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Vesuvio Gar, un trottatore classe 2014, non ha superato l'antidoping all'ippodromo di San Giovanni Teatino, in Abruzzo, lo scorso ottobre 2018 per il premio Gerhilde. E' stato trovato positivo ai metaboliti della cocaina

La giustizia sportiva è stata tenue per questo reato, un mese di sospensione al cavallo, di proprietà di una scuderia del napoletano.

In giustizia ordinaria finiscono nei guai, dove dovranno rispondere per ipotesi di frode sportiva e maltrattamento di animali, sia il suo proprietario che i suoi allenatori.

Horse Angels annuncia costituzione di parte civile affidata all'Avv. Ilaria Tesei del Foro di Vasto.

Nel 2016 un cavallo di nome Ultima Chance, trottatore registrato in anagrafe come macellabile, fu trovato positivo al testosterone all'ippodromo di Aversa, in Campania. Il cavallo era arrivato secondo in ordine di arrivo.

Per questo reato di frode la giustizia sportiva ha commutato una sospensione di due anni alle corse per il cavallo. I test antidoping davano positività sia in prima sia in seconda analisi, ma per un vizio di forma di trasmissione degli atti, l'allenatore viene assolto in giustizia sportiva e il cavallo, venduto, finisce macellato, anche se il testosterone che in teoria aveva in corpo avrebbe dovuto, specialmente in caso di giudizio di colpevolezza, far trascrivere il cavallo tra i non macellabili, a tutela dei consumatori di carni rosse.

Ultima Chance, per errori di carteggi, prima della fine della sua sospensione dalla carriera ippica, in data 17 marzo 2018, è stato regolarmente macellato, come se non fosse mai stato trovato positivo al doping. Il tutto nel codice di stabilimento 2287M, ovvero a Sperone, in provincia di Avellino, Campania.

Lo stesso allenatore, poco tempo dopo, ha avuto un altro cavallo, Ubj, trovato positivo al testosterone, sostanza proibita. Il cavallo arriva primo nella corsa deferita. Le due analisi confermano la positività, cavallo sospeso per due anni. L'allenatore in giustizia sportiva prende 4 mesi di sospensiva e 1.000 euro di sanzione. Il cavallo viene retrocesso in classifica.

Gli atti vengono trasmessi alla Procura ordinaria di Aversa, che reinvia a giudizio allenatore e proprietario per ipotesi di doping/maltrattamento e frode sportiva.

Horse Angels parte civile lesa, difesa dall'Avv. Laura Mascolo del Foro di Napoli.

L'esito di un giudizio non è mai scontato, quindi vedremo come andrà a finire.

Speecial One LF, trottatore, cavallo che aveva partecipato al Premio Vesuvio nell’ottobre 2018 -  presso l'Ippodromo di Aversa - ed era arrivato sul podio, al secondo posto, era stato dopato: in particolare gli avevano somministrato degli anabolizzanti.

In giustizia sportiva il cavallo è stato sospeso per 2 anni dalle corse.

I due presunti responsabili sono stati denunciati e l’animale, che si trovava a Varcaturo, è stato sottoposto a sequestro preventivo.

L'accusa per le due persone ritenute responsabili, un 51enne e un 64enne, e’ di maltrattamento di animali e frode in competizioni sportive.

Sono stati i campioni di urina prelevati al cavallo a far scoprire il maltrattamento e illecito sportivo. Chissà come andrà a finire il procedimento giudiziario.

Il Mipaaft ha approvato il contratto per la regolazione dei servizi relativi all’attività antidoping su cavalli e fantini/guidatori in occasione delle corse in ippodromo e manifestazioni, nonché pratiche che richiedono analisi del DNA per l'identificazione dell'equide per il quinquennio 2019 – 2023.

