Traduci

Italian English French Spanish

Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

Approfondisci qui...

La prevenzione, in un sistema che offre la certezza della pena, dovrebbe sempre essere il primo obiettivo.

Parte della prevenzione occorre sia fatta dando enorme valore alle sanzioni, che sono di monito a chi volesse seguire lo stesso percorso sbagliato.

Per quanto possa sembrare - per chi è sciocco - una considerazione cinica, l'essere umano non è intrinsicamente buono. Al massimo è neutro, ed è l'ambiente che lo circonda che lo tira dalla parte della "luce", piuttosto che da quella dell'"oscurità".

Il permissivismo incoraggia il reato nell'ambiente di cavalli.

La pulsione al reato, che sia doping chimico o meccanico, molestia sessuale, stalking, revenge porn, mala gestione dei cavalli, piuttosto che maltrattamento, o qualsiasi altro reato/comportamento scorretto/antisportivo si possa ravvedere nel mondo del cavallo, può originarsi in una persona di qualsiasi estrazione socio economica, che frequenti il mondo del salto ostacoli, come quello dei palii, o quello dell'equitazione di campagna.

Non esistono condizioni di favore, neppure la possibilità di accesso alla cultura equestre, che realmente prevengano. E non esiste condizione di disagio, come l'avere pochi soldi, che ineluttabilmente porta a non rispettare il cavallo o le persone.

Sono le scelte personali, in risposta ai condizionamenti esterni, che determinano il cammino individuale.

La punizione, se somministrata con giustizia, non in modo discrezionale, o vendicativo, che sia sotto forma di deferimento, di sanzione pecuniaria, di appiedamento, di articolo di giornale che punta il dito nella piaga, dovrebbe avere sempre il valore di reprimere la reiterazione del comportamento.

La prevenzione si gioca tutta istigando il timore a una punizione.

Il valore riparativo della pena ha anche un valore sociale. Tutti devono sapere che a tale reato corrisponde tale punizione, perché sia di monito a non intraprendere la strada sbagliata.

Un sistema sanzionatorio efficace toglie la sensazione d’impunità, dissuade dal commettere reati e rende il mondo del cavallo migliore, o almeno la percezione dello stesso diventa migliore agli occhi dell'opinione pubblica.

Perché il monito sia veramente efficace non è tanto importante la severità, quanto la certezza della pena.

Troppi regolamenti, e la loro generale inosservanza, nuocciono gravemente alla giustizia. Le norme devono essere dunque non troppe, ma applicate con rigore.

La gente deve sapere che alla molestia sessuale di minore corrisponde la radiazione dal ruolo federale. La gente deve sapere che in caso di doping con la cocaina la pena è la sospensione per tot tempo e l'ammenda pecuniaria del quantum giusto. E via dicendo.

Compito delle associazione di tutela di persone e di cavalli è di chiedere che tutti i colpevoli, individuati con ragionevole certezza e secondo protocolli corretti, scontino effettivamente la pena inflitta e non la reiterino.

Troppe volte le eccezioni, il non rispetto della pena e delle regole, l'omissione di punire quando si dovrebbe, fa dimenticare che la miglior tutela degli sport equestri, dell'ippica, e di qualsiasi impiego dei cavalli, è la giusta punizione di chi sbaglia.

È altresì scandaloso offrire – a chi ha ricevuto una pena - ma manifesta il disprezzo per la stessa, di poter proseguire impunemente con incarichi prestigiosi. Ad esempio il fantino o cavaliere condannato per un reato grave, cui viene affidato il compito di rappresentare qualcosa di importante nel mondo del cavallo.

Il peggior nemico della promozione della diffusione del cavallo per sport, ludos, altro, sono le sue istituzioni che non fanno la cosa giusta quando sono chiamate a punire, reprimere, riparare, prevenire.

Per magari condannare al mobbing, all'isolamento sociale, alla censura, chi ha il coraggio di chiedere giustizia.

Fare la cosa giusta è una possibilità che hanno tutti, basta far tacere gli eventuali conflitti di interesse, premiando quello socialmente più importante in senso collettivo: la giustizia, con la sua certezza della pena.

