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A seconda delle esigenze del proprietario e del cavallo, sono disponibili diversi tipi di sistemazione del cavallo in maneggio per chi non abita in campagna e non ha la terra in proprio per ospitare l'equino.

Pensione completa

La pensione completa significa vitto e alloggio, con uscita quotidiana. La pensione completa non richiede ai proprietari di visitare i loro cavalli ogni giorno; invece, il personale del maneggio pulisce la stalla, dà da mangiare al cavallo e lo porta dentro / fuori dal box per l'esercizio quotidiano se il cavallo non vive in una stalla attiva in cui si arrangia da solo per la movimentazione. Per chi lavora o studia intensamente, e non può andare tutti i giorni in maneggio, la pensione completa con possibilità del cavallo di muoversi quotidianamente è una scelta circa obbligata se si ha cuore il benessere del cavallo.

La pensione completa non include la formazione, che può essere acquisita in pacchetti di lezioni o aggregata ad un prezzo forfait mensile di pensione completa più formazione/addestramento. Altri extra da concordare: costi aggiuntivi per integratori specifici, medicazioni. Vanno considerate le spese di mascalcia e veterinaria. Molti maneggi hanno il proprio maniscalco e veterinario per le cure di routine. Se è il gestore del maneggio che si occupa delle cure di routine (vaccinazione annuale, svermante stagionale etc..), poi andrà rimborsato per le spese sostenute e preventivamente concordate con il proprietario dell'animale. Il contratto di pensionamento del cavallo dovrebbe delineare tutti i servizi forniti di base e ciò che invece richiederà un pagamento extra.

Mezza pensione con mezza fida

Consiste nel condividere il cavallo a metà con un'altra persona con la quale si stipula una mezza fida: ciascuna parte sosterrà la metà delle spese. Ad esempio, se la pensione completa è di €500 al mese, la mezza pensione è di €250, ma qualcun altro potrà andare a cavallo tre volte alla settimana o usarlo per le lezioni, ecc. A seconda degli accordi di contratto, ciò può comprendere l'utilizzo dell'attrezzatura del cavallo. Per le spese di mascalcia e veterinaria, occorre concordare la suddivisione. Per non trovare da ridire in poco tempo, è auspicabile che tutti i dettagli dell'accordo siano messi per iscritto e sottoscritti dalle parti.

Pensione al pascolo o in recinto grande con ricovero

Di solito è una forma di alloggio più economica. Il cavallo vivrà all'aperto tutto l'anno e gli saranno forniti fieno, acqua e un ricovero chiuso almeno su 3 lati e sempre aperto per entrare e uscire. Se il cavallo ha bisogno di coperte nelle giornate fredde, potrebbe essere previsto un costo aggiuntivo per il servizio. I cavalli non riceveranno attenzioni individuali quotidiane, ma avranno la consolazione di muoversi liberamente in compagnia di conspecifici, mentre il custode della pensione veglierà che non ci siano problematiche di natura medica da segnalare al proprietario. Questa può essere una buona situazione per qualcuno che va in passeggiata il fine settimana e che non ha tempo il resto della settimana di movimentare il cavallo, né può  permettersi che qualcuno lo faccia al posto suo a pagamento. E' la soluzione migliore anche per i cavalli a fine carriera, quelli che per motivi di salute o età non possono più lavorare, ma il proprietario ha caro conservarli in vita e in dignità di vita.

Self service

Con la pensione in "self service", il gestore del maneggio mette a disposizione le strutture ma non i servizi, che spettano interamente al proprietario, dal vitto, alla pulizia dell'alloggio, alla movimentazione, presa in carico della salute, della formazione, etc. Il proprietario dovrà farsi la lettiera da solo, fornire da solo gli alimenti quotidiani, essere presente quando viene il maniscalco o il veterinario. Provvedere da solo a muovere il cavallo dentro e fuori. Questa situazione può funzionare bene solo per chi vive vicino al maneggio e ha molto tempo libero. Funziona anche per scuderie private gestite da più soci, che a turno fanno tutto il necessario quotidianamente.

Lavoro di scambio

Alcune scuderie possono offrire una tariffa ridotta per coloro che si offrono di lavorare al maneggio, compensando il costo di pensionamento con servizi resi, in genere di grooming (pulizia stalle, recinti e cavalli, servire gli alimenti per gli stessi, muovere i cavalli dentro e fuori dai recinti di sgambamento). In alternativa, per non pagare la pensione, si offre al proprietario del maneggio di impiegare il cavallo per lezioni o passeggiate. Per coloro che stipulano accordi come questi, assicurarsi che siano indicati nel contratto, che può essere verbale o scritto, ma scritto offre sempre delle garanzie in più, soprattutto per il discorso delle assicurazioni, se qualcuno si fa male o ci sono danni a cose e persone.

