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Le immagini di purosangue in corsa, o i film diffusi sui purosangue, sono abbastanza noti perché anche la gente comune sia avvezza a questa nomenclatura e a un'idea dell'aspetto di questo tipo di cavalli.

Non tutti però sanno che i purosangue sono cavalli polivalenti, che anche i "fuori pista", ovvero i cavalli in esubero dalle corse in piano, sono cavalli fantastici per seconde carriere e impieghi in settori diversi.

Il purosangue inglese, conoscendo la razza e con le giuste attenzioni, tempo di decantazione, riequilibrio, diventa un cavallo adatto alle discipline a sella in stile "inglese", alle passeggiate, così come alla compagnia.

Come si presenta

Il purosangue ha in genere un petto profondo, un corpo magro e muscoli lunghi e piatti. Non è solitamente un cavallo alto, ma nella media dei cavalli a sella. Non ha un aspetto rustico, né è un cavallo rustico. Ha piedi piccoli, pelle sottile e sensibile. Non esiste comunque uno standard morfologico, ma caratteristiche comuni, poiché si tratta di cavalli selezionati per la velocità, non per le caratteristiche estetiche. Il mantello può essere sauro, baio, roano, grigio o morello e il carattere tende a essere coraggioso, affettuoso e affidabile. 

Origini

Definito anche PSI (acronimo per purosangue inglese), ufficialmente le sue origini moderne si fanno risalire al 1793 con la nascita dello Stud Book in Gran Bretagna (Libro delle origini o libro genealogico dei cavalli da corsa). Questi cavalli sono stati selezionati per le corse al galoppo: fin dalle origini quindi è stata prediletta la loro potenza, la loro attitudine alla velocità piuttosto che delle caratteristiche fisiche. È per questo motivo che oggi la razza presenta caratteri morfologici non troppo omogenei.

Caratteristiche:
  • Tipo: Dolicomorfo
  • Collo: lungo e diritto, muscoloso, buona conformazione
  • Garrese: prominente, linea dorso-lombare piuttosto allungata la groppa può presentarsi più o meno obliqua a seconda del tipo, coda attaccata alta, torace molto ampio e profondo
  • Arti: lunghi con braccio breve e molto muscoloso, articolazioni larghe ed asciutte, tendini evidenti e asciutti, gamba lunga e muscolosa, stinchi sottili, pastorale lungo giuntato, piedi piccoli ben fatti e robusti
  • Cute: sottilissima che lascia trasparire le vene superficiali, peli e crini sottili e lucenti
  • Altezza al garrese: 147 – 173 cm (la media è intorno a 162 cm)
  • Peso: 350 – 500 kg
  • Mantelli: Baio, Baio Oscuro, Sauro, più raramente Morello, Grigio e Roano. Con o senza marcature bianche.
  • Testa: gentile con profilo rettilineo, orecchie piccole e occhi grandi e dolci

Impieghi

Principalmente allevati come cavalli da corsa, i purosangue vengono anche utilizzati in discipline della monta inglese e in Italia in manifestazioni storiche di monta popolare come i palii, le giostre e affini. 

I fuori pista, se fortunati, hanno una seconda vita come cavalli di piacere e d'affezione. 

Caratteristiche uniche

Non sempre fanno i migliori cavalli per principianti, specialmente se appena usciti dal circuito delle corse di velocità. Va compreso che per quello stile di vita, vengono spesso reclusi in box, salvo per l'allenamento o la gara, fanno un'alimentazione iper proteica e sono costretti a subire la somministrazione di prodotti atti ad aumentare la prestazione sportiva. Non hanno una vita sociale con i loro simili e sono "aizzati" anzi per la competizione con gli altri cavalli, da cui discende la loro sopravvivenza. Possono finire per diventare "disequini", ovvero cavalli nervosi, irritabili, poco propensi alla fiducia in sconosciuti. Per i piloti di livello intermedio e avanzato, che possono incanalare l'energia del cavallo sin da subito, la combinazione può essere buona.

Per gli altri, occorre tenere presente che il purosangue "fuori pista" può avere bisogno di un lungo periodo di "decantazione", dove dimentica le abitudini dei cavalli da corsa e si riacclimata a fare il cavallo. Nel caso, serve una sistemazione dove il cavallo possa entrare e uscire dal ricovero a piacimento, per accedere a un recinto di sgambamento che abbia vicinanza con recinti di altri cavalli che siano sereni ed equilibrati. Gradualmente il cavallo comprenderà che la sua vita è cambiata, e che non deve più correre per vincere la possibilità di continuare a vivere. E il suo temperamento ne troverà gran giovamento, tornando ad essere il cavallo disponibile ed affettuoso quale è la sua vera inclinazione. 

Se non si hanno molte competenze equestri, durante il periodo di decantazione, ci si può far aiutare per muovere il cavallo alla corda e per tutte le operazioni che servono per occuparsi di lui e rieducarlo a una disciplina che non sia la corsa di velocità. 

Prima di prendere un purosangue fuori pista occorre dunque valutare due cose:

  • Si è disposti a lasciarlo a riposo il tempo necessario per riequilibrarlo?
  • Si hanno le competenze necessarie, o le risorse, per rieducarlo?

Non avere assolutamente fretta di salirgli in groppa. Si tratta di un cavallo che ha già dato l'anima e spesso per persone ingrate. Quindi il modo migliore per conquistare la sua fiducia e il suo affetto è dimostrargli che non lo si è preso per "usarlo", bensì per costruire qualcosa insieme di collaborativo e di piacevole per entrambi.

Infine, vale la pena di concludere con una frase famosa:

"I cavalli non scommettono sugli uomini (e neanch'io)"...

      E' il titolo di una raccolta poetica di Charles Bukowski:

  • I Cavalli non scommettono sugli uomini (e neanche io) (terza parte di "The night torn mad with footsteps", 2001), in Italia pubblicato da Minimum Fax nel 2004.

Quanto vi riconoscete in questa frase? Siete fiduciosi nei confronti degli altri, oppure diffidenti? Pensate che essere aperti sia una priorità, o che "fidarsi è bene e non fidarsi è meglio"? Pensate che l'ingenuità sia nobile oppure pericolosa? 

Ebbene, sappiate che nessun cavallo ha fiducia innata negli esseri umani che, anzi, riconosce come predatori, perché è quella la verità della vita e un cavallo lo sa. Quindi conquistare la fiducia e l'affetto di un cavallo non è un'attività ludica, ma richiede tanto impegno e conoscenza e costanza, doti che si possono mettere in gioco quando il cavallo è uno stile di vita, non quando si cerca un passatempo. 

Se siete alla ricerca di un hobby poco impegnativo, lasciate perdere l'idea di "salvare" un cavallo, perché non vi sarà riconoscente al punto tale da non mettervi fortemente in discussione. I cavalli non scommettono sugli uomini, perché sanno istintivamente che è un investimento sbagliato e far cambiare loro idea, sullo scommettere su di voi per un rapporto socialmente gratificante e a tempo indeterminato, è il lavoro di una vita, non il passatempo una tantum.

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