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In tempi grami più che in altri, è facile che proprietari irresponsabili abbandonino i propri cavalli nei maneggi smettendo di pagare la pensione. 

Irresponsabili perché potrebbero ricollocare gli animali, o lasciare il comunicato di vendita al maneggio per permettere al proprietario dello stesso di pensarci lui.

Ma il malcostume di scaricare sul prossimo le proprie responsabilità è diffuso, quindi può capitare che proprietari dei cavalli insolventi smettano di farsi vedere, cambino numero di telefono, blocchino ogni rapporto, piuttosto che prendere delle decisioni - non semplici evidentemente - sul futuro dei propri cavalli. 

Cosa succede in questi casi?
 
Il proprietario del maneggio prova a chiamare i proprietari, i quali promettono che prima o poi pagheranno. Poi smettono di rispondere, sia alle telefonate sia alle lettere, scaricando il mantenimento dei cavalli sul gestore della struttura. 

In questi casi occorre evitare di prendere decisioni illegali, e rischiare di passare dalla ragione al torto, quali: 

  • vendere o far sparire i cavalli per compensare il debito
  • usare i cavalli per la scuola senza il permesso del proprietario

Onde evitare dispute, occorre risolvere diversamente. 
 
Abbandono di equini presso maneggi e scuderie
 
Agli occhi della legge "l'abbandono" non è necessariamente una conclusione che la scuderia/maneggio può raggiungere da sola per rivendicare la proprietà del cavallo. Piuttosto, l'abbandono deve essere la conclusione del tribunale cui è arrivata la denuncia in materia, dopo aver esaminato le prove. 
 
Poiché il cavallo nel nostro ordinamento giuridico è un bene, la rinuncia di proprietà può essere definita solo dalla comunicazione di vendita. Se il proprietario del maneggio non ha in mano il comunicato di vendita per l'animale, non può disporne come se fosse suo.

Se, come è logico, al proprietario della struttura pesa mantenere cavalli di altri senza poterne disporre, dopo aver provato a risolvere la questione con accordo extragiudiziale, se non riesce ad addivenire a nulla, deve attivarsi legalmente per far valere le proprie ragioni.

Cosa fare nel caso non sia possibile trovare un accordo extragiudiziale

Le scuderie che accettano cavalli senza firmare precisi accordi, non possiedono automaticamente i cavalli quando la pensione non è pagata. Generalmente, per poter disporre liberamente - alla luce del sole - di quegli animali, il vantante credito deve attivarsi in civile e/o in penale: 
 
CIVILE: Si andrà da un avvocato civilista, il quale se non riesce a raggiungere un accordo extragiudiziale contattando il proprietario degli animali, chiederà al tribunale civile di pignorare i cavalli per saldare il debito insoluto. Dopo che la scuderia vince in giudizio contro il proprietario, la legge di solito consente alla scuderia, come creditore, di tenersi i cavalli a compensazione, piuttosto che metterli all'asta per racimolare i soldi per compensare o soddisfare il debito.
 
PENALE: La denuncia va presentata presso le forze dell'ordine, carabinieri e asl veterinaria in primis. Questi contatteranno il proprietario, sollecitandolo a far fronte ai propri animali e in caso di mancata risposta positiva, forniranno la testimonianza necessaria per attivare un eventuale processo di maltrattamento provato dall' abbandono. Il tribunale penale a quel punto potrà disporre del sequestro dei cavalli per ipotesi di maltrattamento (l'abbandono è un reato penale). La procura in attesa di giudizio affiderà gli animali a terzi, incluso il titolare del maneggio. Nel caso il procedimento si concluda con la condanna, con la confisca i cavalli possono essere ceduti definitivamente a terzi.   

Entrambe le strade sono purtroppo lente, e quindi possibilmente occorre evitare di arrivare per vie legali e tentare di risolvere con il buon senso. 
 
 Suggerimenti per evitare le controversie
 
 * Le scuderie preoccupate dell'incapacità dei loro clienti di pagare la pensione possono chiedere loro di andarsene prima che il debito cresca troppo, dandogli lo "sfratto".
 * Rateizzare il debito tramite accordo scritto.
 * Concordare un pensionamento meno costoso per il futuro (ad esempio pascolo anziché box).
 * Concordare per iscritto di mutare il debito per la pensione non pagata in diritto di utilizzo del cavallo per le attività della scuola.
 * Provare una mediazione affinché il debitore consensualmente ceda la proprietà del cavallo in cambio della cancellazione del debito insoluto.
 * Valutare l'ipotesi di precisi accordi scritti pre accettazione dei cavalli a pensione in cui sono stabiliti interessi di mora (al tasso legale) sui saldi non pagati per la pensione.
* Stabilire mediante contratto scritto - pre accettazione della messa dei cavalli a pensione - che la loro proprietà passerà al titolare del maneggio laddove il debito di pensionamento cumulato arrivi al valore di mercato dell'animale.

Cosa bisogna evitare di fare per evitare di passare dalla ragione al torto:

  • La scuderia fintantoché non risolve, deve continuare a prestare ragionevoli cure al cavallo, onde evitare di concorrere all'eventuale reato di maltrattamento. 
  • Evitare di vendere a terzi il cavallo senza il consenso del proprietario.
  • Prima di utilizzare il cavallo per scopi propri, ad esempio inserendolo nel programma delle lezioni, strappare un accordo in tal senso al proprietario per andare a saldo del debito. 

Questo articolo non costituisce una consulenza legale. Quando sorgono domande basate su situazioni specifiche, indirizzatele ad un avvocato esperto di diritto equestre.

Dovere di responsabilità o diritto di ritenzione? Cavalli e maneggi