Qualunque sia l'accordo di pensionamento del cavallo, il suo benessere rimane di responsabilità primaria del proprietario. Se il cavallo si ammala, si infortunia gravemente, non può più essere cavalcato, sarà dura che altri se ne sobbarchino le spese di mantenimento. Quindi, quale che sia la forma di pensionamento scelta, tenersi sempre pronti al piano B, che implica, tra le varie opzioni, se si ha cara la vita e il benessere del cavallo, portarselo a casa o pensionarlo al prato in campagna.

Prendersi cura da soli di un cavallo, richiede molto tempo e competenze, che non tutti hanno. I maneggi sono quelle strutture che, oltre alla formazione, offrono vitto, alloggio e movimentazione ai cavalli di terzi.

A seconda degli accordi che si prendono con il gestore, varia la cifra da pagare. Per qualcuno avere il cavallo in maneggio significa presentarsi, montare il cavallo, pulirlo e metterlo in stalla, senza doversi preoccupare ogni giorno del cavallo e delle sue esigenze di base, perché altri provvedono. Se altri provvedono, ciò comporta un servizio che è a pagamento. Quanto più lavoro dovranno svolgere altri per il proprio cavallo, più sale il prezzo di pensione completa del cavallo in maneggio.

Costi di affitto struttura di stabulazione cavallo presso terzi

Le tariffe tendono a variare a seconda del luogo in cui si trova il maneggio e dei servizi che offre. I maneggi di città costano più di quelli di campagna. I maneggi di lusso costano più dei maneggi alla buona. I maneggi che hanno più strutture (rettangolo coperto, rettangolo scoperto, tondino, recinti di sgambamento, docce calde e solarium, giostra, pista in piano e via dicendo) costano di più dei maneggi che hanno i servizi minimi. Le tariffe dipendono anche da quanti e di quali di questi servizi si intende usufruire. Chi si occupa quotidianamente di muovere il cavallo, risparmia rispetto a chi se lo fa muovere in sua assenza dal personale del maneggio. Chi non ha bisogno di formazione, risparmia rispetto a chi deve essere sempre seguito da istruttore. Chi compera da solo, e fornisce da solo, il vitto (fieno e cereali) risparmia nei confronti di chi paga per la pensione completa. Non tutti i maneggi permettono piena flessibilità, quindi occorre informarsi in anticipo e prendere accordi precisi, possibilmente per iscritto.

1d1408e4e294e66373eaa690c4062382Pro e contro

I cavalli sono creature sociali che hanno bisogno di compagnia, socializzazione e movimento. Se non si è in grado di fornirglieli, bisogna pensare a collocare il cavallo in un maneggio che offra questi servizi al prezzo che si può sostenere. Se non si è in grado di sostenere il prezzo di un cavallo tenuto bene in maneggio, ben socializzato e movimentato, oppure in stalla attiva dove si movimenta da solo a piacimento, meglio forse rinunciare ad avere un cavallo in proprio e rivolgersi alle scuderie che affittano cavalli scuola. Paghi la tua quota, fai lezione o esci in passeggiata, e le cure al cavallo non dipendono da te. Se sei fortunato crei un legame speciale con un cavallo, e ricevi in dotazione sempre lo stesso, che con la tua quota mensile aiuti a mantenere.

La maggior parte dei maneggi offre oltre a strutture in affitto per cavalli di terzi, anche cavalli scuola per chi non possiede un cavallo in proprio.  Quando si paga per un cavallo scuola, nella maggior parte dei casi, ciò comprende anche l'istruttore o guida, che è l'ideale per le persone poco esperte.

I cavalli possono cogliere indizi rivelatori che una persona è inesperta o non sicura di sé in quello che sta facendo e ci sono soggetti che a quel punto decidono di fare di testa loro, altri che si spaventano perché considerano inaffidabile il cavaliere. In entrambi i casi, la guida esperta, aiuterà a risolvere i problemi.  Se il maneggio è serio, dovrai sottoscrivere un'assicurazione prima di salire a cavallo, piuttosto che firmare un rilascio di responsabilità se si affitta il cavallo a ore, da soli, senza guida e senza essere assicurati presso tale circolo.

