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Vi è una grande controversia sull'equinocidio mediante macellazione.

Se è inevitabile, quanto meno andrebbero studiati impianti di macellazione in cui è avviata l'etologia equina allo scopo di risparmiare agli animali sofferenze evitabili.

Secondo Temple Grandin, l'unica studiosa che si è, ad oggi, mobilitata in questo senso, "La macellazione dei cavalli può essere eseguita umanamente in una struttura ben progettata che abbia una buona gestione. Di seguito è riportato un elenco di requisiti di progettazione e gestione per la macellazione umana di cavalli".

La direzione deve preoccuparsi di avere elevati standard di salvaguardia dei cavalli da paura, panico e sofferenze evitabili.

Misurazione di questi indicatori:

  • Percentuale di cavalli resi insensibili con un solo colpo di arma captiva o da fuoco. Punteggio minimo 95%, punteggio eccellente dal 99 al 100%.
  • Il cavallo deve essere reso insensibile al 100% prima del sollevamento.
  • L'ipotesi che il corpo dell'animale cada durante la manipolazione deve essere ridotto all'1% o meno.
  • Nessun pungolo elettrico ammesso per costringere i cavalli all'avanzamento nella cella di stordimento.
  • Nessun atto di abuso, come frustare i cavalli, sbattere i cancelli sui cavalli o colpire aree sensibili.
  • Monitoraggio video su Internet da parte di una società di revisione terziaria. Ciò forza le persone a "comportarsi bene" quando sanno di essere osservate.
  • Pavimento antiscivolo nell'impianto. I cavalli e gli altri animali vanno in panico quando scivolano. La pavimentazione antiscivolo è essenziale.
  • Fondo piano nella cella di contenimento. I pavimenti inclinati sono difficili per i cavalli. È accettabile una leggera pendenza per il drenaggio.
  • Lati solidi nella cella di stordimento, per evitare che i cavalli vedano altri animali già abbattuti sulle carrucole di trasporto.
  • Illuminazione consona. I cavalli e gli altri animali rifiutano l'ingresso in un luogo buio.
  • Eliminare le distrazioni come i riflessi su un pavimento bagnato o metallo lucido. Altre cose che possono causare il panico sono: aria che soffia all'avvicinarsi dei cavalli, un tubo sul pavimento, vestiti su una recinzione o vedere attrezzature in movimento. Il sibilo d'aria e i suoni dello stordimento e delle carrucole dovrebbero essere messi a tacere.
  • Due persone dovrebbero maneggiare i cavalli. Una persona che sospinga l'animale nella cella di abbattimento, l'altra alla pistola captiva. Ciò rende possibile essere pronti a sparare al cavallo immediatamente dopo la chiusura del portellone posteriore della cella di stordimento.
  • Non utilizzare dispositivi bloccatesta meccanici. Funzionano bene con i bovini, ma non con i cavalli.
  • Alcuni cavalli si muoveranno più facilmente se vengono condotti con una cavezza nel corridoio fino alla cella di stordimento.
  • Solo un cavallo alla volta dovrebbe essere messo nella cella di stordimento.
  • Se vengono gestite varie dimensioni di cavalli, si consiglia un lato regolabile nella cella di stordimento. Uno degli errori di progettazione più comuni è rendere la cella di stordimento troppo ampia, che consente agli animali di girarsi.
  • Se cavalli bradi vengono condotti alla macellazione, servono macellai edotti all'horsemanship. Se un cavallo si impenna, i gestori devono essere addestrati a fare il backup e tranquillizzare il cavallo dal suo panico da fuga. Si consiglia l'installazione di lati solidi sullo scivolo (corsia).

Fonte: Temple Grandin

L'uso dell'elettricità per immobilizzare gli animali dovrebbe essere vietato.

La ricerca in molti diversi laboratori ha dimostrato che l'immobilizzazione elettrica è avversa all'ottica di risparmiare agli animali sofferenza inutile e non deve essere utilizzata come sostituto di un dispositivo di ritenzione ben progettato.

