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Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

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In che modo la Brexit avrà un impatto sui cavalli britannici ed europei?

Il Regno Unito dovrebbe uscire dall'Europa entro il 31 ottobre 2019, anche con il no deal se necessario, hanno dichiarato i politici inglesi al comando attualmente.

Sono circa 25.000 gli equini all'anno che varcano i confini tra UK e resto d'Europa.

È possibile che i cavalli subiscano ritardi e vengano rifiutati ai posti di blocco alle frontiere durante il trasporto, il che potrebbe comprometterne il benessere e avere un impatto economico negativo su tutta la filiera. I trasporti transfrontalieri potrebbero risentire di maggiore burocrazia, a meno che non ci siano accordi commerciali privilegiati in determinate aree economiche, come nella circolazione dei cavalli ad esempio.

Al fine di evitare problemi alla circolazione dei cavalli, l'UE e il Regno Unito dovrebbero concordare un accordo di uscita che non annulli i vari trattati commerciali stabiliti dai paesi membri dell'UE attualmente in corso.

Uno di questi trattati è l'accordo tripartito 2014 (TPA), che facilita lo spostamento di cavalli qualitativi tra Francia, Regno Unito e Irlanda. Il TPA permette a cavalli agonisti di viaggiare tra i paesi senza un certificato veterinario. Una Brexit senza accordo che affronti specificamente il punto menzionato annullerebbe il beneficio.

Nel tentativo di prevenire tale situazione, la Federazione Equestre Internazionale (FEI) ha incontrato "molteplici parti interessate" al fine di sviluppare proposte che continuerebbero a consentire movimenti fluidi dei cavalli dopo la Brexit.

Ma ci sono anche altre questioni da considerare. Finora l'UK ha avuto un ruolo di "influencer" sulle politiche equine europee. Con la Brexit, può darsi che quel ruolo sia ridimensionato e che un altro paese diventi centrale per "tirare il carrozzone dei cavalli europei".

Nuovi equilibri significherebbero nuove sfide e opportunità, se in positivo o in negativo, lo sapremo vivendolo.

 Il pluri campione equestre della Nuova Zelanda Sir Mark Todd ha annunciato il suo ritiro, con effetto immediato, sì dalla FEI, per darsi all'ippica.

La due volte medaglia d'oro olimpica di Los Angeles (1984) e Seoul (1988) ha fatto il suo annuncio al Camphire International Horse Trials in Irlanda qualche giorno fa.

Sir Mark ha detto che aveva in programma di competere fino alle Olimpiadi di Tokyo del 2020, ma ammette che il fuoco per la disciplina del completo si è spento.

Con i suoi 62 anni, ha deciso di tornare alle passioni di gioventù. Attualmente ha 10 cavalli e vorrebbe vincere nel galoppo nel Regno Unito.

Oltre ai suoi due ori olimpici, Mark Todd ha anche vinto i Badminton Horse Trials in quattro occasioni e il Burghley Horse Trials cinque volte.

21 Luglio 2019, Grand Prix CHIO, Aachen, Isabell Werth per il suo 50° compleanno festeggia la 13° vittoria in sella a Bella Rose

Gli spettatori e la Germania esultano, la tutela equina piange.

E' diventato persino inutile fare confronti tra i presunti impieghi del cavallo meglio o peggio per la salute e il benessere del cavallo, perché i risultati sarebbero banalmente scontati e metterebbero in luce solo la cattiveria umana.

Ovvero, al primo posto del maltrattamento si metterebbero per comodità gli impieghi più umili, mentre laddove ci sono molti soldi ci sarebbe la presunzione che il maltrattamento sia inferiore.

Non esiste impiego di cavallo per sport o lavoro, e persino per terapia o ricreazione, che sia esente da possibilità di maltrattamento, sfruttamento o abuso.

isabelleNon esiste attività umana che possa dirsi salva perché l'essere umano è intrinsicamente egoista e senza rinforzo collettivo al fare la cosa giusta, tende a mettere sempre il proprio bene al di sopra di quello altrui (mors tua, vita mea).

Quindi l’unica cosa che si può fare è cercare di aggiustare il tiro, punendo i comportamenti errati.

Sarebbe il caso di partire dagli impieghi alti, per dare l'esempio. Chi più può più deve, dovrebbe essere il principio morale.

Anche se purtroppo, vediamo accadere il contrario, a partire dalle associazioni animaliste massimaliste che cercano di fare affari prendendo a bersaglio i più umili e impotenti per presunti maltrattamenti, salvaguardando i più forti e i loro interessi economici attraverso l'esercizio della miopia volontaria.

