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Il maniscalco o pareggiatore non organizzato in ordini o collegi

Una normativa specifica garantisce la qualità e la trasparenza delle attività non regolamentate, esercitate da professionisti iscritti o meno in associazioni, a tutela dei consumatori e clienti.

Attualmente i maniscalchi/pareggiatori sono professionisti NON organizzati in un ordine o collegio, nelle more del Regio Decreto 2563 del 1937, cui sono mancati i decreti applicativi, che li avrebbe riconosciuti come ausiliari veterinari.

Per professioni non organizzate in ordini o collegi si intendono le attività economiche che prestano servizi oppure opere a favore di terzi, esercitate abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale (o comunque con il suo utilizzo), ma che non sono riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi. Da questo raggruppamento sono escluse le professioni sanitarie e le attività e i mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio perché disciplinati da specifiche normative.

Per tutelare i consumatori, promuovere la conoscenza e garantire la trasparenza del mercato dei servizi professionali, è stata adottata la Legge 14 gennaio 2013, n.4 che disciplina le professioni non regolamentate.

Il Ministero dello Sviluppo Economico svolge compiti di vigilanza sulla corretta attuazione delle disposizioni della legge.
Chiunque svolga una delle professioni riconducibili a tale legge è tenuto a fare espresso riferimento, nel corso della propria attività e in particolare in ogni documento e nel rapporto scritto con il cliente, alla legge stessa. L’inadempimento di questo obbligo rientra tra le pratiche commerciali scorrette tra professionisti e consumatori.

Le associazioni professionali

Coloro che esercitano professioni non organizzate in ordini o collegi possono costituire associazioni a carattere professionale di natura privatistica, su base volontaria, al fine di valorizzare le competenze degli associati e garantire l’applicazione della disciplina, agevolando la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza. Le associazioni professionali di questo tipo non hanno un carattere di rappresentanza esclusiva (possono esistere infatti più associazioni per la stessa attività professionale) e non hanno scopo di lucro.
Compito delle associazioni è garantire la trasparenza delle attività e degli assetti associativi, la dialettica democratica tra gli associati, l’osservanza dei principi deontologici e una struttura organizzativa adeguata alle finalità dell’associazione. Le associazioni promuovono inoltre la formazione permanente dei propri iscritti e adottano un codice di condotta. Vigilano sulla condotta professionale dei loro associati e stabiliscono le sanzioni da applicare in caso di violazione del codice di condotta.

Elenco delle associazioni professionali

Un elenco delle associazioni professionali che dichiarano di possedere queste caratteristiche è pubblicato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico. Nessuna che interessi la mascalcia o il barefoot al momento.

L’elenco ha una finalità esclusivamente informativa e non un valore di graduatoria o di rilascio di giudizi di affidabilità da parte del Ministero. Inoltre l’inserimento di un'associazione di professionisti nell’elenco non costituisce un riconoscimento giuridico della professione esercitata. Il riconoscimento giuridico può avvenire solo a seguito di specifici provvedimenti legislativi riguardanti la professione stessa.
Le associazioni, a determinate condizioni, possono anche autorizzare i propri iscritti a utilizzare il riferimento all’associazione come marchio o attestato di qualità dei propri servizi. Le associazioni inserite nell’elenco, quindi, sono chiamate a promuovere l’attuazione delle finalità della legge e ad un particolare impegno nei confronti dei consumatori e dei professionisti.

Tipi di associazioni professionali ammesse:
  • Associazioni che non rilasciano l'attestato di qualità dei servizi: si tratta di associazioni professionali che possiedono i requisiti fondamentali previsti dalla legge, ma non intendono autorizzare i propri iscritti, o una loro parte, ad utilizzare il riferimento all’iscrizione come marchio o attestato di qualità dei servizi offerti, anche se vengono comunque previste alcune garanzie per il consumatore come, ad esempio, il codice di condotta e lo sportello per il consumatore;
  • Associazioni che rilasciano l'attestato di qualità dei servizi: sono quelle associazioni che autorizzano i propri iscritti, o una loro parte, ad utilizzare in tal modo il riferimento all’iscrizione. Questo comporta una maggiore assunzione di responsabilità da parte dell’associazione stessa;
  • Forme aggregative: sono associazioni che riuniscono diverse associazioni professionali, con funzioni di promozione e qualificazione delle attività professionali che rappresentano.

