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Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

Codice 92169370928

Dopo la deroga dello scorso anno, in cui le autorità locali di Asti avevano definito la Piazza Alfieri "equivalente" ad ippodromo, nonché fatto valere il principio di aver saputo della nuova regola troppo tardi per potersi organizzare diversamente, quest'anno il Palio d'Asti deve fare i conti con i nuovi dispositivi di Ordinanza per le manifestazioni con equidi fuori dagli ippodromi, in particolare con il divieto di utilizzo di cavalli purosangue inglesi in corse di galoppo organizzate fuori dai circuiti ufficiali. L' empasse che è nato dalla recente normativa che questo impone, sembrerebbe al momento non superabile, tanto che i vari palii e similari d'Italia, dall'entrata in vigore del nuovo requisito dell'ordinanza medesima sino a qui, si sono dovuti piegare al veto, dopo che per tanti anni tramite vari escamotage sfuggivano a un diverso regolamento, proprio del galoppo, per il quale i purosangue che correvano in palli avrebbero poi dovuto essere sospesi dalle corse regolamentari per un determinato periodo. Molte manifestazioni, cambiando nome ai cavalli, sfuggendo a controlli, se ne fregavano di quell'articolo di regolamento delle corse al galoppo, fino appunto a questa resa dei conti della nuova Ordinanza. 

Asti, per il momento e in attesa del palio settembrino, si sta impuntando per averla vinta riguardo la possibilità di utilizzo dei purosangue pressando sia il Ministero della Salute che quello dell' Agricoltura per avere una risposta per tempo e avocando che i purosangue siano adatti a gareggiare in questo genere di manifestazione e, ancora, che il tracciato originario del palio astigiano sia adatto allo svolgimento della corsa. 

Per parte nostra, viste le misure "ridotte" della Piazza Alfieri, dove tradizionalmente il palio viene corso, i numerosi incidenti anche mortali per i cavalli che lo hanno caratterizzato sino a qui  - 14 cavalli abbattuti dal 1967 - che lascia pensare che altri potrebbero aver riportato lesioni non mortali, il fatto che gli altri palii e corse similari non abbiano ottenuto la deroga e il fatto che la possa ottenere Asti costituirebbe un precedente che può inficiare in toto il veto (gli altri palii si appellerebbero alla deroga per richiedere il medesimo trattamento), pensiamo che gli Organi deputati non debbano concedere sconti.

Quello che, per primo, va compreso, prima di idoneità di razze di cavalli e di percorsi di gara, è come l'opinione pubblica, per la sua maggioranza, sia oggi contraria a spettacoli che possano determinare la morte di animali per intrattenimento ludico sportivo di piazza. Come dimostra l'intera storia del genere umano la vera evoluzione è nel progresso, non nell'arrocamento su tradizioni.

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