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Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

Codice 92169370928

La decisione della seconda sezione del tribunale civile di Napoli ha stabilito il sequestro giudiziario di Varenne nell’ambito di una battaglia legale per soldi.

La disputa vede avversi Enzo Giordano con la Varenne Futurity, proprietario, e Valter Ferrero con La Varenne Forever, amministratore delle monte.

Quest'ultimo, secondo l'accusa, sarebbe inadempiente per un importo di oltre 400.000 euro per lo più per diritti di monte, soldi che avrebbe dovuto versare al proprietario Enzo Giordano.

Varenne, dopo il ritiro dalle corse, dal 2003 ha cominciato l’attività di riproduttore. L'amministratore delle monte, secondo quanto è emerso sul processo, poteva vendere lo sperma del cavallo solo per conto del proprietario Enzo Giordano, il quale in cambio gli avrebbe riconosciuto una percentuale dei profitti. I due stabilirono che il luogo dove questa attività di raccolta seminale dovesse avvenire era l'Allevamento del Grifone di Vigone (Torino).

Enzo Giordano per i diritti su Varenne aveva dovuto acquistarne il 50% dalla Snai nel 2002, quando Varenne valeva 4 milioni di euro.

Snai - società che gestisce scommesse sportive - aveva a sua volta acquistato la metà di Varenne nel 2001 per quasi 800 mila euro da scalarsi su premi vinti successivamente da Varenne e spettanti a Snai.

Enzo Giordano non disponeva di 4 milioni di euro liquidi e quindi trasformò la cifra, affidandosi alla Varenne Forever, in una sessantina di diritti di monta (più alcune decine di monte una tantum) - a vita - alla cifra di 65.000 € ad allevatore. Cioè una sorta di consorzio.

Per chi non possiede i diritti consortili a vita, la monta costa 15.000 € a puledro nato, con un'attività che fino a poco tempo fa era di 150 fattrici coperte l'anno (il massimo consentito da regolamento). Ora il cavallo è un pò anziano, ma ancora produttivo.

Il cavallo è stato posto sotto sequestro, guardato a vista, fino alla fine della stagione "di monta", nell'ambito della querelle che lo ha visto protagonista per dove dovesse abitare e che ha occupato pagine di giornali.

Ora il dado è tratto, disputa terminata, il cavallo è stato trasferito nella sua nuova dimora nel pavese, presso il veterinario che l'ha avuto in cura in questi anni, il Dott. Cesare Rognoni, secondo la volontà del suo proprietario.

Buona nuova vita Varenne!

Ma perché il Mipaaft nell'ambito della riforma ippica non procede a togliere i colori a personaggi che si sono macchiati di certi reati?

Celin Sergio, Portavoce Comitato padovano contro il doping e la macellazione dei Cavalli da corsa: "Vietare la frequentazione delle scuderie e di operare all'interno degli Ippodromi a tutti quei personaggi i cui comportamenti sono solamente dannosi per l'ambiente stesso!"

Del resto, Attilio D'Alesio, presidente del Coordinamento ippodromi, continua a propagare a mezzo stampa comunicati in cui chiede che l'ippica sia riconosciuta come sport equestre, dunque CONI, questo implicherebbe un regolamento tipo FISE, organismo delle discipline equestri sportive olimpiche, i cui codici organizzativi sottintendono che, per certi tipi di reati, ove è latente il rischio di reiterazione, c'è la sospensione cautelare quando parte un procedimento, e a termine del processo, se l'accusa permane - e diventa fatto convalidato dalla magistratura - la radiazione.

Vediamo il caso di un certo Carlo Isella, proprietario/allenatore di cavalli da trotto, che i notiziari ippici riportavano (link) che sarebbe stato responsabile di togliere i microchip ai cavalli morti e trasfonderli in correnti.

Per tale reato è stato poi punito il driver Toivanen, che in un'intervista link sosteneva di aver allenato (sotto prestanome) altri cavalli ... (Vaio Cn, Volturno Sport, Adonis Om, Beatrix Om, Amity Lb). Alla domanda se allenava ancora, Toivanen rispondeva: “No, faccio l’artiere”, un po’ di diffidenza … aspetto ... adesso, 6 anni dopo, ho denunciato ... tramite i NAS, sono andato a fare denuncia alla procura della Repubblica, voglio essere indagato, questo è l’unico modo per difendermi, perché il giudizio sportivo è già stato dato, hanno buttato tanto di quel fango addosso ad uno che non c’entrava nulla ... mi hanno letteralmente rovinato la vita. Si vede che fa comodo tenere coperte certe persone... mi fanno pagare i crimini di altre persone, ma cose vere salteranno fuori. Io voglio bene ai cavalli e sono convinto che anche loro sentono la stessa cosa per me. Tutti quelli che sono interessati sono i benvenuti nella scuderia dove lavoro io, come artiere ippico, e conoscendomi rimarrete stupiti”.