Riferimenti

  • Grandin, T., S. E. Curtis, T. M. Widowski e J. C. Thurmon. (1986). Elettro-immobilizzazione rispetto a vincolo meccanico in un test di scelta evitare-evitare le pecore. Journal of Animal Science. 62: 1469-1480
  • Lambooy, E. (1985). Elettroanestesia o elettroimmobilizzazione di vitelli, ovini e suini con Feenix Stockstill. Veterinaria trimestrale. 7: 120-126.
  • Pascoe, P. J. (1986). Umanità di un'unità di elettroimmobilizzazione nei bovini. American Journal of Veterinary Research. 47: 2252-2256.
  • Rushen, J. e Congdon, P. (1986). Le pecore possono essere più avverse all'elettro-immobilizzazione che alla tosatura. Giornale veterinario australiano. 63: 373-374.
  • Rushen, J. (1986). Avversione delle pecore all'elettro-immobilizzazione e alla moderazione fisica. Scienza del comportamento degli animali applicati. 15: 315-324.
  • Rushen, J. (1986). Utilizzando tecniche di apprendimento dell'avversione per valutare lo stato mentale, la sofferenza e il benessere degli animali da allevamento. Journal of Animal Science. 74: 1990-1995

E' necesario tale provvedimento, poiché è ampiamente provato che le aziende/mattatoi sono improntati al massimo risparmio nelle procedure (minor tempo, minori costi), anche quando ciò è lesivo degli animali e impone loro maggiori sofferenze.

L'etica, se è vero che è un costo, e non un incentivo o stimolo, che sia equamente ripartita tra chi trae vantaggio nella macellazione degli animali e chi li consuma.

Poco importa se il prodotto finale costerà di più, porterà il bollino di certificazione al risparmio di sofferenze evitabili.

Per non rimanere indietro, occorre andare avanti.

Il risparmio delle sofferenze evitabili non può essere una massima di legge che riguarda solo una parte del percorso di vita del cavallo, e degli animali in genere destinati alla macellazione, ma deve partire con la nascita e terminare con la morte dell'animale, quale che sia.

Sebbene alcuni cavalli muoiano per cause naturali o per incidenti, ad un certo punto i proprietari dei cavalli potrebbero trovarsi ad affrontare decisioni difficili sul fine vita del loro animale.

Se il cavallo sta male, l'opzione non è di scaricarlo al prossimo, come dire "nella buona sorte con me, nella mala sorte con chiunque sia disposto a rilevare il mio debito".

Possesso responsabile significa assumersi la responsabilità del destino dell'animale fino alla fine.

Le opzioni di fine vita sono eutanasia o macellazione.

La macellazione legalmente è un'opzione solo se il cavallo è registrato come macellabile, altrimenti si tratta di un reato perseguibile sia come frode alimentare, sia come maltrattamento, in base alla normativa attuale.

L'eutanasia si svolgerà in genere nei locali dove è tenuto abitualmente il cavallo, mentre l'abbattimento per la carne coinvolge un trasporto a distanza più o meno lunga, e se il cavallo non viene macellato subito, un periodo di stallo in un luogo per animali da macello.

Prima di prendere la decisione di avviare il cavallo al macello, è necessario valutare se è in grado di affrontare lo stress del viaggio e dello stallo pre macello.

Nell'ottica di risparmiare sofferenze evitabili, è meglio non guardare solo al proprio risparmio economico, ma valutare il risparmio di dolore per il cavallo.

L'eutanasia è sempre l'opzione migliore quando il cavallo è in sofferenza, quando non risponde ai trattamenti, quando ha dolori cronici, malattie incurabili, condizioni di salute che denotano dolore o angoscia, per le quali, inoltre, è probabile che il cavallo sia stato trattato con farmaci vietati per animali da carne.

L'abbandono non è un'opzione e va represso con ogni mezzo legale, inclusa la denuncia per abbandono e conseguente maltrattamento alle autorità territoriali, per avviare un procedimento giudiziario che imputi al proprietario la sua irresponsabilità. Non lo comanda il dottore di comperare un cavallo. Quando si acquisisce un cavallo si deve essere edotti che ciò comporta anche le decisioni delicate sul fine vita, che non possono essere delegate a terzi mediante la pratica di viltà, penalmente perseguibile, dell'abbandono dell'animale.

La macellazione dei cavalli avviene in tutto il mondo e la carne di cavallo viene commercializzata a livello globale.

In USA, dove è vietata per legge la macellazione equina, non è vietata l'esportazione di cavalli vivi per il macello. Essi finiscono in Canada e in Messico per essere macellati e la carne ridotta a mezzane esportata in tutto il mondo.

I maggiori importatori di carne di cavallo, a livello Europeo, sono l'Italia (22,2%), il Belgio (21,3%), la Russia (14,4%) e la Francia (14,3%).