Quanto aspettarsi di pagare

Per tenere il cavallo a pensione presso terzi, il prezzo medio varia da €250 a €500 al mese. Per l'affido in esclusiva di un cavallo del maneggio, si dovrà corrispondere il costo della pensione, come se si stabulasse il cavallo di proprietà, quindi dai 250 € in sù a seconda della tipologia di maneggio (dividendosi poi le spese, con un contratto scritto, per mascalcia e veterinaria). Se non si è proprietari, tra le soluzioni per avere sempre lo stesso cavallo e potersene occupare anche senza istruttore, vanno citate sia la fida esclusiva, sia la semifida, con la quale si risparmia qualcosa, ma si condivide il cavallo con altri. Per l'affitto di cavallo a ore, a partire da €20,00 senza istruttore, da €25 con istruttore con l'acquisto di pacchetti. Tutte le cifre sono indicative e possono salire sensibilmente in maneggi di lusso, con istruttori iper certificati o se il servizio è occasionale. 

Quando sospettare che qualcosa non va

Prezzi troppo bassi spesso corrispondono a cavalli troppo magri. Mantenere un cavallo in benessere è un costo, anche per il maneggio. Ci sono maneggi in crisi, di questi tempi è inevitabile. Abbassare i prezzi per attirare persone poco abbienti quasi mai è la soluzione per uscire dalla crisi, produce anzi un peggioramento il più delle volte. Per chi frequenta maneggi in crisi. Se da una parte la faccenda può far pena, e frequentandoli si portano risorse al maneggio, dall'altra se i cavalli sono trattati con negligenza, o maltrattati, e i clienti non hanno le risorse economiche per cambiare la qualità di gestione, sobbarcandosi maggiori costi di pensionamento e cure sanitarie per i cavalli, state certi che sempre meno gente frequenterà la struttura, le cose potranno solo peggiorare, e l'unico modo per risolvere potrebbe essere segnalare alle autorità sanitarie preposte. Chi vede un reato e sta zitto, contribuisce allo stesso, tanto più se lo finanzia. Se decidete di aiutare, cioè di finanziare la struttura in crisi, accertatevi che le cose migliorino in tempi ragionevoli, altrimenti sarete solo parte condiscendente della negligenza, abuso o, nei casi più gravi, maltrattamento.

Il possesso responsabile non vale solo per il singolo proprietario di cavallo, ma anche per gli operatori del settore. Se un operatore non ce la fa, non riesce ad avere successo nel mestiere, non arriva a fine mese, meglio che chiuda e si dedichi ad altro. Per la legge, se anche il maltrattamento è una conseguenza della crisi economica, e non una scelta, è penalmente perseguibile e punibile, con la reclusione da 3 mesi a un 1 anno, l'ammenda da 3.000 a 15.000 euro, con pena aumentata se dalla negligenza o maltrattamento deriva la morte dell'animale (l. 189/2004).

Leggi anche quanto costa tenere un cavallo a casa

Essere magri per i cavalli scuola non li rende di certo più felici. E neppure più affidabili, equilibrati o sereni.

La fame, al contrario, rende qualsiasi essere vivente nervoso, irascibile o depresso. La fame abbatte il sistema immunitario di un cavallo, e lo rende più soggetto a varie patologie. 

Non si capisce la tendenza di alcuni maneggi a tenere i cavalli e pony scuola sotto peso. Non è chiaro se è sempre sinonimo di crisi economica del maneggio, oppure strategia - del tutto controproducente - per mettere a sella persone con insufficiente tecnica in equitazione, pensando in questo modo che non siano scaricate dal cavallo, troppo debole per obiettare.

Ebbene, la magrezza non rende il cavallo più affidabile, semmai il contrario. Se il cavallo o il pony scaricano, i casi sono i seguenti. Sono utilizzati per troppe ore a scuola e hanno mal di schiena, quindi si mettono in difesa; non sono sufficientemente addestrati per il tipo di impiego; gli equestri sono degli incapaci e l'approccio per insegnare loro è scorretto; il cavallo ha problemi di salute e si sta difendendo; il cavallo non ha un'adeguata preparazione atletica o ha subito maltrattamenti che lo rendono inquieto e diffidente nei confronti delle persone e dell'equitazione.

Sottoalimentare l'animale non è mai la soluzione.

