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Il driver western Chad Harden è stato squalificato dalla pista di Calgary Stampede dopo la morte di un cavallo.


Tre cavalli morti in una settimana al Calgary Stampede hanno provocato la protesta degli animalisti, che chiedono l'abolizione dello sport.

Ma i conducenti di vagoni della tradizione sostengono che la sicurezza degli animali è fondamentale in quanto cercano continuamente modi per ridurre il rischio di lesioni.

Giovedì è morto un cavallo appartenente al driver Evan Salmond e altri tre cavalli sono rimasti feriti. I funzionari di Stampede dicono che il conducente Chad Harden è responsabile dell'incidente.
All'inizio della settimana, un cavallo appartenente a Obrey Motowylo è stato soppresso per una frattura rimediata durante le gare di mercoledì.

Un altro cavallo è morto di "una grave condizione medica interna", in quello che è considerato un sospetto infarto, dopo essere caduto in pista durante le gare di lunedì.

La Calgary Animal Rights Effort, un gruppo animalista il cui intento è informare il pubblico sugli abusi di chi usa gli animali a scopo di lucro, sta organizzando manifestazioni contro questo sport. Dicono che è tempo di mettere fine all'abuso di animali attraverso i rodei, le competizioni della tradizione del West America.

Ma i conducenti dei vagoni della tradizione insistono che la cura degli animali è la loro priorità assoluta.

Come esito di una settimana disastrosa, il Calgary Stampede ha promosso una politica di tolleranza zero per "incidenti e infortuni prevenibili", ha detto l'organizzazione, aggiungendo che la sicurezza dei cavalli è la massima priorità e i driver che non praticano la massima sicurezza saranno banditi dal circuito.

Alcuni anni fa, la Stampede ha cambiato i requisiti su come gli atleti sono invitati a gareggiare con i vagoni da mandriani, ha detto la portavoce Kristina Barnes. Invece dello strumento di valutazione basato puramente sulla classifica, i conducenti sono ora invitati anche sulla base dei record di sicurezza.

"Ci sono un sacco di soldi in gioco qui alla Stampede e vogliamo che si concentrino sulla sicurezza delle vincite", ha detto. "Ed è molto importante che il pubblico sappia che se sono qui significa che sono bravi piloti di vagoni".

Le radici dello Stampede possono essere rintracciate nel 1886, quando la Società Agricola di Calgary organizzò la sua prima fiera. La competizione con i carri della tradizione mandriana si svolge ogni anno in luglio.

Speriamo che questa disciplina western non sia mai importata in Italia, dopo che ne hanno importato diverse altre, che nulla hanno di tradizionale nel nostro paese, e che hanno sostituito discipline invece più tradizionali, e anche più sicure per gli animali. Una per tutte importate, di cui si poteva fare sicuramente a meno, quella che coinvolge anche i vitelli nello sport equestre. Vitelli che spesso muoiono per lo stress in questi rodei in cui gli italiani giocano a fare i cowboys e le cowgirls a stelle e strisce.

Il portacolori della King Power Racing, Beat The Bank, si è infortunato irrimediabilmente negli ultimi metri delle Summer Mile Stakes (gr 2) di Ascot, corsa in piano.

Ha tagliato per primo il traguardo, ma purtroppo poco dopo verrà eutanasizzato.

Ha vinto per morire.

La frattura scomposta che ha subìto non ha lasciato scelta al veterinario.

