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Spesso i termini "esposto", "querela", "denuncia", "segnalazione", "costituzione di parte civile" vengono utilizzati a sproposito, senza conoscere la differenza tra le varie azioni.

 

0. La segnalazione

Può essere una comunicazione informale, fatta a chiunque, relativa a un fatto che colpisce in qualche modo l'interessato. Più genericamente è una comunicazione, trasmissione di notizie fatta con qualsiasi mezzo al fine di mettere in evidenza una notizia, fatto, un comportamento. Non equivale a una denuncia,  può essere tranquillamente cestinata, specialmente se a giudizio del ricevente non contiene notizia di reato perseguibile di ufficio o non contiene informazioni complete. Ha la stessa forza di un reclamo o di un suggerimento.

1. La denuncia

La denuncia è l’atto con il quale chiunque abbia notizia di un reato perseguibile d'ufficio ne informa il pubblico ministero o un ufficiale di polizia giudiziaria.Per i privati, la denuncia è un atto normalmente facoltativo, tranne in pochi casi (bomba, terrorismo, si è perso un'arma regolarmente registrata, etc..).
La denuncia può essere presentata in forma orale o scritta.La denuncia deve contenere l'esposizione dei fatti ed essere sottoscritta dal denunciante; delle denunce anonime non può essere fatto alcun uso probatorio (possono però servire da stimolo per ulteriori indagini).La persona che presenta una denuncia ha diritto di ottenere attestazione della ricezione.

2. La querela

La querela è la dichiarazione con la quale la vittima, cioè la persona che ha subito un reato (o il suo legale rappresentante) esprime la volontà che si proceda per punire il colpevole.Non ci sono particolari regole per il contenuto dell'atto di querela, ma è necessario che, oltre ad essere descritto il fatto-reato, risulti chiara la volontà del querelante che il presunto autore venga perseguito penalmente.La querela deve essere presentata personalmente, o tramite legale, al pubblico ministero o ad un ufficiale di polizia giudiziaria entro 3 mesi dal giorno in cui si ha notizia del fatto che costituisce il reato (diventano 6 mesi per reati contro la libertà sessuale, cioè violenza sessuale o atti sessuali con minorenne).E’ possibile ritirare la querela precedentemente proposta (“remissione” della querela, che deve peraltro essere accettata), tranne nel caso di violenza sessuale o atti sessuali con minorenni, reati per i quali la querela non è più rimettibile. Se il reato denunciato è perseguibile di ufficio, la remissione della querela non impone alla procura di interrompere l'eventuale indagine e di concluderla con un reinvio a giudizio=processo.

3. L’esposto

L’esposto è l’atto con cui si richiede un intervento ad autorità in caso di dissidi tra privati per tentare un componimento bonario. Il contrasto può riguardare tanto controversie civili, che potenzialmente penali o che possono sfociare in ciò. Se nell'esposto si configura un reato perseguibile d'ufficio, il funzionario pubblico è tenuto a informare l'Autorità giudiziaria, la quale deciderà se perseguire o archiviare.
L’esposto è un procedimento amministrativo, non è possibile chiedere l'anonimato. La parte esposta dunque potrà chiedere l’accesso agli atti per i principi garantiti dal nostro ordinamento di trasparenza, del diritto alla difesa e della dialettica democratica. Quindi, ogni soggetto accusato di qualcosa deve poter conoscere con precisione, incluso estrarne copia, i contenuti e gli autori di segnalazioni, esposti o denunce che, fondatamente o meno, possano costituire le basi per l'avvio di un procedimento ispettivo, di controllo o sanzionatorio nei suoi confronti, in modo da potersi difendere da ingiuria o diffamazione.

4. La costituzione di parte civile

E' una manifestazione sottoscritta da un avvocato di significazione di interesse come parte offesa in un procedimento giudiziario. L'atto deve contenere:

  1. le generalità della persona fisica o la denominazione dell'associazione o dell'ente che si costituisce parte civile e le generalità del suo legale rappresentante; 
  2. le generalità dell'imputato nei cui confronti viene esercitata l'azione civile o le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo; 
  3. il nome e il cognome del difensore e l'indicazione della procura; 
  4. l'esposizione delle ragioni che giustificano la domanda; 
  5. la sottoscrizione del difensore. 

L'atto di costituzione di parte civile può essere presentato in udienza o fuori udienza. Non vi è alcun obbligo da parte della magistratura di accogliere l'istanza, quindi la costituzione può essere respinta in quanto il soggetto che la presenta non viene riconosciuto come parte lesa.

 Il reato di maltrattamento su animali

Questo reato è disciplinato dall'art. 544 ter del Codice Penale, che promette di punire chiunque provochi una lesione o sottoponga a sevizie o a fatiche, o a lavoro insopportabile, un animale, attraverso una multa che va dai 5.000 ai 30.000 euro o, in casi particolarmente gravi, con la reclusione dai 3 ai 18 mesi. 