I maggiori esportatori di cavalli vivi per il macello, o mezzane di cavalli già macellati, sono Belgio (16,8%), Argentina (14,0%), Canada (12,5% ), Messico (12,3%) e Polonia (9,5%).

In Canada, che processa molti cavalli importati dagli USA per la macellazione, i risultati di un recente sondaggio mostrano che i due terzi dei canadesi sono contrari al massacro e all'esportazione di cavalli destinati al consumo umano. Il sondaggio ha avuto luogo nel giugno 2019 nello stato di Ottawa. Quasi sette canadesi su dieci affermano che sosterrebbero il divieto di macellazione equidi in Canada per il consumo umano, anche se è un business per i canadesi. 

L'importazione di carne equina in Europa da paesi extra UE pone il dubbio sulla salubrità di codeste carni, soprattutto se provenienti da paesi che non hanno la medesima normativa europea.

L'UE non accetta carne equina direttamente dagli USA, ma la accetta dal Canada grazie all'accordo di libero scambio recentemente firmato (CETA). Dunque i cavalli americani (contaminati da farmaci non consentiti) vengono spediti in Canada per essere macellati lì e venduti poi come cavalli canadesi.

L'importazione di cavalli macellati da parte di paesi extra UE potrebbe mettere a rischio la salute dei cittadini europei.

Nel caso particolare del Messico, l'ultimo audit svolto nel 2014 ha confermato gravi carenze nella capacità delle autorità messicane di certificare la carne come salubre e, in particolare, per attestare l'assenza di sostanze vietate dalle direttive europe. Di conseguenza, dal 2015 è vietata l'importazione in Europa di carne di cavallo dal Messico. Tale sospensione ha comportato un divieto sull'importazione di carne di cavallo, preparazioni di carne e prodotti a base di carne dal Messico. La sospensione delle esportazioni potrebbe essere annullata se sufficienti garanzie fossero fornite dalle autorità messicane. Queste non hanno tutto questo interesse a esportare in Europa, perché hanno un mercato fiorente di esportazione di carne di cavallo con i paesi asiatici.

Per quanto riguarda il Canada, una parte considerevole della carne equina importata in UE proviene da cavalli statunitensi. Per quanto riguarda la certificazione di salubrità delle carni, i cavalli devono essere accompagnati da un certificato veterinario ufficiale e da documenti che trasmettono la storia medica dei cavalli negli ultimi sei mesi. Oppure devono risiedere 6 mesi in Canada, come cavalli da carne, per dimostrare la sospensione dai farmaci non autorizzati.

Per quanto riguarda la situazione in America latina, a seguito di recenti preoccupazioni sulla salubrità delle carni, la Commissione europea ha stabilito che le autorità competenti argentine, che sono il maggiore esportatore di mezzane equine per l'UE, sono in genere in grado di garantire un sistema di controllo ufficiale che, nel complesso, prevede misure conformi o equivalenti a quelle previste dalla legislazione dell'UE.

Attualmente la Commissione UE sta considerando le misure da proporre agli Stati membri, al fine di affrontare le carenze individuate in questa storia trucida di import export di carne di cavallo, ma più che altro per parificare le normative UE-extra UE.

Conclusione

L'importazione di prodotti a base di carne di cavallo è disciplinata dalle decisioni della Commissione 2000/572 / CE e 2007/777 / CE e dal regolamento (UE) n. 206/2010 che stabiliscono i certificati di importazione per le materie prime interessate. Sulla base dei recenti risultati di audit sui controlli ufficiali di produzione di carne equina in paesi terzi, la Commissione ha proposto modifiche per i certificati di importazione. L'intenzione è di introdurre l'obbligo di una residenza di sei mesi nel paese che macella i cavalli per esportarne le mezzane al fine di consentire ai veterinari certificanti di attestare le varie condizioni di importazione che rendono le carni ammissibili in UE.

Attualmente, la Commissione chiede l'approvazione degli esperti degli Stati membri per il cambiamento menzionato. Parimenti, secondo quanto emerso da una risoluzione europea del 2017 sulla macellazione equina, l'Europa si starebbe preparando a "proteggere" meglio i cavalli europei, includendo nelle misure attuative la reversibilità della certificazione anagrafica di non macellabilità, dopo un periodo sospensivo dai farmaci vietati presumibilmente simile a quello canadese, cioè di 6 mesi.

I contenuti dell'ultima risoluzione europea sugli equidi.

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