Sei imputato di un reato: ti conviene patteggiare o affrontare il processo?

L'articolo affronta esclusivamente i pro e i contro in caso di abusi su minori, doping, maltrattamento cavalli, corse clandestine etc...  e non la giustizia o i principi morali.

IL PATTEGGIAMENTO è un accordo tra imputato (o prima ancora, semplice indagato) col Pubblico Ministero, vagliato dal Giudice, che permette di non affrontare il processo, accettando di essere colpevoli e avendo in cambio una condanna più leggera e "scontata". Si può applicare alla maggior parte dei reati, esclusi quelli più gravi.

PRO:

  • spetta uno sconto sulle pene fino ad 1/3

  • viene esclusa la parte civile: se c'erano singoli o associazioni/enti costituiti parte lesa, essi vengono esclusi dal risarcimento, e avranno diritto, al massimo, al risarcimento delle sole spese legali fino ad allora sostenute. Ciò non toglie che la parte offesa possa fare causa in sede civile ma raramente conviene, sia per la lunghezza del processo, sia perché il patteggiamento non è vincolante come ammissione di colpa dal giudice civile;

  • Se si chiede per tempo, prima della fissazione di una udienza dibattimentale, il giudizio non è pubblico (si svolge in camera di consiglio), evitandosi così spiacevoli pubblicità: chiunque, cronisti compresi, può presenziare invece al giudizio ordinario dibattimentale e quindi scrivere articoli sulla vicenda.

  • la sentenza non è appellabile dal P.M. che abbia prestato il consenso.

  • viene esclusa la condanna al pagamento delle spese processuali dello stato, se il patteggiamento è entro i due anni: tale cifra può andare da poche migliaia di euro a migliaia in presenza di costose perizie, etc, etc.

  • esclude l'applicazione di buona parte delle pene accessorie se il patteggiamento è entro i due anni

  • il reato si estingue dopo un certo tempo: sono 5 anni se la condanna è per DELITTO, 2 anni se per contravvenzione, sempreché il condannato non commetta nel frattempo un delitto ovvero una contravvenzione della stessa indole e purché la condanna resti entro i due anni di pena detentiva;

  • il costo della difesa (onorari del difensore) è minore rispetto al processo o più gradi di giudizio in caso di ricorsi

CONTRO:

  • L'imputato rinuncia a difendersi, ed accetta una condanna definitiva.

  • L'imputato rinuncia a maturare la prescrizione prima che la condanna divenga definitiva. Rinuncia inoltre a eventuale amnistia o a una depenalizzazione, nel caso il parlamento riveda il reato. Entrambe porterebbero ad un proscioglimento, senza condanna.


Andare a DIBATTIMENTO invece:

  • Si può provare la propria innocenza in uno dei gradi di giudizio.
  • Si può sperare nella prescrizione se il processo dura a lungo.
  • Non si ottiene alcun rimborso dallo stato se alla fine si esce innocenti.
  • In caso di condanna non ci sono sconti della pena.

COME PATTEGGIARE?

Serve accordo con il PM tramite il proprio legale.

Bisogna poi far fissare udienza avanti il GUP/GIP per convalida.



GIUSTIZIA SPORTIVA

Anche in giustizia sportiva sport equestri olimpici si può patteggiare, ottenendo uno sconto della pena e che la sentenza non sia pubblicata online sul sito della Federazione.

La regola di un buon esposto per la giustizia sportiva è individuare chiaramente chi, cosa, perché, come e quando.

1) CHI REDIGE IL DEFERIMENTO

“Il sottoscritto ......" inteso come nome e cognome, ruolo e tessera se pertinente.

2) PERCHE' SI DENUNCIA

Secondo l’art. pinco pallo del regolamento sportivo", magari facendo riferimento all'– Obbligo di denuncia, per cui, il tesserato che - in qualsiasi modo - venga a conoscenza di fatti che possano rientrare nelle ipotesi di infrazioni previste dal regolamento sportivo come:

  • illecito sportivo,
  • somministrazione ed uso di sostanze doping,
  • maltrattamento animale,
  • frode sportiva,
  • abuso di persona o di minore, come nel caso delle molestie sessuali,

deve informarne immediatamente la società di appartenenza e la Segreteria Federale con ogni mezzo idoneo (fax, email o PEC).