Fa solo perdere di immagine e fascino il maneggio/circolo ippico che tiene gli equini in codesto modo.

Può darsi che persone del tutto prive di cultura equestre non si rendano conto del problema. O che esistano persone del tutto indifferenti al benessere equino, le quali pur di stare in sella e spendere poco, non si pongono problemi e non provano empatia per l'animale con il quale pretendono di fare equitazione. Ma non c'è dubbio che la sensibilità nei confronti dei cavalli stia aumentando nella popolazione italiana, e che l'intolleranza allo sfruttamento equino privo di compassione porti a percepire sempre più spesso l'utilizzo di cavalli scuola magri come "maltrattamento". I gestori di maneggi dovrebbero stare accorti su questo mutamento culturale, ed adeguarvisi per il maggior successo della loro attività. In poche parole, se non per amore, che siano rispettati i cavalli almeno per la consapevolezza delle aspettative in crescita del pubblico sul benessere animale.

Ovviamente all’interno di una scuderia possono esserci soggetti che sono magri perché sono malati. Nel qual caso, avranno una certificazione medica che attesti la malattia e bisogno di riposo per potersi riprendere.

Non bisogna credere a quei gestori che giustificano lo scarso apporto alimentare con pseudo giustificazioni del tipo che il cavallo deve mangiare poco altrimenti gli vengono le coliche oppure altrimenti è cattivo. Un cavallo, se deve stare a dieta, significa che ci sono motivazioni mediche accertabili. La dieta non è una condizione fisiologica del cavallo, che in natura passa tutto il tempo a mangiare. Un cavallo è cattivo se è maltrattato, non se è fisicamente florido. Raramente si vedono in natura cavalli magri e quando lo sono, stanno per passare al creatore. La magrezza non è un buon biglietto da visita per i cavalli scuola.

Tra l'altro, un cavallo sotto alimentato chiaramente si ammala. E dunque poi cosa succede, il gestore o proprietario giustifica la sua lacuna nell'alimentare il cavallo con la malattia di questo? Se la sotto alimentazione è la causa del decadimento delle condizioni fisiologiche del cavallo, la responsabiltà è tutta del gestore/proprietario dell'animale.

Quando gli equini da scuola sono trattati peggio degli altri

Esistono strutture in cui i cavalli di proprietà sembrano tutto sommato stare bene, mentre i cavalli scuola sembrano passarsela male. E' deplorevole.

Gli equini utilizzati per la scuola si trovano già in una posizione di potenziale maggiore sfruttamento, soffrono spesso di mal di schiena per via del loro lavoro umile che li sottopone all'inadeguatezza nel montare dei principianti e meriterebbero di essere ricompensati per il loro sacrificio. Essere montati per i cavalli scuola non è un trattamento di benessere. 

La reputazione di un maneggio si gioca sugli equini che vengono utilizzati per la scuola. Sarebbe compito di chi affilia i maneggi ai circuiti sportivi sincerarsi almeno annualmente che gli animali di proprietà dei centri affiliati siano trattati con rispetto e decoro.

La FISE, e gli altrri EPS, ad esempio, dovrebbero pretendere standard di benessere per i cavalli di proprietà dei centri affiliati, e verificare con sopralluoghi annuali i centri, levando l’affiliazione a chi non la merita.

Quando i controlli mancano, e l'autocontrollo pure, è normale che prima o poi fioccherà la segnalazione alle associazioni animaliste, piuttosto che direttamente alle autorità locali competenti per territorio in benessere animale, che agiranno di conseguenza. Se anche non si arriva al sequestro dei cavalli, perché mancano i presupposti, sono probabili le sanzioni in danaro per negligenza o mancato benessere. Soldi che sarebbero potuti essere spesi per comprare fieno per i cavalli scuola, evitandosi fastidi, problemi, cattiva reputazione.

Dobbiamo farci due domande:

  • Vale la pena perdere di nomea, e danneggiare indirettamente il comparto cui si appartiene, per risparmiare sul fieno?
  • Vale la pena illudere le persone di essere capaci di andare a cavallo, facendo loro montare cavalli che hanno perso il vigore della vita?

Se giustifichiamo questo, torniamo indietro nel tempo a 100 anni fa. Ci arrendiamo a essere degli incivili da terzo mondo.

Tenendo presente che se l'attività va così male, da non riuscire ad alimentare correttamente i cavalli scuola, o da non avere le ben che minime capacità per insegnare l'equitazione corretta, meglio chiudere perché è evidente che non si hanno le capacità per gestire un maneggio.