Scrive Mario Alderici nel 2017, cronista ippico: "Quello che emerge in maniera abbastanza nitida è che se, da un lato, era inevitabile che a pagare sarebbe stato Toivanen, è altrettanto abbastanza chiaro che altre persone siano riuscite a “svicolare” e a farla franca... un po’ tutto l’ambiente ippico che non crede che Toivanen sia la mente degli scambi (in anni in cui questi scambi di cavalli sono andati di “moda”)... è radiato eppure si continua ad intervistarlo, pur con l’obbligo tacito da parte di chi dirige di far passare le sue parole come dette dall’allenatore prestanome di turno; Toivanen è radiato, ma sa allenare, curare, ferrare e portare in pista i cavalli in condizioni che in pochi riescono ad imitare, lavora per le più importanti scuderie ippiche italiane figurando come artiere ippico …In tutta la vicenda, appare anche una cosa: l’unico che racconta la verità (non sappiamo se tutta o in parte) è Toivanen, per il resto completo silenzio e tanta omertà...E’ palpabile l’impressione (sia di veterinari, sia di commissari Unire, sia di giornalisti, sia di titolari di scuderie di primaria importanza) che “Vello” Toivanen sia servito (non si sa se interamente o in parte) da capro espiatorio in questa torbida vicenda che coinvolge personaggi malavitosi avvezzi a questo tipo di operazioni, personaggi che continuano a girare indisturbati per gli ippodromi e probabilmente a svolgere la loro “vecchia” attività sotto il nome di qualche altra persona. Tutta questa storia è palesemente viziata da fattori ambientali, Toivanen non troverà mai nessuna persona, sia dirigente Unire, che veterinario, che componente della commissione di disciplina, pronta ad attivarsi compiutamente tentando di riabilitare un professionista una volta stimato e acclamato. Pur essendo chiarissimo che, se Toivanen ha delle colpe, non è certo l’unico coinvolto ...si è deciso di chiudere il caso ... sulle carte tutto è stato cancellato e il tempo cancellerà le ultime tracce rimaste impresse nella memoria di appassionati di cavalli, di persone che hanno visto e di persone che hanno fatto finta di non vedere: a molti ha fatto comodo che sia finita così, c’è stato il colpevole ma il problema non è stato risolto. Il problema è che la criminalità organizzata ha trovato terreno fertile nel nostro ambiente, conclude il giornalista.

Ma non finisce qui, un articolo di cronaca del 2013 riporta: "Cavalli dopati con testosterone per vincere le gare di trotto. Fialette, siringhe, compresse e solventi sono stati trovati all’interno delle scuderie ..... Nei guai è finito un nome noto dell’ambiente: Carlo Isella, 48 anni, residente ad Abano ... è stato rinviato a giudizio per il reato di maltrattamento di animali (articolo 544 Ter comma 2 del codice penale). Link all'articolo

Non si sa come sia finito il procedimento, se ha dato ragione o torto alle accuse. L'ippico è ancora nell'esercizio delle sue funzioni.
Tutto questo ci ricorda qualcosa, nei casi più recenti di cronaca. Anche noi siamo convinti che il finto salvatore di cavalli Francesco Cacciatore che subirà a breve un processo sia l'anello debole della catena, l'ultima ruota del carro. Link alla vicenda

Sarebbe stato preferibile che a pagare, anziché lui o solo lui, fosse l'intero racket, perchè pare impossibile che un uomo da solo sia riuscito ad ordire un simile piano.

Speriamo che la riforma dell'Ippica, con la Carta della Legalità del Ministro Mipaaft Centinaio, ponga rimedio alla permanenza nell'ippica di personaggi che, per il bene dell'ippica, andrebbero allontanati. In special modo che vada a colpire i mandanti, non i capri espiatori.

Perché quando la giustizia mette in galera chi ha rubato una mela, e lascia in libertà chi ha derubato una banca, chiaro che non c'è speranza per l'Italia di risalire la china da paese europeo che vanta una percezione di corruzione da podio.