Sarebbe opportuno, ma non è obbligatorio, che a fare il deferimento fosse un testimone diretto.

3) A QUALE COMPETIZIONE O CIRCOLO IPPICO CI SI RIFERISCE

Documentare attentamente il contesto in cui è avvenuto l'ipotetico reato, con tanto di data, ora, indirizzo.

4) CHI E’ IL DEFERITO

Il tesserato pinco pallo, se ci sono più tesserati con lo stesso nome, aggiungere ogni possibile forma di identificazione ulteriore al nome e cognome.

5) COSA HA FATTO

Individuare la responsabilità. Se chi presenta il deferimento non è stato anche testimone dei fatti, è necessario raccogliere una esplicita e sintetica relazione dei testimoni e, soprattutto, identificare l'ipotetica vittima, umana o animale che sia.

6) EVENTUALI PROVVEDIMENTI ADOTTATI SUL CAMPO DI GARA DALLA COMMISSIONE GIUDICANTE

7) CHI SONO I TESTIMONI

8) REPERIBILITA’ DI CHI FIRMA IL DEFERIMENTO

Il proprio indirizzo completo e numero di telefono e mail per il contatto.

9) ALLEGATI

L'apparato probatorio di cui si dispone.


COSA ACCADE DOPO IL DEFERIMENTO

a) Se l'illecito è avvenuto durante una competizione, il collegio arbitrale avrà sicuramente fatto la sua parte di deferimento, il che agevola l'applicazione della sanzione relata e quindi una rapida definizione del procedimento.

b) Nel caso in cui, invece, la violazione sia stata commessa al di fuori di una competizione, l'istruttoria è più difficile e più lunga, perché in assenza di testimoni diretti plurimi, può essere la parola di uno contro quella dell'altro. Il tutto potrebbe chiudersi con insussistenza di prove per il reato o l'appello in Corte Federale per provarlo o smentirlo.

c) E’ opportuno sottolineare che per i tesserati è obbligatorio rispondere alle richieste di informazioni avanzate dagli organi disciplinari e la mancata risposta configura un particolare illecito disciplinare.


FAC SIMILE
Al Procuratore Federale
Presso Segreteria Federale
FISE

 

Il sottoscritto (Nome e Cognome) , (incarico) , manifestazione sportiva, (data), chiedendo l’intervento degli Organi di Giustizia Federale, espone quanto segue:
Il Sig. (Nome e Cognome), tesserato (indicare numero) della (Nome Società), prima/durante/dopo la gara, indicare la gara, del giorno, alle ore, ha detto, fatto, omesso....
Ai fatti hanno assistito oltre allo scrivente (se è stato presente) i Sigg.ri (Nome e Cognome, incarico, Società di appartenenza, altro).
Il sottoscritto è raggiungibile ai seguenti recapiti: indirizzo, email, telefono fisso e cellulare.
I Sigg.ri (persone interessate e/o testimoni), sono reperibili ai seguenti recapiti: indirizzo, email e/o telefono di ciascuno dei testimoni.
Si allegano: *foto/video/dichiarazioni scritte dei testimoni, altro.
Data,
Firma

La sofferenza dei cavalli potrebbe essere prevenuta o interrotta se qualcuno la vedesse e segnalasse.

Una cosa che sembra scontata, vedere la sofferenza, richiede invece uno sforzo, conoscenze specifiche e la capacità di muoversi, altrimenti si rimane inermi, spettatori passivi, incapaci di decifrare il disagio. Ciò spiega gli scandali che ogni tanto emergono, con casi di abuso e negligenza, su cavalli e su minori, che nessuno di coloro che queste creature avevano intorno è stato in grado di "leggere" allo stadio iniziale. Comprendere il malessere richiede la capacità di interpretarlo.