Prevenire è sempre la situazione migliore. Non è mai troppo tardi per crescere culturalmente, fare adeguati corsi di formazione al benessere equino e all'insegnamento dell'arte equestre con cavalli alimentati correttamente.

Frequentatori di maneggio a fronte di cavalli scuola magri, che fare?

  • Chiedere - e verificare - l'età dei cavalli
  • Chiedere di poter vedere il certificato medico di malattia che giustifica la situazione
  • Chiedere che sia rispettata la convalescenza in caso di malattia diagnosticata
  • Chiedere, se i cavalli sono realmente anziani o malati, che ci sia un limite orario al loro impiego, un limite di intensività di impiego e di difficoltà dello stesso, oltre che di peso per chi eventualmente volesse salire su questi animali
  • Se non ci sono giustificazioni "logiche" al fatto che i cavalli appaiono trascurati, chiedere ispezione benessere animale in allevamento a ufficio territoriale di sanità pubblica animale, o ai carabinieri della forestale. Azione che si può proporre anche all'ente che affilia il centro per il circuito ludico o sportivo

Da un punto di vista agonistico, l’equitazione entrò nei Giochi Olimpici di Parigi nel 1900 con il salto ad ostacoli. Successivamente, furono introdotte altre discipline come il dressage e il completo, oggi questi 3 sport sono presenti sia come come sport individuali che di squadra. Solo a metà del XX° secolo, le donne iniziarono a partecipare ai giochi Olimpici negli sport equestri. Successivamente, oltre ai Giochi Olimpici, su pressione delle nuove discipline, furono ideati anche i Mondiali.

Oggi le discipline con circuiti internazionali di equitazione (Giochi Olimpici e/o Mondiali) sono: il salto ostacoli, il concorso completo, il dressage, l'endurance, il reining, gli attacchi, il polo, il volteggio, l'horseball e il paradressage.

Sul sito Horse Angels puoi trovare l'indice delle discipline con equini a questo link.

MEDAGLIERE ITALIA GIOCHI OLIMPICI

1900 Parigi

Gian Giorgio Trissino (Salto ostacoli - Oro individuale)

Gian Giorgio Trissino (Salto ostacoli - Argento individuale)

1920 Anversa

Tommaso Lequio di Assaba (Salto ostacoli - Oro individuale)

Alessandro Valerio (Salto ostacoli – Argento individuale)

Giulia Cacciandra, Ettore Caffaratti Garibaldi Spighi (Completo – Argento squadre)

Ettore Caffaratti (Completo – Bronzo individuale)

Giulio Cacciandrea, Ettore Caffaratti, Alessandro Alvisi, Carlo Asinari (Salto ostacoli – Bronzo squadre)

1924 Parigi

Tommaso Lequio di Assaba (Salto ostacoli - Argento individuale)

Tommaso Lequio di Assaba, Alessandro Alvisi, Emanuele Beraudo di Palermo, Alberto Lombardi (Completo - Bronzo squadre)

1956 Stoccolma

Raimondo D’Inzeo (Salto ostacoli – Argento individuale)

Piero D’Inzeo (Salto ostacoli – Bronzo individuale)

Raimondo D’Inzeo, Piero D’inzeo, Salvatore Oppes (Salto ostacoli – Argento squadre)

1960 Roma

Raimondo D’Inzeo (Salto ostacoli – Oro individuale)

Piero D’Inzeo (Salto ostacoli – Argento individuale)

Raimondo D’Inzeo, Piero D’inzeo, Antonio Oppes (Salto ostacoli – Bronzo squadre)

1964 Tokyo

Mauro Checcoli (Completo – Oro individuale)

Mauro Checcoli, Paolo Angioni, Alessandro Argenton, Giuseppe Ravano (Completo – Oro squadre)

Raimondo D’Inzeo, Piero D’Inzeo, Graziano Mancinelli (Salto ostacoli – Bronzo squadre)

1972 Monaco

Graziano Mancinelli (Salto ostacoli – Oro individuale)

Alessandro Argenton (Completo – Argento individuale)

Raimondo D’Inzeo, Piero D’Inzeo, Vittorio Orlandi (Salto ostacoli – Bronzo squadre)

1980 Mosca

Euro Federico Roman (Completo – Oro individuale)

Euro Federico Roman, Anna Casagrande, Mauro Roman, Marina Sciocchetti (Completo – Argento squadre)

