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Codice 92169370928

EMILIA ROMAGNA. La regione fa da apripista al contrasto di un fenomeno che ha forti connotazioni sanitarie e sociali.

Il disturbo da gioco d’azzardo è una vera e propria patologia che ha in comune con la dipendenza da sostanze, il comportamento compulsivo che produce effetti sulle relazioni sociali o sulla salute seriamente invalidanti. L’Emilia Romagna è insieme al Friuli Venezia Giulia, la Basilicata e l’Umbria, una delle quattro Regioni il cui Piano contro le ludopatie è stato approvato integralmente dall’Osservatorio nazionale per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo, ottenendo così l’autorizzazione da parte del Ministero della Salute all’utilizzo della quota del fondo per il gioco d’azzardo patologico già attribuito alla Regione: 3 milioni e 712 mila euro per il periodo 2017-2018.

In particolare, le modalità applicative previste dalla legge regionale sul gioco patologico, prevedono il divieto di apertura e di esercizio delle sale da gioco e la nuova installazione di slot a una distanza inferiore di 500 metri da scuole, luoghi di aggregazione giovanili e di culto.

Secondo la nuova normativa regionale i singoli comuni in prima battuta sono stati chiamati ad approvare la mappatura dei luoghi sensibili. Rientrano tra questi scuole, chiese, ospedali, università, ma anche impianti sportivi.

Di qui la querelle riguardante l'Ippodromo del Savio, a Cesena, che sorge in prossimità di impianti sportivi di vario tipo e scuole e che sarebbe impossibilitato a mantenere l'area scommesse se fosse chiesto il rispetto integrale della legge regionale.

Entro la fine di questo mese la nuova legge entrerà in vigore, proprio nello stesso momento in cui dovrebbe prendere il via la stagione ippica all'Ippodromo del Savio, con le prime corse che verranno disputate martedì 26. Per salvare l'ippodromo, il consigliere regionale Paolo Zoffoli ha presentato all’assemblea legislativa una nuova proposta di legge. Con l’approvazione della nuova norma, non verrebbe più applicato il divieto agli sportelli e gli allibratori degli ippodromi per quanto riguarda le scommesse collegate alle corse che avvengono all’interno degli impianti in Emilia Romagna.

La sala bingo dell'Ippoddromo del Savio, invece, non sarebbe comunque salvata, perché rientrerebbe pienamente nella legge regionale e, non rispettando le distanze dai luoghi sensibili, non può paventare deroghe.

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