Stime:

Ippodromi defunti in Italia, 11

Ippodromi defunti in Canada, 7

Ippodromi defunti in Irlanda, 5

Ippodromi defunti nel Regno Unito, 27

Ippodromi defunti negli USA, 74

LE COLPE DI UNA DÉBACLE 

E' probabile che la colpa risieda nel fatto che l’ippica non è stata capace di rinnovarsi e quindi ha perso di fascino a favore di altri sport, anche nel settore delle scommesse sportive.

Del resto, i cavalli muoiono di ippica precocemente rispetto alle morti naturali. Questo è un nodo importante, che gli ippici nostrani si sono sempre rifiutati di considerare, attribuendo molta colpa del default ad altre tipologie di scommesse virtuali oggi disponibili e antagoniste alla scommessa ippica; piuttosto che all'incapacità dirigenziale degli enti preposti.

E' improbabile che abbiano ragione, visto che la crisi non riguarda solo l'Italia, ma è globale, in alcune nazioni più che in altre. 

ABOLIZIONISTI

Guardando i dati, pare che l'ippica risenta di maggiore crisi dove maggiore è la contestazione sugli incidenti mortali e sul fine carriera.

Ad esempio in Svezia, dove i cavalli infortunati o a fine carriera sono eutanizzati, e le associazioni animaliste non hanno mai detto nulla contro l'ippica (anche i cani subiscono la stessa sorte se non sono reclamati per tempo dai canili), dove l'ippica è impegnata a dare il meglio di sé per non apparire cruenta, e dunque per limitare gli incidenti, dove c'è solo il trotto e non c'è il galoppo (nel quale storicamente ci sono più infortuni letali), l'ippica non è in crisi.

Al contrario in USA, la crisi è persino peggiore che in Italia, perché là non c'è consenso sociale all'abbattimento dei cavalli per la carne (macellazione vietata all'interno dei confini statunitensi, per cui i cavalli che devono subire quella sorte vanno in Canada o Messico). Inolre, in USA prosperano a pieni fondi le associazioni che hanno come unico scopo far chiudere gli ippodromi, e che organizzano stabilmente proteste davanti agli impianti.

Sono associazioni molto forti, che documentano al pubblico tutte le morti in gara. Esse sarebbero 312 dall'inizio dell'anno 2019, secondo Horseracing Wrongs, la maggior parte delle quali avvenute nei circuiti di galoppo.

Queste associazioni, non credono che sia possibile riformare l'ippica, quindi pensano che le morti siano inevitabili e quindi che l'opposizione non debba avere tregua.

Il video della chiusura e abbattimento di uno degli ippodromi, quello di Holliwood Park nel 2015

CONSERVATORISTI

A contrapporsi a codeste associazioni, sono le fondazioni per salvare e ricollocare i cavalli da corsa a fine carriera. Poiché i dati americani documentano un numero maggiore di morti cruente nel galoppo, è proprio in questa disciplina che sorgono i conservatoristi più forti.

Ad esempio, TCA è un'organizzazione di beneficenza il cui obiettivo è raccogliere fondi per distribuirli a organizzazioni senza scopo di lucro che lavorano per migliorare la vita dei cavalli da corsa purosangue, riabilitandoli e dandoli in adozione, piuttosto che convertendoli ad altri impieghi equestri, ippoterapia in primis. Negli ultimi 29 anni, TCA ha distribuito oltre $ 23 milioni a più di 200 organizzazioni specifiche per la riabilitazione, riqualificazione, ricollocamento, pensionamento dei purosangue.

IN ITALIA

Il fronte abolizionista c'è, ma non è mai uscito allo scoperto più di tanto, questo perché nella coscienza collettiva animalista italiana ippica e ippomafia vanno a braccetto, quindi non tutti si sentono a proprio agio a discutere di ippica, a protestare davanti agli ippodromi e via dicendo. Inoltre, in Italia i cavalli si mangiano e questo cambia tutte le prospettive e riduce la forza di chi vorrebbe anche in Italia programmi vitali e con vitalizi sostanziosi per la tutela, riabilitazione e ricollocamento di cavalli ippici.

Come andrà a finire? Vedremo. Articolo da aggiornare.

ROMA. È stato pubblicato sul sito istituzionale del Mipaaft il “Libro Verde per l’Ippica” finalizzato ad una riforma complessiva del comparto.