MEDAGLIERE ITALIA CAMPIONATI DEL MONDO

1955 Aachen

Raimondo D’Inzeo (Salto ostacoli – Argento individuale)

1956 Aachen

Raimondo D’Inzeo (Salto ostacoli – Oro individuale)

1960 Venezia

Raimondo D’Inzeo (Salto ostacoli – Oro individuale)

1966 Buenos Aires

Raimondo D’Inzeo (Salto ostacoli – Bronzo individuale)

1970 La Baule

Graziano Mancinelli (Salto ostacoli – Argento individuale)

1999 Abu Dhabi

Fausto Fiorucci (Endurance – Argento individuale)

2002 Jerez de la Frontera

Antonio Rosi (Endurance – Argento Individuale)

Antonio Rosi, Roberto Busi, Fausto Fiorucci, Mario Cutolo (Endurance – Argento a squadre)

Dario Carmignani, Adriano Meucci, Nic Cordioli, Marco Manzi (Reining - Bronzo squadre)

2005 Dubai

Gianluca Laliscia, Pietro Moneta, Angela Origgi, Chiara Rosi (Endurance - Oro a squadre)

2006 Aachen

Dario Carmignani, Adriano Meacci, Christian Perez, Marco Ricotta (Reining - Bronzo squadre)

2010 Lexington

Dario Carmignani, Stefano Massignan, Nicola Brunelli, Marco Ricotta (Reining - Bronzo squadre)

2010 Rom

Cristiano Cividini (Attacchi Singoli – Bronzo individuale)

2011 Lipica

Johann Weitlaner (Attacchi Pariglie Pony – Bronzo individuale)

2014 Caen

Anna Cavallaro-Long. Nelson Vidoni (Volteggio - Argento individuale)

Sara Morganti (Paradressage – Oro individuale Freestyle)

Sara Morganti (Paradressage – Argento individuale Tecnico)

2015 Fabiensebastien

Francesco Aletti Montano, Jozsef Dibak , Claudio Fumagalli (Attacchi - Argento a squadre Pariglie)

Jozsef Dibak (Bronzo Individuale Pariglie)

2016 Le Mans

Anna Cavallaro (Volteggio - Bronzo Individuale femminile)   

2016 Givrins

Gennaro Lendi (Reining - Oro individuale) 

MEDAGLIERE ITALIA CAMPIONATI EUROPEI

1957 Rotterdam Salvatore Oppes (Salto Ostacoli – Bronzo individuale)

1958 Aachen Piero D’Inzeo (Salto ostacoli – Argento individuale)

1959 Parigi Piero D’Inzeo (Salto ostacoli – Oro individuale)

1961 Aachen Piero D’Inzeo (Salto ostacoli – Argento individuale)

1962 Londra Piero D’Inzeo (Salto ostacoli – Bronzo individuale)

1963 Roma Graziano Mancinelli (Salto ostacoli – Oro individuale)

1997 Roma Fausto Fiorucci, Fabio Ninci, Andrea Lacchelli (Endurance, Argento squadre)

2000 Wiesbaden Italia (Horseball - Bronzo)

2001 Parigi Italia (Horseball - Bronzo)

2001 Pau Marco Biasia, Andrea Verdina, Fabio Fani Ciotti (Completo – Bronzo squadre)

2001 Castiglione del Lago Fausto Fiorucci, Roberto Busi, Alessandro Baldacchini, Chiara Rosi (Endurance – Oro a squadre); Fausto Fiorucci (Endurance – Oro individuale)

2006 Neeroeteren Italia (Horseball - Oro)

2007 Roma Roberto Rotatori, Susanna Bordone, Vittoria Panizzon, Fabio Magni (Completo – Bronzo a squadre)

2009 Windsor Juan Carlos Garcia, Piergiorgio Bucci, Natale Chiaudani, Giuseppe D’Onofrio (Salto ostacoli - Argento squadre)

2009 Fontainebleau Roberto Rotatori, Juan Carlos Garcia, Stefano Brecciaroli, Susanna Bordone (Completo – Argento squadre)

2009 Kristiansand Sara Morganti (Paradressage; grado IA – Bronzo individuale freestyle); Andrea Vigon (Paradressage; grado IA – Bronzo individuale tecnico)

