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Si è svolto ad Agnano, Napoli, il primo maggio 2019, il Gran Premio Lotteria di Agnano, forse la corsa al trotto più prestigiosa d'Italia, per la quale arrivano anche gli stranieri (ha poi vinto un francese) se non altro per il montepremi: 70° LOTTERIA DI AGNANO,  FINALE € 603.000,00 su mt 1600 dedicata alla disciplina ippica del trotto.

Ai vertici dell’Ippodromo è arrivato anche il saluto del ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio: “Il rilancio dell’ippica italiana deve partire da Agnano, occorre trasformare l’ippodromo in un impianto che ospiti eventi a 360 gradi e che sia destinato a grandi e piccoli, appassionati e non”.

Come non detto, forse il Ministro Centinaio non è stato molto attento a quanto successo in pista, spettacolo tutt'altro che adatto a tutti, grandi e piccoli, italiani e stranieri, tanto che ha disgustato alcuni degli osservatori nord europei per l'uso vile della frusta sui cavalli.

Ne è nata una polemica internazionale, sui social e su media di settore. Nel silenzio assoluto di chi in Italia avrebbe dovuto prendere decisioni, anche sanzionatorie, si è consumata la giustizia fai da te.

L'ippodromo svedese di Halmstad (nella persona del CEO Dag Ekner) ha annunciato che i quattro driver protagonisti dell’uso eccessivo di frusta nella “consolazione” del GP Lotteria di Agnano, Napoli, e cioé Alessandro Gocciadoro, Gennaro Riccio, Gaetano Di Nardo e Pietro Gubellini, alla guida di Arazi Boko, Vernissage Grif, Very Joy e Voltaire Gifont, non sono graditi sulla propria pista e che nel 2019 non saranno ammessi come partenti, né da guidatori, né da allenatori.

A distanza di giorni "l'ente giustizia ippica italiano" ha fatto sapere che Gocciadoro, il più contestato di tutti, è stato multato di euro 700,00 per l'uso eccessivo di frusta. Un pò tardiva come comunicazione. Se esiste un numero massimo di frustate dovrebbe apparire in un regolamento chiaro a tutti, a libera diffusione su sito istituzionale. Se invece è tutto discrezionale e a interpretazione, si rischia di rendersi ridicoli, come minimo.

La trasparenza dovrebbe essere il criterio sine qua non dell'organizzazione della giustizia sportiva e del rilancio dell'ippica, ma non se ne vede neppure l'ombra. 

Intanto, attesa per l'UET,  l’ente europeo del trotto, il cui Consiglio potrebbe dibattere il tema.

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