Grand Prix Chio Aachen ha segnato due importanti sconfitte:

  • Qui pare celebrarsi l’abuso ottenendo in cambio l’applauso e la vittoria 🤮
  • Qui pare celebrarsi la miopia volontaria che esonera i ricchi dai propri eventuali errori, per il giorno dopo puntare il dito sui presunti maltrattamenti dei poveri (per l'Italia, carrozzelle ippotrainate di piazza dixit), per distorcere la visuale e perpetuare l'ingiustizia sociale🤮

Leggi: anche Via il rollkur, dentro LDR, la stessa cosa con un nome diverso

L'ippodromo più incasinato al mondo è quello di Santa Anita, California, USA

 
Santa Anita ha bandito l'allenatore di cavalli Jerry Hollendorfer a giugno, a seguito dell'ennesimo cavallo morto in una stagione da dimenticare.

American Currency, castrone di 4 anni, è stato il trentesimo cavallo a morire sulla pista di Los Angeles in questa stagione. Quattro dei 30 cavalli deceduti erano allenati da Hollendorfer.

Hollendorfer, precedentemente onorificato nella Hall of Fame, è stato successivamente bandito dalla vicina Del Mar, una pista della zona di San Diego che ha recentemente aperto la sua stagione.

La causa di Hollendorfer

Hollendorfer ha fatto ricorso per essere autorizzato a competere a Del Mar la scorsa settimana, sostenendo che il divieto è stato "arbitrario e capriccioso".

Ancora pare non esserci una "ragione" per i 30 cavalli defunti in pista in una sola stagione.

Il giudice Ronald Frazier ha sospeso l'ordinanza che bandisce l'allenatore dall’ippodromo Del Mar perché è mancata la concertazione, ovvero una procedura equa sulla risoluzione dei suoi titoli ad allenare.

L'avvocato di Hollendorfer, Chris Jaczko, non è d'accordo che gli incidenti debbano attribuirsi al suo cliente, perché la sicurezza della pista non è affare degli allenatori.

"L'industria delle corse in California è nel mezzo di una crisi esistenziale...”, sostiene l'avvocato Jaczko. "Sfortunatamente, nonostante la sua lunga e fortunata carriera, negli ultimi sei mesi Hollendorfer è stato implicato nel 15% degli incidenti mortali sulle due piste prese in considerazione."

Altri ippici si sono schierati con Hollendorfer, dicendo che la responsabilità sulla sicurezza della pista è dei gestori dell'ippodromo, non dei proprietari dei cavalli, allenatori, fantini e driver.

"Fintanto che continuamo a essere i capri espiatori della mala gestione delle infrastrutture titolate, non ci saranno soluzioni che richiedono investimenti", ha affermato Peter Miller, un collega di Hollendorfer allenatore di cavalli da corsa. “Nessuno ne parla, ma abbiamo troppe corse. Occorre riparare le piste, quindi smettete di puntare il dito su operatori e veterinari. Riducete il numero delle corse per quel circuito e fate un fondo sintetico", ha affermato.

Mentre allenatori e gestori di ippodromi combattono le loro battaglie in tribunale, i cavalli continueranno a correre e inevitabilmente a morire su circuiti non idonei alla sicurezza dei cavalli.

La pista sintetica probabilmente è una soluzione all'insicurezza del circuito: ha costi elevati, ma non richiede continua ed elevata manutenzione. Problema: non è che Santa Anita ha talmente tanta crisi da non averceli i soldi per riparare la pista? E, nel caso, non sarebbe obbligatorio sospendere le gare o chiudere l'ippodromo? Probabilmente, se non tirano fuori i soldi per la pista, Santa Anita sarà il prossimo ippodromo defunto in USA.

I cavalli americani hanno ottenuto una "vittoria storica" ​​poiché un emendamento legislativo si prefigge di bandire la pratica disumana del "soring".

Alla Camera dei rappresentanti i membri hanno votato in data 25 luglio - 333 a favore contro 96 contro - sul memoriale del senatore americano Joseph D Tydings atto a prevenire tale pratica.

Col termine Soring si intende l'utilizzo di sostanze chimiche o strumenti di pressione (come bende chiodate, catene) per causare dolore alle zampe anteriori del cavallo quando toccano terra, obbligando così il cavallo ad una andatura disequina che emula la camminata militare da parate. È una pratica abusiva inflitta ai cavalli Tennesse Walking Horses, per una disciplina storica che risale alla guerra civile nord/sud USA, diffusa solo nello stato del Tennesse.

Quasi mezzo secolo fa il Congresso e il presidente Richard Nixon avevano collaborato per mettere in atto la legge federale sulla protezione del cavallo al fine di mettere al bando l'inflizione intenzionale di dolore agli zoccoli e agli arti (prodotta con abrasivi, chiodi e catene) e, finalmente, ora, sembra che ci sia un giro di vite importante per porre fine alla pratica crudele.

Quando l'atto di prevenzione per il soring diventerà legge, ci sarà il permesso di punire addestratori, allenatori ed equestri senza scrupoli che sono pronti a infliggere dolore intenzionale ad un cavallo pur di ottenere il risultato voluto.

Si tratta della correzione giusta alle azioni illecite di un segmento non virtuoso dell'industria equestre americana.

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