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Foto di repertorio

Lo sport equestre non è molto amato dal pubblico generico. E' un fatto.

Ogni volta che vengono eseguiti sondaggi sul tema, ad esempio per le ricorrenti olimpiadi, gi sport equestri risultano sempre tra le attività meno amate dal grande pubblico. 

Per questo non sono un granché visibili sui canali televisivi pubblici (in chiaro) e tendono ad essere rappresentati solo in canali specifici (a pagamento) guardati esclusivamente da persone coinvolte con il mondo del cavallo, e neppure da tutti, giacché il mondo del cavallo è parecchio diviso al suo interno, tra agonisti e non,  tra gestione convenzionale e naturale, monta inglese e americana, ricchi e poveri e altre enclave, dove ciascuno bada unicamente al proprio, senza seguire gli eventi dedicati agli altri.

Parlare di mondo del cavallo integrato, un cuore e un pubblico, è essere lontani dalla realtà. Non c’è "sport" al mondo più diviso in caste, più combattuto al suo interno, giacché il cavallo è molto più di uno sport, o mezzo sportivo, è un essere vivente che può accompagnare la vita dell'essere umano con tante sfumature. Gli stessi sport equestri olimpici non godono di popolarità assoluta tra i possessori di cavalli.

In una convention internazionale di SportAccord, tenutasi nel 2014 in Turchia, con circa 1500 delegati, leaders del business sullo sport, è stato fatto un sondaggio che ha coinvolto circa 216 operatori, che ha fatto emergere quanto segue:  

Lo sport per crescere ha bisogno di un vivaio giovanile diffuso, dove la lotta al doping e alla corruzione sono sfide rilevanti per allargare la platea del pubblico interessato. 

Lo sport equestre è stato tra i sei sport più citati nel sondaggio con futuro a rischio di calo di popolarità. Anche alla domanda sulle sponsorizzazioni, gli sport equestri si sono classificati tra i 6 sport con maggiori criticità.

Se a ciò si aggiunge che per le Olimpiadi di Rio 2016, numerosi sondaggi online davano gli sport equestri tra i meno amati e i meno seguiti, e che c'è stato a questo proposito un fiorire online di petizioni per l'abolizione degli sport equestri tra gli olimpici, c'è ampio materiale di riflessione sulle criticità avvertite dal pubblico. 

Generalmente, se si chiede agli equestri, rispondono che il problema è dato dalla difficoltà per gli osservatori di comprendere lo sport con i cavalli. Siamo sicuri che la ragione sia questa? Il rugby non è di certo facile da comprendere, eppure la sua popolarità non è a rischio. 

E' più probabile che il problema sia nella percezione del pubblico sul ruolo attribuito al cavallo nello sport.

E facile, ad esempio, che il pubblico abbia una maggiore accettazione del fatto che atleti umani possano farsi male e morire per sport, semplicemente perché è una loro scelta consapevole. Il cavallo non sceglie di partecipare, che possano veramente interessargli la fama e la gloria della competizione, piuttosto che oziare al prato con altri cavalli, è un dubbio legittimo che sorge a qualsiasi persona che ama gli animali. Se poi si fa male, non può più competere, gli può essere fatta l'eutanasia, piuttosto che cadere nel dimenticatoio e magari finire al macello. Tutto questo pone questioni etiche che in altri sport non ci sono.

Un'altra delle limitazioni alla popolarità spesso citate, è che si tratti di uno sport elitario. Mentre un ragazzino delle favelas può giocare a calcio nel quartiere, per strada, e aspirare ad arrivare ai massimi livelli, nessun ragazzino delle favelas può aspirare a distinguersi negli sport equestri olimpici.

Non è finita qui. I detrattori non vedono lo sport equestre come globale. Mentre nell'atletica leggera, solo per citare un esempio, ogni paese ha la sua squadra, le olimpiadi equestri sono sempre rappresentante dai soliti paesi più ricchi del mondo.

