata da un veterinario abilitato alla professione che attua anche le profilassi vaccinali prescritte dalla normativa vigente e dai regolamenti della Federazione Italiana Sport Equestri o la Federazione Pentathlon Moderno o dalla FitetrecAnte o dell’Ente di Promozione Sportiva presso i quali il cavallo è tesserato.

E quando l'animale cessa di essere un atleta o uno sportivo?

In base al presente Decreto, l'animale non è macellabile, non importa se fosse iscritto a una Federazione o a un Ente di Promozione sportiva, anche cessando quell'iscrizione, può terminare la vita solo in modo naturale o mediante abbattimento umanitario (art.19/6).

Anche Horse Angels aveva presentato la propria relazione per la Riforma dello Sport e il riconoscimento dell'equino "agonista", sportivo o atleta che sia. Non è la definizione che fa la sostanza, ma il contenuto e la vigilanza perché siano rispettate le regole, dal nostro punto di vista. Nella nostra visione, oltre a liberalizzare maggiormente l'eutanasia, occorreva la responsabilizzazione individuale e collettiva per trovare le risorse per un fine carriera che evitasse l'abbandono e la macellazione abusiva quando gli animali non sono più in grado di reggere lo sport o di essere competitivi per esso.

Risorse di coerenza per il destino ultimo di equino non macellabile, ma pur sempre con una dignità di vita che ne scoraggia la soppressione tramite eutanasia, che non sembra siano stati prese in considerazione dalla Riforma.

Link al pfd della Riforma dello Sport

Presentato dalla senatrice del Pd Assuntela Messina a palazzo Madama un disegno di legge recante modifiche al Codice penale, al Codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di reati contro gli animali. Nel testo, si fa esplicito riferimento a reati zoomafiosi e tra questi le scommesse clandestine e le manifestazioni vietate come i combattimenti tra animali, le corse clandestine dei cavalli e il traffico di cuccioli.

Sulla materia, recentemente, ha avuto modo di esprimersi il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, sottolineando che, per il Codice penale, le scommesse legate ai reati contro gli animali rappresentano sempre un aggravante. Nella proposta Messina, in particolare, si fa a questo proposito riferimento all'utilizzo di agenti sotto copertura.

Con l’articolo 12 è specificata la competenza di tutti gli organi di polizia giudiziaria in materia di reati contro gli animali. "Preme sottolineare - ha detto la senatrice nella presentazione del Ddl - che un punto critico nella reale applicazione della normativa è stato finora il problema, più culturale che procedurale, relativo alla presunta 'incompetenza' di diversi organi della polizia statale e locale in caso di richiesta di intervento non anonima e documentata. Tali organi rifiutano a volte di intervenire dichiarando che ciò non rientra nella loro competenza e che il richiedente si deve rivolgere a un altro organo di polizia, magari 'specializzato'. Questo stato di cose determina la mancata o rallentata applicazione delle norme vigenti".

"Premesso che tali atteggiamenti sono del tutto illegittimi, si è ritenuto in ogni caso necessario introdurre una specifica norma nel codice di procedura penale. È inoltre modificata la normativa relativa all’utilizzo degli agenti sotto copertura inserendo tra i reati per i quali è possibile il loro utilizzo anche gli articoli del codice penale relativi ai reati zoomafiosi come le manifestazioni vietate, le scommesse clandestine, i combattimenti tra animali e le corse clandestine di cavalli, e la normativa per il contrasto al traffico di cuccioli".

Con l’articolo 13 è inoltre previsto che lo Stato istituisca sul territorio nazionale centri di accoglienza di animali vittime di reato anche utilizzando, su ordine del prefetto, strutture già esistenti ed è prevista la sanzione accessoria del divieto di detenzione di animale in caso di condanna per reati contro gli animali, al fine di evitare la reiterazione del reato.

Il DDL in pdf

RIFORMA DELLO SPORT, 25 novembre 2020

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, ha approvato, in esame preliminare, cinque decreti legislativi di riforma dell’ordinamento sportivo, in attuazione di altrettanti articoli della legge delega 8 agosto 2019, n. 86, in materia di lavoro sportivo e di semplificazioni e sicurezza in materia di sport. Il decreto legislativo relativo al riordino e alla riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici nonché di lavoro sportivo è stato approvato, in esame preliminare, anche su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo.

  1. Attuazione dell’articolo 5 della legge 8 agosto 2019 n. 86, recante riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici nonché di lavoro sportivo (decreto legislativo – esame preliminare) (Ministro del lavoro e delle politiche sociali)
  2. Attuazione dell’articolo 6 della legge 8 agosto 2019 n. 86, recante misure in materia di rapporti di rappresentanza degli atleti e delle società sportive e di accesso ed esercizio della professione di agente sportivo (decreto legislativo – esame preliminare)
  3. Attuazione dell’articolo 7 della legge 8 agosto 2019 n. 86, recante misure in materia di riordino e riforma delle norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi e della normativa in materia di ammodernamento o costruzione di impianti sportivi (decreto legislativo – esame preliminare)
  4. Attuazione dell’articolo 8 della legge 8 agosto 2019 n. 86, recante semplificazione di adempimenti relativi agli organismi sportivi (decreto legislativo – esame preliminare)
  5. Attuazione dell’articolo 9 della legge 8 agosto 2019 n. 86, recante misure in materia di sicurezza nelle discipline sportive invernali (decreto legislativo – esame preliminare)

Di seguito una sintesi delle principali norme introdotte.