Purtroppo perché il maltrattamento emerga, va segnalato. Ciò significa la disponibilità di chi frequenta - nel caso dell'articolo qui presente - i cavalli a tenere gli occhi e le orecchie aperti - a prestare attenzione in modo non superficiale agli animali che vivono nella propria comunità o maneggio, con un'attenzione e sensibilità specifiche per il loro benessere.

Come amante dei cavalli, probabilmente sai che ci sono associazioni che lavorano per proteggere e salvare la vita di questi animali. Ma per essere efficaci, devono fare affidamento su buoni cittadini come te per denunciare l'abuso - perché semplicemente non hanno le risorse per fare tutto da sole.

Questo è ciò in cui puoi aiutare. Puoi essere gli occhi e le orecchie per i cavalli disperati e indifesi che non possono fare nulla per fermare il loro abuso.

In caso di sospetto abuso o negligenza, cerca questi segni:

    - Cavalli estremamente magri o emaciati
    - Ferite sul corpo
    - Malattia cronica
    - Zoppia associata all'obbligo di lavorare lo stesso
    - Segni di abuso fisico
    - Nessuna prova di cibo o acqua presenti
    - Mancanza di strutture adeguate al contenimento e protezione
    - Pelle bruciata dal sole
    - Mancanza totale di igiene

Ecco alcuni modi di aiutare se riscontri i segnali di negligenza o maltrattamento:

Sapere chi chiamare per segnalare crudeltà sui cavalli. In particolare asl veterinaria competente per territorio, carabinieri forestali, associazioni animaliste dedicate.
  
Effettua la chiamata. Senza telefonate di persone preoccupate che denunciano crudeltà o negligenza nella loro comunità o maneggio, nessuno saprà della sofferenza cui sono sottoposti i cavalli. Tutto inizia con TE - ecco perché è così importante tenere gli occhi e le orecchie aperti.

Fornisci il maggior numero possibile di informazioni quando comunichi la sofferenza dei cavalli. I dettagli che fornisci possono essere utili per aiutare le indagini. Usa il telefono per fare video o immagini e annota chi è stato coinvolto, la data in cui hai fatto le riprese e dove.
 
Combatti per il passaggio di norme più severe per la tutela animale. Leggi più severe significano pene più severe. Potresti ricevere e-mail occasionali che ti forniscono un elenco di modi in cui puoi aiutare. Ciò potrebbe includere la richiesta di scrivere lettere che incoraggiano i legislatori, piuttosto che le autorità locali, o le autorità sportive, a rispettare le leggi protezionistiche in vigore, applicando le pene corrispettive.

Sii di buon esempio per gli altri. Se hai cavalli, assicurati di mostrare sempre l'amore e la cura che meritano. Non preoccuparti solo di cibo, acqua e un rifugio adeguato. Se il tuo cavallo è malato o ferito, chiama il veterinario.

Non sostenere modelli di equitazione crudeli. Se nel maneggio che frequenti ci sono cavalli abusati o maltrattati, vittime di incuria o negligenza, cambia maneggio e denuncia. Rifiutati di far parte del sistema che permette la sofferenza dei cavalli, e addirittura di supportarlo con la tua omertà.   

Sostieni le organizzazioni di tutela dei cavalli. È un ottimo modo per fare la differenza. Ad esempio, puoi fare una donazione, sponsorizzare un cavallo, adottarne uno. In questo modo, contribuirai a fare la differenza.

Per ulteriori informazioni su come puoi aiutare, ti preghiamo di contattarci: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sii la voce per un cavallo che non può parlare da solo. Puoi contribuire a rendere il mondo un posto più sicuro per i cavalli, partendo dalla vigilanza sulla comunità che frequenti.

Spesso i termini "esposto", "querela", "denuncia", "segnalazione", "costituzione di parte civile" vengono utilizzati a sproposito, senza conoscere la differenza tra le varie azioni.

 

0. La segnalazione

Può essere una comunicazione informale, fatta a chiunque, relativa a un fatto che colpisce in qualche modo l'interessato. Più genericamente è una comunicazione, trasmissione di notizie fatta con qualsiasi mezzo al fine di mettere in evidenza una notizia, fatto, un comportamento. Non equivale a una denuncia,  può essere tranquillamente cestinata, specialmente se a giudizio del ricevente non contiene notizia di reato perseguibile di ufficio o non contiene informazioni complete. Ha la stessa forza di un reclamo o di un suggerimento.