Maltrattamento non è solo l'azione materiale che provoca la lesione fisica, ma qualsiasi condotta che leda alla dignità di vita dell'animale o un tipo di gestione incompatibile con l'etologia della specie e i suoi bisogni.

Eccesso di lavoro e di stress tali da portare a sofferenze psico-fisiche, ambienti igienicamente non curati, denutrizione, cure inadeguate tali da provocare un danno permanente all'animale, particolari tipi di addestramento coercitivi che utilizzano violenza gratuita... sono molte le circostanze che, sulla carta, possono essere definite maltrattamento animale. 

Nel caso in cui l'animale poi muoia, vi è l'aggravante prevista dal terzo comma dell'art. 544 tre c.p, che aumenta la pena della metà.

Purtroppo, tutto questo rimane quasi solo sulla carta, mentre nella realtà fattiva, il reato di maltrattamento di animali, specialmente di animali non d'affezione, per l'ordinamento giuridico italiano, quali sono gli equini, rientra nei cosiddetti reati minori per i quali le autorità preposte quasi mai sono orientate a una interpretazione severa del danno subito dagli animali.

Il maltrattamento, perché sia perseguibile, deve essere certificato da una autorità. L'opinione del segnalante non fa fede per la legge. L'opinione che fa fede è quella delle autorità preposte per la vigilanza e in particolare una delle stime più rilevanti, perché il reato sia perseguito o meno, è quella dell'autorità sanitaria locale, la asl veterinaria, area C, benessere animale.

Dunque, occorre armarsi di santa pazienza e tenere presente che la propria opinione, cioè che vi sia o non vi sia maltrattamento.. non è detto che combaci con quella delle autorità preposte.

A quali autorità segnalare?

Se si è testimoni di un reato di maltrattamento che vede coinvolti gli equini si può procedere in diversi modi. Telefonicamente, ai numeri verdi di seguito indicati, si possono chiamare il Corpo Forestale al 1515, i Carabinieri al 112, la Polizia di Stato al 113, la Guardia di Finanza al 117, le Polizie locali chiamando il centralino del Comune o della Provincia nella quale è in atto la violenza, la Sanità Animale locale chiamando il centralino del Comune ove si trova l'animale sottoposto al maltrattamento. 

La segnalazione fatta in questo modo però potrebbe non avere la massima efficacia. Le forze che si vanno a chiamare, infatti, sono limitate da una normativa "inconsustanziale" per il maltrattamento equino, ovvero una regolamentazione che non facilita la certificazione del maltrattamento, a meno che le condizioni degli animali non siano così tragiche da far temere la morte immediata degli stessi per denutrizione o altre cause in cui si possa provare la responsabilità del proprietario o detentore.

Meglio allora segnalare per iscritto, corredando la segnalazione da tutte le prove documentali (foto, video, documenti) che possano avvalorare la segnalazione e, in un certo qual modo, offrire alle forze dell'ordine una motivazione in più per agire in modo più rigoroso avendo alle spalle una sorta di "mandato" che, ai fini di un evventuale sequestro, dimostra l'esistenza di un denunciatore terzo da cui è scaturita l'azione delle forze di pubblica giustizia.

Nei casi più gravi, di cui si è certi di avere prove incontrovertibili, tali da non incorrere nel reato di calunnia e diffamazione, si può passare dalla segnalazione alla denuncia vera e propria alla Procura della Repubblica di competenza.  In questo caso, ci si può recare alla locale stazione dei carabinieri, fare la denuncia, allegando tutte le prove possibili, e sarà compito dei carabinieri trasmettere la denuncia alla Procura. Nel caso di denuncia, sarà la Procura della Repubblica ad avviare l'accertamento dei fatti mediante l'attribuzione dell'indagine al corpo di forze dell'ordine che il Procuratore ritiene più adeguato per la tipologia di reato. L'indagine può rimanere aperta fino ai 6 mesi o anche all'anno, può chiudersi per insussistenza del reato o arrivare al rinvio a giudizio, cioè al procedimento giudiziario vero e proprio, nel caso il reato sia accertato dalle forze dell'ordine.

Attenzione a non presentare denuncia, ma solo segnalazione, se non si hanno le prove adeguate perché si potrebbe essere soggetti alla controquerela per diffamazione.

Il ruolo delle associazioni animaliste

Le associazioni animaliste non si possono sostituire alle forze dell'ordine, non possono sequestrare gli animali di propria volontà, né la loro opinione sul reato fa necessariamente testo per le istituzioni italiane. Dunque, le associazioni animaliste possono offrire un servizio di consulenza e di affiancamento al segnalante/denunciante, affinché ci siano chance maggiori di arrivare a un intervento che, in qualche modo, migliori la gestione dell'animale o lo metta in sicurezza. 