Poi c'è il problema del doping. Una cosa è imbrogliare iniettando a se stessi un cocktail chimico, sopportandone in prima persona gli eventuali danni collaterali. Altra cosa somministrare il doping ad un animale che non ha scelto di drogarsi (quindi si tratta di maltrattamento), e scaricare su di lui gli eventuali effetti collaterali. Alla gente non piacciono le droghe nello sport, quando poi sorge il dubbio che possano essere somministrate a creature "innocenti", private di ogni scelta, sorgono questioni etiche supplementari rispetto ad altri sport.

Insomma, alcune delle controversie legate all'impiego di animali per sport agonisitici non sono risolvibili. E l'opinione pubblica registra queste criticità e vi reagisce a suo modo.

Siamo andati a vedere il contenuto, più o meno, delle petizioni online per abolire gli sport equestri dalle Olimpiadi e abbiamo visto che le motivazioni suggerite sono profilate come segue:

  • È un'attività classista. Per diventare atleta, occorre permettersi una carriera con i cavalli, non equini qualsiasi, ma "da soldi". Prova? A competere negli sport equestri ad alto livello sono sempre gli eredi delle casate più ricche. 
  • Non è uno sport globale o inclusivo ma solo un passatempo per figli di ricchi ("snob") e rigorosamente dalla pelle bianca. Prova ne è che, da quando sono iniziate le Olimpiadi moderne, sono state 413 le medaglie assegnate negli sport equestri. Di queste, solo 16 sono state assegnate a una squadra al di fuori dell'Europa, Australia, Nuova Zelanda, Canada o Stati Uniti (Messico: 7, Brasile: 3, Cile: 2, Arabia Saudita: 2, Giappone: 1, Argentina: 1). Ciò significa che solo il 3% di tutte le medaglie ottenute è andato fuori dai soliti paesi di bianchi ricchi occidentali e in tutto solo 4 medaglie d'oro sono state appannaggio di paesi diversi dalle solite nazioni ricche di stampo occidentale (2 Messico, 1 Brasile, 1 Giappone).
  • Può essere considerato uno sport inumano. Anche senza bisogno di essere animalisti, è chiaro che ai cavalli non è lasciata libera scelta. Sono costretti ad allenarsi duramente alla sottomissione per partecipare a questi sport. Non c'è alcuna espressione di libertà o di cooperazione volontaria percepibile negli sport equestri olimpici (salto, dressage e completo). Ma non è tutto. Un infortunio è sufficiente a giustificare l'eutanasia. Le risorse necessarie per mantenere un cavallo malato nel circuito del luxury non valgono l'investimento per gli atleti umani che, notoriamente, scartano e allontanano i cavalli malati e infortunati.
  • Non è uno sport per umani ma per animali. E se vanno bene i cavalli, allora per par condicio dovrebbero essere accettati come minimo anche gli sport per cani che hanno un conduttore umano, come il dog agility o l'obedience, che almeno un cane se lo possono permettere tutti e anche il cagnetto senza pedigree può aspirare a diventare "top, top, top". 
  • Perché nessuno vuole vedere gli sport equestri alle Olimpiadi. Ecco una prova statistica: tra i 111 eventi che si sono svolti nelle Olimpiadi del 2016, il salto ostacoli individuale è stato classificato al 100° posto per popolarità. Il dressage è arrivato all'ultimo posto del podio sulla popolarità (individuali al 110° in classifica, squadra al 111° posto). Gli altri sport equestri non sono andati molto meglio: completo individuale al 103° posto in classifica, salto a squadre al 104°, completo a squadre al 109° posto). Ecco il link per verificare i dati: https://fivethirtyeight.com/features/best-worst-olympic-sports-survey-ranked/

Voi cosa ne pensate? Gli sport equestri, nella formula così concepita fino ad oggi, andrebbero banditi dalle Olimpiadi? 

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