1. La denuncia

La denuncia è l’atto con il quale chiunque abbia notizia di un reato perseguibile d'ufficio ne informa il pubblico ministero o un ufficiale di polizia giudiziaria.Per i privati, la denuncia è un atto normalmente facoltativo, tranne in pochi casi (bomba, terrorismo, si è perso un'arma regolarmente registrata, etc..).
La denuncia può essere presentata in forma orale o scritta.La denuncia deve contenere l'esposizione dei fatti ed essere sottoscritta dal denunciante; delle denunce anonime non può essere fatto alcun uso probatorio (possono però servire da stimolo per ulteriori indagini).La persona che presenta una denuncia ha diritto di ottenere attestazione della ricezione.

2. La querela

La querela è la dichiarazione con la quale la vittima, cioè la persona che ha subito un reato (o il suo legale rappresentante) esprime la volontà che si proceda per punire il colpevole.Non ci sono particolari regole per il contenuto dell'atto di querela, ma è necessario che, oltre ad essere descritto il fatto-reato, risulti chiara la volontà del querelante che il presunto autore venga perseguito penalmente.La querela deve essere presentata personalmente, o tramite legale, al pubblico ministero o ad un ufficiale di polizia giudiziaria entro 3 mesi dal giorno in cui si ha notizia del fatto che costituisce il reato (diventano 6 mesi per reati contro la libertà sessuale, cioè violenza sessuale o atti sessuali con minorenne).E’ possibile ritirare la querela precedentemente proposta (“remissione” della querela, che deve peraltro essere accettata), tranne nel caso di violenza sessuale o atti sessuali con minorenni, reati per i quali la querela non è più rimettibile. Se il reato denunciato è perseguibile di ufficio, la remissione della querela non impone alla procura di interrompere l'eventuale indagine e di concluderla con un reinvio a giudizio=processo.

3. L’esposto

L’esposto è l’atto con cui si richiede un intervento ad autorità in caso di dissidi tra privati per tentare un componimento bonario. Il contrasto può riguardare tanto controversie civili, che potenzialmente penali o che possono sfociare in ciò. Se nell'esposto si configura un reato perseguibile d'ufficio, il funzionario pubblico è tenuto a informare l'Autorità giudiziaria, la quale deciderà se perseguire o archiviare.
L’esposto è un procedimento amministrativo, non è possibile chiedere l'anonimato. La parte esposta dunque potrà chiedere l’accesso agli atti per i principi garantiti dal nostro ordinamento di trasparenza, del diritto alla difesa e della dialettica democratica. Quindi, ogni soggetto accusato di qualcosa deve poter conoscere con precisione, incluso estrarne copia, i contenuti e gli autori di segnalazioni, esposti o denunce che, fondatamente o meno, possano costituire le basi per l'avvio di un procedimento ispettivo, di controllo o sanzionatorio nei suoi confronti, in modo da potersi difendere da ingiuria o diffamazione.

4. La costituzione di parte civile

E' una manifestazione sottoscritta da un avvocato di significazione di interesse come parte offesa in un procedimento giudiziario. L'atto deve contenere:

  1. le generalità della persona fisica o la denominazione dell'associazione o dell'ente che si costituisce parte civile e le generalità del suo legale rappresentante; 
  2. le generalità dell'imputato nei cui confronti viene esercitata l'azione civile o le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo; 
  3. il nome e il cognome del difensore e l'indicazione della procura; 
  4. l'esposizione delle ragioni che giustificano la domanda; 
  5. la sottoscrizione del difensore. 

L'atto di costituzione di parte civile può essere presentato in udienza o fuori udienza. Non vi è alcun obbligo da parte della magistratura di accogliere l'istanza, quindi la costituzione può essere respinta in quanto il soggetto che la presenta non viene riconosciuto come parte lesa.

Sei arrivato fino a qui, perché non sostenere il network?