A Unirelab è affidata «l’esecuzione delle prime analisi antidoping su campioni biologici prelevati a cavalli, la gestione e l’invio presso i laboratori prescelti, dei campioni (controanalisi) dei cavalli risultati positivi, l’esecuzione delle analisi del DNA di cavalli, finalizzate alla identificazione genetica ed all’accertamento dell’ascendenza e al confronto con genotipo precedentemente depositato oppure a mezzo Typing Card estera, le ulteriori attività connesse alle analisi del DNA, l’esecuzione delle prime analisi antidoping sui campioni biologici prelevati a fantini e guidatori, la gestione e invio presso i laboratori prescelti, dei campioni (controanalisi) di fantini e guidatori risultati positivi in prima analisi nonché della trasmissione dei risultati e la gestione del servizio di corriere dei plichi e delle sacche termiche contenenti campioni biologici, consistente nel ritiro dagli ippodromi su tutto il territorio nazionale delle sacche termiche contenenti i campioni biologici e dei plichi contenenti documentazione cartacea, da consegnare al laboratorio Unirelab».

Il corrispettivo per l’esecuzione di tali attività è stimato in un apporto di 5,1 milioni di euro all'anno.

In aggiunta a ciò, potranno essere concordate anche «attività di ricerca finalizzate all’armonizzazione degli standard diagnostici di Unirelab con quelli in essere a livello internazionale, nonché l’ attività di ricerca che dovesse rendersi necessaria all’esito di eventuali mutamenti della normativa sia di carattere regolamentare, sia procedurale, il tutto per 50mila euro extra annuali.


doping2Con tali cifre di investimento, si spera anche in maggiore trasparenza da parte del Mipaaft nei confronti dei casi di doping, con un regolamento chiaro, tradotto in italiano (dare per scontato che gli ippici italiani conoscano l'inglese e si vadano a studiare i riferimenti della FEI per il doping su siti esteri è follia pura), posto sul sito di riferimento ufficiale delle corse in Italia.

Urgerebbe anche un motore di ricerca che colleghi la sospensiva al cavallo al disciplinare nei confronti dell'umano responsabile, perché ciò che è frode sportiva per il Mipaaft, per il tribunale ordinario sconfina nel maltrattamento, e forse il pubblico vorrebbe sapere non tanto e non solo quanti mesi di sospensione dalle corse ha il cavallo, ma quale punizione è stata erogata direttamente per l'umano ritenuto responsabile.

Tale iniziativa fungerebbe meglio a scopo di prevenzione, per la quale non risultano stanziamenti.

In Italia è vietato utilizzare sui cavalli, o altri equidi soggetti a competizioni, sostanze ad azione dopante.
In particolare:
  1. E' vietato il trattamento degli equidi con sostanze che esplicano azione dopante.
  2. Fatte salve le disposizioni vigenti per i controlli ufficiali effettuati dall’azienda sanitaria locale territorialmente competente, gli organizzatori delle manifestazioni adottano un regolamento recante le procedure per i controlli ai fini del rispetto del divieto di cui al comma 1 e per la verifica dei requisiti previsti per l’accesso degli equidi alle manifestazioni secondo uno degli standard di riferimento applicati dagli enti tecnici MIPAAFT o FISE.

Pertanto il comitato organizzatore, attraverso i veterinari da esso designati, deve garantire anche le procedure di accesso dei cavalli alle gare ove il controllo anti doping è previsto.

E' da puntualizzare che le previsioni del Regolamento a carattere punitivo e sanzionatorio sono applicate d’ufficio con risultati che talora sono stati oggetto di doglianza (ad esempio anche Horse Angels lamenta che le pene in giustizia sportiva ippica sono più lievi rispetto a quelle di altri paesi europei) presso la Magistratura Amministrativa la quale però, ad oggi, ha concluso che sono appropriate le pene rispetto al comportamento illecito dell’operatore per quanto riguarda le specifiche del nostro paese.

La sospensione del cavallo dalle gare, per i casi di doping accertati, è stata introdotta dall’ultima normativa del 2012, con lo scopo di aumentare il rispetto per il benessere del cavallo.