Nel particolare caso di corse clandestine di cavalli

In questa tipologia di reato, è quanto più importante intervenire nella flagranza di esso, dunque durante la corsa vera e propria. La segnalazione andrebbe dunque fatta prima che la corsa si compia, anche in via anonima, telefonando al 113. Importante è infatti poter puntare il dito, senza ombra di dubbio, sulle persone coinvolte. Foto e video, a reato già commesso, non sempre permettono di identificare senza possibilità di dubbio gli autori del reato. Nè danno indicazioni precise su dove si trovi la stalla di detenzione dei cavalli. Attraverso foto e video, inoltre, non sempre è possibile indicare senza ombra di dubbio l'identità dei cavalli. Per sconfiggere però le corse clandestine, occorre rimuovere l'omertà e la paura della gente che sa e che non se la sente di parlare. Proprio per questo, suggeriamo per questa particolare tipologia di reato la segnalazione in forma anonima al 113 o l'affiancamento di una associazione animalista. Tenete però conto del fatto che le associazioni animaliste quasi mai hanno i mezzi per un'indagine probatoria in proprio (occorrerebbero appostamenti, telecamere nascoste, competenze specifiche di indagine... mezzi che possiede la polizia, non di certo l'associazione animalista. Né questa, spesso, ha le risorse economiche per assoldare un investigatore privato che raccolga le prove necessarie a istituire un caso sul quale le forze dell'ordine non possano tirarsi indietro). Quindi, se non si è in possesso delle prove incontrovertibili del reato, ben poco potrà fare l'associazione animalista per indurre le forze dell'ordine a procedere contro i delinquenti. 

Come segnalare a Horse Angels:

Via email o via post o via segreteria telefonica, come contatto iniziale, per spiegare sommariamente il caso. Tenete presente che non siamo guardie ecozoofile, quindi non siamo abilitati a fare sopralluoghi. Possiamo solo assistere nella segnalazione alle autorità, piuttosto che sostituirci nel segnalare alle autorità, ma solo se la segnalazione è corredata da prove adeguate: foto, video, certificati medici, testimonianze scritte, sono alcuni degli esempi di prove documentali che possano rafforzare la segnalazione. In loro assenza, possiamo aiutarvi esclusivamente a comprendere innanzitutto se esistono gli estremi per qualche tipo di reato (mala gestione, piuttosto che maltrattamenteo), e ad inviduare, dove vivete, a chi riferirvi per poter fare la segnalazione. 

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Segreteria telefonica e fax: 0547077180

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In Italia non esiste una legge specifica sulla tutela degli equini. Esistono una serie di norme frammentarie e un codice di tutela che non è però una legge e dunque ottenerne l'applicazione per diritto è assai difficile. Questo non significa che non sia possibile tutelare gli equini, anche legalmente, ma rende sicuramente la situazione complessa e non alla portata di tutti. 

La tutela legale dei cavalli è un fiore all'occhiello di Horse Angels. Attraverso i legali che hanno aderito al nostro sportello di tutela equina, siamo riusciti a costituirci in diversi procedimenti giudiziari, nonché ad accenderne qualcuno, arrivando in alcuni casi alla condanna in primo grado. 

Purtroppo i reati contro gli animali sono reati minori nel nostro ordinamento, soggetti dunque a prescrizione nel giro di 7 anni.

La tutela giuridica ordinaria non è l'unica forma di tutela. Si distingue infatti in vero e proprio maltrattamento, un reato penale, purtroppo catalogato tra quelli di gravità "minore", ove la giustizia è amministrata tramite Procure della Repubblica; in giustizia sportiva, amministrata da organi di competenza interna che variano a seconda del circuito di attività cui è eventualmente iscritto il cavallo e in cattiva gestione. Quest'ultima è correggibile tramite sanzioni e l'organo deputato alle prescrizioni è solitamente l'autorità locale per il benessere animale, ovvere l'asl veterinaria. 

Chiunque sia a conoscenza di un reato su equini, laddove l'equino non sia iscritto ad alcun circuito sportivo (se è iscritto si può pensare anche a un esposto all'ente organizzatore del circuito) può dunque rivolgersi alla asl veterinaria di riferimento, tenendo presente che è assai difficile, in ogni caso, ottenere una correzione del reato sulla base della vostra sensibilità. Ciò che per voi reato, per leggi e regolamenti italiani può non esserlo. C'è anche il problema dell'interpretazione che danno alle norme i singoli deputati locali al benessere animale, che rende la discrezionalità altissima. 

A questo servono le associazioni animaliste. Non possono sostituirsi all'organo di pubblica giustizia e sanzionare, sequestrare, far chiudere e via dicendo, ma possono, verificato che ci siano i prerequisiti legali, rafforzare (rendere più pesante) la segnalazione, piuttosto che esposto, denuncia querela (quando presentata direttamente in procura) e via dicendo.

Horse Angels è disponibile a dare consulenza, ovvero assistenza a seconda dei casi, nelle segnalazioni per maltrattamento. Prima di segnalare un'ipotesi di maltrattamento a Horse Angels, accertarsi di aver letto l'articolo successivo: La segnalazione o denuncia.

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