2011 Florac Diana Origgi, Emanuele Fondi, Danilo De Angelis, Alfonso Striano (Endurance – Bronzo squadre)

2011 Wiener Neustadt Giuseppe Prevosti, Stefano Angelucci, Cristian Dalla Pozza, Massimiliano Canu (Reining – Oro squadre); Giuseppe Prevosti (Reining – Oro individuale); Davide Brighenti (Reining – Argento individuale)

2013 Herning Sara Morganti (Paradressage – Bronzo individuale Tecnico); Sara Morganti (Paradressage – Bronzo individuale Freestyle)

2013 Most Daniele Serioli, Melania Serioli, Carlo Di Battista (Endurance – Bronzo squadre)

2013 Ausburg Pierluigi Fabbri, Massimiliano Ruggeri, Giuseppe Prevosti, Mirko Piazzi (Reining – Argento squadre)

2014 Kaposvar Lorenzo Lupacchini/Erica Di Forti; long. Nelson Vidoni (Volteggio – Pas de deux - Argento); Giorgia Moscato/Laura Gavazzi: long. Laura Carnabuci (Volteggio – Pas de deux -Bronzo);

2015 Aachen Giovanni Masi de Vargas, Francesco Martinotti, Edoardo Bernardelli, Pierluigi Fabbri(Reining - Oro a squadre); Giovanni Masi de Vargas (Reining - Oro individuale)

2015 Deauville Sara Morganti (Paradressage – Bronzo individuale Freestyle)

2016 Arezzo Susanna Violanti (Salto Ostacoli Veterani - Oro)

2016 Arezzo Lorenzo Gianneschi; Marina Scolari; Marcello Carraro e Susanna Violanti (Salto Ostacoli Veterani - Argento a Squadre)

2017  Chantilly Ginevra D'Orazio; Costanza Marchiorello; Maria Vittoria Marchiorello e Ginevra Visconti Bassetti (Polo Femminile - Oro)

2017  Ebreichsdorf Silvia Sopazzini; Lorenzo Lupacchini (Volteggio - Oro Pas de Deux)

2017  Givrins Gennaro Lendi; Kelly Zweifel; Guglielmo Fontana; Pierluigi Chioldo (Reining - Bronzo)

2017 Brussels Perrine Campanini; Costanza Laliscia; Luca Compagnoni; Pietro Moneta; Carolina Asli Tavassoli (Endurance - Argento a Squadre)

2017  Strzegom Agente Pietro Roman; Agente Pietro Sandei; 1° Aviere scelto Vittoria Panizzon; Arianna Schivo (Concorso Completo - Bronzo a Squadre)

Le alterazioni della coda di cavallo per soddisfare le esigenze estetiche sono diffuse, seppure possono avere effetti devastanti sulla psiche, salute e benessere del cavallo.


L'American College of Veterinary Internal Medicine (ACVIM), ha provato scientificamente che queste menomazioni possono portare a gravi malattie gastrointestinali e cardiovascolari a disturbi neuromuscolari, insufficienza respiratoria e problemi neonatali.

Il trattamento estetico della coda prevede delle procedure mediche fatte esclusivamente per cambiare la funzione e la posizione - essenzialmente l'aspetto - della coda.

Le menomazioni volontarie più richieste sono:

  • l'intorpidimento della coda ("blocco")
  • il taglio di uno dei suoi tendini
  • l'amputazione della punta

Le conseguenze sono più che estetiche. Le complicazioni derivanti da queste procedure possono causare deturpazione permanente o disabilità che in alcuni casi portano alla morte.

Anche senza complicazioni, l'alterazione della coda è crudele perché cambia il modo in cui un cavallo può usare la coda e talvolta gli impedisce di usarla affatto. La coda serve per scacciare le mosche, un cavallo può bloccarla per proteggere le aree sensibili e senza peli dai venti freddi e alza la coda per defecare.
Inoltre, la coda di un cavallo gioca un ruolo vitale nel linguaggio del corpo equino: la capacità di alzare e far oscillare la coda lo aiuta a inserirsi in un branco stabile e funzionale al suo benessere e integrazione sociale.
A causa del loro impatto negativo sul cavallo, le pratiche che alterano la coda sono ad esempio vietate dalla legge Svizzera per la tutela degli equini.
In Italia tutto tace. E quello che la legge non vieta è consentito.

