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Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

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Si è tenuta recentemente al Santa Maria della Scala una tavola rotonda organizzata dall’Associazione Proprietari, Allenatori e Allevatori di Cavalli da Palio di Siena. 

Se il cavallo non deve essere trattato come macchina da corsa, Il Palio del futuro deve tener conto di tutti gli aspetti legati al benessere del cavallo, compreso quello psicologico.

Questo emerge dagli atti del Convegno.

Cosa si può cambiare ancora?

Sono state apportate modifiche alla pista che hanno aumentato la sicurezza, come i materassi e lo spostamento dei bandierini; fa discutere la mescola del tufo per migliorare la grip sul fondo; si può incrementare e perfezionare l’addestramento dei cavalli e dei fantini. L’elemento non modificabile pare essere la conformazione della Piazza: un percorso misto, difficile, e di per sé rischioso se affrontato da cavalli "intruppati" ad alta velocità, si legge negli atti del Convegno.

La proposta più innovativa emersa, l'unica che per noi valga la pena riportare, riguarda il tornare a un Palio meno veloce, più giostra, meno corsa di velocità.

Il Palio non è una gara ippica, non servono quindi cavalli da corsa, quelli vanno bene per gli ippodromi, non per una festa folkloristica che si richiama al Medio Evo e che si corre in una piazza che non ha le caratteristiche di sicurezza di pista di un ippodromo.

Occorrerebbe, per passare al cavallo senziente, e non macchina, selezionare cavalli con arti più corti, tendenzialmente più bassi e quindi, avendo un baricentro più vicino al terreno, più stabili. Ciò ridurrebbe la probabilità di cadute e quindi di traumi, consentendo una sua più stabile inclinazione nell’affrontare le curve e quindi una maggiore capacità di adattamento alle curve eseguite in velocità. Si legge negli atti. Bene. Quando si fa?

Qualcuno avrebbe proposto di correre il palio con cavalli autoctoni, magari una razza da creare "da Palio di Siena", piccola e compatta, non velocissima, ma affidabile in piazza, per evitare sciagure come quella della morte di RAOL al Palio Straordinario di ottobre 2018.

Speriamo sia fatto e anche in tempi brevi, anziché rimanere nel limbo di un cavallo macchina che muore in piazza e che poi fa scendere il discredito e il disaffetto di molti italiani sulla manifestazione storica senese.

A proposito, è ancora aperta l'indagine per la morte di RAOL e Horse Angels è riconosciuta persona offesa per l'eventuale reinvio a giudizio.

Alla tavola rotonda, pur essendo stati invitati, non siamo andati, perché siamo dalla parte di RAOL.

La nostra condizione per essere "amici" del Palio di Siena è quella medesima delle proposte innovative che abbiamo letto negli atti del convegno: cavalli adatti, piccoli e compatti, non da corsa, ma da folclore storico, che non muoiano o si incidentino così frequentemente in piazza o in pista di allenamento perché inadatti al contesto.

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