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Wind of Passion a terra

Morì in nome della Quintana di Foligno in data 18.06.17, per l'esito di una caduta avvenuta durante la Giostra il giorno precedente.

Wind of Passion, questo il nome del cavallo morto per il divertimento della piazza, si era infortunato nel corso della seconda tornata della "sfida" del torneo storico, riportando una lesione all'apparato di sospensione del nodello degli arti anteriori. Ricoverato in clinica, lì è morto.

Dapprima 11 indagati ufficiali per possibili imperizie o negligenze. Poi, i periti di parte della Procura avevano contestato le condizioni della pista e l'utilizzo di una sostanza dopante. Diverse le associazioni animaliste costituite parte lesa in attesa di un reinvio a giudizio.

Dopo oltre un anno di indagini, il sostituto Procuratore Patrizia Mattei del Tribunale della Repubblica di Spoleto archivia le indagini. Alla fine nulla di fatto.

Succede troppo spesso. La storia si ripete a questo genere di eventi, tanto che sembrano spesso cronache di morti annunciate. I commenti poi sono sempre identici: fatalità, lutto degli organizzatori, sorpresa di tutti, e via dicendo. Copione scontato, quasi banale, come le repliche delle associazioni animaliste, le indagini che poi vengono archiviate o i processi che finiscono nel nulla di fatto.

Non c'è punizione per le morti bianche dei cavalli nel loro lavoro: corse, palii o concorsi che siano. La morte del cavallo è solo un danno collaterale. 

In quanto alle cure in caso di incidenti. Difficile che, per cavalli non più competitivi a causa dell'infortunio, i proprietari decidano di investire migliaia di euro per interventi chirurgici e profilassi di recupero funzionale. Parliamoci chiaro, più spesso che non, questi animali sono visti solo come strumenti per lo sport che, se si rompono, si cambiano.

L'infortunio o la morte del cavallo da infortunio sono rischi del mestiere, per un lavoro che il cavallo però non si è scelto. Il cavallo non è considerato un essere senziente, dunque la sua volontà non conta.

Del resto, i cavalli sono un comparto numericamente poco rappresentativo in Italia, la cui tutela è affidata a pochi volentorosi inquadrati nel terzo settore. Mosche bianche nel panorama nazionale di generale indifferenza assoluta nei confronti di un animale un tempo importante nella vita degli umani, oggi impiegato in gare e concorsi di vario tipo che, nel complesso, al pubblico generale neppure interessano.