Beat the Bank si va ad aggiungere ai colleghi morti per la stessa "causa", le corse in piano ad Ascot ♠ 

  • Beat The Bank 13 Jul, 2019
  • Majeed 11 Aug, 2018
  • Notarised 06 Aug, 2016
  • Guy Fawkes 16 Jun, 2016
  • Stravagante (IRE) 19 Jun, 2015
  • Tiger Cliff (IRE) 21 Jun, 2014
  • Inchila 19 Jun, 2014
  • Case Statement17 Jun, 2014
  • Sir Graham Wade (IRE) 17 Jun, 2014
  • Thomas Chippendale (IRE) 22 Jun, 2013
  • Sabre Tiger 22 Jul, 2012
  • The Nile19 Jun, 2012
  • Rewilding 23 Jul, 2011
  • Anhar (USA) 26 Sep, 2010
  • Suruor (IRE) 25 Sep, 2010
  • Veracity 18 Jun, 2009
  • Tears Of A Clown (IRE) 17 Jun, 2008
  • Ivy Creek (USA) 10 May, 2008
  • Mariotto (USA) 13 Oct, 2007

Mercoledì 12 giugno 2019 Robert Gage - equestre pluricampione mondiale nella sua disciplina - si è suicidato a San Diego, dove viveva.

Era stato radiato a vita nel febbraio scorso per molestie sessuali su minori.

Oltre che cavaliere era istruttore e giudice. Gli amici dicono che la gogna mediatica sui social media ha avuto un ruolo importante nel suo suicidio.

Gage aveva circa 60 anni. Era stato allievo di un altro equestre illustre, Jimmy Williams, esso stesso accusato di molestie sessuali su minori dopo la sua morte nel 1993.

Secondo le accuse che hanno motivato la radiazione, era colpevole di molestie sessuali su un numero imprecisato di minori durante la sua lunga carriera di cavaliere, da cui la radiazione a vita a seguito di indagini approfondite da parte dell'organo competente indipendente su questa tipologia di reati, che in USA è SafeSport.

Safe Sport ha sostenuto, in risposta al suicidio di Gage e al dibattito che ha innescato, che non si possono condonare gli abusi, neppure se si sono verificati in passato. Per eradicare determinati reati dallo sport, le persone devono essere ritenute responsabili del loro comportamento, indipendentemente da quanto tempo sia passato da quando è stato commesso il reato.

In qualità di agenzia indipendente, SafeSport accetta i reclami, esegue le indagini e disciplina le sospensioni o radiazioni. La missione di Safe Sport in USA è di porre fine agli abusi su persone negli sport olimpici, compresi il bullismo, le molestie, gli abusi fisici ed emotivi e la cattiva condotta sessuale nello sport.

Le varie federazioni, come la Federazione equestre degli Stati Uniti, quindi applicano le decisioni disciplinari di SafeSport che è un organo indipendente.

"La morte di Rob Gage è stata uno shock per la comunità equestre", ha detto la Federazione equestre degli Stati Uniti. Rob Gage aveva fatto ricorso alla decisione, ma intanto il provvedimento era attivo.

SafeSport pubblica un elenco online di individui che hanno ricevuto provvedimenti disciplinari negli sport olimpici, compresi quelli che ricevono sospensioni intermedie o i cui casi sono ancora soggetti a ricorso.

Questo ha provocato dissapore all'interno della comunità equestre, con chi ha attaccato il metodo di lavoro di SafeSport, come irresponsabile.

Vi sono chiaramente due soggetti da tutelare: da una parte le vittime, sottoposte spesso a minacce, tentativi di ritorsione, bullismo, colpevolizzazione, mobbing; e dall'altra gli indagati, che fino a che non sono ufficialmente colpevoli hanno diritto a una certa privacy e - anche dopo la condanna - conservano il diritto che a punirli sia la giustizia e non sconosciuti haters su facebook con la persecuzione finalizzata magari a scopi meschini.


Intimidire, molestare, perseguitare, non è la risposta corretta. Eppure lo vediamo succedere anche su social equestri italiani, con gruppi che vanno oltre la legittima denuncia, e istigano alla diffamazione fine a se stessa o per scopi personali, come il proprio vantaggio o la vendetta su chi considerano un nemico o un rivale. Dovrebbe essere la giustizia a somministrare le punizioni. Ma spesso è proprio nella lacuna o assenza di essa che assurgono i giustizieri da tastiera.

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