Il 13 novembre 1987 gli Stati europei hanno firmato la Convenzione europea di Strasburgo per la protezione degli animali da compagnia, ratificata dall’Italia solo nel 2010, la quale vieta qualsiasi amputazione sugli animali domestici, realizzata al solo scopo di modificarne l’aspetto o comunque per finalità non curative; elencando, tra l’altro, il taglio della coda, il taglio delle orecchie, la recisione delle corde vocali e l’asportazione delle unghie e dei denti, salva la presenza di una necessità terapeutica adeguatamente dimostrata da un veterinario, nell’interesse di un singolo animale.

Purtroppo il cavallo non è contemplato tra i pets e non beneficia delle stesse protezioni. Non c'è ancora alcuna legge specifica di tutela dei cavalli in Italia, e molte sevizie sono ancora consentite dai vari regolamenti sportivi.

Il blocco della coda nelle discipline western

Una delle procedure più pericolosa è il blocco della coda, "un intorpidimento della stessa che serve a farla rimanere inerte". Pratica utilizzata soprattutto nelle discipline di monta western e che la FEI non vieta per la parte del reining che iscrive ai circuiti federali.
Bloccare la coda non equivale a bloccare un'articolazione, una procedura eseguita durante numerosi esami di zoppia. Un blocco articolare comporta la preparazione sterile del sito e l'iniezione di un anestetico locale sterile, come lidocaina o mepivacaina, procedura effettuata da un veterinario autorizzato. Questi blocchi durano per alcune ore al massimo e non comportano effetti a lungo termine, oltre a presentare un basso rischio di infezione.

Al contrario, la tecnica usata per bloccare la coda è quella di iniettare ciecamente etanolo lungo entrambi i lati delle ossa vicino alla base della coda, cercando di influenzare la funzione dei nervi che attivano i muscoli che controllano il movimento. L'etanolo è molto distruttivo per i tessuti --- può uccidere le cellule nervose e distruggere le proteine. Gli effetti di un "blocco" possono durare dai quattro ai sei mesi nella maggior parte dei cavalli, ma l'impatto complessivo della procedura su un cavallo dipende da numerosi fattori, tra cui il volume di etanolo utilizzato, la posizione iniettata e la distanza da tessuti fondamentali.
La coda di un cavallo che è stata "bloccata" o "indebolita" non può essere sollevata sopra il piano orizzontale.
Le complicanze riportate includono danni ai nervi permanenti che lasciano un cavallo incapace di svuotare completamente la vescica o il retto. La ritenzione cronica di urina può portare a infezioni della vescica e infezioni ascendenti del rene. I cavalli che non sono in grado di defecare normalmente hanno probabilità di sviluppare coliche da impattazione che è difficile o impossibile risolvere in modo permanente. Gli animali con incontinenza urinaria o fecale cronica spesso devono essere abbattuti a causa della colica persistente o dell'intensa cura di cui hanno bisogno. L'infezione dei corpi vertebrali o del canale spinale può portare a grave atassia e dolore, lasciando i cavalli incapaci di muoversi normalmente e rendendoli un pericolo per se stessi e i loro gestori.

Qualsiasi cavallo il cui blocco della coda è provato viene bandito dalla competizione in eventi patrocinatii dall'AQHA per almeno un anno, più a lungo se la funzione della coda rimane anormale.

Nonostante il regolamento AQHA sia l'unico che proibisca specificamente i blocchi di coda, sembra che la procedura sia ancora comune.

Altri EPS e la FEI sembrano fregarsene del problema. 

Alterazioni della coda negli attacchi

Anticamente mozzare la coda dei cavalli per gli attacchi veniva considerato funzionale perché la coda che si aggancia ai finimenti da attacchi poteva dare problemi di sicurezza e incolumità.

Oggi è sicuramente meno comune. Ma chi va a vigilare che non sia bloccata la coda dei cavalli e per le stesse ragioni per le quali anticamente si procedeva alla mozzatura?

Per quanto riguarda la procedura di coda mozzata, la menomazione può essere effettuata chirurgicamente o mediante legatura, posizionando anelli di gomma o altri leganti attorno all'estremità della coda per far morire i tessuti. La rimozione chirurgica deve essere eseguita da un veterinario autorizzato.

Il dolore relativo alla procedura stessa non è il problema di benessere primario; invece la preoccupazione è la deturpazione permanente che lascia il cavallo incapace di schiacciare le mosche o usare la coda per comunicare.

Cosa possiamo fare noi italiani?

Chiedere a più voci che sia fatta finalmente una legge per la tutela dei cavalli in Italia in cui sia vietata qualsiasi alterazione della coda dei cavalli per motivi estetici.
Condividete se siete d'accordo, grazie.
   

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