All’elenco sono collegate le schede riassuntive delle singole associazioni, con i relativi siti web contenenti tutti gli elementi informativi utili per il consumatore. In questo modo si adempie alla funzione di trasparenza prevista dalla legge, fornendo al cliente dei servizi professionali - che sia un consumatore o un’impresa - uno strumento per orientare la propria scelta.

Da notare che anche i professionisti non iscritti ad alcuna associazione o iscritti ad associazioni non presenti sul sito del Ministero posso svolgere le medesime attività.

Questa è una delle differenze con le professioni regolamentate da ordini o collegi professionali, per le quali l’iscrizione ai relativi albi o elenchi è invece un requisito obbligatorio.

L'Associazione professionale che volesse essere pubblicata sul sito del MISE è tenuta a inserire sul proprio sito:

  • atto costitutivo (registrato, con indicazione degli estremi della registrazione effettuata presso i pubblici uffici);
  • statuto (registrato, con indicazione degli estremi della registrazione effettuata presso i pubblici uffici);
  • regolamento (eventuale se citato nello statuto);
  • precisa identificazione delle attività professionali esercitate dagli associati;
  • composizione degli organismi deliberativi e titolari delle cariche sociali;
  • struttura organizzativa dell'associazione (organigramma);
  • requisiti per la partecipazione all'associazione;
  • assenza di scopo di lucro

e, nel caso in cui la stessa intenda rilasciare ai propri associati l'attestazione di qualità dei servizi, sul sito web dev'essere indicato:

  • il codice di condotta;
  • l'elenco degli associati, da aggiornarsi annualmente;
  • l'indicazione delle sedi regionali, al riguardo si richiede la presenza in almeno 3 regioni, con pubblicazione dei relativi indirizzi (che devono risultare indicati anche nella modulistica presentata). In alternativa alla disponibilità di sedi proprie, possono essere indicati l'indirizzo di residenza con il relativo nome e cognome di un referente persona fisica affiliato all'associazione ovvero l'indirizzo della sede legale di eventuali componenti persone giuridiche. La sede legale deve avere sempre un indirizzo fisico ed essere situata in Italia;
  • presenza di una struttura tecnico-scientifica dedicata alla formazione permanente, diretta o indiretta, degli associati;
  • eventuale possesso da parte del professionista iscritto di una certificazione, rilasciata da un organismo accreditato, relativa alla conformità delle competenze alla norma tecnica UNI di riferimento del settore;
  • sportello per il cittadino: sia nell'allegato 2 alla voce "garanzie attivate a tutela degli utenti" che nel sito web al link "sportello per il cittadino" nel descrivere la funzionalità dello sportello vanno citati i riferimenti normativi previsti dalla legge n.4/2013, ed in particolare l'art. 2, comma 4, e l'art.27- ter del codice del consumo, di cui al d.lgs. n.206/2005, e la presenza di recapiti di telefono o indirizzi email dell'associazione dove gli utenti possono rivolgersi per ottenere informazioni o inviare reclami.

Requisiti essenziali per il rispetto della norma sono:

  • l'assenza di scopo di lucro;
  • quote associative ragionevoli e nessun onere per il rilascio dell'attestato di qualità o per lo svolgimento di attività formative ritenute obbligatorie per l'iscrizione all'associazione

L'attestato non deve essere confuso con la "certificazione di qualità" nè con un accreditamento od un riconoscimento professionale, ma rappresenta unicamente l'iscrizione del professionista all'associazione.

Autoregolamentazione volontaria

La legge promuove l'autoregolamentazione volontaria e la qualificazione dell'attività dei soggetti che esercitano le professioni non organizzate in ordini o collegi, anche indipendentemente dalla loro adesione alle associazioni. La qualificazione della prestazione professionale si basa sulla sua conformità alle norme tecniche UNI ISO, UNI EN ISO, UNI EN e UNI elaborate dall’UNI (Ente Italiano di Unificazione). Anche per il singolo professionista, iscritto o meno ad un'associazione, è quindi possibile ottenere da un organismo accreditato dall’ente italiano di accreditamento, Accredia, la certificazione di conformità ad una norma tecnica relativa all’esercizio della professione.

Fonti

Legge 14 gennaio 2013, n.4 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale 26 gennaio 2013, n. 22)
Codice del Consumo, art. 27 bis
Sito del Ministero dello Sviluppo Economico

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