A seguito di ogni positività riscontrata l’ordinamento ippico ed equestre reagisce in tre direzioni:

  • -  la prima è quella di rapportare l’illecito alla Procura della Disciplina del Ministero (Giustizia Sportiva) per il conseguimento della responsabilità disciplinare ai fini regolamentari e con riflessi riguardo al Giudice Ordinario che riceve il provvedimento decisorio dei giudici interni

  • -  la seconda direttiva seguita dal MIPAAFT è quella di riferire alle forze dell’ordine (NAS di competenza) per eventuali indagini inerenti la farmaco sorveglianza.

  • -  la terza direttiva è quella di rapportare al Magistrato Penale per l’accertamento dell’illecito penale posto che l’utilizzo di sostanze proibite nel cavallo impegnato in una corsa o manifestazione, reca in sé una verosimile ipotesi di reato previsto e punito dalla legge 401/89 (frode sportiva) e dalla legge 544/CP (maltrattamento animali).

Le sostanze dopanti si dividono in due categorie:

a) bandite

b) a medicazione controllata

Le prime non si possono mai usare, non sono ammesse deroghe.

Le seconde possono essere utilizzate per motivi medici, se c'è un'indicazione (prescrizione medico veterinaria per patologia accertata), ma non devono essere presenti nel sangue oppure urine dell'equide alla data dell'accertamento anti doping, fatto salvo l'esistenza di una soglia, al di sotto della quale, non risulta positività. Da tenere presente che per certe sostanze, vedesi cocaina, la contaminazione ambientale è riconosciuta, entro determinate soglie, nella giustizia sportiva, ma l'illecito rimane imprescindibile dalla soglia nella giustizia ordinaria.

Concetto di soggetto responsabile in caso di positività

Al fine dell'attribuzione della responsabilità, si considera “Soggetto Responsabile” l’atleta che monta o conduce il cavallo nell’evento in cui si effettua il controllo anti doping. L’inadeguatezza o la carenza della sicurezza in tali luoghi non costituisce esenzione di responsabilità. Il Soggetto Responsabile non è esentato dalle proprie responsabilità se ricorrono negligenza, imprudenza, imperizia o mancata conoscenza di norme o regolamenti.

Soggetti responsabili aggiuntivi

A seconda dei casi, possono essere ritenuti responsabili anche il proprietario del cavallo, se soggetto diverso dal detentore o atleta, l'allenatore, altro personale di supporto di scuderia.

Tempi di sospensione

Per le sostanze utilizzabili a fine medico, ma vietate in caso di positività al test del doping, occorre rispettare, come consiglia la FEI stessa, non tanto i tempi minimi di sospensione, ma un più ampio margine di osservanza. Questo perché i test per i tempi di sospensione sono stati generalmente sperimentati su un numero minimo di cavalli, come 5 o 6. Del resto, dare farmaci con effetti collaterali ad individui sani per sperimentazione medica, non sarebbe di certo approvato dagli enti di promozione del rispetto degli animali. Dunque, i cavalli non sono numeri, il tempo di sospensione di uno, può non corrispondere al tempo di sospensione dell'altro. Solo osservando un margine più ampio del minimo di sospensione dalle gare, si può stare sufficientemente sereni che sostanze a potenziale azione dopante non saranno percepibili dagli esami.

Regola da osservare

Vince chi non bara. Se un cavallo sta male, non partecipa alle gare ma viene curato per tutto il tempo necessario. Quando è nuovamente in forma, tale per cui non vanno soppressi farmacologicamente sintomi di inadeguatezza, di debolezza, di dolore, quanto altro, può ritornare a gareggiare. Chi commette frode sportiva e/o maltrattamento, se individuato, risponde sia in giustizia sportiva sia in giustizia ordinaria e l'ignoranza non è una scusa. Quindi informarsi correttamente con il proprio veterinario di fiducia prima di somministrare farmaci ad equidi in carriera sportiva.

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