Semplificazione e razionalizzazione della legislazione in materia ippica, riesame delle disposizioni regolamentari in vigore con l’adozione di un Regolamento unico delle Corse ippiche, garanzia di legalità ed effettiva applicazione delle leggi, grazie ad un Codice deontologico per la sensibilizzazione e l’osservanza del principio di lealtà e correttezza sportiva e mediante il Codice di legalità degli ippodromi.

Inoltre, manifestazioni, iniziative, eventi e attività di comunicazione rivolti al grande pubblico per il rilancio del mondo ippico, nonché misure per lo sviluppo dell'allevamento e la tutela del benessere del cavallo. Sono questi i capisaldi attraverso cui passerà la riorganizzazione capillare del sistema delle gare e della filiera dell’ippica.

Il Libro Verde è oggetto di una consultazione aperta al pubblico per consentire la partecipazione attiva al processo decisionale e sollecitare un confronto costruttivo con tutti i soggetti interessati ad approfondire le proposte contenute. Nel testo, vengono illustrati gli obiettivi delineati e le azioni individuate per la filiera ippica, chiarendo il punto di vista del Ministero in ordine alle questioni nodali per il comparto.

"Dopo un grande lavoro abbiamo raggiunto un risultato importantissimo. Stiamo gettando le basi di quella che rappresenta una riforma integrale del mondo dell’ippica e delle corse, a partire da quel “Codice della legalità” che ho sempre sostenuto per creare in favore degli operatori ippici, degli ippodromi e dei cavalli, le condizioni di sicurezza indispensabili alla sana attività sportiva. Il Libro Verde sarà uno strumento strategico per rivalutare il settore e migliorarne la qualità, la funzionalità e l’efficienza, garantendo il rispetto delle condizioni sanitarie e delle norme di sicurezza delle piste, delle scuderie e di tutti gli impianti sportivi ippici. E poi c’è il tema del rilancio del comparto. Il futuro del mondo dell’ippica è inevitabilmente correlato ad un programma di ammodernamento e promozione delle strutture, che in tal modo ambiscono a diventare competitive e produttive per il settore, nel rispetto e nell’integrazione con le peculiarità paesaggistiche regionali, di cui possono rappresentare volano per il marketing del territorio, quale esempio di “made in Italy” e attrazione turistica”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio.

Nella sezione dedicata al Libro Verde per l’Ippica, sul sito del Ministero, all’indirizzo qui linkato verranno acquisiti e valutati dunque i commenti e le osservazioni che perverranno da parte di cittadini, operatori, associazioni di categoria ed esperti del settore.

Il termine per l’invio è previsto per il 20 settembre 2019.

Roma, 29/07/2019

UFFICIO STAMPA MIPAAFT

Cosa sai del mondo delle corse dei cavalli?

Sei mai stato a una corsa di cavalli o ne hai mai vista una in TV?

Se sei italiano forse conosci, almeno per sentito dire, Varenne, oggi anziano e ancora vivo, ma la sua storia non si può dire esemplificativa di tutti i cavalli da corsa italiani.

Lo sapevi che l'ippica una volta era uno degli sport più popolari al mondo, e che in Italia era considerata lo "sport di stato", questo prima dell'avvento del calcio?

La popolarità di questo sport è diminuita negli anni drasticamente, ma nel settore in Italia sono ancora coinvolti circa 10.000 cavalli.

L'ippica è etica?

 

Quando un cavallo s'infortuna, o è soppresso immediatamente (come nel caso di un frattura agli arti), oppure viene scartato, che corrisponde in Italia 8 volte su 10 alla macellazione.

Le morti dei cavalli sono diventate il tema più importante dal punto di vista della tutela animale per esprimersi sulla risposta alla domanda titolata. 

Cosa si fa nel mondo per l'etica nell'ippica?

In USA c'è chi chiede la formazione di una task force indipendente per indagare su idoneità delle piste alla tutela dei cavalli e sulle pratiche di allevatori, proprietari, addestratori, fantini e veterinari per garantire tutela ai cavalli. L'Horseracing Integrity Act del 2019 è stato presentato al Congresso nel marzo del 2019 dai rappresentanti Paul Tonko, democratico di New York, e Andy Barr, repubblicano del Kentucky. Il disegno di legge creerebbe un'autorità privata indipendente, responsabile dello sviluppo e della gestione di un programma nazionale antidoping e di controllo dei farmaci per le corse dei cavalli. C'è anche una petizione allegata, che al momento ha raccolto circa 26mila firme.