Enti sportivi professionistici e dilettantistici e lavoro sportivo

Il decreto, in attuazione dell’articolo 5 della legge delega, introduce una revisione organica e della definizione del “lavoratore sportivo” in tutte le sue forme e prevede, per la prima volta, tutele lavoristiche e previdenziali per i lavoratori sportivi sia nel settore dilettantistico sia nel settore professionistico.

Tra le principali novità, si prevede: l’abolizione del vincolo sportivo, inteso come limitazione alla libertà contrattuale dell’atleta, anche nel settore dilettantistico, entro il mese di luglio 2022; il riconoscimento all’attività di associazioni e società sportive dilettantistiche che hanno formato l’atleta, alle quali è assicurato da un premio di formazione; l’affermazione delle pari opportunità per lo sport femminile, professionistico e dilettantistico; il riconoscimento di pari diritti delle persone con disabilità nell’accesso alla pratica sportiva di tutti i livelli; la tutela dei minori e dei cittadini con disabilità nell’ambito della pratica sportiva; la tutela e il sostegno del volontariato sportivo; l’istituzione di un “Fondo per il professionismo negli sport femminili”; l’istituzione della figura professionale del chinesiologo di base, di quello sportivo e del manager dello sport.

Si prevede che le associazioni sportive dilettantistiche e le società sportive dilettantistiche possano svolgere anche attività commerciali, solo se secondarie rispetto all’attività sportiva e strumentali all’autofinanziamento, e che possano distribuire una parte dei dividendi con limiti stringenti a tutela della vocazione sportiva.

Tali interventi sono volti a rafforzare il sostegno alla pratica sportiva di base portata avanti dall’associazionismo sportivo.

È stata inoltre introdotta una normativa unitaria in termini di tutela dei diritti degli animali impiegati in attività sportive, prevedendo obblighi per proprietari, conduttori, operatori, istruttori, organizzatori di manifestazioni e competizioni, i quali sono tenuti a preservarne il benessere, in termini di alimentazione, cura della salute e accudimento.

Agenti sportivi

Il decreto attua l’articolo 6 della legge delega e disciplina per la prima volta, in modo organico, la figura dell’agente sportivo in termini di requisiti di accesso alla professione, compensi e incompatibilità, allo scopo di garantire imparzialità, indipendenza e trasparenza nell’attività, con particolare riguardo alla tutela dei diritti dei minori. Viene istituito presso il CONI uno specifico Registro nazionale al quale dovranno essere iscritti gli agenti.

Norme di sicurezza per gli impianti sportivi

Il decreto di attuazione dell’articolo 7 della legge prevede l’aggiornamento delle norme tecniche e la semplificazione delle procedure amministrative in ordine alla realizzazione e manutenzione degli impianti sportivi. Obiettivo è quello di assicurare un effettivo ammodernamento delle strutture, soprattutto in termini di accessibilità, efficientamento energetico e sicurezza, in linea con la normativa internazionale e gli standard europei.

Semplificazione burocratica e contrasto alla violenza di genere

Il decreto attua l’articolo 8 della legge delega e interviene sia nell’ambito della semplificazione burocratica sia in quello del contrasto alla violenza di genere.

Sul primo fronte si interviene con la creazione di un Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche presso il Dipartimento per lo sport, gestito con modalità telematiche avvalendosi della società Sport e salute S.p.a, nel quale sono iscritte le società e le associazioni sportive dilettantistiche che svolgono attività sportiva, compresa l’attività didattica e formativa, operanti nell’ambito di una federazione sportiva nazionale, disciplina sportiva associata o ente di promozione sportiva.

Sul fronte del contrasto alla violenza di genere il decreto definisce modalità e tempi per la redazione di apposite linee guida, con validità quadriennale, per la predisposizione dei modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e dei codici di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione prevista per ragioni di etnia, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale da parte di federazioni sportive discipline sportive associate, enti di promozione sportiva e associazioni benemerite. 

Sicurezza sport invernali

Il decreto attua l’articolo 9 della delega e interviene in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali.

In particolare il provvedimento detta norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo, stabilendo i principi fondamentali per la gestione in sicurezza delle aree sciabili. Il decreto disciplina i criteri e le modalità previsti per la segnalazione del grado di difficoltà delle piste e per la delimitazione dei bordi delle medesime commisurato alla pendenza. É fatto, peraltro, obbligo per il gestore di apporre una mappa delle piste in prossimità dei punti di accesso agli impianti e delle biglietterie con indicazione del grado di difficoltà. Vengono definite specifiche norme di comportamento per gli utenti e l’obbligo per i minori del casco protettivo.

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