In Italia il Mipaaft sta lavorando alla versione nostrana del rilancio etico, che si chiama Carta della Legalità.

Ogni sport, ogni settore, deve cambiare con i tempi, per adattarsi alla sensibilità della sua epoca. Il rovescio della medaglia è sparire. 

Se si facesse un sondaggio d'opinione in Italia sull'argomento, forse si raggiungerebbe, come da esempi esteri dove è stato fatto, una percentuale tra il 10 e il 38% di favorevoli ad abolire l'ippica.

Cosa succederebbe se si concedesse agli abolizionisti di avere ragione? La conseguenza immediata sarebbe la perdita di vita, in Italia, dei 5.000 cavalli in corsa attualmente, più forse altrettanti tra fattrici e riproduttori. Una stima di 10.000 cavalli andrebbe al macello in una ecatombe di cavalli pari forse solo a quella della prima guerra mondiale.

Qualche proprietario ricco, infatti, potrebbe tenersi il cavallo come animale da compagnia; gli altri, considerando che avere un cavallo è praticamente da ricchi - se non si vive in campagna e non si possiede un podere incoltivato - e che si troverebbero contestualmente senza un lavoro, sarebbero costretti all'abbandono. Non ci sarebbe la possibilità di riassorbire quella mole di cavalli in altri settori dell'equitazione, e i cavalli sarebbero condannati al macello. 

Finché gli abolizionisti richiamano l'attenzione sulle criticità da risolvere, tutelano gli animali. Se gli si volesse veramente dare retta, la tutela massima dei cavalli domestici coinciderebbe con la loro estinzione, per preservare solo i branchi di cavalli selvatici.

C'è anche un lato umano nell'equazione. Abolire l'ippica significa abolire il lavoro di chi ci campa e dell'indotto che ci gira intorno. Occorrerebbe come minimo un'equa compensazione.

Nel corso della storia, ogni volta che un divieto è stato imposto in nome della moralità (alcol, droghe, gioco d'azzardo), l'attività vietata è semplicemente confluita nel sommerso per essere operata illegalmente.

  • Prova ne è la fioritura in Italia delle corse clandestine di cavalli laddove non ci sono ippodromi (vedesi Messina e Catania).
  • Prova ne è in Italia la floridità della pratica illegale di macellare i cavalli NON DPA, senza alcuna misura di contrasto.

Vietare l'ippica, per veder prosperare le corse clandestine, non sarebbe una grande vittoria animalista. Sarebbe un regalo all'ippomafia, permettendo a codesta di guadagnare enormi profitti in nero.

Costringere le corse dei cavalli al di fuori del quadro normativo esistente (anche se imperfetto), costringere le carrozzelle di cavalli per turisti al di fuori del quadro normativo esistente (anche se imperfetto), costringere i palii a diventare corse clandestine di rione al di fuori del quadro normativo esistente (anche se imperfetto), non è una vittoria della civiltà, è rassegnare le dimissioni alla propria incapacità di normare i cavalli negli impieghi che l'opinione pubblica considera critici per la tutela del cavallo.

Più in dettaglio sull'ippica, nelle corse clandestine non c'è alcun controllo in termini di salute dei cavalli, sicurezza delle persone, doping e integrità delle scommesse. Non c'è alcun codice etico e non c'è alcun regolamento.

Fai attenzione a ciò che desideri se pensi che i cavalli dell'ippica siano svantaggiati e rispondi al nostro sondaggio: presentando la tua tesi a favore o contro la riforma dell'ippica italiana dal punto di vista della legalità.

I risultati del sondaggio saranno riuniti in una relazione per le istituzioni chiamate a dirimere La carta della Legalità dell'Ippica.

Rispondi alle seguenti domande e partecipa al sondaggio.

Invia le tue idee via email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • - Chi sei tu?
  • - Qual è il tuo rapporto con i cavalli? Hai mai cavalcato o curato un cavallo? In che modo la tua esperienza influenza le tue opinioni sull'ippica?
  • - Cosa pensi possa rendere l'ippica più etica?
  • - Se ritieni che l'ippica non sia etica o debba essere vietata del tutto, cosa pensi dell'uso dei cavalli in altri sport? Li vieteresti tutti o ne preserveresti qualcuno?

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